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Nella giornata di ieri, il M5S ha depositato una interrogazione che riguarda lo spostamento dell’archivio dei manoscritti antichi dal Museo Correr all’ex centro civico di via Poerio a Mestre.

 

“Riteniamo importante – dichiara la portavoce Sara Visman – un urgente confronto, con il coinvolgimento del consiglio Comunale, il mondo della cultura oltre a chi opera direttamente nella gestione di questi beni. Siamo preoccupati delle scelte fatte dall’amministrazione, ricordiamo la raccolta di libri di pedagogia della Biblioteca Bettini trasferita a Mestre presso la Vez, e ora i manoscritti della collezione Correr che sembrano destinati a lasciare la laguna. Di questo passo a Venezia resteranno solo Palazzi da utilizzare come location di eventi o da destinare ad attività ricettiva”.

Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto in redazione da Sara Visman, che accompagna la pubblicazione di un’interrogazione agli assessori Luigi Brugnaro, Renato Boraso e Simone Venturini – competenti per Commercio, Mobilità e Sviluppo del territorio -, nella quale si chiede di illustrare cosa sia stato fatto per sostenere il mercato di Sacca Fisola.

 

 

Dopo sei mesi dall’approvazione di ben due ordini del giorno proposti dal M5S e votati, uno all’unanimità e uno a larghissima maggioranza, l’amministrazione pare dimenticarsi di intervenire per rivitalizzare il mercato settimanale di Sacca Fisola.

 

I consiglieri e gli assessori, molto ben disposti, durante le sedute di Consiglio Comunale in diretta streaming, ad accogliere le richieste di attenzione degli operatori del mercato contenute nelle mozioni, non pare abbiano dato seguito alle richieste con azioni concrete.

 

Neppure la proposta di delibera, presentata dal gruppo consigliare del M5S, che autorizza la trasformazione di un posteggio del mercato da “non alimentare” ad “alimentare” ha trovato posto nella nutrita agenda della maggioranza, e nemmeno in quella dei Presidenti delle Commissioni competenti. Gli stessi operatori, nel mese di dicembre avevano inoltrato tramite PEC una richiesta di incontro con l’sssessore Boraso e i dirigenti del Settore Commercio sulle stesse tematiche, ovviamente la comunicazione è rimasta lettera morta.

 

“Siamo stati propositivi e concreti con azioni a sostegno dell’offerta commerciale per i residenti di Sacca Fisola e per rivitalizzare il mercato settimanale. Pensate che la proposta di delibera è sul tavolo delle Commissioni competenti da settembre, ma l’Amministrazione non se ne occupa, è troppo impegnata ad aiutare la residenza in terraferma, permettendo ulteriore consumo di suolo agricolo a quei proprietari terrieri che vogliano costruire la casa ai figli mentre, le isole, vengono abbandonate. Veniamo accusati continuamente dalla maggioranza di non essere propositivi e di dire sempre no, è vero invece che quando proponiamo ci ignorano e non si muove foglia”, dichiara la consigliera Sara Visman e continua: “Con questa interrogazione intendo riportare sul tavolo la questione e, se all’Amministrazione non interessa l’argomento, almeno si abbia il coraggio di affermarlo davanti ai cittadini di Sacca Fisola invece di fingere che non esistano”.

Dopo i recenti avvenimenti di Venezia – dove regnano confusione e poca chiarezza, spesso causa di conflitti tra i cittadini – il M5S chiede al Sindaco o a chi per esso di riferire urgentemente sulle regole e sulla opportunità, ove risulti necessario, di adeguare il Regolamento comunale sull’uso dei canali interni e delle concessioni di spazio acqueo, affinché l’uso dei canali non debba diventare un continuo fai da te.

 

 

INTERPELLANZA

 

Oggetto: utilizzo degli spazi acquei nei canali interni

 

Premesso che

– gli spazi acquei dei canali interni alle isole sono gestiti dall’amministrazione attraverso appositi regolamenti comunali che prevedono concessioni di spazi acquei per unità di diporto e pontili di ormeggio provvisori o permanenti;

– il proliferare di attività ricettive e commerciali hanno portato al moltiplicarsi di richieste di concessioni di spazi acquei;

 

Considerato che

– le concessioni di spazio acqueo per unità da diporto sono rilasciati a seguito di istruttoria sul tipo di natante/imbarcazione;

– il rilascio della targa per la circolazione in laguna viene anch’essa rilasciata, dal Servizio Sistemi Territoriali – Gestione Targhe natanti Laguna di Venezia della Città Metropolitana di Venezia, previa documentazione, comprese le foto, attestante il tipo di natante/imbarcazione, le misure e il motore in dotazione;

 

Ritenuto che

– non ci si possa piegare allo sfruttamento tout court e fai da te di Venezia ma sia necessario per tutti capire cosa sia permesso all’interno dei canali onde evitare conflitti e situazioni imbarazzanti;

 

Si chiede al Sig. Sindaco

1. di riferire urgentemente in commissione circa gli avvenimenti di questo ultimo periodo che vedono coinvolte le concessioni di spazio acqueo e la costruzione di pontili, fissi e galleggianti;

2. di chiarire se un pontile galleggiante può essere considerato unità da diporto;

3. cosa si intenda concedere negli spazi acquei all’interno dei canali di Venezia e isole,  di competenza del Comune.

