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Domenica 2 giugno torna la quinta edizione della corsa podistica non competitiva “Dentro e fora Rai”, nata come rivisitazione del “Giro dea Tore”, una corsa che si teneva negli anni Settanta e Ottanta.

 

Organizzata dall’associazione “Torre di Rai”, la corsa è aperta a tutti, sia a chi vorrà percorrerla correndo, sia a chi preferirà percorrerla passeggiando insieme alla propria famiglia o in compagnia del proprio amico a quattro zampe.

 

Sfondo della manifestazione sarà appunto Rai, pittoresca frazione di San Polo di Piave (TV), con i suoi luoghi simbolo – quali l’antica torre medievale, la chiesetta del Carmine e il vecchio mulino – e che porterà i partecipanti dentro alle cantine, alle aziende e alle fabbriche del territorio.

Tappa raccomandata ai più piccoli sarà la fattoria didattica poco oltre il km 1, dove i bambini potranno soffermarsi a osservare gli animali e i trattori.

 

I percorsi possibili, inframmezzati da numerosi punti di ristoro, sono ben tre e si differenziano per la lunghezza: 7 km, 12 km oppure 17 km (e rotti).

 

Al termine della corsa sarà possibile farsi una doccia calda, mentre la giornata continuerà all’insegna del cibo e della musica, con la band I motivi per litigare.

 

 

 

Il programma

• ore 8.00: apertura delle iscrizioni, davanti al piazzale della Chiesa;
• ore 8.30: partenza dei 17 km (e rotti);
• ore 9.00: partenza dei 7 e 12 km;
• ore 11:30: premiazioni;
• ore 12:30: pranzo.

 

I premi

• Primi 3 arrivati per ogni categoria e percorso
• Primi 3 cani all’arrivo;
• Il concorrente più anziano;
• Il cane in corsa più bello;
• Il gruppo più colorato;
• Tutti i gruppi con oltre 20 iscritti (entro il 31 maggio).

 

Contributo di partecipazione

Ad esclusione dei gruppi, è possibile iscriversi alla corsa soltanto in loco, il giorno stesso dell’evento. Il contributo di partecipazione sarà di:

• 3,50 € (iscrizione semplice);
• 5,00 € (iscrizione con premio);
• 8,00 € (iscrizione con pranzo);
• 10 € (iscrizione con premio e pranzo)

 

Per info

349.8877274 (Roberto)
Mail: [email protected]

Seconda conduzione del Festival di Sanremo, dopo un successo che davvero non ci si aspettava. Perché anche se tutta Italia ama e stima il cantante – e una buona parte del Paese lo aveva già apprezzato alla guida del festival Anima Mia insieme a Fabio Fazio e come direttore artistico dell’evento musicale O’ Scia a Lampedusa – l’ organizzazione e conduzione di Sanremo è un banco di prova che ha stroncato in passato gente con molta più esperienza di lui. Invece no, lui ha vinto.

 

Claudio Enrico Paolo Baglioni, romano di Roma, nato nel 1951 da una famiglia umile e lavoratrice, ha sposato la musica a 14 anni quando il padre carabiniere gli regala la sua primissima chitarra.

 

I suoi primi accordi seguono lo stile di Fabrizio De André ma anche di Paul Anka e si allena alla composizione di testi traducendo e musicando alcune poesie di Edgar Allan Poe. Da lì è stato un crescendo, una passione che unita al talento naturale ha creato un mito.

 

Sì, perché Baglioni esplode musicalmente parlando tra gli anni Sessanta e i Settanta del secolo scorso, periodo ricco di giovani talenti di successo spariti però alla velocità della luce, come meteore.

 

Baglioni e pochi altri invece sono sempre rimasti sulla cresta dell’onda, invecchiando (benissimo!) insieme alla propria musica e al proprio pubblico e conquistando le nuove generazioni.

 

Restano nella storia della musica e della letteratura italiana alcune sue canzoni come Questo Piccolo Grande Amore, Sabato Pomeriggio, Strada Facendo, La Vita è Adesso…  mentre altre, meno conosciute, sono comunque poesie di una bellezza straordinaria.

 

Negli anni Novanta, Baglioni sembra perdere sprint. Produce un paio di album soltanto in dieci anni e il suo pubblico sembra rimasto quello degli ex ragazzi sessantottini ormai divenuti adulti.

 

Ma la bravura di questo cantante è sempre stata quella di scommettere, di rimettersi in gioco. Lo fa partecipando come ospite, come spalla, come corista a diversi progetti di altri artisti e riesce a farsi amare anche dalle nuove generazioni. Ritorna a far vibrare le corde della chitarra e torna a imporsi. Una biografia ricca e intensa, come possiamo leggere dalla pagina di Donnaglamour, un percorso che lo ha portato, ad oggi, a un vero e proprio periodo d’oro.

