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Treviso cerca un posto da protagonista nel Trofeo delle Province Trivenete, classica rassegna giovanile che domani, domenica 30 giugno, per l’edizione 2019, farà tappa ad Arzignano, nel Vicentino. La selezione trevigiana ha una lunga tradizione di vittorie nel Trofeo delle Province: l’ultima, l’anno scorso ad Agordo. L’obiettivo è confermarsi, ma non sarà semplice. Anche se quest’anno la squadra appare compatta e con diversi punti di forza. In pista, su un programma di venti gare, le rappresentative provinciali under 14 di tutto il Triveneto.

 

I convocati trevigiani. Ragazzi. 60:Cesare Frisetti (Trevisatletica). 1000: Elia Giusto (Nuova Atl. Roncade). 60 hs: Giacomo Rottin (Atl. Villorba). Alto: Michele De Noni (Atl. Silca Conegliano). Lungo: David Brazzo (Atl. San Biagio). Peso:Luca Onosa (Atl. San Biagio). Vortex: Giovanni Sciancalepore (Atl. Santa Lucia di Piave). Marcia (2 km): Francesco Piovesan (Atl. Ponzano). 4×100: Mathis Santin (Atl. Santa Lucia di Piave), Alex Mazzero (Atl. Santa Lucia di Piave), Frisetti, Rottin. 3×800: Gioele Ballancin (Atl. Sernaglia), Fabio Gardenal (Nuova Atl. Tre Comuni), Giacomo Ruffoni (Nuova Atl. Tre Comuni). Ragazze. 60: Veronica Zanardo (Atl. Santa Lucia di Piave). 1000: Beatrice Buso (Trevisatletica). 60 hs: Rebecca Agbortabi (Trevisatletica). Alto: Ludovica De Luca (Atl. Santa Lucia di Piave). Lungo: Carolina Dufour (Atl. Santa Lucia di Piave). Peso: Serena De Noni (Atl-Etica San Vendemiano). Vortex: Elisa Calantha Schmalbach (Atl. San Biagio). Marcia (2 km): Lia Poser (Vittorio Atletica). 4×100: Beatrice Saccon (Atl-Etica San Vendemiano), Harriet Amponsa Agyekum (Silca Conegliano), Dufour, Zanardo. 3×800:Valentina Schiavinato (Atl. Ponzano), Emma Bottega (Silca Conegliano), Agbortabi.

 

 

A MONTEBELLUNA  Dai 60 ostacoli i migliori risultati tecnici della riunione infrasettimanale ragazzi di Montebelluna: 9”3 per Rebecca Agbortabi (Trevisatletica) e 9”2 per il compagno di squadra Cesare Frisetti, tempo realizzato anche da Alex Mazzero (Atl. Santa Lucia di Piave). La manifestazione era valida per il campionato provinciale di società e per il Trofeo Giovanile Veneto.  Risultati. Ragazzi. 60: Mathis Santin (S. Lucia di Piave) 8”1. 1000: Gioele Covolan (Pederobba) 3’24”1. 60 hs: Cesare Frisetti (Trevisatletica) 9”2. Alto: Andrea Frigo (Vedelago) 1.40. Lungo: Matteo Martini (Ponzano) 4.57. Peso: Luca Onosa (San Biagio) 12.21. Vortex: Marco Altinier (Running Team Conegliano) 57.80. Marcia (2 km): Matteo Pavan (Trevisatletica) 11’49”4. Ragazze. 60: Harriet Amponsa Agyekum (Silca Conegliano) 7”9. 1000: Emma Bottega (Silca Conegliano) 3’23”7. 60 hs: Rebecca Agbortabi (Trevisatletica) 9”3. Alto: Alessia Tozzato (Ponzano) 1.37. Lungo: Alice Perinello (Vedelago) 3.96. Peso: Serena De Noni (Atl-Etica) 10.02. Vortex: Anna Pozzebon (Quinto Mastella) 38.82. Marcia (2 km): Giulia Tocchet (S. Lucia di Piave) 13’28”2.

                                                                       

Risultati completi.

La Commissione Europea ha accettato la domanda presentata dalle autorità italiane per i danni della tempesta Vaia e ha proposto la mobilitazione del Fondo di Solidarietà europeo (FSUE) per un importo pari a 277 milioni 204 mila e 595 Euro.