 

Sara Visman

Movimento 5 Stelle – Venezia

 

 

“La ciclostazione del sistema di Bike Sharing presso il centralissimo Tronchetto è una presa in giro perché scomodissima da raggiungere per i cittadini di Venezia: solo l’Amministrazione pare non accorgersene! Una ipotesi che come M5S bocciamo perché lontana dal terminal veneziano che indiscutibilmente è Piazzale Roma, non offre perciò, quelle opportunità di alternativa di trasporto e quel servizio di prossimità che si prefigge tra i
suoi obiettivi il sistema di Bike Sharing”. Questo il pensiero di Sara Visman, capogruppo del M5S di Venezia.

 

Dopo aver inutilmente cercato di portare la ciclostazione all’interno della rimessa comunale presentando un emendamento al DUP (documento unico di programmazione) del triennio 2018-2020, il M5S rilancia depositando un’interpellanza con cui chiede alla Giunta di non trattare i residenti – soprattutto quelli di Venezia e isole in poca parte possessori di veicoli – come cittadini di serie B, ma di offrire loro l’opportunità di usare la rete di Bike Sharing in modo non discriminatorio.

 

“Quando la Giunta, nella persona dell’assessore al Bilancio Michele Zuin aveva dato parere negativo al nostro emendamento, non ha fornito motivazioni convincenti e per questo, con questa interpellanza, ribadiamo i motivi di una scelta da farsi in un ambito più centrale e vicino agli utenti rispetto all’isola del Tronchetto (adatta a essere parcheggio scambiatore per turisti) e suggeriamo, oltre alla rimessa comunale, anche un posto alternativo dove allocare gli stalli per le biciclette condivise” – continua Sara Visman e aggiunge – “Il Bike Sharing funziona laddove si riesce comodamente a prendere la bicicletta non certo in luoghi dove, per poterla ritirare, si è obbligati a prendere un bus o il people-mover. Sono convinta che la bocciatura dell’emendamento aveva più una valenza politica che di merito, ragion per cui invito l’assessore alla Mobilità Renato Boraso a battere un colpo e a portare sul tavolo della commissione competente la discussione. Al Tronchetto può trovare comodamente posto il bicipark rivolto ai turisti che intendono raggiungere Venezia con biciclette proprie o a noleggio”.

“Il sistema di Bike Sharing è dedicato principalmente ai cittadini che, per usufruirne, pagano un abbonamento annuale all’azienda che lo gestisce; nel caso di Venezia l’azienda partecipata è AVM, ed è conveniente per spostamenti veloci quindi prettamente nell’ambito cittadino, ambito che non può prescindere dal comprendere Piazzale Roma da quando abbiamo a disposizione una pista ciclabile” conclude la consigliera M5S.

Giunge l’ennesima decisione diretta allo svuotamento di tutti quei servizi al pubblico nelle zone decentrate del Comune di Venezia: la biblioteca in via Asseggiano, alla Gazzera, rimarrà chiusa nei tre mesi estivi e riaprirà a settembre due mezze giornate a settimana. Lo si è reso noto attraverso l’apposizione di due cartelli sulla porta d’entrata del Punto di Ritiro (così il servizio è classificato all’interno della rete delle biblioteche di Venezia ). Eppure, gli anni scorsi, l’apertura durante il periodo estivo era prevista tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, e quella invernale stessi giorni, sia mattina che pomeriggio. Una penalizzazione dei residenti del circondario se non fosse che, la biblioteca è adiacente all’auditorium del liceo scientifico Morin e nei pressi di altri istituti scolastici, come il Volta e il Luzzati, e quindi molto frequentata da studenti, professori e alunni.

 

 

“C’è da capire cosa abbia spinto l’amministrazione a prendere una decisione così drastica perché, se è vero che i principi su cui si basa l’idea stessa della rete delle biblioteche è quella di dare le possibilità all’individuo di accedere liberamente alla cultura e all’informazione, è bizzarro non attuare politiche che facilitino tale accesso”- dichiara la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sara Visman e continua – “abbiamo presentato un’interpellanza all’assessore Simone Venturini, delegato alla rete delle biblioteche, perché spieghi cosa abbia in mente di fare a settembre quando riapriranno le scuole e perché si sia scelto di penalizzare cittadini, perlopiù bambini e anziani, togliendo un servizio basilare, come questo Punto di Ritiro che funge anche da emeroteca, per tutta l’estate.

