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“Il ritorno a scuola dei nostri ragazzi, che sta tenendo in apprensione anche le famiglie venete, non può essere fatto oggetto di propaganda. Questo è il momento della responsabilità e della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali che non possono lasciare da soli dirigenti, docenti, personale amministrativo, allievi e genitori”. Lo afferma Simonetta Rubinato, candidata presidente della lista Veneto per le autonomie locali alle prossime elezioni regionali in Veneto.

 

“A preoccupare è soprattutto il trasporto pubblico locale e quello scolastico, servizio – spiega l’ex parlamentare – indispensabile per la gran parte delle nostre famiglie che hanno i figli che frequentano scuole distanti da casa o in altre città. Confidiamo che chi ha responsabilità di governo, pur in schieramenti diversi, a Roma come a Venezia metta da parte logiche elettoralistiche e faccia ogni sforzo per far sì che il 14 settembre tutto possa funzionare al meglio. In attesa dell’autonomia che, come dimostra la provincia autonoma di Bolzano già pronta a far ripartire il proprio servizio scolastico il 7 settembre, potrebbe garantire alla nostra regione insieme agli istituti scolastici mezzi e risorse per adattare le soluzioni ai diversi contesti territoriali che dalla montagna alle grandi città di pianura differiscono in maniera sostanziale”.

Partecipato e ricco di stimoli il convegno organizzato nelle scorse settimane dall’associazione Veneto Vivo sugli scenari di sviluppo e governo del territorio nell’area dei Comuni di Roncade, Casale sul Sile, Casier, Silea, Breda, Zenson di Piave, San Biagio di Callalta e Monastier, e sull’attualità dell’esperienza del Piano Strategico di Sviluppo Sostenibile di Roncade, approvato nel 2007 durante il mio mandato di sindaco, prima della grande crisi arrivata nel 2009.

 

Il dott. Federico Callegari della Camera di Commercio di Treviso ha illustrato i dati relativi alla trasformazione del tessuto socio-economico avvenuta dal 2007 al 2016 nell’area di Roncade e Comuni limitrofi: per effetto delle dinamiche globali nelle filiere del sistema produttivo locale i settori si stanno ridefinendo, sono cambiati i legami di comando e di controllo delle imprese (meno sedi, ma più filiali), sono cambiate le attenzioni al territorio, con la necessità di governarne l’attrattività sotto più dimensioni (mercato del lavoro, saperi, infrastrutture, residenzialità, turismo).

 

A ciò si aggiunge anche la necessità di governare il cambiamento della società, determinato dall’invecchiamento e dai divari generazionali, cercando di far convergere prospettive soggettive e bene comune (con la sfida dell’innovazione sociale e del welfare di comunità). 

 

Il professor Giancarlo Corò ha sottolineato come, nel quadro della nuova globalizzazione e del ridisegno degli scambi commerciali globali in atto, il territorio del Nordest debba puntare su alcuni valori chiave: la conoscenza e la coesione sociale, che richiede cooperazione e dunque fiducia. Occorre innanzitutto investire in conoscenza. Occorre, inoltre, investire nelle infrastrutture necessarie alla mobilità delle persone e nella qualità delle Istituzioni, puntando sull’autonomia come strumento fondamentale per la crescita e la competitività dei territori. Lo dimostra Bolzano, che – ha sottolineato il professor Corò – è oggi la realtà più metropolitana in Italia. 

 

Il professor Roberto Masiero ha evidenziato il cambio di paradigma epocale che caratterizza il tempo che viviamo. Stiamo passando dal modo di produzione industriale a quello digitale, che determina una diversa configurazione del conflitto capitale-lavoro e del rapporto tra proprietà privata e bene pubblico, con la conseguenza che anche l’assetto istituzionale e politico (democrazia rappresentativa e welfare state) che reggeva il sistema precedente è andato in crisi.

 

Prima che la crisi porti al collasso il nostro sistema Paese oggi in stallo (con la burocrazia che è uno dei freni all’uscita dalla crisi e la politica ridotta al populismo) che mosse fare? Occorre ripensare le proprie capacità manifatturiere, industriali, tecnologiche e scientifiche in chiave smart, cioè coniugando antichi saperi, mestieri e professioni con le nuove tecnologie, accompagnando i processi innovativi; investire nell’accumulazione dei saperi e della creatività collettiva; dare nuovo spazio ai soggetti intermedi; ripensare la funzione del lavoro nella società digitale; intervenire nel welfare non solo per “difendere” i cittadini, ma per accompagnare i nuovi processi sociali.

 

Ma soprattutto è urgente ricomporre il rapporto tra politica e amministrazione, attivando tutte le forme di rappresentanza e i soggetti che operano nel territorio per farli interagire con i processi di trasformazione in atto, secondo una logica di sussidiarietà, cioè lasciando libero nella sua attività l’ente che sta più in basso e che ha il compito di fare determinate azioni e lo fa al meglio. E non è quello che sta accadendo per la resistenza dell’attuale politica centralistica.  

 

Insomma dalla serata si è avuta conferma della necessità di un nuovo modello di governance: nelle conclusioni, il dott. Luigi Iacono ha evidenziato la necessità di realizzare nell’ambito della programmazione comunale un processo di pianificazione strategica, con una cooperazione intercomunale, partecipato dal basso, per lo sviluppo economico sostenibile, un processo in cui tutto il territorio ragioni come un sistema, anzi una comunità, che ha una comune visione della propria identità e degli obiettivi condivisi da perseguire per aprirsi ad un futuro più vivo e libero. 

 

Gli amministratori locali, ma anche le associazioni di categoria, gli imprenditori, i commercianti e i cittadini presenti, hanno accolto con interesse la proposta, su cui ora è necessario avviare un percorso di lavoro concreto.

 

Simonetta Rubinato

 

 

 

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