 

Questo il punto saliente contenuto nella risposta inviata nel tardo pomeriggio di ieri dal commissario per la politica regionale Corina Cretu all’europarlamentare uscente di Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto, che due mesi fa – mediante interrogazione – aveva chiesto alla stessa Cretu lumi sull’iter di approvazione del Fondo.

 

Nella risposta della Commissione si legge che “il 20 dicembre 2018 le autorità italiane hanno presentato domanda di assistenza a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) per i danni causati dalle condizioni meteorologiche estreme verificatesi fra ottobre e inizio novembre 2018. La domanda riguarda la maggior parte delle regioni italiane e comprende anche il Veneto, quale regione più gravemente colpita. I danni diretti cumulativi ammontano a oltre 6,6 miliardi di EUR. Il 15 maggio 2019 la Commissione ha accettato la domanda presentata dalle autorità italiane e ha proposto la mobilitazione del FSUE per un importo pari a 277 204 595 EUR”.

 

Nella risposta ufficiale il commissario Cretu sottolinea come “i programmi dei fondi strutturali si basano sul principio della gestione condivisa, mentre le priorità strategiche specifiche delle regioni sono decise a livello nazionale”.

 

Scatta poi una panoramica sui fondi regionali di derivazione comunitaria, come POR e PSR. “Ad esempio”, si continua a leggere nella risposta di Cretu, “all’interno del programma operativo regionale di Trento, 9 milioni di EUR sono stati assegnati a misure di sicurezza e all’aumento della resilienza delle zone più esposte al rischio idrogeologico”.

 

E ancora: “Anche il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale sostiene azioni preventive volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali e azioni volte a ripristinare il potenziale forestale danneggiato da tali eventi. Il programma di sviluppo rurale (PSR) della Lombardia include entrambi i tipi di intervento, mentre il PSR Veneto prevede solo interventi di ripristino, anche per i danni provocati dal dissesto idrogeologico. La regione Friuli Venezia Giulia ha introdotto operazioni di ripristino a seguito della tempesta, mentre Bolzano ha optato per un regime di aiuti di Stato che comprende investimenti forestali concepiti per ridurre il rischio idrogeologico”.

 

Soddisfatto, Sernagiotto dichiara: “Sono felice che, seppure con dei ritardi, si sia arrivati all’approvazione del Fondo, attivazione che avevo sollecitato il 12 novembre scorso, nei giorni immediatamente successivi alla tempesta, in plenaria a Stasburgo proprio davanti al commissario Cretu. Sono contento che l’Europa abbia lanciato un segnale di forte sostegno, oggi i miei successori qui a Bruxelles e i livelli istituzionali italiani – Governo e Regione in primis – dovranno vigilare, darsi delle priorità e studiare interventi mirati di ripristino idrogeologico e boschivo. È una grande occasione per mettere mano a un patrimonio immenso e fare programmazione”.

 

“Nel mese di legislatura che mi resta farò tutti gli approfondimento del caso. La partita va giocata fin da subito”, conclude Sernagiotto.

Il tema su cui riflettere è “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”.

 

La scadenza del bando della XII edizione del Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, inizialmente prevista per il 30 aprile 2019, è stata prorogata al 22 maggio. Gli studenti degli istituti superiori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Slovenia e Croazia sono ancora in tempo per partecipare al prestigioso concorso; promosso dall’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti con la collaborazione di Montura. L’obiettivo è quello di stimolare la riflessione dei ragazzi su temi legati ai molteplici interessi di Giuseppe Mazzotti e oggi ancora fortemente attuali.

 

 

Chi è Giuseppe Mazzotti

 

Mazzotti fu una figura di spicco del panorama culturale trevigiano nel Novecento; si occupò in modo innovativo di montagna e tutela del paesaggio, patrimonio architettonico locale (le ville venete in primis), arte e artigianato, enogastronomia. Gli ambiti a cui dedicò il proprio interesse e il modo in cui affrontò le questioni ad essi legate ne fanno un personaggio di spiccata attualità, ancora capace – a 38 anni dalla scomparsa – di incuriosire e stimolare il pensiero critico dei più giovani.

 

Il Premio

 

Quest’anno il Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, che affianca lo storico Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” dedicato a scrittori affermati, invita i ragazzi a riflettere sul tema “Un viaggio non comincia con la partenza, ma molto prima”; questo realizzando un componimento scritto (per concorrere nella Sezione letteraria) o un video (per concorrere nella Sezione video).

