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“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia” (Gandhi)

 

Durante i mesi di lockdown, in cui il mondo si è fermato e tutti noi ci siamo trovati costretti a rimanere chiusi in casa sperimentando sensazioni di paura, incertezza, vulnerabilità e solitudine, c’era chi pensava a come poter restituire segnali di fiducia, solidarietà e respiro.
Ma se è vero che la salute delle persone passa anche dalle relazioni, come fare in un momento in cui proprio il distanziamento sociale e la limitazione dei contatti umani costituiscono la cura al contagio?

Con queste premesse, mesi fa, su iniziativa dei Servizi Sociali del Comune di Mogliano Veneto è nato il progetto “Una Finestra Aperta”, presentato questa mattina alla conferenza stampa tenutasi in municipio.

 

Se ripensiamo agli ultimi giorni primaverili trascorsi, in cui il mondo esterno veniva visto quasi unicamente dalla finestra di casa nostra, prezioso si è rivelato il ruolo dell’Amministrazione moglianese e dei tanti volontari al servizio delle persone più fragili per aiutarle attraverso iniziative di consegna di spesa e farmaci a domicilio, supporto telefonico e contributi economici, unitamente a mezz’ora di musica quotidiana dalla terrazza del municipio per infondere un po’ di serenità.

 

In quello stesso drammatico contesto è nata “Una Finestra Aperta”, con l’obiettivo di stimolare la creatività delle persone, a partire dai bambini, che si sono rivelati i protagonisti più attivi del progetto. In tantissimi (dalla scuola materna alle superiori) hanno espresso e trasmesso speranza, solidarietà e i propri stati d’animo attraverso poesie, canzoni, filastrocche, racconti e disegni. Disegni, pieni di colore, che insieme a un fiore di cartapesta quale inno alla primavera sono stati consegnati agli anziani ospiti della casa di riposo “C. Gris” per rallegrarli. Proprio gli anziani, infatti, sono le persone più colpite da questo virus e, quando ricoverati in una RSA, è ancora più facile che si sentano soli e preoccupati.

 

“L’istituto Gris è stato uno dei più colpiti durante questa pandemia. Avevamo dei colleghi con i quali ci relazionavamo in quel periodo e ci raccontavano il clima di paura” racconta Cristina De Castris, assistente sociale del Comune di Mogliano.

Da lì l’idea di raccogliere i disegni dei bambini e di farli recapitare agli anziani quale messaggio di vicinanza. “Immagino – commenta l’educatrice Daniela Marinello – i bimbi che da oggi pomeriggio arriveranno in Piazza e si vedranno il proprio elaborato appeso alle colonne. Credo che per loro sarà motivo di orgoglio e anche senso di cittadinanza attiva, poiché nel loro piccolo sono riusciti a dare un segnale e ad abbellire la Città”.

 

    

 

Tutto il materiale prodotto è stato infatti raccolto ed elaborato da Erika Barbiero, Cristina De Castris, Ketty Visetto (assistenti sociali), Daniela Marinello (educatrice) ed Elia Lo Monaco (responsabile sito web), con il supporto di Mauro Pizzato e Monica Tessarin, e trasformato in un entusiasmante progetto che da oggi fino al 18 ottobre sarà esposto sulle colonne di Piazza Caduti, per trasmettere positività e “colorare” la Città di Mogliano, ricordandoci al tempo stesso quanto siamo stati forti durante il lockdown, chiusi nelle nostre case.

 

 

Come ha ricordato l’assessore alle Politiche Sociali Giuliana Tochet, che si è detta particolarmente fiera di quanto realizzato, “chi avesse piacere di collaborare ancora al progetto può inviare il proprio contributo all’indirizzo mail [email protected] perché la Finestra resta aperta, affinché tutti possiamo superare questo duro momento continuando, nel frattempo, a ballare sotto la pioggia”.

 

 

Un laboratorio creativo di sartoria per le donne che vogliono imparare le tecniche base per fare un capo di abbigliamento e/o piccole riparazioni. È attivo da ieri nei locali della ex scuola elementare di Dosson su iniziativa del Comune di Casier e della Caritas interparrocchiale.

Un progetto voluto dall’assessore ai Servizi sociali Luca Sartorato per avviare un percorso di integrazione sociale per le donne in difficoltà col mondo del lavoro. In particolare donne con reti di appoggio deboli, con figli minori o che stanno attraversando delle difficoltà nella loro vita quotidiana. Grazie alla presenza di un’assistente sociale, di una sarta, di un mediatore linguistico-culturale e dei volontari l’arte sartoriale diventa un mezzo di promozione sociale e culturale.

Il progetto sperimentale durerà un anno, è gratuito e prevede due incontri alla settimana; ha come obiettivi la promozione dell’aggregazione fra donne del territorio e donne migranti, l’integrazione interculturale e intergenerazionale, il sostegno della creazione di contesti familiari sani, la creazione di un luogo accogliente di aggregazione basato sull’aiuto reciproco, il confronto, la solidarietà e la condivisione di esperienze.

