Un progetto di cittadinanza attiva trasforma i RAEE in un’opera collettiva, tra sostenibilità, creatività e consapevolezza ambientale
VARESE – Un caricabatterie dimenticato in un cassetto, un vecchio mouse, un telecomando inutilizzato: oggetti comuni, spesso destinati all’oblio, diventano materia prima per un’opera d’arte. È la sfida lanciata da Terra Rara, il progetto promosso dal consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese, Karakorum impresa sociale, Fondazione Molina e Impresa Sangalli, che unisce arte contemporanea e raccolta dei RAEE in un percorso di cittadinanza attiva e sostenibilità.
L’iniziativa, presentata nella giornata di oggi, lunedì 22 settembre, in Comune, coinvolgerà cittadini, studenti, associazioni e imprese nella raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche di piccole dimensioni – smartphone, auricolari, giochi elettronici, piccoli elettrodomestici – con l’obiettivo di sensibilizzare alla corretta gestione di questi materiali, riciclabili per oltre il 90% e contenenti preziose “terre rare”.
Il cuore del progetto sarà la creazione di un’opera d’arte collettiva, affidata all’artista Livia Paola Di Chiara, che realizzerà la composizione “in diretta” negli spazi adiacenti all’ex teatro Politeama, trasformando un luogo vuoto in uno spazio di incontro e partecipazione. I cittadini potranno assistere al processo creativo, dialogare con l’artista e contribuire con idee e materiali, diventando parte attiva di un gesto simbolico e trasformativo.
L’opera, intitolata proprio Terra Rara, sarà esposta durante le festività natalizie a Palazzo Estense, per poi essere smontata e inviata agli impianti di trattamento. Un gesto che chiude il cerchio: dall’oggetto abbandonato all’opera condivisa, fino al corretto smaltimento.
«Terra Rara è un cambio di prospettiva – ha dichiarato Walter Camarda, presidente di Ecolight – un’iniziativa che parte dal basso per diventare azione corale. Ogni piccolo RAEE raccolto è un passo verso la tutela del pianeta».
Per l’assessora Nicoletta San Martino, il progetto è «un messaggio potente: da rifiuto a risorsa, da oggetto a racconto».
L’assessore alla cultura Enzo Rosario Laforgia ha sottolineato il valore critico dell’iniziativa: «In un’economia che ci impone il continuo rinnovo dei device, Terra Rara ci invita a riflettere sul riuso e sulla responsabilità ambientale».
Infine, il curatore Stefano Beghi ha ricordato che «non siamo solo spettatori, ma parte attiva di un sistema: l’opera sarà il nostro specchio, fatto di ciò che abbiamo scelto di abbandonare».
Terra Rara sarà attiva fino a gennaio 2026, con workshop, raccolte e momenti di confronto. Un progetto pilota che punta a diventare format nazionale, per trasformare il gesto del conferimento in un atto creativo e consapevole.
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