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Il Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier di Treviso, che conta 180 ospiti e 170 operatori, è stato sottoposto nelle giornata di giovedì e venerdì scorso ai controlli dell’AULSS 2 per la rilevazione di soggetti positivi al COVID-19, previsti dalla Regione Veneto.

 

Le 350 persone nel Centro Servizi sono state sottoposte al test sierologico, e quelle che hanno manifestato segni dubbi sono state sottoposte a tampone di controllo. Gli esiti hanno riscontrato negatività per tutti i 180 ospiti e tutti i 170 operatori sottoposti al test di Coronavirus.

 

Villa delle Magnolie è un complesso residenziale in cui abitano 180 persone anziane sia autosufficienti che non autosufficienti. Vivono in gruppi di circa 22 persone all’interno di 8 residenze distinte e con il proprio personale di assistenza, ma connesse ad ambienti comuni e ad una piazza coperta, dove si trova anche un asilo (in questo momento chiuso).

 

“In queste settimane difficili abbiamo dedicato grande impegno nello studio dei vari decreti, nell’adottare la migliore organizzazione del lavoro e rigorose procedure sanitarie, nell’utilizzare dispositivi che proteggessero le persone assistite e il personale (procurati per noi dall’adiacente Casa di Cura Giovanni XXIII) – racconta il direttore, dott. Flavio Ogniben – il senso di responsabilità degli operatori è stato encomiabile, la fiducia e la collaborazione dei familiari è stata totale. Sono giornate queste in cui si parla spesso in modo negativo dei centri servizi per anziani, ci farebbe dunque piacere si raccontasse anche della diffusa assistenza di qualità, di personale che ha attenzione al benessere non solo fisico ma anche emotivo delle persone anziane così come ha a cuore la serenità dei familiari. Purtroppo, anche in strutture virtuose come quelle del Veneto, sappiamo tutti che il virus resta pericoloso, può fare vittime nonostante gli sforzi profusi. Restiamo tutti in guardia”.

Lara ha 6 anni e vive a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia, con la sua famiglia. Ha due fratelli più grandi di lei e il papà e la mamma di origini marocchine lavorano Italia da 32 anni. Entrambi sono operatori socio-sanitari al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier nel trevigiano. In quel luogo dove spesso prima dell’emergenza Lara andava a trovare i suoi “nonnini”, così li chiama con affetto da sempre, ha fatto portare attraverso i genitori un dono speciale: il disegno di una bandiera tricolore, il suo Paese.

 

Un poster che non è solo la dimostrazione della solidarietà tra popoli ma in questo particolare momento vuole essere un messaggio di speranza, di voglia di tornare quanto prima alla normalità a costo anche di sacrifici.

I sacrifici dei bambini. I sacrifici di tutti.

 

“Papà rinuncia a un caffè, alle sigarette e di andare dal barbiere e li dona alla Protezione Civile – scrive Lara in stampatello sopra il tricolore – io rinuncio alle caramelle, ai giochi, alle figurine e dono il mio salvadanaio perché voglio tornare a scuola, giocare con i miei amici, andare al mare e fare visite ai miei nonni. Fatelo anche voi.”

 

Vicino al tricolore, che è stato posto nella piazza coperta del Centro Servizi dove sono soliti ritrovarsi i suoi “nonnini” – ha fatto portare anche il barattolo in latta dove raccoglie i suoi piccoli risparmi.

 

Lei e il suo papà ogni giorno lo riempiono con quello che risparmiano. Anche loro fanno dei piccoli sacrifici in attesa che torni quell’arcobaleno che Lara ha dipinto sul suo prezioso salvadanaio assieme alla scritta “Andrà tutto bene”.

Tra balli e canti sono state festeggiate nonna Cesira e nonna Angela

 

Festa di compleanno speciale al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier, dove tra balli e canti sono state spente 203 candeline. Sono quelle di nonna Cesira e nonna Angela, che hanno festeggiato rispettivamente 103 e 100 anni.