Pur apprezzando il lavoro che si sta facendo per le grandi biblioteche come la VEZ, riteniamo fondamentale la presenza di servizi dignitosi in prossimità dei cittadini. Come già abbiamo potuto riscontrare in altre occasioni, il sindaco attua politiche di impoverimento di tutti quegli uffici e servizi che più si avvicinano ai cittadini come l’anagrafe della Bissuola chiusa da tempo”.

 

In un articolo de La Nuova Venezia della scorsa settimana si è parlato del traffico delle grosse imbarcazioni nel canale di Mazzorbo, un argomento che conferma le criticità più volte sollevate dal Movimento 5 Stelle. Di seguito pubblichiamo il pensiero di Sara Visman, la capogruppo M5S del Comune di Venezia.

 

 

In più di un’occasione, sia con emendamenti al DUP (documento unico di programmazione) sia in svariate commissioni, anche in presenza dell’ing. Linetti, Provveditore interregionale OO.PP., ho portato all’attenzione il problema della stazza dei natanti circolanti in laguna ottenendo risposte a dir poco disarmanti e spiego il perché.

Quando ho tentato di far inserire, proponendo emendamenti, azioni concrete per il monitoraggio dei natanti in laguna, mi è stato risposto che non c’erano le risorse dall’assessore Michele Zuin lo stesso giorno in cui il Sindaco annunciava la collaborazione con l’ex MAV per il monitoraggio e sostituzione delle bricole erose.

 

Il M5S ritiene che i soldi potevano tranquillamente essere trovati dentro quel pacchetto di 10 MLN ricevuto dallo Stato per la governance del turismo visto che, la maggior parte del traffico lagunare pesante è strettamente legato all’ economia turistica. Brugnaro invece ha preferito investire nei varchi spaventapasseri, operazione molto mediatica ma di poca sostanza. Per quanto riguarda le discussioni avvenute con l’ing. Linetti (e prima con il suo predecessore l’ing. Daniele), il M5S ha evidenziato ripetutamente la necessità di regolare l’accesso nei canali cosiddetti navigabili, classificandone le dimensioni e quindi, impedendone il transito a quei natanti troppo grandi che creano danno ai fondali e alle isole prospicienti. Proprio nel merito delle imbarcazioni fluviali, mi è stato risposto dall’ing. Linetti che sono gli stessi abitanti di Burano e Mazzorbo a richiederne la presenza, affermazione che contrasta con quanto viene riportato nell’articolo di oggi e da testimonianze a me riportate da residenti di Burano e Mazzorbo.

 

Il M5S porta avanti questa questione dall’inizio della consigliatura perché ritenuta basilare se si intende risolvere il problema del traffico acqueo anche alla luce di recenti studi dove si evidenzia che la presenza di natanti sia destinata ad aumentare progressivamente. Il Sindaco e gli altri soggetti coinvolti per competenza hanno il dovere di mettere fine a questa giungla lagunare sennò, la sola operazione onda zero è destinata a rimanere uno slogan di facciata favorendo la presa del territorio incontrollata da qualsiasi lobby turistica. Sarà certamente argomento programmatico del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative.

 

Il Movimento 5 Stelle propone all’amministrazione di sottoscrivere la Carta Metropolitana sulla Elettromobilità, che grandi città metropolitane hanno promosso e già sottoscritto in occasione delle giornate sulla mobilità di Milano dal 18 al 20 maggio dello scorso anno ( 2017).

 

La consigliera Sara Visman ha presentato il documento durante la IV commissione svoltasi martedì 24 c.m. nel municipio di Mestre dove si sono discusse due interpellanze della stessa consigliera.

 

Appurato che l’Amministrazione non era a conoscenza di questa Carta Metropolitana sulla Elettromobilità” – dichiara Visman – “ho ritenuto opportuno proporne la sottoscrizione allo scopo di includere Venezia nel tavolo per condividere intenti e sviluppo di strategie sulla mobilità del futuro con altre grandi realtà metropolitane come Milano, Torino e Firenze. Riteniamo riduttivo determinare le azioni riguardanti lo sviluppo della rete per la mobilità elettrica con la sola Regione Veneto visti i pessimi risultati della Giunta Zaia sui temi della mobilità, cito ad esempio la gestione dei lavori della pedemontana e la storia infinita della metropolitana di superficie, ma di allargare la visione ad altre realtà con l’obiettivo di un coordinamento più ampio e condiviso”.

 

Oramai le richieste, anche di utenti oltre confine, sono di avere servizi appropriati per i viaggiatori con auto elettriche ma anzitutto, dobbiamo puntare alla diminuzione dell’inquinamento urbano (di settembre la notizia che a Tirno hanno acquistato 20 autobus elettrici) a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute pubblica.

