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“Mestre è come il rugby, brutta solo negli stereotipi”.

Così hanno commentato gli autori di SPORT CRIME la prima serie TV internazionale di investigazione sportiva, dopo il sopralluogo a Mestre per un episodio della seconda stagione (la prima è prevista in distribuzione nei primi mesi del nuovo anno).

 

Luca Tramontin, ex rugbista di Belluno, Casale sul Sile, Brescia, Viadana e Piacenza, conosciuto anche come telecronista e conduttore di Sportitalia ed Eurosport, ha vissuto quasi dieci anni in Viale Garibaldi. Recentemente ha lasciato le telecronache per scrivere e costruire la serie che racconta le vicende di un agenzia con base a Lugano che indaga su casi sportivi.

 

La co-autrice e produttrice è la veronese Daniela Scalia, analogamente conosciuta come inviata e anchorwoman di Sportitalia.

«Stiamo concludendo le riprese della prima stagione – spiega – ma stiamo già studiando le location per le prime puntate della stagione 2. Per lo spettatore c’è una teorica pausa, per le serie TV invece, specialmente per la nostra che volutamente contiene solo sei episodi a stagione, le pause non esistono».

 

Queste le dichiarazioni del “volto femminile del rugby italiano”, impressionata da molti angoli del centro, ma soprattutto da alcuni scorci fluviali di Marzenego e Oselin: «Con Luca non sai mai dove inizino gli affetti e finiscano le valutazioni professionali, e viceversa. Era da tempo che mi parlava di Mestre come possibile location, ma una serie TV internazionale costa molto, quindi ho voluto verificare, fotografare e condividere le immagini con il regista, che la pensa come me: Mestre è brutta solo negli stereotipi. Il nostro mestiere è abolirli».

 

Il muscolare e ironico atleta bellunese ha una spiegazione: «Mestre ha una sorella maggiore che la fa immaginare più che sembrare brutta. Fosse in un altro posto, magari in Australia, si farebbero chilometri per visitare Mestre. L’istinto e un antico ricordo mi hanno portato a punta San Giuliano. Bravo istinto, il posto è evocativo, inatteso e stranamente poco conosciuto, perfetto per una delle trame che ho in magazzino. La Canottieri Mestre ci ha accolto positivamente e l’incontro con il presidente Augusto Gandini ha aperto le porte a una collaborazione che ci porterà a girare in primavera per un paio di giorni nella suggestiva location del circolo».

 

Dai contatti ai cartelli “We are shooting/Stiamo filmando” c’è sempre una certa distanza, ma la filosofia della serie, che nella prima stagione ha “girato” nella Porto Tolle disastrata dal maltempo, a Fiume in Croazia e a Ronago, al confine svizzero, è dichiaratamente quella di offrire allo spettatore luoghi bellissimi e sconosciuti.

 

Continua Daniela Scalia: «Nell’ottica di una serie da (per esempio) Netflix, Amazon o distribuzione “open” (tipo Rai, Mediaset, Telecinco per intenderci) è più interessante San Giuliano che piazza San Marco. Suona assurdo, ma le serie TV sono le nuove reali agenzie di viaggio. Dalla Sicilia di Montalbano all’Aosta di Rocco Schiavone, o anche le remote e “brutte” aree della provincia americana di certe serie. Prima di Sherlock Holmes la nebbia londinese era solo un problema, adesso è un’attrazione turistica. Il nuovo turismo segue questi tragitti, lo spettatore deve dire “grazie di quello che mi fai scoprire”. Tra poco gireremo delle scene a Montecarlo, ma saranno angoli e prospettive inediti».

The New Pope, la nuova serie televisiva diretta da Paolo Sorrentino, cerca 400 comparse in provincia di Treviso.
Le selezioni saranno fatte presso l’Hotel Continental di Treviso, in via Roma 16, il 5 e il 6 marzo, dalle 10.30 alle 18.

 

I casting vogliono individuare uomini e donne (senza trucco o con trucco leggero) tra i 18 e i 75 anni, di qualsiasi etnia, e fotografi di professione con propria attrezzatura.

Il lavoro sarà regolarmente retribuito.

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