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Silvia Moscati può finalmente stringere fra le mani il suo ultimo libro di racconti fresco di stampa, intitolato “La zolla nella scarpa”

 

Sarà presentata nel Teatro all’aperto di Mogliano Veneto, giovedì 27 agosto alle ore 18.30, l’ultima pubblicazione di Silvia Moscati dal titolo “La zolla nella scarpa” (Alcione Editore).

 

Questo traguardo, il quarto per Silvia, ha significato poter dare finalmente voce alle storie dimenticate nel computer, divenute stranamente attuali, e diari d’esistenza in divenire che ancora una volta ha voluto fissare su carta. In quest’ultima pubblicazione si narrano naufragi di sentimenti e speranza di rivalse, fantasie di cambiamenti e dolorose certezze della quotidianità.

 

Recentemente Silvia Moscati ha spaziato anche nell’arte contemporanea, inventando, riproducendo, fotografando; da una decina d’anni conserva scontrini fiscali con i quali ha creato diverse opere e progettato installazioni.

 

 

“Come mai questo passaggio dalla scrittura alla pittura?”, le chiedo curiosa.

“Forse non è un passaggio ma un prolungamento in quanto ogni storia, ogni racconto, ogni creazione, altro non è che un pezzo della tua vita che prende forma diversa, si stacca da te e non è più tuo, come un figlio che parte per la sua strada, ma continua a essere parte della tua esistenza. Non c’è il possesso ma rimane la rappresentazione”.

 

“Ritornando al tuo ultimo libro, La zolla nella scarpa, c’è un leitmotiv che lega i racconti?”

“Le storie sono molto diverse tra loro ma tutte hanno un punto di riferimento comune che è Venezia, intesa come tutto il suo territorio dalla città storica, alla sua laguna, a Mestre, città che porterò sempre nel mio cuore”.

 

“E come mai questa… zolla nella scarpa?”

“Avevo l’urgenza di scrivere, in un periodo nel quale ogni certezza è stata spazzata via da quello che tutti sappiamo. C’era una grande zolla da togliere dalla scarpa e così una telefonata al mio editore e una full immersion nella scrittura ha risolto il problema! Colgo anzi l’occasione per ringraziare Alessandro Cuk, Alcione Editore, che da ormai quasi 8 anni dimostra di credere in me”.

 


L’autrice

Nata a Trieste, Silvia è vissuta sin dall’età di sette anni a Mestre e solo da due risiede a Mogliano Veneto. Questo è il suo quarto libro dopo “Camera & Colazione a Casamia”, con il quale ha vinto il Premio Settembrini Giuria dei Giovani nel 2004, “Dammi un bacino” del 2010 e “Le cinque giornate di Fiume” dove racconta di D’Annunzio e dell’impresa di Fiume.

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato l’inizio della storia del Natale di Barbie e Ken. Oggi ve ne proponiamo il seguito, che alle ore 15 di lunedì 23 e di martedì 24 dicembre l’autrice Silvia Moscati illustrerà  in piazza della Repubblica, vicino alla Chiesa S. Carlo.

 

 

Barbie e Ken si erano conosciuti giovanissimi su un set cinematografico; fu un vero colpo di fulmine! Si amavano teneramente e tutti, intorno a loro, sorridevano perché erano una coppia giovane, bella e innamorata. Dopo qualche anno da favola, Barbie, per coronare la loro storia d’amore, cominciò a desiderare il matrimonio ma Ken non ne voleva sapere. Dopo quindici anni di fidanzamento, si lasciarono. Da quel momento non furono più gli stessi: Barbie diventò solitaria, e dedita al cibo, mentre Ken si trasformò in un farfallone perso nell’alcol.

 

Inaspettatamente, dopo cinque anni si incontrarono nuovamente su un set televisivo, per una particina in un film dove dovevano apparire innamorati come una volta. E fu ancora amore! Questa volta però non c’era la favola. Barbie e Ken si ritrovarono a fare i conti con la crisi, con il lavoro che non c’era più e con la loro età ormai ben sopra i quarant’anni. Così si misero a vendere le tante cose che avevano accumulato negli anni d’oro: gioielli, vestiti, camper, auto e la casa di Malibù. Ken passava le giornate al computer inviando il suo curriculum nella speranza di trovare un nuovo lavoro.

