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Amara sorpresa per una ventina di atleti che domenica scorsa hanno gareggiato alla Venice Marathon.

Al rientro dalla gara hanno trovato le loro auto e camper scassinati e ripuliti di tutto quello che avevano lasciato all’interno: soldi, documenti, telefoni e qualche oggetto prezioso.

 

Uno degli atleti, tramite un altro dispositivo, ha attivato l’App “Trova il mio iPhone”, individuando immediatamente la posizione del suo telefono. I venti atleti, provenienti dall’est Europa e per nulla intimoriti, si sono armati di bastoni per riavere i loro beni. Seguendo le indicazioni del GPS si sono ritrovati di fronte al campo rom in via del Granoturco.

 

Il clima si è subito surriscaldato e i residenti della zona, mentre assistevano a ciò che stava accadendo, hanno chiamato le forze dell’ordine. Gli uomini della Polizia di Stato, intervenuti con tre volanti, e i carabinieri con due pattuglie, si sono frapposti tra i runners e gli abitanti del campo rom, evitando una maxi rissa.

 

Alla fine il telefono, solo quello, è stato recuperato e gli atleti non hanno potuto far altro che denunciare i furti subiti nel park San Giuliano e rientrare.

 

Uno dei residenti al campo rom è stato denunciato per ricettazione del cellulare rubato.

 

Non è la prima volta che auto e camper parcheggiati nei pressi del parco San Giuliano sono ripuliti e la refurtiva viene ritrovata al campo rom.

 

Fonte: La Nuova Venezia

Acqua dal cielo, acqua dalla laguna: la 33. edizione della Venice Marathon, disputatasi ieri mattina, si ricorderà non solo tra le più bagnate, ma anche, dovendo fare i conti anche con il vento di scirocco, tra le più dure.

 

La marea sostenuta, che ha costretto gli organizzatori a cambiare all’ultimo momento il percorso, portando l’arrivo da piazza san Marco a Riva dei Sette Martiri, non ha evitato ai 13.000 partecipanti (di cui 5.000 donne) di dover affrontare l’ultimo tratto della gara con i piedi ben dentro l’acqua. Una fatica in più, a cui si devono aggiungere le cattive condizioni climatiche, che hanno decisamente influito anche sui tempi finali.

 

A vincere, nella categoria maschile, è stato il favorito, l’etiope Mekuant Ayenew Gebre, in 2.13’23”, davanti al keniano Gilbert Kipleting Chumba. Primo degli italiani, con un tempo abbondantemente sopra le 2.30′, il noalese Luca Solone. Tra le donne, invece, ha letteralmente trionfato, col tempo di 2.31’29”, la keniana Angela Tanui.

 

A premiare i vincitori, sul palco, in rappresentanza della città, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, in compagnia degli assessori comunali Michele Zuin e Paolo Romor.

 

Tra le novità del tracciato, il passaggio per il centro di Mestre davanti all’M9, il nuovo polo culturale cittadino che ospiterà tra l’altro il Museo del Novecento.

 

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