 

Ermizia Peloso, da tutti conosciuta come Cesira, è l’ultima nata di una numerosa famiglia di sette fratelli. Nonostante l’età tiene molto al suo aspetto, capelli sempre ben acconciati, elegante e amante dei fiori. Quelli che non sono mancati durante la sua festa di compleanno perché donati dai figli Mareva, Paolo e Rainella ma anche, come vuole la tradizione di Villa delle Magnolie, da uno degli ospiti della struttura che per l’occasione si è dimostrato un attento e prezioso cavaliere. Nata il 4 ottobre del 1916 a Pralongo di Monastier, dopo la rotta di Caporetto, Cesira va profuga a Chieti. Ritorna nel suo paese dopo la guerra e nel 1946 si sposa con Ernesto Mazzon con il quale ha 4 figli.

 

 

Angela De Benetti, conosciuta come Gina, è nata il 29 settembre del 1919 a Campocroce di Mogliano.
Da piccola aiuta la famiglia, con le sue otto sorelle e un fratello lavorando in filanda a Mogliano e nel 1943 sposa Egidio Favaro. Un’unione felice, durata oltre 50 anni, perché con il suo Egidio, e le figlie Adriana e Maria, festeggia anche le nozze d’oro. Le sue grandi passioni, soprattutto ora che risiede a Villa delle Magnolie, sono il gioco della tombola e il canto che condivide con i tanti ospiti della struttura soprattutto nei momenti di festa come quello del suo centenario compleanno.

Bambini e “nonni” di Villa delle Magnolie, dopo un mese di attività congiunte e attimi di condivisione, si sono salutati con momenti di commozione

 

60 bambini dei Centri Estivi di Monastier e gli ospiti del centro servizi “Villa delle Magnolie”, purtroppo, devono salutarsi: ma questo non sarà un addio, soltanto un arrivederci.

 

Sono state 7 settimane intense, un meraviglioso “Viaggio intorno al mondo” partito il 17 giugno e chiuso venerdì sera con una grande festa tra bambini, genitori e nonni. Anche per questa edizione, il centro estivo ha avuto come obiettivo principale il contatto tra generazioni diverse, raggiungendo ottimi risultati. Sono stati gli stessi genitori a complimentarsi con le educatrici, per la forte relazione tra i loro figli e gli ospiti di Villa Delle Magnolie: molti dei bambini hanno voluto portare dei regalini ai loro “nonni”, in modo che possano ricordarsi di loro durante l’anno.

 

Anche i genitori hanno avuto modo di legare con gli ospiti: alcuni hanno chiesto di poter passare durante le festività per salutarli. Durante la festa di chiusura del centro estivo, alcuni anziani si sono emozionati nel rivedersi nel filmato riassuntivo di questo fantastico percorso.

 

“Sono arrivata da poco in questa struttura – ha commentato una delle “nonne”, Annamaria Santini – non mi aspettavo di poter vivere un’esperienza affettiva così importante, così forte da voler bene a questi bambini come fossero dei veri nipotini”. Ed è stato proprio questo l’obiettivo cardine dell’associazione Germogli organizzatrice dei centri estivi: uno scambio intergenerazionale e la condivisione di momenti ludici, ricreativi, formativi e didattici fra l’infanzia e la terza-quarta età.

 

Dai balli popolari, ai laboratori creativi, a quelli di cucina o ancora di scrittura e lettura, in cui le persone anziane hanno fatto da cantastorie, raccontando ai piccoli alcuni eventi del passato e le leggende locali. Per non parlare delle esperienze nell’orto, o delle attività in cui i cittadini più anziani hanno coinvolto i bambini in giochi di una volta, ormai poco diffusi, raccontando della propria infanzia.

 

Il prossimo passo sarà l’inizio dei centri estivi dedicati ai ragazzi delle scuole medie, al via il prossimo settembre: il contenitore delle attività prevede delle interessanti novità, come i laboratori di giornalismo, di narrazione, multimediale, di fotografia e molto altro.