 

Infatti, mentre si prepara a condurre il suo secondo Festival di Sanremo, Baglioni lavora anche alla sua prossima tournée. Dopo il grande successo dell’Arena di Verona, le tappe che lo condurranno in tutta Italia avranno come titolo AL CENTRO, lo stesso del CD in cui ha raccolto buona parte dei propri successi. E non è tutto. Nel futuro del cantante si profila già l’idea di una nuova collezione di inediti, della quale si sa come e quanto si è lavorato nei mesi scorsi ma non ancora quando sarà disponibile nei negozi di dischi.

 

Una sorpresa che forse Baglioni rivelerà direttamente sul palco dell’Ariston o forse lascerà al caso, una chicca da gustare per il post Sanremo?

 

Nell’attesa rimane solo da godersi le novità del Festival e le sorprese, di gusto e di stile, preparate dalla squadra Baglioni. Insieme al cantante, infatti, saranno alla guida dell’evento gli attori Claudio Bisio e Virginia Raffaele, bravi ad alternare comicità e messaggi seri. La canzone italiana quindi ritrova quel tocco originale che già l’anno scorso ha riportato davanti al Festival anche chi, per anni, lo aveva deprezzato e snobbato. C’è curiosità, c’è voglia di vedere cosa ci riserva il genio di questo artista che non nasconde la propria grande competenza anche nello scoprire e lanciare talenti nuovi. Sarà interessante scoprirlo.

“Un plauso alla trasmissione Linea Verde Estate, che nella puntata odierna dedicata al Carso triestino, non ha dimenticato il ruolo educativo della tv pubblica e, accanto alla valorizzazione delle bellezze naturalistiche e gastronomiche, ha affiancato la conoscenza di una delle pagine più terribili della storia d’Italia, quella delle foibe e dell’esodo”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, commenta i contenuti della puntata della trasmissione Rai Linea Verde Estate andata in onda qualche giorno fa.

 

“Far conoscere a tutti gli italiani, che ancora oggi non sanno della pulizia etnica contro gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, è un dovere delle istituzioni tutte – commenta l’Assessore, che nel 2007 sostenne e diffuse nelle scuole venete un ausilio alla didattica su questi argomenti, – perché che nei sussidiari di storia i nostri ragazzi non avevano la possibilità di trovare un solo rigo che parlasse di quelle di quel dramma orribile. Un dovere che come veneti sentiamo profondo, come il legame che strinse quelle terre di là dell’Adriatico con la storia di Venezia e dell’unità d’Italia e che portò, durante i giorni terribili dell’esodo degli italiani, ad accogliere molti di loro a Treviso, Vicenza, Verona, Padova, Venezia”.

 

“Lo stesso senso di giustizia e di verità aggiunge la Donazzan – che ha portato la Regione a contribuire alla produzione del primo film su Norma Cossetto, giovane studentessa dell’Università di Padova, istriana violentata e uccisa infoibata dai partigiani comunisti slavi , insignita della Medaglia d’Oro nel 2005 dal Presidente Ciampi, presentato venerdì in anteprima al Festival di Venezia”.

 

Mi auguro che la Rai, che ha dato oggi spazio a queste pagine di storia misconosciute con garbo e sensibilità anche in una fascia di intrattenimento leggerà – conclude la Donazzan – possa ospitare il film Red Lan – Rosso d’Istria in prima serata. Questo è vero servizio pubblico”.

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha presenziato questo pomeriggio all’ateneo Veneto, alla presentazione dell’ultimo libro del vicedirettore del Tg1 della Rai, Gennaro Sangiuliano, dal titolo Trump – Vita di un presidente contro tutti. L’incontro, a cui erano presenti, tra gli altri, anche il direttore del Gazzettino, Roberto Papetti, ed il senatore Armando Siri, è stata l’occasione per analizzare “l’uomo” Trump, ma anche quanto egli ha sinora compiuto nella sua azione di governo, discutendo anche sugli avvenimenti più recenti, a cominciare da quelli riguardanti la Siria.

 

“Trump – ha spiegato Sangiuliano – non sarà sicuramente un uomo di cultura, ma sa sicuramente interpretare il senso del suo tempo. È riuscito a ricucire lo scollamento tra l’establishment americano e le realtà rurali e periferiche del suo Paese.”

 

“Lo dobbiamo giudicare – ha osservato Papetti – per quello che sta facendo effettivamente sia in politica interna che a livello internazionale, e non sulla base di pregiudizi, o sul tono che può usare nelle sue dichiarazioni. L’attacco in Siria, ad esempio, non è stato un colpo di testa, ma è stato comunque pianificato con i principali alleati occidentali e dopo aver avvertito pure la Russia: è stato più che altro un segnale forte che ha voluto dare.”

