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Anche quest’anno, l’Unione Europea, ha deciso di mettere a disposizione 20000 pass per poter permettere ai giovani diciottenni cittadini europei di poter scoprire le bellezze dell’Europa viaggiando gratuitamente tramite i treni interrail.

 

Per poter partecipare alle selezioni, bisogna essere cittadini europei, tassativamente essere nati tra il 2 luglio del 2000 e il primo luglio del 2001 compresi. Tutti coloro che si candideranno, dovranno partecipare ad un quiz e rispondere ad una domanda di spareggio. Nel caso si venga selezionati, si potrà viaggiare dal primo agosto del 2019 al 31 dicembre 2019, per un periodo di almeno 1 giorno fino al massimo di 30 giorni. Chi riuscirà ad aggiudicarsi uno dei pass, diventerà ambasciatore Discovery EU e sarà invitato a raccontare la propria esperienza di viaggio sui social network come Facebook o Instagram.

 

I 20000 pass a disposizione sono stati suddivisi tra gli Stati dell’Unione Europea in base alla popolazione e alla media della sua età.

 

Per i cittadini italiani sono disponibili 2361 pass, per i cittadini tedeschi 3232, per i francesi 2612, per gli spagnoli 1821 e così via.

 

Per accedere a tutte le informazioni e poter presentare la propria candidatura, vi rimandiamo alla pagina ufficiale del Portale Europeo per i Giovani.

 

Sarà possibile candidarsi entro il giorno 16 maggio 2019 alle ore 12 (CET).

 

 

Fonte: INVESTIRE OGGI

Per questo appuntamento del venerdì dedicato al tema dell’inquinamento, tema sul quale il nostro giornale intende insistere, desidero parlare di quanto l’Europa sta facendo per ridurre sino ad azzerare la travolgente quantità di plastica che investe le nostre acque e i nostri mari.

 

 

Il Parlamento europeo ha appena varato delle misure che vieteranno dal 2021 l’uso di oggetti di plastica monouso. Saranno vietati piatti e posate di plastica, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti di plastica e contenitori in polistirolo espanso.

 

 

Inoltre entro il 2029 dovrà essere raccolto separatamente il 90% delle bottiglie di plastica, ed entro il 2030 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere confezionato con materiale riciclabile.

 

 

Da un indagine condotta da Bruxelles, l’80% dell’inquinamento è causato da plastica, prodotto che resiste al tempo ed è difficilmente degradabile, oltretutto in tempi molto lunghi. Continuamente, grandi quantità di questo materiale si ritrovano nella fauna marina finendo poi nella catena alimentare.

 

 

Esempio emblematico è quello del capodoglio trovato pochi giorni fa spiaggiato e morto a Porto Cervo, in Sardegna. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti 22 kg di plastica, piatti monouso, buste di plastica e sacchetti condominiali: probabilmente la causa della sua morte. Per la cronaca era una femmina ed era incinta.

 

 

È stato appurato che il 95% dei rifiuti nei nostri mari è costituito da plastica. Molti sono gli animali marini, tartarughe cetacei ed uccelli, che muoiono per aver ingerito grandi quantità di microplastiche.

 

 

Il record di inquinamento da microplastiche è stato registrato nel Mediterraneo. Triste primato per il nostro mare.

«Oggi abbiamo ottenuto dalla commissaria Vestager le rassicurazioni sperate; a Bruxelles si sta lavorando per consentire ai risparmiatori truffati di ottenere un risarcimento veloce e senza obbligo di fornire ulteriori prove. Sarebbe un grande risultato a favore dei tanti nostri concittadini che hanno perso i loro risparmi». Lo affermano i due deputati europei David Borrelli (Gruppo misto) e Isabella De Monte (S&D), che oggi al Parlamento europeo a Strasburgo hanno incontrato la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager in merito alla questione aperta delle banche venete, del risparmio tradito e del Fondo di indennizzo ai risparmiatori.

 

La situazione

«Abbiamo illustrato a fondo la questione alla commissaria europea partendo innanzitutto dai drammatici aspetti sociali che questa amara vicenda porta con sé, ricordando che nella maggior parte dei casi le vittime non sono certamente degli speculatori; ma cittadini che si sono fidati di quelli che per anni erano stati i loro bancari di fiducia. Tra di loro ci sono persone che hanno perso tutto, inclusi molti anziani, oggi in grande difficoltà, che non hanno tempo da perdere».

 

Le risposte di Vestager

«Da parte di Margrethe Vestager abbiamo ricevuto massima attenzione e disponibilità, oltre alla rassicurazione che a Bruxelles si sta lavorando in modo concreto. La commissaria ci ha spiegato che sta predisponendo uno schema che consenta a specifiche fasce di risparmiatori di ottenere un risarcimento veloce basato su un automatismo; quindi senza obbligo di fornire le prove dell’avvenuta truffa. Tali fasce includono le persone fisiche e le microimprese, non gli investitori professionali».

