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“Ancora una vittima di violenza domestica a Treviso: purtroppo la convivenza forzata a cui sono costrette le donne durante l’emergenza Coronavirus aggrava la situazione. Ma se in tutta Italia le richieste di aiuto sono in aumento, 2.867 dal 2 marzo al 5 aprile ovvero + 74,5% rispetto allo stesso periodo di due anni fa, nella Marca, secondo quanto detto dalla Questura, si registra un’inversione di tendenza sul fronte delle denunce. Temo però che dipenda dalle maggiori difficoltà a comunicare con l’esterno e questo è un ulteriore problema”. Così Andrea Zanoni commenta l’episodio accaduto due giorni fa a Treviso con una 33enne picchiata dal marito davanti alla figlia di cinque anni, salvata dall’intervento dei carabinieri.

 

Denunciare è fondamentale, ma non è semplice poiché gran parte delle violenze avviene all’interno di contesti familiari. Specialmente in questo periodo con la convivenza obbligata a causa delle misure di contenimento del Coronavirus. Perciò credo sia giusto potenziare l’intera rete di supporto, come hanno fatto altre Regioni, dall’ascolto telefonico alle case rifugio, investendo anche risorse proprie. Come Partito Democratico abbiamo presentato un ordine del giorno che andrà in votazione in aula domani (venerdì 24 aprile) in cui chiediamo alla Regione di trasferire quanto prima i nuovi finanziamenti previsti dal Governo con il Cura Italia, altri tre milioni per le case rifugio sia pubbliche che private, dove poter accogliere le vittime di maltrattamenti. Il primo passo da compiere, però, è quello della denuncia. Da pochi giorni, come ha sottolineato la Questura, c’è un’applicazione – You Pol – che consente di segnalare dal telefonino, anche in forma anonima, i casi di maltrattamento. È una risorsa in più da sfruttare per combattere questa piaga”.

Chi durante il mese di dicembre è passato in via Verdi ha senz’altro visto una stella al centro della via, una stella che giorno dopo giorno veniva ricoperta da piccoli fogli d’oro mutando colore. Questa stella, voluta dai negozi e dalle attività di via Verdi, è diventata anche quest’anno un simbolo di partecipazione e di solidarietà grazie alla collaborazione del Comune di Venezia Le Città in Festa e soprattutto grazie alle tantissime persone che hanno aderito per aiutare e sostenere piccoli progetti di solidarietà.

 

Lo scorso anno la Stella d’Oro di via Verdi ha contribuito alla creazione di un orto da parte della Casa dell’Ospitalità di Mestre. I fondi raccolti infatti erano stati impiegati per l’acquisto di varie attrezzature che gli ospiti della struttura hanno utilizzato con la possibilità di avviare un percorso di recupero e di reinserimento nella società.

 

Quest’anno si è deciso di volgere l’attenzione sul problema della violenza sulle donne, destinando il ricavato all’istituto Casa Famiglia S. Pio X che accoglie madri e figli che fuggono da situazioni di violenza domestica o che hanno, per altre ragioni, necessità di fare un percorso comunitario in un ambiente accogliente ed educativo. In particolare, il giardino del Centro per l’Infanzia e la Famiglia Oltre le Nuvole alla Giudecca, che si occupa di offrire una serie di servizi e laboratori alle ospiti della Comunità, ai loro figli e alle persone del territorio che possano averne necessità, è stato gravemente danneggiato dall’acqua alta straordinaria del 12 novembre scorso. Lo scopo è quello di contribuire a farlo tornare fruibile da parte degli ospiti.

 

L’adesione e la partecipazione di tante persone ha permesso anche quest’anno di raccogliere la somma di 1000 euro che sono stati consegnati venerdì 17 gennaio 2020 al presidente della Casa Famiglia San Pio X Roberto Scarpa, alla presenza dell’assessore del Comune di Venezia Paola Mar e della consigliera comunale Lorenza Lavini.

 

Oltre al risultato economico non meno importante è stato far conoscere la Casa Famiglia, attiva sin dal 1910, nonché la sensibilizzazione verso il problema della violenza sulle donne. I negozi e le attività di via Verdi infatti sono stati occasione di confronto e di dialogo con le persone a dimostrazione del ruolo anche sociale che le attività possono avere in città.

