Ci sono delitti che maturano, si esauriscono e concedono l’oblio, altri che ancora oggi scuotono
Terry Broome e Francesco D’Alessio che all’alba del 26 giugno 1984 scrivono da protagonisti una pagina di cronaca nera che ancora vaga nelle memorie. In una Milano da bere che, per quanto riguarda l’etimo doveva ancora emettere i primi vagiti. Il canovaccio è spiccio, la modella inquieta, il playboy ricco, figlio di papà Carlo che nel mondo degli ippodromi ha fatto fortuna, e lui ne segue le gesta, scommettendo anche, ma soprattutto girando il mondo alla ricerca di purosangue da acquistare, con un grande innegabile fiuto. Cosa che sembra non avere in famiglia, con la separazione da una ex modella statunitense e due figli piccoli. Gli eccessi, la cocaina, la vita al contrario e le notti smodate poi fanno il resto, fino alla conoscenza fatale, che di nome fa Terry. Modella americana, sorella di Donna, che a Milano sembra aver più grazia di lei, ben introdotta nel carnet delle agenzie, a suo agio nella capitale della moda e del glamour, Terry invece no, è reduce da un matrimonio violento e fallito e arriva a Milano instabile. Terry e Francesco si diceva, che si incontrano al Nepentha, un club di culto all’ombra del Duomo, dove lei è con il fidanzato Giorgio Rotti, gioielliere, e dove D’Alessio tenta un approccio, fallendolo. Ma il tutto è solo un frutto della prima conoscenza fatta in casa di amici alcuni mesi prima. Tra avances, abusi verbali e umiliazioni si consuma l’ultima notte di D’Alessio, ma anche il punto zero di Terry, che rientrata al Principessa Clotilde sente Rotti che le chiede di restituire l’anello di fidanzamento, per chiudere la relazione. La Broome in preda al suo girone dantesco composto da alcool, cocaina e rabbia a dismisura a questo punto prende una Smith & Wesson calibro 38 di Rotti e si reca in corso Magenta a casa di Francesco, dove, da quello che sappiamo oggi, la scena presenta nuances ancora differenti, tra l’ennesima lite, la coca e i drink Terry impugna la pistola ed esplode cinque colpi, non tutti colpiscono D’Alessio, che comunque muore. Poi la fuga in Svizzera, dove viene catturata alcuni giorni dopo, il processo, la condanna e il ritorno negli Stati Uniti. Con un unico desiderio, essere dimenticata.
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