 

“A differenza di quanto avviene spesso in Italia – ha aggiunto Siri – il presidente americano sta mettendo in atto tutti i punti presenti nel suo programma elettorale, che prevedono meno tasse per favorire la ripresa delle imprese: è un po’ quello a cui stiamo puntando noi, nel nostro Paese, con la proposta della ‘flat tax’.”

 

“Trump – ha sottolineato infine il sindaco – è un uomo che mi piace, anzitutto per la sua spontaneità: risulta semplice da capire, e in politica questo è già di per sé eccezionale. È un po’ quello che cerco di fare io qui a Venezia. Lui difende in primis gli interessi degli americani, io faccio altrettanto per quelli dei veneziani che hanno a cuore la loro città. La storia ci dirà poi se Trump avrà fatto bene o male: ora però è ingiusto attaccarlo a priori, magari rivangando fatti delle sua vita passati, senza guardare cosa sta effettivamente facendo.”

Folla addolorata, già più di 700 persone in coda dalla prima mattina, davanti alla sede della Rai, in via Mazzini a Roma, per rendere omaggio alla salma di Fabrizio Frizzi nella sala ardente allestita nella Sala degli Arazzi.

 

Tra di loro semplici cittadini, giovani, anziani, ma anche vip e tanti colleghi del noto presentatore.

 

Osservatorio privilegiato per la sede romana della Webtechnet, editrice del nostro giornale, sita proprio in via Mazzini di fronte alla sede Rai.

 

Il presentatore ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti gli italiani, ma in particolare in quello dei mestrini, come la moglie Carlotta Mantovan.

 

Ex studentessa del liceo classico cittadino, incontrò Fabrizio quand’era giovanissima, sul palcoscenico di Salsomaggiore, dove si classificò seconda a Miss Italia.

 

Fabrizio Frizzi, oltre alla moglie, lascia l’amatissima figlia Stella di solo cinque anni.

È morto Fabrizio Frizzi. Durante la notte è stato colpito da emorragia cerebrale e se ne è andato. Aveva 60 anni.

 

Fabrizio Frizzi era conosciuto come l’artigiano della televisione. Uomo di cultura, gentile, garbato, entrava nelle case con il sorriso ed era accolto come un amico di famiglia.

 

Con lui se ne va un pezzo importantissimo della televisione. Era amato da tutti i suoi colleghi, stimato per la sua professionalità.

 

Il suo sorriso mancherà a tutti.

 

Il Direttore e la redazione tutta de ilnuovoterraglio.it esprimono le loro addolorate condoglianze alla famiglia.

Il Popolo della Famiglia della provincia ha inviato una lettera di denuncia presso la sede Rai di Venezia, per protestare contro l’utilizzo dei soldi del canone delle famiglie per la messa in onda in prima serata televisiva della trasmissione Ballando con le stelle che avrà per protagonisti due uomini che balleranno in coppia: “L’operazione vergognosa compiuta da Raiuno e Ballando con le stelle con la coppia di maschi chiamata a dar scandalo per attirare l’attenzione sul programma, davvero poteva esserci risparmiata con i soldi del canone pagati dalle famiglie italiane e in misura sempre maggiore incassati dalla lobby lgbt. Che ora ci tratterà da omofobi (non lo siamo) e ci lincerà su ogni tribuna, dai settimanali patinati fino alle parole che già possiamo immaginare in diretta tv pronunciate da Milly Carlucci a supporto delle tesi dei Luxuria di turno. Resta un fatto: quella di Ballando è una operazione ideologica che vuole rappresentare come naturale ciò che naturale non è. Sono sposato a una romagnola e in balera mai visti due uomini ballare; conosco il mondo dei tornei di ballo fino ai livelli internazionali e non sono ammesse coppie di soli uomini; nella danza classica, territorio di gloriosi e immortali danzatori omosessuali, mai le figure sono immaginate tra due uomini.

 

Quella di Raiuno e della Carlucci è quel che è: una tassa ideologica pagata alla lobby lgbt che domina i media, propinata in prima serata quando davanti alla tv ci sono ammesse coppie di soli uomini; nella danza classica, territorio di gloriosi e immortali danzatori omosessuali, mai le figure sono immaginate tra due uomini. Quella di Raiuno e della Carlucci è quel che è: una tassa ideologica pagata alla lobby lgbt che domina i media, propinata in prima serata quando davanti alla tv ci sono milioni di bambini, per offendere la famiglia naturale con la consueta provocazione omosessualista. Davvero qualcosa che con i soldi del canone Mario Orfeo poteva risparmiarsi, prima di dover ingloriosamente lasciare la Rai ai servitori dei prossimi padroni”, ha dichiarato Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia.

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