Italian flag
CulturaItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

Tante cose da raccontare

1 minuti di lettura

Prima del rientro alla normalità. Così sono le vacanze: cose reali, cose inventate, pur sempre un racconto in attesa di riprendere l’ordinario ripetersi di ciò che si deve fare ogni giorno. Tutto questo mentre le notizie di un mondo lontano, perché così ci sembra, si affollano di miserie, disastri e amenità.

La felicità, in fondo, è solo la fine del dolore. È la pausa di una pena cronica o quel risveglio in cui la mente si stappa come un orecchio dopo un viaggio e si apre a sentire meglio, a vedere gli altri e il mondo con un ottimismo che non ci è proprio, inconsueto e imprevisto. Dobbiamo imparare a vivere la pausa come un’occasione, forse l’ultima e l’unica che ci rimane, di assenza di pena.

Fronteggiare con impeto e impazienza gli eventi che ci tocca subire non serve a nulla, se non a renderci insonni e tormentati. Da questa pena per la pena non ne usciamo, proprio come quando non sappiamo imboccare la giusta strada per uscire da una rotatoria. Bisogna imparare a stare nel labirinto, piuttosto che correre di qua e di là per trovare un’uscita che si aprirà solo quando faremo funzionare la nostra resilienza. Un muro di gomma su cui far rimbalzare gli affronti e le piccole e grandi tragedie; o come nei film western, aspettare che gli indiani si avvicinino a tiro per non sprecare le scarse cartucce che ci rimangono.

Godere dunque della pausa: ed è sufficiente raccontare questo, che la pausa c’è stata. Gli altri si aspettano di sentirsi raccontare questo o quello, ed è utile a loro quanto a noi, anche se inventato. L’altrui gioia ci rende felici perché alimenta in noi la speranza che ci sia, anche per noi, quel momento di tregua che è tutto ciò che chiediamo per apprezzare il venticello della felicità.

Il ritorno all’ordinario è il primo giorno di scuola dei bambini e anche dei grandi. Si inizia di nuovo, aspettando la prossima pausa. Tutto ricomincia da capo e tutto deve ancora succedere. Non importa se siamo stanchi o malati: anche la cura riprende e si aprono le finestre in una casa che ci sembra nuova, tutta da vivere e da riempire.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo il match di Coppa Italia di serie C, dove i…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…