Italian flag
ItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

Tirare a campare

1 minuti di lettura

Tirare a campare vuol dire non avere una visione e non avere una missione. Si racconta che Alessandro, nel pieno della sua grandezza come potere e successo, domandò al suo illustre precettore Aristotele se ci fosse al mondo qualcuno migliore di lui. Il filosofo gli rispose prontamente: c’era qualcuno, in Atene, migliore di Alessandro.

Era un modesto artigiano che ogni giorno, alla stessa ora, apriva la sua bottega, vendeva le sue modeste merci e ne preparava altre. A sera tornava a casa dalla sua famiglia, educava i figli al rispetto e alla dignità, e così ogni giorno della sua lunga esistenza. “Fortunato questo ateniese”, concluse il filosofo: vide crescere i figli e i figli dei figli, preparato a chiudere la sua esistenza nelle braccia e secondo la volontà degli dei.

Alessandro raggelò e continuò a credere nella sua missione, secondo la sua visione.

Oggi si accusano i politici di essere arrivisti ambiziosi senza una visione del futuro. Manca il leader, cioè colui che guida un popolo lungo la strada di un avvenire glorioso. Eppure, il pensiero moderno — per quanto debole — ci riporta a una certezza: tutto ciò che facciamo ha un tempo e un valore limitato.

I faraoni costruivano edifici grandiosi per un’eternità in cui credevano. Le imprese di oggi possono durare, se si è fortunati, un lustro o poco più. E va bene così: si costruisce non per un “sempre”, ma per un “poco”. Quel tanto che basta per tirare a campare.

Se la visione è diventata un miraggio e la missione una retorica vuota, resta la costruzione del “poco”. Non è un fallimento. Se il “sempre” è un inganno dei tiranni, il “tanto quanto basta” è la misura dell’uomo.

Costruire per un tempo breve significa smettere di sacrificare il presente sull’altare di un futuro che non ci appartiene. In questo scenario, “tirare a campare” smette di essere il rifugio dei mediocri e diventa l’accettazione stoica della nostra finitezza.

In un mondo di ruderi con la pretesa di eternità, l’onestà di chi costruisce per l’oggi non è solo una necessità: è l’unica concreta possibilità che ci resta per stare bene.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…
CiboSlide-mainVenezia

A Venezia i cuochi di "Tocia! Cucina e Comunità" entrano nella cucina di Sestante – Osteria di Mare

2 minuti di lettura
Una nuova fase per l’osteria veneziana Sestante: fino al 15 dicembre si trasforma in un’osteria contemporanea dove la qualità della proposta gastronomica…
ItaliaSlide-mainSport

Le Azzurre contro gli Usa

1 minuti di lettura
Scelta la formazione che questa sera affronterà gli Usa nella seconda sfida americana delle WXV Global Series 2026 NASHVILLE (USA) – Dopo…