 

Il loro ritrovato amore compensava tutte le amarezza della vita; e poi c’era una dolce novità, Barbie aspettava un bambino! Vista l’età, oltre la felicità c’era un po’ di apprensione per la gravidanza e Ken, tra lacrime e gioia, si domandava come avrebbero fatto a tirare avanti, senza lavoro, con lo sfratto e senza la possibilità di affittare un’altra casa. La dolce attesa stava proseguendo bene ma, pochi giorni prima della data prevista per il parto, furono costretti a lasciare casa. Si trasferirono con poche cose in un vecchio container a forma di televisione che era stato la location di uno spot televisivo al quale avevano partecipato. Questo sostava dimenticato in un parcheggio di un centro commerciale. Era il giorno della Vigilia di Natale e faceva molto freddo. Dopo la chiusura dei negozi, Ken aveva trovato, tra i rifiuti dell’ultima ora, un po’ di tutto: carta da imballo stropicciata, decorazioni natalizie, statuette di Presepe scheggiate e perfino un albero di Natale con la punta tranciata. Si era affrettato a raccogliere tutto quello che poteva servirgli per addobbare la loro dimora ed era riuscito a realizzare un albero e un bel Presepe.

 

Barbie non stava molto bene, cominciava a sentire le contrazioni del parto. Ken, che aveva seguito il corso online “partorire in casa” prima di vendere il computer, capiva che il grande momento stava per arrivare. La data prevista sarebbe stata il giorno di S. Stefano ma alla mezzanotte del 24 dicembre Barbie partorì il loro bimbo al quale diedero il nome Chris. Un po’ per la vergogna del loro stato economico e un po’ perché non sapevano come fare, Barbie e Ken non avevano comunicato a nessuno della loro situazione né del lieto evento; se ne stavano soli soletti a godersi i primi giorni del bebè. Ma tra il personale del centro commerciale qualcuno aveva riconosciuto Ken e ben presto la notizia si era diffusa sul web; qualcuno si stavano muovendo.

 

Loro avevano festeggiato il Capodanno nel container a forma di televisione e ora, a pochi giorni dalla felicità assoluta, la disperazione stava prendendo il posto della gioia.

 

Ma un Post, con la notizia della loro situazione, era apparso su Facebook e subito il mondo dei Social, come una stella cometa, aveva segnato la strada per portare un concreto aiuto alla nuova famiglia. E una visita inaspettata cambiò il corso delle cose: tre Re Magi, o almeno sembravano tali, si recarono nel container a forma di televisione per portare in dono a Ken il contratto di lavoro come cassiere nel centro commerciale. Inoltre, una signora che aveva una parte della sua casa adibita a Bed & Breakfast aveva offerto loro l’alloggio perché era stanca di lavorare e voleva godersi la pensione. Il canone sarebbe stato molto basso almeno finché il piccolo non fosse andato all’asilo e Barbie non si fosse trovata un lavoro. Gli altri commessi avevano confezionato un bel corredo e dei giocattoli per il piccolo Chris. Ogni nascita è una natività, il miracolo che gli uomini possono compiere. Vivranno felici e contenti come nelle migliori fiabe? Ce lo auguriamo tutti!

Nuovo appuntamento con la storia dell’impresa di Fiume, di cui ricorre quest’anno il Centenario, raccontata dalla scrittrice moglianese Silvia Moscati nel suo libro Le cinque giornate di Fiume, il prossimo mercoledì 6 novembre, a Mestre.

 

Con il suo libro, Silvia Moscati aprirà la rassegna d’autunno dedicata agli scrittori veneti che si tiene al Rione Pertini, nella Sala della Colonna, antistante la biblioteca Zorzetto, in via Gagliardi n. 27 a Mestre.

 

La trama

La rivisitazione del libro omonimo scritto nel 1930 dal legionario Giuseppe Moscati, a dieci anni dal tragico Natale di sangue, si intreccia, nel romanzo di Silvia Moscati, con il seguito della vita stessa del legionario, poi avvocato del Foro di Milano, amico fedelissimo di Gabriele D’Annunzio e fondatore dell’associazione “Amici del Vittoriale”.

 

Silvia Moscati ha sentito il bisogno di riscrivere queste pagine di storia e dare al legionario Peppino Moscati, fratello del nonno, il giusto ruolo e il riconoscimento che merita.

 

Conduce l’incontro Pierluigi Rizziato.

 

 

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