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Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Si sono svolti a Mogliano a 7 giocatori negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso in due edizioni distinte fra loro con in mezzo un intervallo di alcuni anni. Una stagione lunga tre decenni, diventata epocale per il gioco del calcio a Mogliano.
La prima edizione del torneo era dedicata alla memoria di Giorgio Vian, fondatore dei prestigiosi magazzini di abbigliamento “Vian”. Si svolgeva nel campo dell’Oratorio Don Bosco con il pubblico ai margini del campo da gioco, a stretto contatto con i giocatori che disputavano le partite. Più che una competizione sportiva sembrava fosse una festa collettiva dei cittadini moglianesi che andavano numerosi allo stadio portandosi con se le sedie per sedersi mentre guardavano la partita. C’era però un grosso rischio. In caso di invasione di campo succedeva un vero finimondo.

 

In quel periodo anche la squadra della Pro Mogliano che disputava il Campionato di Promozione godeva di notevole apprezzamento e tifo da parte dei moglianesi. Il torneo notturno che si svolgeva tutte le sere in estate costituiva la degna conclusione dell’intera stagione calcistica e assumeva tutte le caratteristiche di una vera e propria epopea del calcio giocato e l’esaltazione del giuoco del pallone! Era tutto casalingo, compresa la designazione degli arbitri, ma l’entusiasmo e la carica di tifo erano tali da rivelare la forte passione per il calcio dimostrata sia dagli uomini che dalle donne.

 

Le squadre venivano allestite e sponsorizzate dagli esercenti di Mogliano, che tra di loro riuscivano a creare delle rivalità divenute col tempo epiche: bar contro pizzerie, industriali contro fruttivendoli, abbigliamento contro bibite etc.
Era diventata ormai tanto grande la passione che pur di ben figurare durante il torneo, gli esercenti e chi decideva di allestire una squadra che fosse competitiva il più possibile, era sottoposto a veri e propri sacrifici economici. Prevaleva la preoccupazione di accaparrarsi dei giocatori forti e validi per aspirare a vincere il torneo, tutte le sere bisognava offrire loro la cena, c’era da pagare la quota di iscrizione, i tifosi pretendevano la sponsorizzazione di materiali propagandistici del tipo bandiere striscioni magliette etc. In compenso gli spettatori assistevano a delle vere lotte in campo senza esclusione di colpi con una qualità di giuoco molto elevata perché si ingaggiavano in ambedue le edizioni anche giocatori disponibili di squadre dei campionati nazionali maggiori.

 

La seconda edizione, dopo alcuni anni di fermo, si svolgeva invece nel campo dove giocava le partite di campionato la Pro Mogliano dietro la sede dell’attuale ULSS, esattamente dove prima della ristrutturazione del Nuovo Centro Storico di Mogliano c’era il parcheggio. Veniva organizzato dai dirigenti dell’AC Mogliano presieduta dal sig. Enrico Baldan in collaborazione con il CSI Centro Sportivo di Mestre che forniva gli arbitri.
Era tutta un’altra cosa rispetto alla prima edizione. In quel campo c’erano le tribune per gli spettatori e quindi erano improbabili le invasioni. Infatti tutto si svolgeva nel migliore dei modi e in maniera più professionale e tranquilla rispetto alla prima edizione.

Un vero peccato che tornei notturni non se ne facciano più ormai da tanto tempo.

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Era nata prima della Grande Guerra assumendo fin da subito la caratteristica di piccolo bàcaro, dove si mescevano assieme a tanti cicchetti “ombre” e “quartini” di vino, qualche bicerin di graspa o prugna e poco altro.

 

Si trovava nella vecchia casa dei Bonotto, nella omonima via, che a quel tempo era un semplice stradone di campagna, un careson. Durante i mesi invernali, infatti, raggiungere quel posto a causa della quantità di fango che vi si ammucchiava non era un’impresa facile.

 

Appena possibile fu costruito un nuovo fabbricato dove si poté allestire una vera osteria, in via Bianchi, che invece era transitabile. Pietro Bonotto, fondatore dell’esercizio che aveva sposato una certa Pasqua Berton, morì senza lasciare eredi. Allora Pasquetta si portò in casa come aiutante la nipote Gemma, chiamata Delia, la quale ereditò l’osteria alla sua morte.

 

Nel periodo che va dal secondo Dopoguerra fino a poco dopo gli anni ‘60 del secolo scorso, l’osteria “Bonotto” ha rappresentato un punto d’incontro e di aggregazione non solo per gli abitanti di quella zona denominata Baron Bianchi, ma anche per buona parte dei Moglianesi che intendevano trascorrere qualche ora in allegria e soprattutto in compagnia, per giocare a carte o quando c’era da brusar a vecia, oppure nel periodo del Carnevale per ballare e divertirsi al suono della fisarmonica di Angelo Faggian e Gelmo Marcato e più tardi per vedere “Lascia o Raddoppia”, il famoso programma di Mike Bongiorno.

In queste circostanze la Delia, poverina, aveva un gran da fare per servire tutta la gente che si riversava nell’osteria!

 

Sul retro dell’osteria a favorire tali incontri in quel determinato periodo c’era anche un campo di borèa e ben tre campi da bocce, tutti all’aperto, che durante la bella stagione si riempivano non solo di Moglianesi ma anche di “omeni” delle zone e dei paesi limitrofi, che passavano il loro tempo libero a giocare.

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