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“Guardatelo bene. Ha un aspetto umano, ma è un punto esclamativo pervaso d’energia, venuto dallo spazio. Si chiama Igor Cassina, signori. Si chiama Igor Cassina. E non ce n’è per nessuno”.

 

Era il 23 agosto 2004, quando ad Atene Cassina vinceva l’oro olimpico nella sbarra (la cinquecentesima medaglia olimpica conquistata dall’Italia), realizzando un’impresa mai riuscita prima a un ginnasta italiano. Le parole del telecronista Andrea Fusco accompagnarono Cassina sul gradino più alto del podio olimpico.

 

Lì il ginnasta di Meda entrò nella leggenda. Nel suo palmarés, l’oro olimpico, ma anche un argento e un bronzo mondiale, un argento e due bronzi europei, oltre a gloria imperitura per aver inventato un esercizio particolare, un Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale, che la Federazione internazionale ha ufficialmente chiamato “movimento Cassina”.

 

 

 

Chi è Igor Cassina

Igor, ormai trevigiano d’adozione (vive a Paderno di Ponzano con la fidanzata Valentina), ha chiuso la carriera nel 2011, abbracciando nuove sfide sportive e professionali. È anche per questo che giovedì 25 aprile sarà al via della 48^ edizione della Duerocche, la grande classica del podismo di primavera che si svilupperà sulle colline tra Cornuda e Asolo. Tra i cinque percorsi previsti – quattro dedicati alla corsa e uno al nordic walking – Cassina ha scelto quello da 12 chilometri.

 

“Da qualche anno mi sono avvicinato alla corsa, grazie a mia sorella Mara che mi ha spinto a correre una maratona – spiega l’ex ginnasta, ora 42enne -. Mi piace e mi affascina mettermi in gioco in nuove sfide. La corsa, in particolare, richiede un approccio e una preparazione totalmente differente da quello della ginnastica. Correre mi permette di stare all’aperto e mi rende libero. La Duerocche sarà un’altra bellissima esperienza”.

 

La sua storia – i mille volti di un campione (ginnasta, innovatore, ma anche allenatore, insegnante e maratoneta) – è raccontata nel libro “Igor Cassina. Il ginnasta venuto dallo spazio”, dedicato a Filippo, un giovane sportivo strappato troppo presto alla vita da un male crudele.

 

Un’altra piccola, grande pagina sarà scritta giovedì 25 aprile alla Duerocche, nell’anno del quindicesimo anniversario di un oro olimpico entrato nella storia. Sarà bello vedere Cassina idealmente affiancato, sulla linea di partenza, ai tanti campioni del trail azzurro (un nome su tutti, la regina del Monte Bianco, Francesca Canepa) annunciati al via della Duerocche 2019.

 

 

Per iscriversi

Con la chiusura della procedura d’iscrizione online, le adesioni alle quattro prove podistiche della Duerocche (48, 21, 12 e 6 chilometri) continueranno a essere raccolte martedì 23 e mercoledì 24 aprile alla palestra comunale Palapace (già sold out, invece, la prova sui 14 chilometri riservata ai praticanti del nordic walking, sul tragitto della Duerocche storica, da Asolo a Cornuda). Quest’anno, per la prima volta, non sarà invece possibile iscriversi alla Duerocche nella mattinata della gara.

 

 

La partenza

La partenza sarà in via della Pace (zona impianti sportivi sportivi) a Cornuda; alle 7.15 la 48 km, alle 9 la 21 km, alle 9.30 la 6 e la 12 km. Avvio libero, invece, dal centro di Asolo, per la Passeggiata Storica dedicata al Nordic Walking. Spettacolo garantito. Le iscrizioni nei giorni scorsi hanno raggiunto quota 4.000.

 

Ancora una volta, dal 18 al 22 aprile 2019, i cieli del comprensorio del Grappa e della Pedemontana Veneta saranno scenario dell’ennesima edizione del trofeo Montegrappa.

 

Come da tradizione, il sito ospitante sarà quello di Borso del Grappa (Treviso); il centro operativo sarà la piazza Al Paradiso, frazione Semonzo. Un evento questo tra i più importanti del calendario internazionale.

 

 

La partecipazione è stata limitata a 150 piloti di parapendio. Tuttavia la lista delle richieste d’iscrizione si è dilungata a quasi il triplo, comprendendo una quarantina di nazioni.