 

Le richieste

«Abbiamo ribadito l’importanza di accelerare e procedere rapidamente per dare risposta alle tante persone che si battono e attendono giustizia da anni. Abbiamo inoltre chiesto alla commissaria che vengano adottate forme di rimborso semplificate; poiché alcuni risparmiatori non sono più in possesso di tutta la documentazione bancaria, tantomeno sono nelle condizioni di poterla richiedere ora agli istituti di credito falliti. È una vicenda sulla quale il trattamento non può essere iniquo. L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a rimanere in stretto contatto su questa vicenda».

“Per fortuna che c’è l’Unione Europea che mette dei paletti importanti su ambiente, economia e diritti dei cittadini, anche se a volte con tempi troppo lunghi come per esempio sul consumo di suolo zero entro il 2050. È una spina nel fianco per chi non rispetta le regole e il Veneto ha aperte ben cinque procedure di infrazione tra le quali sulle discariche illegali, scarichi reflui, Pm10”. A ricordarlo è stato Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, in merito alla Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell’Unione europea votata ieri in aula.

 

“La più importante violazione riguarda la Direttiva sulla qualità dell’aria, con riferimento al superamento dei valori-limite del Pm 10. Siamo già stati condannati una prima volta dalla Corte di Giustizia Europea il 19 dicembre 2012 perché facciamo respirare ai nostri cittadini aria inquinata e lo scorso 18 maggio è scattato un nuovo deferimento allo stesso organismo. La Corte tra poco emetterà la sentenza, se arriverà una nuova condanna, questa volta dovremo pagare sanzioni salatissime, si parla di un miliardo di euro. Nonostante l’Agenzia europea per l’ambiente abbia stimato 500mila morti premature l’anno a causa dello smog, di cui 80mila in Italia, il problema viene sottovalutato. Anche nell’ultimo bilancio ci sono poche risorse per misure poco efficaci, le stesse che vengono riproposte a ogni sessione. Incuranti che il limite dei 35 giorni annui di sforamento per le polveri sottili, in Veneto viene raggiunto già a primavera, siamo arrivati fino a quota 89! Il Piano Aria della Regione si è confermato inutile, se non addirittura confliggente con il  Piano Energia: si insiste sulle biomasse legnose anziché puntare veramente sul fotovoltaico, vera fonte rinnovabile senza effetti collaterali”.

 

“Un’altra procedura di infrazione – ha ricordato il vicepresidente della commissione Ambiente – riguarda la mancata tutela delle Zone speciali di conservazione. Lo scorso 30 luglio il ministro dell’Ambiente ha designato ben 96 Zcs, che venivano prima classificate come Sic (Sito d’interesse comunitario) utili a evitare degrado degli habitat della Rete Natura 2000, poi però a livello locale abbiamo questa situazione di degrado continuo. Come accade, a solo titolo di esempio, nel Montello, dove gli habitat ‘a prato stabile’ vengono progressivamente sacrificati sull’altare del dio Prosecco. Così non va, ed è per questo motivo che il Gruppo Pd ha votato in maniera convinta contro la Rendicontazione 95, la Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale agli atti normativi e di indirizzo dell’Unione europea”.

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore all’Aricoltura e di concerto con l’assessore alla sanità, il Piano operativo regionale 2018 per lo svolgimento dei controlli a campione sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.

 

 

Quest’anno i controlli coinvolgeranno 267 operatori sui complessivi 3.600 operatori della filiera che vede il Veneto primeggiare a livello nazionale nelle relative qualificate produzioni.

 

Il sistema di etichettatura permette di evidenziare il nesso fra l’identificazione della carcassa del bovino e le informazioni obbligatorie che figurano sui prodotti in commercio, a garanzia della relativa conformità e a tutela del consumatore.
“La qualità è il principale carattere distintivo anche della carne bovina, elemento basilare nella nostra alimentazione, sul piano nutrizionale e dietetico – sottolinea l’assessore all’Agricoltura – Qualità significa selezione delle razze, allevamenti che assicurano il rispetto della salute e del benessere degli animali e dell’ambiente, alimentazione corretta del bestiame con controlli costanti in allevamento, alla macellazione e ai punti di vendita a garanzia del necessario livello di protezione.

 

L’Unione Europea ha stabilito le modalità di applicazione del sistema che assicura la tracciabilità del relativo prodotto attraverso l’etichettatura, con lo scopo di informare il consumatore sull’origine e le altre caratteristiche importanti del prodotto acquistato.

 

La Regione del Veneto, che dal 2007 è impegnata a garantire la qualità delle carni con un processo di verifica e monitoraggio dell’intera filiera produttiva, finanzia i controlli a campione svolti con appositi accordi stipulati in collaborazione con le 9 aziende ULSS venete, da cinquanta agenti accertatori – medici veterinari – in servizio presso i Dipartimenti di prevenzione. Il relativo impegno è di oltre 80 mila euro a carico del bilancio del settore primario”.

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