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Togliere la domenica gratuita piace ai direttori di museo ma non ai critici d’arte

3 minuti di lettura

Bocciata da autorevoli nomi della critica d’arte l’idea di differenziare la gratuità di accesso ai Musei

 
La bufera social di questi giorni vede al centro il ministro della Cultura e del Turismo in carica, Alberto Bonisoli, e la sua proposta di abolire la prima domenica del mese a ingresso libero per i musei statali. Una novità che era stata introdotta nel 2014 dall’ex ministro Dario Franceschini.
Autorevoli nomi della critica d’arte vedono in tale cambiamento un danno per il Paese. A tal proposito Vittorio Sgarbi, scrittore d’arte, opinionista televisivo e parlamentare di Forza Italia ha sostenuto come “l’obiettivo di qualunque governo democratico, di qualunque Paese civile, è aprire i musei ai cittadini perché sappiano chi sono e da dove vengono” (ilgiornale.it), prospettando a tal proposito la soluzione di prevedere un ingresso gratis per gli italiani e a pagamento per gli stranieri.
 
Daniele Radini Tedeschi, a capo di padiglioni esteri alla Biennale di Venezia nonché autore di una rubrica d’arte sulla televisione di Stato, afferma che “differenziare la gratuità crea un grave problema di comunicazione generando il rischio di avere pochissimi fruitori ma anche un danno alle realtà culturali minori” (iltempo.it) e aggiunge: “Si potrebbe prevedere tutti i giorni una entrata gratis a favore di alcune categorie sociali come i disoccupati, le famiglie con reddito insufficiente. Occorre guardare gli esempi che l’estero offre si pensi a tutti quei Musei in qui l’ingresso è libero come la National Gallery di Londra, la Modern Tate Gallery, il British Museum”.
 
Infine Philippe Daverio, scrittore e divulgatore culturale, in modo netto dichiara che “a questo esecutivo della cultura non frega niente… Resto pessimista sul fatto che si possa cambiare rotta” (lettera43.it), aggiungendo poi: “Negli Stati Uniti si paga mediamente il 32% di tasse. Io ne pago il 70% avrò ben diritto di avere qualcosa in cambio. Di godere un opera d’arte e non solo un anonimo Consiglio Regionale”. La soluzione, stando alle parole dell’intellettuale, potrebbe essere quella di “regionalizzare le competenze culturali” per un miglior funzionamento dell’Arte e della Cultura tutta.
 
Al contrario, alcuni direttori di museo sostengono la decisione del ministro, tra i quali Eike Schmidt della Galleria degli Uffizi che afferma come si potrebbe “sviluppare ulteriormente questa misura (la gratuità), introducendo forti sconti o fare delle aperture gratuite in bassa stagione” (firenze.repubblica.it). Inoltre, dice, “si potrebbe puntare sulle identità locali e regionali: su Firenze a me piacerebbe fare delle iniziative, gratuite o con sconti fortissimi, nel giorno dedicato a Anna Maria Luisa de’ Medici”, in tale ottica i musei diverrebbero “catalizzatori dell’identità locale”.
 
Il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, ha spiegato: “Per come l’ho capita io, sono favorevole all’idea del ministro. Bonisoli conferma la necessità di giorni e di fasce di gratuità, però ritiene di uscire dalla formula fissa delle prime domeniche del mese e avere più formule per tener conto delle diverse realtà” (ilfattoquotidiano.it).
 
Ancora, Alfonsina Russo alla guida del Colosseo, risponde: “Sono favorevole a dare ampia libertà ai direttori, perché ogni museo vive in un contesto specifico. E in quello va studiato e gestito” (Ansa.it) e aggiunge: “Nel nostro caso si potrebbe pensare invece a una gratuità per una parte del sito, limitata a Foro Romano e Palatino. Oppure, meglio ancora, diversificare per fasce orarie. Anche per attrarre i residenti, si potrebbero incentivare i pomeriggi di visita gratuita”.
 
Anna Coliva della Galleria Borghese sostiene che “quella del ministro sembra una proposta sensata, perché le domeniche gratis ai musei delle grandi città d’ arte non tolgono o aggiungono nulla: il contributo dell’iniziativa è nullo” (dagospia.com). Poi aggiunge: “Penso che questo tipo di iniziativa debba essere gestita direttamente dal responsabile del museo. Sono io che devo decidere il giorno o le fasce orarie in cui far entrare gratuitamente le persone. E sceglierei i momenti in cui ho flussi storicamente bassi. La domenica può essere interessante per le realtà locali, non per i grandi musei”.
 
Serena Bartolucci, a capo di Palazzo Reale di Genova, ipotizza anche “ogni giorno un’ora di visite gratuite al pubblico” (dagospia.com), mentre Peter Aufrieter direttore della Galleria delle Marche di Urbino appoggia l’idea di avere “maggiore flessibilità” e ancora favorevole è il Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, che senza alcun dubbio esclude per la sicurezza dei capolavori “nessuna apertura gratuita almeno nei periodi di maggior afflusso turistico a Firenze” (dagospia.com).
 
Insomma, staremo a vedere a settembre che tipo di riforme verranno intraprese nella gestione e valorizzazione dei Beni culturali.

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