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Fra i settori che stanno andando incontro alla rivoluzione digitale, quello del gioco d’azzardo rappresenta senza ombra di dubbio uno dei più interessanti, restando dentro i confini del gaming. Oggi, non a caso, la scelta delle aziende di investire in questo comparto sta portando diversi frutti. Gli italiani che scelgono di preferire le sale da gioco digitali sono sempre più numerosi, e tra i principali fattori che hanno inciso (e continuano a incidere) su questa tendenza ci sono le slot online, in assoluto il passatempo preferito dagli appassionati. Vediamo dunque di studiare questa rivoluzione che sta riguardando il gambling, con un occhio di riguardo per le macchinette, siano esse fisiche o telematiche.

 

Tutto il successo delle macchinette digitali e non

Abbiamo a disposizione diversi dati che provano tutto il peso delle macchinette nel settore del gambling. Un peso che si fa sentire indifferentemente dal canale di gioco, visto che le slot spopolano sia sul web, sia nei bar. Cominciamo innanzitutto dalle slot machine online, che possiamo ad esempio trovare su leovegas.it e su altri siti di casinò. Per quanto concerne le macchinette digitali, queste hanno fatto registrare un + 41% nel 2019, e hanno generato un giro d’affari superiore ai 320 milioni di euro. Basandosi sui dati dell’Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, si capisce quanto sia importante il loro ruolo per il successo del gambling telematico. E le slot machine fisiche? I numeri sono da record, considerando che ad oggi in Italia valgono circa 50 miliardi di euro, e che i cittadini spendono in media 815 euro ogni anno in macchinette. Non per caso ci etichettano come “il paese delle slot”, alla luce di un altro dato: il 65% dell’indotto nel settore del gioco d’azzardo proviene proprio da questi apparecchi.

 

Perché i casinò telematici conquistano gli italiani?

Al di là dell’innegabile fascino delle slot, va detto che i casinò telematici posseggono molti altri vantaggi apprezzati dai giocatori italiani. Per prima cosa, oltre alle macchinette, su questi portali possiamo reperire qualsiasi tipologia di gioco d’azzardo: si parte da un altro classico amatissimo come la roulette, passando per giochi di carte come il blackjack, il baccarat e il poker. Ci sono poi dei siti particolari che danno la possibilità di piazzare anche le scommesse sportive online. In secondo luogo, per sua natura, una sala da gioco telematica risulta accessibile da qualsiasi dispositivo connesso a Internet. Si fa riferimento in primis ai PC, ma anche ai tablet e agli smartphone. Considerando che oggi oltre la metà degli utenti (8 su 10 in Italia, secondo uno studio) naviga sul web da mobile, si spiega quanto sia fondamentale la possibilità di accedere ad un portale web di gioco ottimizzato per questo scopo. Infine, non sottovalutiamo il fattore economico: vincere ai giochi digitali è più semplice, perché le percentuali a favore dell’utente sono più alte, e poi possiamo sfruttare anche diversi bonus di benvenuto, che rendono la situazione ancor più conveniente. Tutti motivi più che validi per giustificare il boom dei casinò telematici, che continuano a riscuotere successo anche nel nostro paese.

Limiti agli orari di apertura e funzionamento per sale e punti gioco, uguali in tutto il Veneto: la Giunta regionale del Veneto ha disposto che nelle fasce orarie comprese tra le 7 e le 9, le 13 e le 15 e le 18 e le 20 le sale gioco debbano interrompere l’attività di slot machine e le videolottery posizionate in bar e pubblici esercizi.

 

“Si tratta di un provvedimento che dà applicazione alla legge regionale di prevenzione e contrasto al gioco patologico, approvata due mesi fa, e che renderà omogenei, in tutto il territorio regionale, gli orari obbligatori di interruzione delle attività di gioco – spiega l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin. – I tre stop, che entreranno in vigore in tutto il territorio regionale, sono pensati per scoraggiare il nomadismo dei giocatori da un comune all’altro e per rinforzare il potere delle singole amministrazioni comunali, che con proprio provvedimento, possono limitare ulteriormente gli orari di apertura e di giocata, al fine di  tutelare la salute pubblica ed evitare problemi di pubblica circolazione”. 