 

 

Tre i decolli ufficiali che gli organizzatori dell’associazione Volo Libero Montegrappa e il direttore di gara sceglieranno sulla base delle condizioni meteorologiche: il Panettone nei pressi di Cima Grappa, Col Campeggia e Rubbio-Brombe a Marostica. Da qui nugoli di vele multicolore decolleranno verso gli atterraggi ufficiali a Semonzo o a Marostica.

 

 

In caso di condizioni ottimali del tempo, una task potrebbe superare i 100 km. Vince chi impiega meno tempo e la classifica finale sarà dettata dalla somma dei risultati delle cinque giornate di gara; in caso di maltempo, da quelle che la meteo consentirà di volare.

 

 

E sempre come da tradizione, dal 20 al 22 aprile al trofeo Montegrappa si affiancherà alla Expo; quest’ultima sarà la vetrina del volo libero e degli sport outdoor che darà la possibilità di conoscere e provare le ultime novità del mondo del parapendio e del deltaplano. Ali dei migliori produttori internazionali, imbragature per tutti i generi, accessori per il volo, abbigliamento tecnico, strumenti all’avanguardia e sistemi fotografici specifici per le attività all’aria aperta saranno esibite nell’area dedicata a Semonzo del Grappa.

Sabato 20 aprile 2019 apre al pubblico la mostra dedicata alla fotografia giapponese di fine ‘800. L’esposizione, prodotta da ARTIKA e organizzata dal Comune di Villorba, sarà visitabile fino al 9 giugno 2019. La mostra presenta una selezione di immagini fotografiche tutte provenienti dalla straordinaria collezione di Valter Guarnieri. Il collezionista trevigiano ha raccolto nel corso di molti decenni centinaia di opere d’arte provenienti dall’Estremo Oriente. Durante l’esposizione di Villorba uno spaccato importante della sua collezione è esposto anche a Casa dei Carraresi e sarà possibile visitare le due location usufruendo della convenzione sul biglietto di ingresso.

 

 

La mostra presenta una selezione di 66 fotografie all’albumina, perlopiù inedite, prodotte in diversi studi fotografici giapponesi. Tra gli autori troviamo alcuni grandi interpreti come Kusakabe Kimbei (1861 – 1934) fotografo pittorialista della “Scuola di Yokohama”, Felice Beato (1832 – 1909) tra i primi autori occidentali ad entrare in Giappone, paese in cui aprì il proprio studio; tra i suoi assistenti Beato ebbe, oltre a Kimbei, anche Raimund von Stillfried (1839 – 1911). Altro importante interprete del genere è Adolfo Farsari (1841 – 1898), vicentino che testimonia il rapporto privilegiato dell’Italia con il paese del Sol Levante.

 

 

I temi della mostra

Il Giappone è un paese traboccante di fascino e mistero. Un complesso arcipelago composto da circa 7.000 isole che galleggia ai margini dell’Oceano Pacifico. I motivi per un viaggio sono innumerevoli. La sua natura, uno dei soggetti di questa mostra, è rigogliosa e variegata, soprattutto nel periodo che va da marzo a maggio quando si compie l’Hanami, ovvero la fioritura dei ciliegi.

 

 

Anche il mare è protagonista, circonda il Giappone e si insinua al suo interno creando una delicata armonia tra l’uomo e l’acqua. Talvolta tale equilibrio lascia spazio alla distruzione generando la Grande Onda, ovvero lo Tsunami che dall’Oceano si abbatte sulle coste, immortalata da Hokusai nella celebre ukiyo-e. Il maremoto è conseguenza del terremoto, altro fenomeno che caratterizza la quotidianità nell’Estremo Oriente. In più, la fascia geologica in cui si trova il Giappone è costellata di vulcani, come il celebre Monte Fuji.

 

 

Eppure, la civiltà locale si è evoluta in perfetta empatia con lo spazio circostante. Le architetture, gli alimenti e l’arte sono la conseguenza di un uso moderato dei prodotti della terra e del mare. La natura del Giappone è viva e vegeta ed è popolata da migliaia di creature soprannaturali. È la base dello Shintoismo, la “Via degli Dei”, una costruzione panteistica che si pone alla base della civiltà giapponese e ne determina il rapporto con la natura.

 

 

 

Le sezioni

La mostra è suddivisa in sette sezioni. Si parte (prima sezione) dalla figura più nota in Occidente, ovvero la geisha.  La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Tokyo.

 

La seconda sezione è dedicata alla vita quotidiana, un viaggio all’interno delle attività di tutti i giorni: dalla raccolta del tè, passando per la preparazione dei pasti e le tecniche di filatura, fino ai passatempi come le passeggiate domenicali.