 

Con questa mozione vogliamo dare un contributo all’amministrazione, che ha cominciato un percorso di implementazione e ammodernamento delle reti di ricarica nel territorio comunale, e con l’assegnazione alla Toyota del servizio di car sharing che sostituirà il parco macchine con veicoli ibridi come ha illustrato l’assessore Renato Boraso in commissione:

 

Oggetto “adesione alla Carta Metropolitana sulla Elettromobilità”

Premesso che

– questa amministrazione ha più volte manifestato la volontà di sviluppare il campo delle energie alternative per i mezzi pubblici e privati con lo scopo di offrire, da un lato la possibilità di nuovi investimenti e di diminuzione dell’inquinamento, e dall’altro la diversificazione dell’offerta rispetto alle domande di mobilità sostenibile che stanno via via aumentando;
– recentemente, il Comune di Venezia, si è dotato di tre nuove stazioni di ricarica per auto elettriche;
– da giugno di quest’anno anche il servizio di car-sharing (che passerà in mano a un soggetto privato) sarà caratterizzato dall’introduzione di un parco macchine che punterà su veicoli anche a energia alternativa;

considerato che

– un orientamento di questo tipo debba essere coadiuvato da molteplici azioni correlate tra loro e
possibilmente condivise con le altre grandi realtà metropolitane;
– già grandi città come Milano, Firenze, Torino, hanno sottoscritto la Carta Metropolitana sulla
Elettromobilità, presentata durante la Conferenza nazionale della Mobilità elettrica-emob 2017- svoltasi a
Milano, quale impegno a diffondere la cultura per una mobilità alternativa con lo scopo di ridurre
l’inquinamento sull’area urbana, introducendo cinque linee guida di intervento:
a. offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale
b. accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico
c. ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali
d. dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici;
e. stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità;

ritenuto che

questo strumento aiuti un’amministrazione attenta alla salute dei suoi cittadini a fare rete con le altre
realtà metropolitane per un confronto costante e per condividere una unitarietà di intenti;

Il Consiglio Comunale chiede al Sindaco di

sottoscrivere la “Carta Metropolitana” della mobilità elettrica, come hanno fatto i Comuni promotori.

 

Sara Visman

 

La maggioranza nega al Movimento 5 Stelle di Venezia di portare in discussione la mozione “Azioni urgenti a tutela dell’attività di guardiania, recupero e valorizzazione svolta presso l’isola del Lazzaretto Nuovo e prospettive”. Di seguito pubblichiamo le dichiarazioni della Capogruppo del Movimento, Sara Visman.

 

 

 

Ennesimo dietrofront dell’amministrazione. Con una giravolta degna di Fred Astaire i consiglieri comunali di maggioranza durante la seduta di consiglio comunale di giovedì, negano alla capogruppo del M5S Sara Visman di portare in discussione una mozione, come deciso durante la capogruppo, avente come oggetto “Azioni urgenti a tutela dell’attività di guardiania, recupero e valorizzazione svolta presso l’isola del Lazzaretto Nuovo e prospettive”.

 

L’atto era scaturito dopo un accordo trovato con i membri delle commissioni VII e VI riunite congiuntamente per discutere l’interpellanza, a firma della stessa Visman, sulle difficoltà e precarietà di gestione in cui versa l’isola del Lazzaretto Nuovo. Durante la commissione alla quale erano intervenuti anche i membri e il presidente, prof. Gerolamo Fazzini, dell’archeoclub d’Italia, l’associazione operante nell’isola, i consiglieri presenti e la vicesindaco Colle si erano ritrovati trasversalmente in sintonia nell’esprimere apprezzamento per le attività seguite dall’associazione riconoscendone il prezioso lavoro svolto da quando, nel 2001 con la firma di un protocollo d’intesa, la Soprintendenza affidava loro le sorti di quell’importante complesso storico.

 

Ma a nulla sono valse le richieste di urgenza da parte della consigliera, che rimarcava la necessità di sbloccare velocemente la situazione e la volontà espressa dai capigruppo di votare la mozione; questa impasse, derivante da motivi formali,  compromette lo svolgimento dei campi archeologici estivi in procinto di partire per i quali, studenti australiani, sono già con il biglietto aereo in mano.

 

Ma la tromba maestra del coprifuoco ha suonato per  la maggioranza e così “tutti a casa a dormire”. il Lazzaretto aspetterà in quarantena sperando che dopo la giravolta non arrivi il casqué e non si balli più.

 

“La volontà di questa amministrazione è palesemente quella di cassare qualsiasi azione parta dal Movimento 5 Stelle, ma questo comportamento non danneggia il nostro gruppo bensì la comunità veneziana e il suo patrimonio storico che viene messo in pericolo da motivi che ritengo squisitamente politici  e non di sostanza” dichiara la Visman.

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