 

Per ciascuna sezione sono previsti tre premi del valore di euro 600,00 (primo classificato), 400,00 (secondo classificato) e 200,00 (terzo classificato). È inoltre previsto un Premio di istituto del valore di 1.000,00 euro finalizzato all’attività didattica che le scuole degli studenti premiati si contenderanno nel corso della giornata delle premiazioni.

 

La prova

 

Questa prova è prevista al Palazzo dei Trecento di Treviso il 19 ottobre 2019; ci sarà un quiz che li metterà alla prova nella conoscenza delle tematiche mazzottiane: “Montagna: cultura e civiltà”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie” (che rappresentano le sezioni di gara della XXXVII edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”).

 

Info

 

Bando e regolamento sono consultabili sul sito www.premiomazzotti.it.

Per informazioni: Segreteria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, tel. 0422 855609 – fax 0422 802070; e-mail [email protected]

Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi è il libro scritto dai componenti dell’Associazione Cosa Vostra, diretta da giovani laureati e laureandi che collaborano con Repubblica.it (Blog Mafie) e pubblicato dalla casa editrice Linea Edizioni. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, primo firmatario della proposta di legge che introdusse il reato di associazione di stampo mafioso nel codice penale; inoltre vede la postfazione di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore che da oltre trent’anni segue le vicende di mafia. Con i contributi di giornalisti e le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia; Mafia come M si rivolge a tutti coloro interessati a saperne di più sul fenomeno della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

Com’è affrontato il tema

Mafia come M affronta un argomento che si è rivelato di forte attualità nel Nordest: la presenza delle mafie. E lo fa rivolgendosi agli studenti del Triveneto, dove per lo più opera Cosa Vostra, arrivata ormai al quarto anno della sua attività. Fin dalla sua fondazione, l’associazione si è posta l’obiettivo di parlare ai giovani e di sensibilizzarli riguardo ai temi come la mafia e la legalità. Così nasce il progetto di Mafia come M, redatto per conoscere il mondo della criminalità organizzata, dando un mezzo per comprenderla e, quindi, investigarne le varie forme in cui essa si presenta.

 

 

Il volume si apre con una domanda: “Che cos’è la mafia?” Un quesito, questo, che i componenti di Cosa Vostra pongono all’inizio di tutti gli incontri realizzati con gli studenti. Anche se la domanda può sembrare semplice, le risposte non sono mai scontate. L’interesse evidenziato dai ragazzi di comprendere in maniera più approfondita il sistema e il fenomeno mafiosi sono il motore di questo volume; esso si presenta come un vademecum per l’analisi della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

L’obbiettivo del libro

L’obbiettivo è anche quello di andare oltre la “Mafia del Brenta”, ma senza dimenticarla né stigmatizzarla come un fenomeno meramente criminale. E così, con una profonda ricerca storica, nel libro si legano fatti passati di cronaca giudiziaria, come il caso Verona “Bangkok d’Italia” e l’indagine degli anni Ottanta della Procura di Trento, le operazioni “Luna Park” e “Cadore”, gli interessi economici dei Lo Piccolo di Palermo, i sequestri di persona e i mafiosi mandati al “confino” nel Nordest, alle recenti indagini contro esponenti della Camorra e della ‘Ndrangheta: le inchieste degli ultimi anni come “Aemilia”, “Jonny”, “Gambling”, “Stige”, “Valpolicella”, “Fiore Reciso”, “At Least” hanno coinvolto esponenti della società civile, come avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici e privati. Ed è questa la mafia che si vuole spiegare ai più giovani. Senza temere di fare nomi: ci sono i vari Donadio, Giglio, Multari, ecc. Ci sono le loro aziende che hanno operato in maniera del tutto normale in un territorio che spesso ha sottovalutato e anzi negato la presenza del crimine organizzato di stampo mafioso, ritenendosi talvolta e con colpa innocente.

