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Continua la sfida di Sammy Basso, affetto dalla progeria: brindisi con il nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry prodotto con l’uva della vendemmia benefica

 

È stato Sammy Basso, giovane di Tezze sul Brenta (VI) e simbolo della lotta alla progeria, a stappare la prima bottiglia di prosecco “solidale” alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (TV). Venerdì nella Sala Degustazione dell’azienda trevigiana un brindisi inaugurale, di buon auspicio, con il nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry prodotto in edizione limitata per il Natale 2018.

 

Il prosecco “solidale” è frutto della vendemmia a scopo benefico che si è svolta nella splendida cornice dell’azienda agricola Le Manzane domenica 9 settembre 2018, per il settimo anno consecutivo. L’azienda, di proprietà della famiglia Balbinot ormai giunta alla terza generazione di imprenditori vitivinicoli, ogni anno destina una parte della raccolta e della produzione a un’associazione benefica.

 

Forbici alla mano e scarpe comode ai piedi, centinaia di enoappassionati, famiglie con bambini e amici, hanno partecipato alla raccolta dell’uva tra i filari di Glera (vitigno che, secondo il Disciplinare di produzione è alla base del Prosecco docg, ndr) durante il passaggio dei 2 mila ciclisti della Prosecco Cycling; gli sportivi sono transitati in cantina per la sosta “Prosecco e scampi” donando 1 euro, cifra piccola ma simbolica, all’Associazione Italiana Progeria Sammy Basso.

 

Ora i grappoli raccolti si sono trasformati in un vino “speciale”, che fa bene e fa del bene: acquistandolo si potrà contribuire all’importante causa della progeria. Una parte del ricavato della vendita, nel periodo prenatalizio, del prosecco “solidale”, sarà devoluto, insieme all’intero incasso della giornata di vendemmia solidale, alla Onlus di Sammy Basso.

 

“I fondi raccolti – spiega Sammy Basso, che a luglio di quest’anno si è laureato con 110 e lode in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Padova con una tesi su una nuova terapia messa a punto fra Spagna e Italia per sconfiggere la malattia di cui è affetto – verranno destinati tutti alla ricerca. Attualmente l’A.I.Pro.Sa.B. sovvenziona una ricerca negli Stati Uniti dove sono in corso le prime sperimentazioni cliniche su pazienti, in Spagna dove si sta testando un modo per modificare il gene che provoca la progeria e in Italia, dove è in corso uno studio comparativo delle laminopatie, malattie delle quali la progeria fa parte. Finanziare la ricerca sulla progeria significa aprire la strada a nuove conoscenze sulle patologie legate all’invecchiamento”.

 

“Domenica 9 settembre – dichiara Ernesto Balbinot, titolare della cantina Le Manzane – abbiamo raccolto, in un’ora e mezza, 108 quintali e 50 chilogrammi di Glera. Oltre 10 mila le bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry prodotte con i grappoli della vendemmia solidale. Anche quest’anno la qualità delle uve è stata ottima – continua Balbinot -. L’annata è partita un po’ in ritardo rispetto alla media, però il bel tempo ha accelerato il ciclo vegetativo della vite per cui abbiamo avuto addirittura un anticipo di vendemmia. Le gelate dell’anno scorso non hanno causato problemi: la vite ha superato abbondantemente la situazione e ha vegetato in maniera corretta”.

 

Le bottiglie di prosecco “solidale”, arricchite da un bindello dedicato alla Onlus di Sammy Basso e da un’etichetta in Braille, vengono commercializzate dalla cantina Le Manzane per il Natale 2018, in edizione limitata, nel formato da 0,75 litri e sono acquistabili anche in cantina nel nuovo Wine Shop “PaperCigno”, su ordinazione telefonando allo 0438 486606 o scrivendo a [email protected]. È prevista la spedizione per un minimo di 6 bottiglie. Consigliata la prenotazione.

 

Indirizzo e orari di apertura:

Il Wine Shop “Papercigno” si trova a San Pietro di Feletto (Treviso) in via Maset, 47/b lungo la strada provinciale 635 tra Conegliano e Tarzo. Durante le festività, fino al 6 gennaio, il punto vendita della cantina è aperto: dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 18.30, il sabato dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00 e la domenica dalle 9.00 alle 12.00. Chiuso il 25 e 26 dicembre.

Degustazioni guidate per gruppi su prenotazione.

