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Tornano le zecche. In Veneto attive prevenzione e vaccinazione

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Anche quest’anno, con l’approssimarsi della stagione calda di cui si è già avuto un assaggio, sta ricomparendo in alcune parti del Veneto il fenomeno della presenza delle zecche. Il loro morso è pressoché indolore, ma può provocare alcune malattie, come la ticket born encephalitis (TBE), tutte curabili.

Quest’anno il numero di zecche sembra maggiore, almeno in base al numero di campioni conferiti agli ospedali e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; per campioni si intendono zecche rimosse da persone o animali da compagnia dopo una passeggiata all’aperto. Il motivo potrebbe essere attribuito sia a fattori ecologici/climatici che sociali.

Quest’anno è stato caratterizzato da un arrivo precoce della primavera con temperature piuttosto elevate già a marzo. Questo potrebbe aver contribuito a far aumentare la fauna selvatica, in particolare i piccoli roditori selvatici che hanno trovato più cibo e più tempo per moltiplicarsi.

Di conseguenza, anche le zecche hanno trovato più ospiti su cui nutrirsi ed anche loro hanno avuto moto di moltiplicarsi di più e per un periodo più lungo. L’altro motivo, molto probabilmente di natura sociale è rappresentato da un aumento delle attività all’aperto (passeggiate, escursionismo, ecc.) come voglia della popolazione di “vivere la natura” dopo due anni di restrizioni  causate dalla pandemia; questo ha portato ad un aumento della possibilità di contatto tra uomo e zecca. Le aree più infestate restano sempre quelle della fascia pedemontana e le zone collinari (colli euganei, colli berici, ecc.).

L’habitat preferito delle zecche è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con preferenze ambientali che dipendono dalla specie. La zecca dei boschi prospera in presenza di clima fresco e umido mentre la zecca del cane frequenta maggiormente zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. La presenza delle zecche dipende essenzialmente dalla presenza di ospiti da parassitare sul territorio. Per questo, luoghi come stalle, ricoveri di animali e pascoli sono tra i loro ambienti preferiti.

Le zecche non saltano e non volano sugli ospiti sui quali si nutrono ma generalmente si portano sull’estremità delle piante erbacee o dei cespugli aspettando il passaggio di un animale al quale aggrapparsi (uomo incluso). Grazie all’anidride carbonica emessa e al calore del corpo, questi parassiti possono avvertire la presenza di un possibile ospite e vi si insediano conficcando il rostro nella pelle cominciando a succhiarne il sangue. La puntura è generalmente indolore perché le zecche inoculano nell’ospite una certa quantità di saliva che contiene principi anestetici. Generalmente le zecche rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.

Ad oggi, nel 2022, sono stati notificati 2 casi di TBE dalla Ulss 1 Dolomiti di cui uno residente nella provincia di Trento, mentre nel 2021 le notifiche sono state 6 per encefaliti da zecche e 9 infezioni da TBE.

Dal 2019 la Regione garantisce la vaccinazione anti-encefalite da zecche (TBE) disponendo la gratuità della stessa, su richiesta per tutte le persone residenti nell’Azienda Ulss 1 Dolomiti (Provincia di Belluno). Nel resto del territorio regionale è offerta gratuitamente ai soggetti appartenenti ad alcune categorie a rischio, quali volontari del soccorso alpino e volontari della Protezione Civile. Nelle zone a moderata e bassa endemia delle altre Ulss del Veneto, verrà resa disponibile ad un prezzo agevolato, di euro 25 a dose.

Oltre alla vaccinazione esistono anche alcune norme comportamentali di prevenzione: esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. In generale, è consigliato:

  • indossare abiti chiari (perché rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
  • evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta
  • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi
  • trattare sempre gli animali domestici (cani) con appositi prodotti contro le zecche, soprattutto a ridosso di una escursione
  • controllare, scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni per poi lavarli.

Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti e anche per scoraggiare l’attacco delle zecche (a base di DEET o N-dietiltoluamide e Icaridina o KBR3023).

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