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Tiramisù, leggende culinarie in quel di Treviso

2 minuti di lettura

Se c’è una cosa che in Italia sappiamo fare bene è sicuramente il darsi da fare in cucina. Da Nord a Sud, isole comprese, non sarà mai un problema trovare qualcosa di buono sia da mangiare che da bere, anche la tradizione vinifera è un caposaldo del gusto Made In Italy, ma non dimentichiamoci di un elemento fondamentale.

Esatto, e da che mondo e mondo, che pasto sarebbe senza il dolce alla fine? Esatto, quella cosa per cui si trova sempre il famoso “posticino” nello stomaco anche se si dichiara di essere sazi! In ogni caso ci potete scommettere quello che volete che, dubitiamo che ci sia questa categoria sui casino live ma non si sa mai, assieme al gelato ed al sorbetto c’è un dessert che mette d’accordo tutti.

Questi altri non è che il tiramisù! Un autentico gioiello cremoso della tradizione culinaria tricolore che, ad ottobre, verrà anche celebrato a Treviso con la sesta edizione della Tiramisù World Cup 2022. Una competizione che fa venire l’acquolina alla bocca solo al pensiero!

Nonostante la dolcezza e la morbidezza del tiramisù, però, tale dolce è sempre stato oggetto di dibattito riguardo alle sue origini. Infatti l’eterna lotta tra Veneto e Friuli – Venezia Giulia non sembra mai voler finire, e su questo Luca Zaia è tornato più volte sull’argomento, ma non entriamo in questi dettagli.

Cerchiamo anzi qualcosa di più tradizionale, di più folkloristico, di più “leggendario” se vogliamo sempre legato al mondo del tiramisù. Una leggenda che però ha più di un fondo di verità, ma andiamo avanti con un po’ di ordine!

Ci troviamo nelle assolate campagne, è ora di pranzo ed i contadini si sono fermati per mangiare e recuperare le forze dopo il lavoro sotto il sole cocente. Ovviamente non c’erano certo tutte le comodità del giorno d’oggi, ma si sa che persino “l’arte di arrangiarsi” sembra essere una caratteristica tutta italiana.

Per riprendere un po’ di energie infatti, pare che i contadini mangiassero il famoso “sbatudin” che consisteva in un tuorlo d’uovo sbattuto al quale veniva mischiato dello zucchero. Non vi ricorda già qualcosa?

Bene, dalle campagne passiamo ora alle città, nello specifico Treviso, dove in Piazzetta Ancillotto sorgeva una casa di appuntamenti gestita da una grintosa matrona locale. Pare infatti che avesse una maniera tutta sua per far “ricomporre” i clienti dopo un incontro oppure prepararli se li vedeva “non in forma”.

Al detto di “’desso ve tiro su mi”, la matrona dava loro un piatto con una generosa porzione di quello che poi sarebbe diventato il tiramisù (leggenda vuole che da qui venga il suo curioso nome). Il dolce in questione ebbe talmente successo che, nel giro di qualche tempo, finì per essere venduto nelle pasticcerie e nelle osterie diventando uno dei più richiesti della zona.

Certo, non si sa quanto ci sia di vero in questa storia, ma è pur sempre interessante non trovate anche voi? Una storia che continua ancora al giorno d’oggi piena di varianti, scorpacciate e tanto amore per uno dei dolci più famosi di tutto lo Stivale.

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