 

I partner e gli sponsor che hanno condiviso gli obiettivi benefici della vendemmia solidale 2018 sono:

Antenna 3, Arti Grafiche Conegliano, Banca Prealpi, Dersut Caffè, Foto Francesco Galifi, Generalvetri, Icas, Ideeuropee, Ristorante Relais Ca’ del Poggio, Rotas, Safe Cork e S’Paul n’ Co. Design.

 

L’iniziativa è stata patrocinata dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Treviso e dai Comuni di San Pietro di Feletto, Conegliano e Valdobbiadene con il sostegno del Consorzio Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco, dell’associazione di promozione sociale XI di “Marca” e del Club n° 40 Frecce Tricolori Conegliano.

 

L’Associazione A.I.Pro.Sa.B. nasce nell’ottobre del 2005 per volontà di Sammy Basso, ha sede a Tezze sul Brenta (Vicenza) ed è l’unica associazione nazionale ad occuparsi della progeria, meglio conosciuta come sindrome da invecchiamento precoce. Nel 2003 è stato scoperto il gene che provoca la malattia, un traguardo molto importante, definito dagli stessi scienziati un “miracolo scientifico”, ma molto resta ancora da fare. A 23 anni Sammy Basso è il più longevo al mondo tra i malati di progeria. La progeria o Sindrome di Hutchinson-Gilford (HGPS) è una malattia genetica rarissima caratterizzata dalla comparsa di un invecchiamento precoce nei bambini. La patologia, che è stata diagnosticata a Sammy quando aveva 2 anni, porta ad un brusco rallentamento della crescita, problemi alle ossa, al cuore e ai vasi sanguigni. L’aspettativa di vita è di 13 anni. Secondo le stime i casi sono solo 150 in tutto il mondo.

 

Anche noi de Il Nuovo Terraglio abbiamo incontrato Sammy e gli abbiamo fatto alcune domande, una piacevole chiacchierata con un ragazzo dalla forza incredibile e dalla simpatia travolgente. A breve pubblicheremo l’intervista, seguiteci!

 

Domani l’inaugurazione della mostra fotografica e di modellistica. Sabato 27 ottobre il convegno

 

Cent’anni fa, il 27 ottobre 1918, a San Pietro di Feletto cadde l’ultimo bombardiere italiano della Prima Guerra mondiale.

Nello schianto morirono tutti e quattro gli aviatori del velivolo: il tenente Mario Tarli di Ascoli Piceno, il sergente Giannetto Vassura di Cotignola (RA) e i mitraglieri Dandolo Zamboni di Desenzano e Domenico Fantucci di Vallo di Nera (PG).

A questo tragico evento sono ispirate tre iniziative che chiudono le celebrazioni del centenario della Grande Guerra nel Felettano.

 

Domani, sabato 13 ottobre, alle ore 17, presso la sede municipale di Rua di Feletto verrà inaugurata la mostra fotografica e modellistica “Ultimi echi della Grande Guerra tra cielo e terra” in collaborazione con la scuola secondaria di 1° grado di Rua di Feletto, il Club Frecce Tricolori n. 40 e l’Associazione Arma Aeronautica di Conegliano. La mostra è integrata dalle immagini “Alisto-Ali nella storia” della Provincia di Treviso.

 

«Questa mostra racconta la storia che ci riguarda da vicino e vuole documentare uno spaccato di quel periodo, sia della vita militare che civile, raccontando la fatica della sopravvivenza e l’onore per chi è morto per la libertà delle future generazioni – spiega il sindaco Loris Dalto -. Le foto descrivono una guerra che non è ancora sopita nell’oblio perché simbolo di un drammatico sconvolgimento che echeggia tuttora in ognuno di noi, dato che tutti abbiamo un nostro avo che di quel periodo fu suo malgrado protagonista».

 

Sabato 27 ottobre, invece, sempre alle ore 17 ma presso la barchessa municipale di Rua, si terrà il convegno “L’ultimo bombardiere” con relatore il colonnello pilota Roberto Sardo.

 

Infine, domenica 28 ottobre alle ore 10 in piazza del Municipio a Rua di Feletto avrà luogo la cerimonia di commemorazione dei quattro aviatori caduti appunto il 27 ottobre 1918 con benedizione della lapide commemorativa (vedi foto) e sorvolo di un velivolo storico della Jonathan Collection.

 

Gli eventi sono organizzati dal Comune di San Pietro di Feletto in collaborazione con il comitato promotore Grande Guerra e la Pro Loco.

