Gruppo Sile di Frescada
L’abbandono è un tema, che all’apparenza non sembra riguardare tutti ma, dalle testimonianze dei membri del gruppo Al-Anon del gruppo Sile di Frescada si evince che tutti, in un modo o l’altro, lo abbiamo vissuto. L’abbandono è una ferita che può essere inferta ai bambini, e non solo quando vengono a mancare i genitori. Pensiamo alle famiglie numerose di un tempo, dove i bimbi crescevano da soli, senza accudimento affettivo. O in certe famiglie dove se un figlio era ammalato i fratelli quasi non erano considerati. Oppure genitori con problemi di salute costretti ad allontanarsi per lunghi periodi. O altri ancora che per ragioni di lavoro non c’erano mai. E poi padri che non riconoscevano il figlio. Madri anaffettive. Madri che prediligevano un figlio in particolare trascurando gli altri. Un padre che lascia la famiglia per crearne un altra. Genitori che si separano. Genitori alcolisti. E ancora, avere un genitore alcolista e subire l’abbandono di parenti ed amici.
Tutte situazioni nelle quali è emerso l’aver vissuto delle ferite di abbandono più o meno profonde che hanno provocato atteggiamenti e difetti di carattere che ci hanno reso la vita molto più difficile e faticosa del normale, attirando situazioni e persone altrettanto complicate. Siamo diventati iper controllanti su tutto e tutti perché il controllo ci dà sicurezza e ci rende allo stesso tempo dipendenti dai nostri familiari. L’ansia, la paura, e soprattutto la rabbia fanno parte di noi e ci fanno reagire alle situazioni e ai problemi della vita in modo esagerato, implosivo, con grandi sensi di colpa e frustrazione per non saper gestire questa valanga emotiva che ci travolge. Spesso scegliamo un partner a prima vista per noi “normale” ma che con il tempo si rivela avere una qualsiasi dipendenza o soffrire di depressione.
Ad un certo punto della nostra vita arriviamo in Al-Anon e scopriamo di non essere più soli. Con il tempo smettiamo di essere vittime e capiamo che possiamo e abbiamo il dovere di recuperare noi stessi. Il gruppo diventa una seconda famiglia accogliente ed affettuosa. Attraverso le condivisioni e il programma, riunione dopo riunione, impariamo a conoscerci e a dare un nome a tutto il malessere che abbiamo dentro. Impariamo ad affidarci ad un Potere più grande di noi come ognuno lo vuole concepire. Riconoscere come siamo diventati ci aiuta piano piano ad accettare il passato, a perdonarci e perdonare e a ritrovare serenità libertà e voglia di vivere.
Molti di noi fanno volontariato nel gruppo e nei vari anelli di servizio, e questo ci aiuta a snebbiare la mente e a tenerla occupata. Portare il messaggio ad altre persone che soffrono ci permette di aiutarle come in precedenza qualcun’altro ha fatto con noi. Questo può dare un senso alla nostra vita. Tutta la sofferenza ha portato comunque a qualcosa di positivo.
A volte il programma e tutto quello che Al-Anon offre non basta, in casi particolarmente gravi è necessario anche un aiuto professionale per affrontare il vissuto di abbandono e permettere alle persone di crescere, di ritrovare autostima e amore per se stessi.
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