 

Da parte nostra un ringraziamento a tutte le persone che hanno reso possibile questo progetto, dall’amministrazione comunale, a Le Città in Festa, agli uffici comunali fino a tutte le persone che hanno divulgato e fatto conoscere l’iniziativa.

 

Nella pagina Facebook di Via Verdi Mestre si possono trovare numerose fotografie relative alla Stella D’Oro.

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita nel dicembre del 1999 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Da vent’anni viene celebrata con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un vero e proprio cambiamento culturale. Bisogna infatti partire dall’assunto che la violenza verso le donne rappresenta una violazione dei diritti umani, una distorsione della relazione tra uomo e donna che diventa rapporto di forza e di possesso.

L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Preganziol persegue da anni un percorso di iniziative e proposte alla cittadinanza che trovano occasioni importanti di riflessione e partecipazione.

 

Quest’anno si ricordano in particolare la Staffetta sul Terraglio di oggi, in occasione della quale il Gruppo Donne Preganziol ha organizzato un momento di riflessione in Piazza Gabin alle 10.20, e l’evento di domani in Piazza Ronfini, dal titolo Educhiamo al rispetto – Dove c’è rispetto non c’è violenza.

 

Il filo conduttore che lega le proposte è il rispetto come valore sociale fondante e l’educazione alla parità di genere come base per una città inclusiva e accogliente.

 

 

Alla conferenza di questa mattina sulla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stato reso noto il nutrito programma che coinvolgerà il territorio comunale e limitrofo con manifestazioni, spettacoli teatrali, convegni e performance musicali, da oggi fino alla fine di novembre.

 

L’intento è sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica su un tema tanto delicato e sentito, quotidianamente alla ribalta delle cronache, quale la violenza sulle donne. Un tema contro cui il prossimo 25 novembre tutto il mondo si stringerà a gridare il suo NO.

 

Dopo i saluti iniziali del Sindaco Davide Bortolato, l’assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità Giuliana Tochet ha preso la parola e aperto la conferenza: “Quest’anno l’amministrazione comunale ha voluto lavorare a più mani per mettere a punto gli eventi proposti in calendario. Affianco a me ho l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese, poiché così come le pari opportunità anche la sicurezza del territorio è un fattore importante al fine di verificare possibili anomalie che possano portare a casi di violenza”.

 

Pietra miliare delle iniziative in programma si riconferma anche quest’anno la staffetta del 24 novembre che percorrerà il Terraglio, strada simbolo della tratta delle donne. Con partenza da Preganziol, la Staffetta sul Terraglio confluirà in Piazza Caduti, dove quest’anno sarà deposta una pietra d’inciampo, una mattonella a memoria di tutte le donne vittime di femminicidio, realizzata dallo scultore Giovanni Benetton.

L’opera sarà scoperta all’arrivo delle partecipanti, invitate a trattenersi di fronte a essa per un momento di riflessione, e poi a prendere parte alle azioni sceniche e alle letture a tema, proposte dai gruppi Quante storie e L’8sempre Donne Mogliano.

 

“Da assessore alle Pari opportunità, con questi eventi e in particolar modo con l’assessore alla Sicurezza, come Amministrazione comunale vogliamo far prendere coscienza ai maschi che noi donne non siamo giocattoli di loro proprietà che altri vogliono prendere o che a loro piacimento possono usare; siamo Persone e con l’intelletto, quindi pretendiamo RISPETTO invitandoli a pensare e ad agire con responsabilità verso l’ALTRO” – continua la Tochet. – “La violenza sulle donne non è soltanto quella fisica ma anche quella silente, psicologica, che si percepisce solo fra le mura domestiche o si subisce nei posti di lavoro o di responsabilità dove la donna purtroppo ancora oggi è vista come essere inferiore, dove l’uomo si sente in diritto di giudicare a prescindere, dove manca il rispetto”.