 

Il racconto di quel tragico 27 ottobre 1918

 

Il 1918 fu l’ultimo anno di quella Grande Guerra che doveva nascere e risolversi come azione bellica veloce. Molti videro questo conflitto prima con gli occhi e l’entusiasmo di ragazzi e poi con uno sguardo carico di sofferenza e orrore.

 

L’ultimo anno non fu più facile degli altri: le truppe straniere occupavano il nostro territorio, la prima linea sulle sponde del Piave faceva percepire la guerra in tutta la sua atrocità. I combattimenti non si limitavano più alla terra ma si susseguivano anche nel cielo.

Aerei dell’uno e dell’altro fronte si fronteggiavano nell’aria e supportavano le azioni di guerra. Negli ultimissimi giorni gli scontri si fecero più duri e Rua di Feletto entrò nei libri di storia. Un bombardiere italiano cadde proprio a due passi dal campanile della parrocchiale dopo essere decollato dal campo di San Pelagio (VR) per un’azione di supporto all’esercito nel corso dell’offensiva di Vittorio Veneto.

 

Era il 27 ottobre 1918. Il giorno dopo l’esercito italiano avrebbe liberato queste terre che tornarono a essere parte dell’Italia.

La guerra dunque sta per concludersi ma non è ancora finita. Anche la 4ª squadriglia è impegnata a supporto dell’esercito e deve compiere una missione su Vittorio Veneto.

È a Ca’ degli Oppi (VR).

 

Quella mattina Mario Tarli prende la caffettiera, la mette sul fuoco, ma scoppia mentre sta salendo il caffè.

Guarda il fratello Ermanno, un alpino che trascorre un periodo di convalescenza al campo di aviazione anziché tornare a casa.

“Mah! Che sarà mai una caffettiera scoppiata?” Ci ride sopra come a voler scansare un presagio. “Rifacciamo il caffè…” taglia corto sul brutto pensiero.

 

”Ragazzi, qua se non parto anch’io con il tenente Tarli faccio un macello”. È il sergente Giannetto Vassura che chiede insistentemente ai superiori di costituire la squadra insieme ai mitraglieri Dandolo Zamboni e Domenico Fantucci. È in licenza ma quando ha saputo della missione non ha sentito ragioni, è ripartito da casa per essere con i suoi compagni.

 

I quattro si riuniscono, controllano il Caproni 11503 e lo caricano di bombe. Il Ca vira sulla pista di terra battuta, prende velocità ma è pesantissimo, si alza in volo con notevole difficoltà…

I 16 aerei della 4ª squadriglia sono in volo carichi di bombe da sganciare sull’obiettivo. Il Ca 11503 è meno potente degli altri, fatica a tenere il passo. Il tempo è inclemente, grava una fitta nebbia. Volare con queste condizioni atmosferiche è già un’impresa ardua, difficilissimo stare in formazione con la squadriglia.

 

Due caccia austriaci attaccano il Caproni che si difende strenuamente riuscendo a disimpegnarsi e a raggiungere l’obiettivo nei pressi di Vittorio Veneto. A quel punto vira per tornare al di là del Piave, ma nello scontro ha subito danni ingenti, vola a bassa quota ed è preda del fuoco antiaereo.

 

Sopra il cielo di Conegliano un colpo di Shrapnels gli squarcia un’ala staccandola quasi completamente. Il Ca 11503 si piega da un lato entrando in vite, perde il controllo e precipita verso il suolo. Prima colpisce un albero, poi si schianta contro un muro a pochi metri dal campanile di Rua di Feletto.

 

Da testimonianze raccolte pare che tre dei componenti siano morti sul colpo, un quarto, forse un mitragliere, sia stato brutalmente ucciso da soldati nemici a colpi di calcio di fucile.

 

Il Ca 33 n° 11503 è l’ultimo trimotore italiano perso in combattimento durante la Prima Guerra Mondiale.

Prima la classica fermata a base di Prosecco e scampi, poi la sfida al cronometro. Il passaggio sul Muro di Ca’ del Poggio sarà anche quest’anno uno dei momenti più attesi della Prosecco Cycling, il grande evento che domenica 9 settembre, con oltre duemila partecipanti provenienti da ogni parte del mondo, riproporrà il fascino di un evento da vivere, in sella a una bici, nel cuore delle colline del Prosecco.

