Site icon Il Nuovo Terraglio

Terremoto in Giappone, evacuati quasi 100mila residenti

Japan relief location map.Equirectangular projection.Geographic limits to locate objects in the side map with the Ryukyu Islands:.N: 39°32'25" N (39.54°N).S: 23°42'36" N (23.71°N).W: 110°25'49" E (110.43°E).E: 131°26'25" E (131.44°E)

Il 1° gennaio un potente terremoto ha colpito il Giappone centrale: al momento si registrano 48 persone decedute, edifici distrutti, energia elettrica fuori uso in decine di migliaia di case. I residenti delle aree costiere sono stati costretti a fuggire verso terreni più elevati.

GIAPPONE – Il terremoto ha colpito alle 16.10 ora locale a una profondità di 10 chilometri (6 miglia) nella penisola di Noto della prefettura di Ishikawa, secondo lo United States Geological Survey (USGS).

Il sisma con una magnitudo preliminare di 7,6 ha innescato ondate di circa 1 metro lungo la costa occidentale del Giappone e la vicina Corea del Sud.

“Sono stati confermati danni molto significativi, numerose vittime, edifici crollati e incendi”, ha detto stamattina il premier giapponese Fumio Kishida. “Dobbiamo correre contro il tempo” per salvare vite umane, ha aggiunto. Oltre 200 edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati dalle fiamme nella città di Wajima in seguito agli incendi scoppiati a causa del terremoto, secondo i vigili del fuoco.

L’Agenzia meteorologica giapponese (JMA) ha inizialmente emesso un importante allarme tsunami – il primo dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011 che ha colpito il nord-est del Giappone uccidendo quasi 20mila persone – per la prefettura di Ishikawa. In seguito lo ha declassato e alla fine lo ha ridotto a un avviso.

In copertina, By Alexrk2 – File:Japan location map with side map of the Ryukyu Islands.svg, (Chumwa)AVHRR Land CoverSRTM Data, ETOPO1Natural Earth 1 (Ryukyu Islands), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14665422

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version