 

“Voliamo Esagerare”: per ora niente Pet-Therapy ma solo una fase di conoscenza dell’animale. Alla ricerca di sponsor e sensibilizzazione per creare un progetto più ampio destinato anche a persone con patologie complesse

 

Per ora è solo in una fase di promozione attraverso incontri pubblici, come quelli attuati nei giorni scorsi a Villa delle Magnolie a Monastier, ma il progetto sociale “Voliamo Esagerare” potrebbe nel tempo svilupparsi in modo molto più ampio e diventare una delle cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. 

 

“Siamo ancora nella fase di promozione del progetto – fa sapere il dottor Giorgio Zaramella, psicologo e responsabile del Progetto Sociale “Voliamo Esagerare”. – Con l’aiuto di Maria Katia Danieli, co-ideatrice del progetto e responsabile dei pappagalli stiamo promuovendo quello che ci auguriamo diventi un progetto terapeutico vero e proprio. Lo facciamo in luoghi come scuole, centri commerciali, piazze e, come ha fatto la signora Maria Katia Danieli a Monastier, anche in case di riposo. Ma non si può parlare ancora di Pet-Therapy con i pappagalli”.

 

Un progetto sociale con un duplice intento: il primo è quello di creare un gruppo di persone (staff) che ruoti attorno alla gestione dei pappagalli, anche attraverso l’aiuto pratico nella partecipazione agli eventi organizzati, e che permetta di unire nello stesso gruppo minori problematici, volontari, educatori e professionisti della salute. 

 

A Musestre una stanza dei pappagalli

“Per questo abbiamo creato presso la nostra sede a Musestre una stanza dei pappagalli appositamente attrezzata – fa sapere il dottor Zaramella. – Il secondo obiettivo è quello di formare una equipe multidisciplinare secondo Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con Animali e successivamente richiedere al Ministero della Salute la possibilità di sperimentare il pappagallo come animale da Pet-Therapy (oggi non contemplato) al fine di sviluppare cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. La particolare curiosità che suscitano questi animali non convenzionali, permette di creare un ambiente favorevole e inclusivo nel quale poter affrontare, attraverso interventi psicoeducativi specifici, alcuni disturbi dello sviluppo altrimenti difficilmente gestibili, basti pensare ai Disturbi Dirompenti dell’Umore nei quali vi è spesso un netto rifiuto da parte dei giovani pazienti alle cure proposte. Ovviamente tutto questo rimane di competenza di operatori sanitari, psicologi ed educatori, che appartengono al progetto stesso. I pappagalli sono e rimangono un semplice mezzo di attrazione e non un mezzo di cura” ribadisce il dottor Zaramella.

 

Il progetto “Voliamo Esagerare” originario nasce nel 2014 dalla stessa Maria Katia Danieli come attività ludico-ricreativa con i pappagalli, quando tale attività non era normata dallo Stato Italiano e quindi non era soggetta alle disposizioni entrate in vigore sin dal 2015.  Nel 2018, con il coinvolgimento di alcuni esperti nel settore sanitario e all’interno dell’associazione “A casa di …” di Musestre di Roncade (che offre servizi psico-educativi e di sostegno alle famiglie), l’attività con i pappagalli si evolve in “progetto sociale”.

 

 

Il pappagallo: un animale dalla caratteristiche uniche

“Quello che stiamo facendo ora è solo una fase di primo approccio con le persone che vengono a contatto con questi curiosi animali – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Il progetto Voliamo Esagerare sarà attuabile solo alla fine del percorso formativo che i vari operatori (psicologi, educatori, veterinari, coadiutori dell’animale) stanno effettuando ma che non hanno ancora completato. Per questo, allo stato attuale, non possiamo parlare di Pet-Therapy con il pappagallo. L’utilizzo del pappagallo, rispetto agli animali convenzionali (cane, gatto, cavallo, asino e coniglio) si giustifica per le sue caratteristiche uniche nel mondo animale: oltre a essere intelligente e simpatico riesce a manipolare gli oggetti, a pianificare azioni, a interagire con suoni che riproducono la comunicazione umana e tanto altro – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Per la realizzazione di tutto questo servono risorse economiche che cerchiamo di raccogliere attraverso sponsor e donazioni; in questa fase proponiamo al pubblico degli incontri finalizzati alla presentazione del progetto, all’informazione e alla conoscenza del mondo del pappagallo. Le persone possono interagire con i nostri animali, che non sono addestrati a fare numeri da circo, ma sono abituati a convivere liberi con l’uomo e non in gabbia, al pari di qualsiasi animale da compagnia, permettendo così di farsi accarezzare o salire su un braccio”, conclude il dottor Zaramella.