 

Il Muro di Ca’ del Poggio è la salita simbolo della terra del Prosecco: 1.150 metri di brividi e sudore, con pendenza media del 13,4% e punte del 18%, che si snodano tra i vigneti di san Pietro di Feletto. Un momento di grande suggestione che la Prosecco Cycling valorizza da anni e sintetizza al meglio il binomio tra la bicicletta e il territorio così ben espresso dall’evento di Valdobbiadene.

 

Posizionato poco oltre metà percorso – al chilometro 52,9 dei 96,4 che costituiscono l’intero tracciato – il Muro di Ca’ del Poggio, anche quest’anno, sarà la seconda delle quattro salite cronometrate proposte dalla Prosecco Cycling. Primo strappo di giornata, l’ascesa di Zuel (1,4 km con pendenza media del 10,4%) che i ciclisti incontreranno poco oltre il 36° chilometro di corsa. Poi, una volta superato il Muro di Ca’ del Poggio, i partecipanti alla Prosecco Cycling affronteranno al chilometro 61 la salita di Via dei Colli (650 metri, con pendenza media dell’11,4%) e al chilometro 68 la lunga ma dolce salita di Collalto (1,5 km con pendenza media del 6,3%).

 

Novità dell’edizione 2018 della Prosecco Cycling, la posizione dello speciale ristoro a base di Prosecco e scampi, che quest’anno sarà precedente non successivo alla scalata del Muro di Ca’ Poggio. Il punto di sosta, allestito da Ca’ del Poggio Ristorante & Resort e sempre apprezzato dai ciclisti di tutto il mondo che partecipano all’evento delle colline del Prosecco, sarà infatti posizionato all’interno della Tenuta Le Manzane che domenica, in coincidenza con il passaggio della Prosecco Cycling, dedicherà la classica vendemmia solidale a Sammy Basso, il simbolo italiano della lotta alla progeria, la rara malattia genetica che provoca l’invecchiamento precoce.

 

All’Associazione Italiana Progeria, fondata da Sammy Basso, la Prosecco Cycling devolverà un euro per ogni partecipante. Un ulteriore motivo di richiamo per un evento sempre in prima fila nel sostegno a chi è più bisognoso.

 

L’edizione 2018 della Prosecco Cycling sarà caratterizzata da una classifica individuale che prenderà in considerazione la somma dei tempi realizzati da ciascun partecipante sulle quattro salite. I vincitori di ogni categoria saranno incoronati, in piazza a Valdobbiadene, sul podio della Prosecco Cycling. Non solo: tutti i partecipanti potranno anche conoscere la loro posizione assoluta e di categoria, oltre al tempo realizzato sull’intero percorso della Prosecco Cycling. La sfida è servita. Ma tutti saranno vincitori.

 

Una filosofia che Prosecco Cycling esprime chiaramente anche nelle due classifiche a squadre previste quest’anno: una premierà i team capaci di piazzare sul traguardo il più alto numero di ciclisti nell’arco di 30”. L’altra – una novità assoluta, chiamata Fun Team – premierà il gruppo (composto indistintamente da uomini e donne, purché tesserati con la stessa squadra) che realizzerà il miglior tempo sull’intero percorso di gara. Il gruppo dovrà essere composto da almeno cinque partecipanti, che dovranno transitare sul traguardo nell’arco di 30’’.

 

Tra salite e sfide a squadre, il cronometro non sarà insomma l’obiettivo primario dei partecipanti alla Prosecco Cycling, ma solo un’occasione di divertimento in più nel segno di un agonismo originale e di qualità.

Curata da Claudia Meneghin, la mostra sarà presentata dal critico d’arte Corrado Castellani e resterà aperta fino al 30 settembre

Presso la galleria d’arte moderna e contemporanea dell’Antico Eremo Camaldolese di Rua di Feletto, sabato 1º settembre alle ore 17.30 sarà inaugurata la mostra personale di pittura di Luca Truccolo intitolata “Memorie corrose”.

 

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 30 settembre rispettando i seguenti orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; il martedì e il giovedì anche dalle 14 alle 18.30; il sabato dalle 9 alle 12.

 

L’artista propone opere caratterizzate da una figurazione intensa ed essenziale, realizzata con monotìpi in metallo ottenuti mediante tecniche corrosive sperimentali, disegni a fusaggine, dipinti di bitume. Si concentra sulla resa dei contrasti tra la luce l’ombra o sulle rarefatte dissolvenze del chiaroscuro, senza derogare ad una estrema sobrietà monocromatica.