 

Veneto terza regione italiana per volume di giocate

“Le tre fasce di chiusura, aggiunge Lanzarin – sono state pensate per dissuadere, per quanto possibile, il ricorso al gioco problematico delle categorie più esposte: al mattino i più a rischio sono i giovani, le donne, i lavoratori, i disoccupati; nella pausa pranzo, i ragazzi che escono da scuola, gli anziani e le persone inoccupate; nel tardo pomeriggio un po’ tutta la popolazione. Il Veneto è la terza regione in Italia per volume delle giocate, con una media di 1244 euro per ogni residente, dai neonati ai centenari. Si tratta di una piaga sociale che nell’ultimo anno ha inghiottito 6,1 miliardi di euro, dei quali tre quarti giocati alle  slot. I limiti orari omogenei, in tutto il territorio regionale, sono un paletto di dissuasione in più per le categorie più a rischio casalinghe, minori, anziani a basso reddito, persone senza lavoro che possono essere attirati dal miraggio della vincita facile”.

 

Il provvedimento della Giunta veneta passa ora all’esame della quinta commissione consiliare per il parere, in vista della sua approvazione definitiva. La norma si colloca tra gli strumenti di dissuasione previsti dalla legge veneta e fa salve le norme regolamentari e le ordinanze in materia di orari approvate dai Comuni che, infatti, possono adottare limiti più severi, motivati da ragion di salute pubblica e dai singoli contesti locali. 

Il contrasto al GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) è un impegno che l’amministrazione roncadese ha fatto proprio durante tutto il mandato quinquennale ma, da aprile, è proprio il regolamento comunale a sancire le iniziative da intraprendere per tutelare l’intera popolazione e in particolare i soggetti affetti dalla patologia, i loro familiari e le fasce più deboli (perciò maggiormente esposte ai rischi di GAP).

 

Tra queste regole emerge soprattutto quella che vieta l’apertura di nuove sale giochi e di raccolta scommesse, nonché la collocazione di qualsiasi ulteriore apparecchio per il gioco d’azzardo lecito o di altri sistemi di video lottery terminal nei locali che si trovino a una distanza inferiore ai 500 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili” e minore di 100 metri da quelli che commercializzano oro, denaro od oggetti preziosi.

 

Roncade non spicca tra i comuni con maggior spesa pro capite per puntate ai giochi gestiti dallo Stato e alle slot machine. Nel 2017 ciascun roncadese ha impiegato in media 468 euro per l’azzardo. Sembrano molte, ma lo pongono al quartultimo posto nella classifica dei comuni della Marca Trevigiana, che vede spiccare Villorba con una spesa procapite di ben 3.247 euro.

 

“Il nuovo Regolamento arriva dopo anni di iniziative per contrastare la ludopatia”, ricorda l’assessore alle Politiche sociali, Sergio Leonardi. “Abbiamo aderito per esempio al Manifesto dei Sindaci contro il GAP, la proiezione del film-documentario Vivere alla grande, la divulgazione di manifesti e volantini per l’autovalutazione della propria condizione di giocatore Se non giochi, vinci.

In collaborazione con il gruppo ACAT si è istituito uno Spazio ascolto, con la finalità di orientare le persone ai Servizi del territorio, perché il gioco d’azzardo patologico sta assumendo dimensioni sempre più ampie con ricadute allarmanti sul piano sociale, familiare e lavorativo delle persone coinvolte”.

 

Il servizio Dipendenze ha preso in carico due richieste di trattamento sia nel 2016 che nel 2017, mentre nel 2018 non è arrivata alcuna richiesta.

 

Se il gioco d’azzardo più praticato è il Gratta e Vinci, l’età dei pazienti si colloca maggiormente nella fascia tra i 40 e i 54 anni. Le donne, in particolare, hanno generalmente un’età superiore ai 40 anni.

 

Col nuovo Regolamento Roncade punta a garantire che il gioco lecito avvenga riducendo i rischi connessi al moltiplicarsi delle offerte, che i costi umani, sociali ed economici vengano contenuti, che la salute pubblica e il benessere socio economico dei cittadini vengano tutelati e che forme di dequalificazione territoriale e di infiltrazione criminale come l’usura vengano arginate.

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