 

Questo è l’inizio di un percorso che coinvolgerà l’amministrazione moglianese a partire da oggi (e per altri 5 incontri il lunedì pomeriggio) con il laboratorio di autostima al femminile Io sto con me, concepito come uno spazio di scambio e di confronto tra le partecipanti e di esplorazione di sé in relazione con le altre.

 

Proseguendo con le iniziative, nel pomeriggio di domenica 24 novembre al teatro Astori si terrà una rappresentazione teatrale a cura della compagnia Attori per Caso, dal titolo Las mariposas, che racconta visioni e spaccati di vita delle sorelle Mirabal.

Altra rappresentazione teatrale è quella di giovedì 28 novembre dal titolo Uno, nessuna, centomila, un reading a due voci ad opera di Marco Artusi ed Evarossella Biolo, su racconti di violenza in forma romanzata, che si terrà sempre all’Astori.

 

Altra pietra miliare di quest’anno per Mogliano è il convengo di venerdì 29 novembre Vite Oltre il Limite, di cui la moglianese Luciana Ermini sarà moderatrice, con la partecipazione del criminologo Andreas Aceranti e dell’avvocato penalista Mattia Alfano.

L’assessore Carlo Albanese si è così pronunciato: “Due mesi fa ho partecipato a un congresso dell’Osservatorio Nazionale contro il femminicidio, dove ho visto delle video-testimonianze di donne e di uomini vittime di violenza che mi hanno colpito molto per le problematiche raccontate. Spesso noi vediamo solo il servizio alla TV o leggiamo la notizia sui giornali se avviene in un territorio a noi vicino, come i recenti casi accaduti a Noventa di Piave e a San Donà. Però qui finisce tutto. Memore di quell’incontro così toccante e profondo, mi sono attivato per proporre qualcosa di analogo riuscendo a individuare delle persone che potessero intervenire per spiegare al meglio queste dinamiche e il prossimo 29 novembre al centro sociale di Mogliano ci sarà questo grande evento, a cui vi invito tutti. Ringrazio infine quanti hanno dato la loro disponibilità al raggiungimento dell’obiettivo.”

 

A cura di Coop Alleanza 3.0, il gruppo L’8sempre Donne Mogliano e ANPI, il concerto musicale Armoniose chiuderà in musica il calendario di eventi proposto, con la performance di due concertiste catanesi, che verranno a Mogliano per portare la loro testimonianza.

 

Inoltre, da venerdì 22 novembre la fontana di Piazza Caduti sarà illuminata di rosso, come omaggio a tutte le donne vittime di violenza, mentre uno striscione esposto a fianco del Municipio servirà a ricordare che la violenza sulle donne è inaccettabile.

 

Ricordiamo che il Comune di Mogliano Veneto fa parte della Commissione Intercomunale per le Pari Opportunità (CPOI), insieme ai Comuni di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon.

È stata inaugurata sabato 18 maggio presso il Palazzo comunale della Loggia di Noale (VE), in Sala Lancerotto, la mostra Women&Blades, a cura dell’artista Paola Volpato.

 

Questa mostra – dice l’artista – esplora la doppia linea della normalità della vita femminile e la minaccia nascosta e persistente a questa normalità. Un doppio binario su cui corrono le guerre, i valori ed i modi di vita che le donne abitano senza averle decise, ospiti di un mondo di valori capovolti.

 

Le opere

 

Opere di grande formato dove lo sguardo dell’artista si alterna in una narrativa a tratti ironica; ma su cui incombe il dramma e si nasconde la tragedia di vite spezzate dalla cieca violenza della sopraffazione.
Tutto questo avviene senza cedere alla facile volgarità della rappresentazione urlata, esasperata da un linguaggio che troppo spesso procede per semplificazioni e schematismi preconcetti.

 

 

 

Lo stile

Volpato – ai toni sopra le righe – preferisce mostrare le cose di ogni giorno, del lavoro, del divertimento, dello stare in compagnia, dell’abbandono al mondo dei sogni. Ma queste azioni che contengono una grazia senza tempo,
si scontrano silenziosamente con i campi minati, la violenza alle donne, la minaccia della sopraffazione, la distruzione della natura.

 

Info

Orari di apertura: martedì, giovedì e sabato: 16-19,30 – domenica: 9,30-12,30, 16-19.30.