L’intento è di trasmettere quel patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni e alle abilità pratiche fondamentali per le nuove generazioni
Quando bambini e anziani interagiscono insieme può nascere solo qualcosa di bello.
Uno scambio intergenerazionale di condivisione di momenti ludici, ricreativi, formativi e didattici fra due generazioni: la prima, quella dell’infanzia e l’ultima, quella della terza/quarta età. Monastier è il paese veneto per antonomasia ad aver fondato, all’interno di una residenza per anziani, il Centro Servizi Villa delle Magnolie, anche un asilo nido in cui bambini e anziani trascorrono molto tempo insieme condividendo diversi momenti quotidiani dalla merenda a diverse attività laboratoriali/ludiche.
Ma l’asilo nido “La casa sull’albero” non è l’unica attività che vede coinvolte generazioni diverse, perché anche per l’estate 2019, per il quinto anno consecutivo, questa possibilità c’è anche per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che durante l’estate parteciperanno ai Centri Estivi organizzati dall’Associazione “Germogli”. Inizieranno lunedì 17 giugno per proseguire fino al 2 di agosto quando il Centro Estivo “Viaggio intorno al mondo”, così si chiama quest’anno, si concluderà con una grande festa dove i protagonisti saranno proprio loro, i bambini e gli anziani.
Generazioni diverse che per tutta l’estate potranno spendere del tempo nello stesso edificio o in uno spazio all’aperto ed essere coinvolti in attività di incontro e di apprendimento. Dai balli popolari, ai laboratori creativi, a quelli di cucina o ancora di scrittura e lettura in cui le persone anziane faranno da cantastorie raccontando ai bambini piccoli alcuni eventi del passato e leggende locali. Per non parlare delle esperienze nell’orto o delle attività in cui i cittadini più anziani coinvolgeranno i bambini in giochi di una volta, ormai poco diffusi, raccontando della propria infanzia.
Uno scambio che arricchisce entrambe le generazioni. La spensieratezza del bambino porta gioia ed entusiasmo agli anziani ma soprattutto il bambino impara a gestire e moderare i propri tempi, adeguandosi ai tempi dell’anziano. I bimbi che vedono negli ospiti di “Villa delle Magnolie” figure come se fossero i loro nonni. E gli anziani che possono trasmettere quel patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni e alle abilità pratiche che sono fondamentali in una società della conoscenza come la nostra. Gli anziani sono un collegamento vitale con il nostro passato.
Quella che si svolgerà anche quest’anno a “Villa delle Magnolie” a Monastier è una proposta unica per rendere il centro estivo un luogo non solo di divertimento ed impiego del tempo di vacanze, ma un luogo dove i bambini possano conoscersi e conoscere, immersi in un ambiente ricco di stimoli, valori e condivisione tra coetanei e i residenti di “Villa delle Magnolie”.

Info e iscrizioni

Ai Centri Estivi hanno già aderito oltre 50 bambini in attesa di quelli che si svolgeranno a settembre, rivolti ai ragazzi delle scuole medie che prevedono delle interessanti novità, come i laboratori di giornalismo, di narrazione, multimediale, di fotografia e molto altro. Per tutti ci sarà la possibilità di partecipare o al mattino dalle 7.30 alle 12.15 o per l’intera giornata fino alle 16.00. per informazioni  tel. 0422.896489 o via email a [email protected].

Domenica 19 maggio si è tenuta al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” a Monastier, la 24^ edizione del Premio Bontà Città di Treviso, presenti Autorità Civili, Militari e Religiose del nostro territorio, Delegazioni di Insigniti di Onorificenze o Distinzioni Onorifiche rilasciate dal Presidente della Repubblica.