 

 

Com’è descritta

Mafia come M traccia in maniera puntuale la genesi delle mafie che si sono stanziate nel Nordest. Mafie che ancora oggi tendono a non essere considerate dalla popolazione come fenomeni reali e pericolosi, nonostante le inchieste e le operazioni della magistratura. Il rischio ancora oggi è quello di pensare che il crimine organizzato esista e agisca soltanto nel Sud Italia o che, comunque, convenga. Ma non solo: il volume tocca argomenti come le mafie straniere, l’ecomafia, il riciclaggio di denaro sporco e le false fatturazioni, i beni confiscati e la corruzione e, tramite il ricordo delle vittime di mafia, con alcune testimonianze dirette dei familiari, vuole incentivare una maggiore consapevolezza nei confronti del fenomeno criminale, così che le future generazioni possano portarne avanti la memoria e mantenere vivo l’interesse per una giustizia nei loro confronti, come ribadito anche dalla frase simbolo scelta dai ragazzi di Cosa Vostra: “È un libro di incontri che vuole dare speranza, laddove è gettato il seme della conoscenza”.

Sei tappe sulle strade del Triveneto, dal 3 all’8 settembre, per valutare i benefici dell’attività fisica per gli ammalati di diabete e sensibilizzare sulla malattia. Arrivi a Trieste, Pordenone, Feltre, Bolzano e Vicenza. Poi il gran finale nel capoluogo della Marca

 

Sono in sei e arrivano da ogni parte d’Italia per dire che sì, il diabete è una sfida che si può vincere. Lunedì 3 settembre, da Treviso, scatta il Tour Ciclisti Diabetici, che si svilupperà per oltre 700 chilometri sulle strade del Triveneto. L’obiettivo? Valutare i benefici dell’attività fisica per chi soffre di diabete e sensibilizzare sui tanti aspetti che riguardano una malattia sempre più diffusa.

 

Vi partecipano sei ciclisti, ammalati di diabete: Sergio Busarello, di Dosson di Casier (Treviso), Andrea Chiandotto e la moglie Erica Vaccari, di Aiello del Friuli (Udine), Guido Colombo, di Cusago (Milano), Alessio Fresco, di Lanciano (Chieti), e Giuliano Priori, di Segni (Roma).

 

Promosso dalla società ciclistica trevigiana, i Falchi di Tuxon, di cui Busarello è il presidente, il Tour Ciclisti Diabetici si svilupperà, attraverso sei successive tappe, dal 3 all’8 settembre. Partenza alle 8.15 di lunedì 3 settembre da Piazza Borsa, a Treviso, dove i ciclisti, provenienti da Dosson, saranno salutati anche dal sindaco Mario Conte.

 

La prima tappa del Tour Ciclisti Diabetici si concluderà a Trieste, dopo una percorrenza di 151,60 chilometri. Il giorno dopo, martedì 4 settembre, i ciclisti pedaleranno da Trieste a Pordenone, per un totale di 109 chilometri. Poi le altre quattro tappe: il 5 settembre da Pordenone a Feltre (97 km), il 6 settembre da Feltre a Bolzano, con sosta intermedia a Trento (144,10 km), il 7 settembre da Bolzano a Vicenza (162,89 km) e, infine, l’8 settembre da Vicenza a Treviso (74,20 km). In totale saranno 739 chilometri, con 6.085 metri di dislivello complessivi.

 

L’iniziativa non è del tutto nuova. Due anni fa un gruppo di ciclisti diabetici è partito da Tivoli ed è giunto a Treviso. Durante questo tour, grazie anche alla collaborazione del diabetologo Felice Strollo, i ciclisti hanno incontrato associazioni di diabetici, messo a confronto le esperienze e raccolto dati utili a conoscere meglio questa patologia.

 

L’esperienza sportiva, condivisa con tante associazioni che strada facendo accompagneranno il transito dei ciclisti diabetici, sarà solo l’apice di una sperimentazione che, partita all’inizio del 2018, propone ai protagonisti del tour un nuovo stile di vita e un nuovo modo di affrontare la malattia.

 

Nel Tour Ciclisti Diabetici, i Falchi di Tuxon saranno affiancati dal dottor Francesco Burelli, diabetologo dell’ospedale San Camillo di Treviso, dal dottor Luca Batacchi, della Farmacia di Dosson, e da Diego Bragato e Marco Compri, tecnici abilitati dalla Federazione Ciclistica Italiana. “Il diabete si vince assieme” è lo slogan dell’iniziativa, ma anche un obiettivo da raggiungere a colpi di pedale.

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