Ingresso libero

Una richiesta di aiuto ogni due giorni, duecento in un anno. Sono quelle arrivate nel corso del 2018 al Centro Antiviolenza del Telefono Rosa di Treviso. Nonostante le tante campagne il drammatico fenomeno non diminuisce. È necessario sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della figura femminile che, visto il suo particolare ruolo di moglie e madre, influisce anche sui minori che vivono in famiglia.

 

A dirlo ieri, a Monastier, in occasione dell’inaugurazione del Servizio di Senologia, Stefania Cernuschi, in rappresentanza del Telefono Rosa di Treviso. Associazione alla quale è andata, in occasione dell’8 marzo, una donazione speciale da parte delle 560, tra dipendenti e collaboratrici, (il 64,14% del personale complessivo) della Casa di Cura “Giovanni XXIII”, del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, del Micronido “La casa sull’albero”, del Park Hotel “Villa Fiorita” di Monastier e dell’”Antony Hotel” e dell’”Antony Palace Hotel” di Mestre e di Marcon.

 

Le donne del gruppo Sogedin hanno deciso di rinunciare alla consueta mimosa, che ogni anno veniva donata loro dalla società per cui lavorano, e devolvere l’intero ricavato, di 400 euro, al TELEFONO ROSA di Treviso. A questa cifra sono stati aggiunti ulteriori 600 euro da parte del Consiglio di Amministrazione di Sogedin, per un totale di 1000 euro.

 

Siamo commosse e ringraziamo le 560 lavoratrici di Monastier a nome di tutte le donne, ma anche da parte di tutti gli uomini che le amano. Per noi è un grande aiuto – ha detto Stefania Cernuschi – Continuano ad arrivare richieste di aiuto. Lavoriamo in rete con varie strutture: dalla Questura, alla Prefettura, all’ospedale Ca’ Foncello, al Pronto Soccorso fino alla Pediatria. E questo perché, purtroppo, tante donne, vittime di violenza, stanno a significare anche tanti minori in difficoltà perché a loro volta vittime di violenza domestica. Lavoriamo in rete e anche con centri antiviolenza di altre città- continua la delegata del Centro Antiviolenza del Telefono Rosa- Il fenomeno è trasversale sia a livello culturale che economico in quanto arrivano tipologie diverse di aiuto. Questi mille euro, che ci sono stati donati per l’8 marzo 2019, serviranno per sovvenzionare i lavori che stiamo portando avanti come ad esempio andare nelle scuole per fare prevenzione, educare i giovani alla gestione non violenta del conflitto, all’affettività. Quindi anche questo contributo ci aiuterà ad uscire e portare prevenzione che è forse alla base di tutto per poter vincere la violenza su tutti i profili”.

 

“L’idea di rinunciare al fiore che rappresenta l’8 marzo, non viene solo dalle donne ma anche dagli uomini che lavorano con noi – ha detto Pina Annibali in rappresentanza dei dipendenti di Monastier – Questo sta a significare che la violenza si può e si deve combattere INSIEME”.

 

Piazzale Santa Maria Elisabetta al Lido di Venezia ha fatto da cornice ieri pomeriggio alla manifestazione One Billion Rising contro la violenza sulle donne, l’evento che si svolge in contemporanea in tutto il mondo e che, come ogni anno, coinvolge un miliardo di persone per celebrare, in modo gioioso e libero, la volontà di fermare ogni forma di abuso sulle donne e sulle bambine.

 

Un appuntamento a cui hanno preso, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il prosindaco del Lido Paolo Romor, il consigliere delegato del sindaco alle Isole Alessandro Scarpa ‘Marta’, il presidente della Municipalità del Lido e Pellestrina Danny Carella. Al flashmob hanno partecipato anche giovani donne impegnate nello sport come Francesca Bettrone, vicecampionessa europea di pattinaggio sul ghiaccio ma anche le campionesse del remo Romina Ardit e Anna Mao e l’Angelo del Carnevale di Venezia 2019 Erika Chia.