 

Il premio Bontà è stato conferito a: Elena Pizzighello dell’”Associazione Butterfly Onlus” sezione di Piombino Dese; “Casa Mater Dei” di Vittorio Veneto; “Associazione ANFAS Onlus” Sinistra Piave, Associazione “Il Pesco” di Mogliano Veneto; “O.A.S.I. Della Mercede” Opera Assistenza Scarcerati Italiani di Padova.
Borsa di Studio: allo studente Nicolò Cenedese dell’Istituto Galileo Galilei il memoria del Cav. Romeo Bortoletto.

 

Diplomi di Merito: Ass. A.I.C.I. Di Treviso; Ass. C.I.S.O.M. Di Treviso, Signora Adriana Martinazzo di Montebelluna, Dottor Orazio Ciarcià di Treviso, Dottor Giorgio Capovilla di Montebelluna, Dott.ssa

Maura Caprioli Cconsigliere presso la Corte di Cassazione a Roma.

 

Diplomi U.N.C.I. Nuovi iscritti: Cav. Ilario Quagliotto; Cav. Sergio Costeniero, Cav. Venanzio Gaiotto, Cav. Aldo Roma, Uff. Antonio Generale Rampazzo, Cav. Antonio Altieri; Ten, Col. Vincenzo Russo.

 

 

Nonna Antonietta, trevigiana, che lo scorso 15 aprile ha compiuto 103 anni, ci ha rivelato il segreto per una vita longeva e in ottima forma mentale

 

Undicesima di 12 figli, Antonietta Zanchetta in Montagner nasce il 15 aprile del 1916 durante la Prima guerra mondiale a Ponte di Piave.

 

Il segreto di una vita longeva, e soprattutto in ottima forma, è stato quello di lavorare tanto e mangiare poco e buono, come Antonietta racconta con un pizzico di emozione ai nostri microfoni: “Ho trascorso il primo anno di vita in una culla perché mia madre​ non aveva abiti per la mia età, perché quelli delle sorelle, che la mamma aveva messo da parte, erano stati​ trafugati dai soldati.​ Ai miei tempi ci si teneva attivi lavorando tanto; i mezzi pubblici non c’erano per spostarsi e si andava in giro in bicicletta. Quanti chilometri per andare al lavoro a Negrisia…”.

 

 

 

Antonietta riesce comunque a frequentare qualche anno di scuola prima di iniziare a lavorare in filanda. “In casa c’era bisogno di soldi e non c’era il tempo di andare a scuola”. Nel 1939, a 23 anni, si sposa con Emilio Montagner. Quando da fidanzati giravano per le vie di Ponte di Piave venivano descritti come la “coppia più bella del Piave”.

 

Con gli occhi lucidi, Antonietta ci parla della guerra: la perdita del primogenito per una malattia; il ritorno del marito da soldato e la sua morte subito dopo il rientro dovuto a una malattia.

Nonostante le difficoltà, Maria non si è mai persa di coraggio. Ha lavorato per molti anni presso un’azienda della zona che produceva dolci e marmellate.

 

 

 

103 anni portati alla grande, tanto da cantare a microfono in occasione del suo compleanno

Un carattere forte il suo, che ancora oggi le consente di rimanere attiva. Al centro servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier, dove vive dal 2017, ama giocare a tombola, stare insieme alle​ amiche e partecipare alle tante feste che vengono organizzate. Come quella di martedì scorso in occasione del suo compleanno, quando è stata festeggiata dalle figlie Maria e Gianna, dai nipoti e dagli ospiti del centro servizi, che hanno avuto modo anche di ballare grazie alla musica dell’orchestra di “Alvise”, fatta arrivare a Monastier per l’occasione.​

Ed è stato proprio martedì che l’arzilla nonnina ha intonato a microfono una delle sue canzoni preferite, La piemontesina, un ricordo di gioventù che nonna Antonietta porta ancora nel cuore.

 

 

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