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(VIDEO) Tanzania cercando la grande migrazione, Capitolo II

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Verso il nord del Serengeti

Fare colazione sotto una grande tenda ammirando le acacie, le distese a perdita d’occhio, con gli uccelli che all’alba cominciano a cantare, avvolti dall’inconfondibile profumo della savana … e del caffè appena fatto è per me, ogni volta, un’emozione che le parole non possono sufficientemente descrivere. Mi sento a casa.
Anche oggi avremo diversi chilometri da percorrere. Dovremo raggiungere l’estremo nord del Serengeti, nei pressi del fiume Mara nella speranza che, nei prossimi giorni, gnu e zebre decidano di attraversarlo migrando a nord. Sarebbe straordinario avere la fortuna di assistere ad una delle fasi della grande migrazione, che è lo scopo del nostro viaggio! Un lungo tratto sarà all’interno del parco e quindi non mancherà l’occasione di vedere tanti animali.

Infatti appena lasciato il campo incontriamo un branco di zebre che attraversa la pista, un grosso elefante solitario, antilopi. Ad un tratto osservo sul lato della pista due giraffe che si muovono in modo strano.
Fermiamo il fuoristrada ed abbiamo la fortuna di assistere ad un rituale chiamato “necking”, un combattimento per poter conquistare le femmine. Le giraffe posizionate una vicina all’altra, si osservano, poi abbassano il lungo collo facendolo oscillare per poi colpire con gli ossiconi (le ossa che hanno sulla testa come fossero piccole corna) il petto dell’altro.

Il collo di questi animali, che può superare i 2 metri, ha un’importanza fondamentale. Serve per difendersi, combattere fra maschi (come nel caso che stiamo osservando) ed anche per poter raggiungere i germogli più alti delle acacie, fino a poco più di 4 metri d’altezza, non accessibili ad altri erbivori. Sono gli animali più alti che esistano, con zampe straordinarie che consentono di galoppare nonostante l’altezza, ma anche di sferrare calci micidiali ai predatori che le attaccano. Il loro punto debole è bere: davanti alle pozze devono allargare le zampe e chinare il collo fino all’acqua, in posizione precaria con il rischio di essere catturate da coccodrilli.

La lotta va avanti per diversi minuti poi sopraggiunge un terzo maschio che sembra essere pronto anche lui a combattere ma poi si allontanano in fila indiana. Probabilmente il maschio dominante ha avuto la meglio 1.
Il viaggio prosegue attraverso questi territori a cui non ci si abitua mai! Attraversiamo un fiume osservando, poco distanti, degli ippopotami che sbuffano nell’acqua. Verso sera, poco prima di arrivare al nostro lodge ci imbattiamo in un piccolo branco di elefanti che stanno mangiando.
Trafficano con la proboscide per afferrare e rompere rami, scuotono con la testa e le grandi zanne un tronco per far cadere qualche seme. Sono incredibilmente forti, ma buffi e teneri allo stesso tempo.
Al tramonto raggiungiamo il nostro campo non lontano dal fiume Mara che sarà la base per le escursioni in cerca della “Grande Migrazione”.

1 Alcune curiosità su questi animali…” Le giraffe hanno interagito con gli esseri umani per millenni, lasciando un’impronta profonda nella cultura di molte civiltà. I San dell’Africa meridionale praticano una danza curativa dedicata alla giraffa, utilizzata per trattare le malattie della testa. …

Raffigurazioni di giraffe si trovano nell’arte di numerosi popoli africani, tra cui i Kiffiani, gli Egizi e i Nubiani di Meroe. Tra queste, spicca un’incisione rupestre a grandezza naturale creata dai Kiffiani, considerata il più grande petroglifo del mondo. Gli Egizi attribuirono alla giraffa un proprio geroglifico, “sr” in egizio antico e “mmy” in epoca successiva, e allevavano giraffe come animali da compagnia, trasportandole via nave nel Mediterraneo…


Greci e Romani conoscevano le giraffe, che chiamavano camelopardalis per la loro somiglianza a un ibrido tra cammello e leopardo.
… Dal punto di vista scientifico, le giraffe hanno contribuito a scoperte importanti. Le proprietà della loro pelle sono state studiate per progettare tute per gli astronauti e piloti di caccia, utili a prevenire la perdita di coscienza causata dalla rapida redistribuzione del sangue” Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Giraffa

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