 

 

L’evento, promosso nell’ambito del programma di Lido in Love, – sottolineano gli organizzatori – è un’ulteriore occasione per dire “no” alla cultura dello stupro e dei soprusi nei confronti delle donne, ma anche un atto di solidarietà verso quelle vittime che non ce l’hanno fatta a sollevarsi, che non sono state abbastanza forti per dire basta ad un uomo che le voleva sottomesse.

 

“Siamo orgogliosi di questa iniziativa – ha sottolineato il prosindaco Paolo Romor – con cui il Lido si ritaglia uno spazio che è ormai un’importante tradizione e che associa, a tante occasioni di divertimento e spensieratezza, la sensibilizzazione su temi importanti: la prevenzione cardiaca, con la novità “autobus del cuore” e il tradizionale no alla violenza sulle donne. Grazie a chi ha consentito tutto questo: Consorzio Venezia e il suo Lido, Proloco e Vela, il braccio operativo con cui il Comune appoggia queste manifestazioni”.

 

Nel ringraziare i partecipanti, gli organizzatori e i rappresentanti istituzionali per la presenza all’evento,  il consigliere Alessandro Scarpa ‘Marta’ ha dichiarato: “Agli studenti, ai giovani e alle future generazioni è affidata una grossa responsabilità: il cambiamento culturale è imprescindibile se davvero si vuole contrastare adeguatamente il fenomeno; indispensabili le strategie di prevenzione messe in campo dalla Polizia di Stato nella lotta al femminicidio. La violenza va fermata ad ogni costo, i colpevoli vanno puniti, le donne di ogni fede e cultura vanno rispettate e protette, sempre!”.

La presidente Damiano: “Porteremo una Wall of Dolls anche nel nostro territorio”

 

Sarà costruita anche a Venezia una “Wall of Dolls”, l’installazione artistica ideata dalla cantante e conduttrice televisiva Jo Squillo, diventata ormai simbolo della violenza sulle donne.

 

La notizia è stata data giovedì, nel corso della conferenza stampa di presentazione del docufilm contro il femminicidio “Donne & Libertà”, che si è svolta giovedì mattina nello Spazio della Regione del Veneto all’Hotel Excelsior, nell’ambito della 75° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, alla presenza della presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, e delle quattro donne impegnate nell’iniziativa: la giovane vittima di violenza Gessica Notaro, la deputata Giusy Versace, la giornalista Francesca Carollo e l’artista Jo Squillo.

 

Il documentario – scritto da Francesca Carollo, per la regia di Jo Squillo e prodotto da TvModa – è un insieme di testimonianze raccontate da personaggi del mondo dello spettacolo, donne vittime di violenza che sono riuscite a uscirne e rappresentanti di associazioni che lottano per tutelare le donne – che vuole “spezzare la catena” e dare speranza a chi sta ancora subendo.

 

Testimonianze sono state portate anche alla conferenza stampa, in particolare da Gessica Notaro, che ha sottolineato quanto la sofferenza psicologica nel subire violenza dalla persona “amata” sia ancor più dolorosa di quella fisica e ha parlato specificatamente degli effetti devastanti dello stalking. È emersa in modo forte la necessità di comprendere e non lasciare sole le donne vittime di sopruso, che vengono spesso emarginate dal proprio contesto proprio da chi reca loro violenza, ma anche di garantire tutela a quante hanno il coraggio di denunciare, perché si trovano ad aver a che fare con una persona spinta ancor più a danneggiarle.

 

“Il messaggio lanciato qui oggi è per noi importantissimo – ha dichiarato la presidente Damiano – e ci teniamo a collaborare con voi per riuscire a costruire questo muro di bambole anche sul nostro territorio, perché è un tema che ci sta davvero a cuore”. Nel ricordare quanto il Comune di Venezia sia da sempre impegnato nella tutela e nella valorizzazione delle donne, Damiano ha citato, oltre chiaramente al Centro Antiviolenza, le tante iniziative che ogni anno l’Amministrazione organizza sul territorio. “Sono felice che il ‘Wall of Dolls’ vada ad aggiungersi a queste – ha concluso poi – e lavoreremo da subito per definire il luogo più adatto per portare l’installazione nel nostro territorio”.

 

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