 

Nello specifico amministrazione comunale e Caritas vogliono far acquisire e sviluppare delle competenze particolari che possano favorire un’integrazione del reddito familiare e che allo stesso tempo siano fruibili anche nel contesto domestico. Alle donne inserite nel laboratorio sarà trasmessa la costanza nell’impegno, condizione necessaria per il mantenimento di un lavoro. Saranno stimolate nella ricerca e nel potenziamento delle proprie capacità, della propria autonomia e nel superamento delle difficoltà linguistiche.

Le iscrizioni al laboratorio si ricevono all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Casier, in via Roma 2. Il progetto prevede anche un servizio gratuito di baby sitting durante il corso.

Le politiche sociali, fiore all’occhiello del Comune di Mogliano Veneto, saranno ancora più efficaci nella risposta ai bisogni della popolazione grazie ad una riorganizzazione del settore varata dopo un periodo di analisi dello stato di fatto e dei margini di miglioramento.

La nuova organizzazione è stata presentata dal Sindaco Carola Arena, dall’Assessore alle politiche sociali Tiziana Baù e dal dirigente del settore Servizi alla persona Roberto Comis alle associazioni di volontariato che operano in campo sociale in città.

 

“Confidiamo che gli effetti di questa nuova organizzazione e suddivisione del lavoro potranno dare all’utenza un più semplice avvicinamento ai servizi. Cambierà il modo in cui essi saranno forniti e sarà più semplice, più diretto e più chiaro. Naturalmente potrà aumentare la percezione della qualità nel suo complesso. Il settore sociale ha costruito nel tempo una collaborazione fissa con 35 associazioni di volontariato attive nel territorio, un patrimonio importante per il lavoro che svolge e che merita un servizio sempre più e meglio organizzato”, ha dichiarato il Sindaco Carola Arena.

Gli elementi principali del nuovo assetto che è stato dato agli uffici ruotano attorno al lavoro del nucleo delle assistenti sociali e ad una maggiore integrazione con il lavoro amministrativo, anche sul fronte delle politiche abitative con la creazione di una “equipe casa” che metta in maggiore sinergia le varie competenze.

 

“Quando abbiamo iniziato a ragionare sull’esigenza, espressa anche dalle associazioni del territorio, dall’utenza e dagli stessi uffici comunali, di cambiare l’organizzazione del settore, ci siamo posti alcuni importanti obiettivi, dal rafforzamento della prevenzione, con una presenza meglio organizzata rispetto al territorio, migliorando le capacità di risposta  alla comunità, all’aumento della qualità del lavoro del personale e alla maggiore integrazione del ruolo amministrativo con quello di assistente sociale. Vedremo alla prova dei fatti se riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi, ma le premesse sono buone e lo stesso personale, che ha partecipato alla stesura del piano, ha accolto con molta disponibilità ed interesse le novità introdotte”, ha commentato l’Assessore alle Politiche Sociali, Tiziana Baù.

 

La nuova struttura organizzativa prevede la suddivisione del settore sociale in due uffici, quello dei servizi sociali affiancato da un ufficio amministrativo unico. Il nucleo delle assistenti sociali, formato attualmente da quattro operatrici, vedrà ciascuna di esse referente per utenti e associazioni di una fetta ben definita di territorio, nel quale si occuperà di prevenzione, relazione con le Associazioni del sociale e con i servizi professionali di base. Una si occuperà di Ovest e Centro Nord, una di Mazzocco – Zerman – Bonisiolo, una di Est – Centro Sud – Marocco ed una di Campocroce. Quest’ultima si occuperà in esclusiva anche dell’area anziani, quindi accoglienza delle istanze, assistenza domiciliare, impegnative cure domiciliari, case riposo, etc.

 

La progettualità continuerà immutata e sarà seguita dalle assistenti sociali sulla base delle rispettive competenze, mentre a rotazione ciascuna si occuperà dell’accoglienza delle istante di cittadini ed associazioni negli orari di apertura al pubblico dello sportello.

Il settore politiche sociali attualmente è impegnato in molti progetti, tra cui i principali sono la borsa di Mary Poppins” “La Leva civile”, “Famiglie in rete”, “Consumare e risparmiare si può”, “Abitare possibile”, “Progetto lavoro” e “progetto orto” (semi di pomidoro).

 

Inoltre, tra i servizi svolti per target specifici, va citato il Centro donna, che si occupa di dare sostegno e risposte a donne in difficoltà per violenze e disagi di vario tipo, gestito tramite una cooperativa sociale.

L’equipe casa sarà formata da un assistente sociale e da un operatore amministrativo, e si occuperà di emergenza abitativa. Essa verrà affiancata da un consulente esterno, nell’ambito del progetto “AffittiAMOgliano”, per le questioni relative ai contratti di affitto a canone concordato, con collaborazione nella redazione dei contratti, nella mediazione con inquilini, proprietari, agenzie immobiliari, e nell’accompagnamento all’abitare.

 

Punti di forza del nuovo modello sono il senso di appartenenza al servizio, l’impegno e la responsabilità che genera nel personale il cui lavoro sarà polivalente, il miglioramento dei flussi di  lavoro, dando vita ad un concreto lavoro di squadra.

 

A fronte di circa 4 mila accessi annui  agli sportelli, gli utenti del servizio sociale in un anno sono circa 620, suddivisi in varie aree di intervento, anziani 455, famiglie 89, povertà e disagio 58, disabilità 12 e dipendenze 6.

 

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