 

Nonostante il suo ascetismo e il suo rifuggire da facili effetti, Truccolo si collega consapevolmente all’eredità della grande tradizione pittorica. Il suo proposito di rigenerarla con risorse che ne mettano in evidenza le possibilità di ripresa e di sviluppo è evidente sia nella vitalità delle figure e dei ritratti, sia nei paesaggi dedicati ad un Veneto intensamente amato, ma anche sofferto e rivelato nelle sue asprezze segrete.

 

I soggetti si rifanno prevalentemente a temi e figure del mondo affettivo dell’artista, tra cui spiccano scene di maternità, che colgono momenti privati di intimità familiare assunti come simboli di valore universale: la nascita come rivelazione, la madre come contenitore del segreto dell’esistenza. I paesaggi delle grave del Piave e delle colline intorno a Conegliano, l’orizzonte visivo in cui l’autore è abitualmente immerso, abbandonata l’apparenza di dolcezza e morbidezza, si offrono come scenari tesi e contrastati, spesso intravisti come attraverso uno schermo di interferenza.

 

Luca Truccolo, nato nel 1984 a Conegliano, dove vive e lavora, si è diplomato al liceo artistico di Treviso e all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente si occupa di didattica museale, collaborando con i musei di Oderzo, Conegliano e Treviso. Svolge inoltre attività artistiche di laboratorio e insegna discipline pittoriche a bambini ed adulti. Espone regolarmente dal 2007 in mostre collettive e personali.

Giornata dedicata a una serie di appuntamenti in provincia di Treviso quella di oggi, sabato 16 giugno 2018, per il Presidente della Regione del Veneto.
Alle ore 10.00, il Governatore sarà a Susegana, dove inaugurerà lo stabilimento CE.VI.V, Centro di Vinificazione Valdobbiadene, realizzato con un investimento di 15 milioni di euro.
Alle ore 12.00, il Presidente si sposterà ad Arfanta di Tarzo – località Mondragon di Corbanese, dove verrà inaugurato l’ampliamento della Fattoria Sociale “La Mondaresca”, realizzato con un investimento di 500 mila euro, coperto in parte da un finanziamento della Regione.
Infine, a partire dalle 13.30 circa, il Governatore sarà inoltre sul Muro di Cà del Poggio, in Comune di San Pietro di Feletto, per seguire la cronoscalata che conclude il Giro d’Italia Under 23 di ciclismo.

“Esprimo la mia vicinanza al piccolo Luca. La lettera che ha inteso destinare a Babbo Natale è veramente toccante: ci dimostra in maniera tangibile l’intensità del rapporto che va a instaurarsi tra corpo docente ed alunni e soprattutto la necessità per questi ultimi di fissare dei punti di riferimento durante il percorso scolastico, ancor più nell’ambito dell’istruzione primaria”.
Lo dice l’Assessore regionale al Lavoro, Formazione e Istruzione, intervenendo sul toccante episodio accaduto a San Pietro di Feletto (TV), dove un bambino ha scritto a Babbo Natale per non perdere la sua maestra in procinto di cambiare Città per motivi personali.

 

“Siamo costretti invece ad accettare a ogni inizio anno scolastico – aggiunge l’Assessore della Regione – il valzer delle cattedre e, successivamente, le tante richieste di ‘riavvicinamento’ dei maestri e dei professori provenienti da altre regioni. Il neo insediato ministro all’Istruzione Marco Bussetti ha recentemente accennato alla possibilità di riprendere il cammino verso assunzioni su ‘base regionale’: un tema che condivido, ma sul quale ormai i Veneti attendono si passi dalle parole ai fatti”.

 

“La strada più breve – indica – è il pieno raggiungimento dell’Autonomia così come è stata richiesta dalla Regione del Veneto, che passi tramite il riconoscimento di competenze specifiche nel comparto scuola permettendo di prevedere, oltre a concorsi e organici collegati al territorio, premialità effettive per i nostri tanti bravi docenti”.

 

“Babbo Natale quasi sicuramente non riuscirà ad assecondare questo desiderio – conclude l’Assessore – ma al piccolo Luca voglio fare personalmente una promessa: non verrà mai meno il mio impegno per migliorare la scuola del Veneto, anche passando per l’ottenimento di tutte quelle competenze in materia che la nostra Regione ha dimostrato di meritare e di saper gestire al meglio”.

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