 

La terza sezione ci porta alla scoperta della variegata vita spirituale del Sol Levante. In Giappone, infatti, la religiosità è un fatto piuttosto complicato, frutto di credenze autonome, innesti provenienti dall’esterno e rielaborazioni inedite di questi prestiti. Dallo Shintoismo, la cui origine si perde nella notte dei tempi, al Buddhismo (dalla Cina) nella sua versione autoctona: Zen.

 

La quarta e la quinta sezione ci permettono di scoprire l’emozionante paesaggio giapponese. Le due sezioni offrono spunti di varia natura. Si parte con i favolosi ponti giapponesi (come il Ponte laccato di rosso a Nikko) che solcano paesaggi ancora incontaminati per arrivare alla visione di alcuni centri urbani densamente popolati come Yokohama (prima città ad avere palazzi occidentali) e Kyoto. Una parte della quinta sezione ci mostra invece alcune vedute mozzafiato: dalle rigogliose cascate alla visione monumentale del Monte Fuji.

 

La sesta ed ultima sezione è dedicata all’hanami, il momento della fioritura dei ciliegi. Il Giappone è una terra di antiche tradizioni. L’hanami – letteralmente “ammirare i fiori” – è una di queste ed indica la consuetudine dei giapponesi di riunirsi all’inizio della primavera per ammirare, in particolar modo, i fiori di ciliegio.

 

 

Informazioni pratiche

 

ORARI DI APERTURA

Dal martedì al venerdì: 15 – 20

Sabato, domenica e festivi: 10 – 20

Lunedì chiuso

La biglietteria chiude 45 min. prima

 

BIGLIETTERIA

intero: € 7,00

ridotto per:

  • studenti 6 – 26 anni: € 5,00
  • POSSESSORI BIGLIETTO MOSTRA SUL GIAPPONE A CASA DEI CARRARESI*, soci Fai, Arci e Touring Club: € 5,00

ridotto residenti nel Comune di Villorba: € 2,00

 

VISITE GUIDATE GRUPPI GUIDED TOUR

tariffa biglietto esclusa, prenotazione obbligatoria

€ 5,00 a persona, min. 10 – max. 25 persone

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI INFO

mail: [email protected]

web: www.artika.it

 

*Conserva il Biglietto per avere la riduzione alla mostra sul Giappone di Casa dei Carraresi

Pronti, via. Il sipario sulla stagione provinciale della pista si è alzato nel weekend a Treviso e Montebelluna, in concomitanza con l’avvio del Trofeo Giovanile Veneto dedicato alle categorie ragazzi e cadetti. Quasi 700 gli atleti scesi in pista nelle due giornate di gara, e per qualcuno c’è anche stata la soddisfazione di una doppia vittoria. Al femminile, doppiette delle cadette Vittoria Fighera (alto e 80 ostacoli) ed Elisa Maglione (giavellotto e 1200 siepi).

 

Tra i cadetti, doppio oro per Giovanni Zuccon (300 ostacoli e 100 ostacoli) e Luca Cinel che a Montebelluna, nella stessa mattinata, ha vinto disco e martello. Quest’ultima gara era valida come recupero del campionato provinciale invernale: Cinel si è così aggiudicato anche la maglia di campione trevigiano, imitato in campo femminile da Giulia Hernandez Broggin. Nella categoria ragazzi, da segnalare l’eccellente risultato ottenuto dalla ponzanese Anna Michielin nei 2 km di marcia: 11’12”2. Tabelle di punteggio alla mano, è stata la miglior prestazione tecnica dell’intero weekend. E siamo solo ad inizio stagione.

 

 

RISULTATI. TREVISO (13/4)

 

CADETTI. 1000: 1. Filippo Bisetto (Trevisatletica) 2’53”5. 300 ostacoli:1. Giovanni Zuccon (Trevisatletica) 42”5. Alto: 1. Giovanni Lazzaro (Atl. Quinto Mastella) 1.68. Peso: 1. Enrico Busato (Nuova Atl. Roncade) 11.11. Giavellotto: 1. Alessandro Vanzella (Atl. Stiore Treviso) 43.43. RAGAZZI. 1000: 1. Fabio Gardenal (Nuova Atl. Tre Comuni) 3’12”3. 60 ostacoli: 1. Giacomo Rottin (Atl. Villorba) 9”4. Lungo: 1. Matteo Martini (Atl. Ponzano) 4.46. Vortex: 1. Giacomo Paolo Fantinel (Atl-Etica San Vendemiano) 48.69.  CADETTE. 1000: 1. Francesca Piccolo (Atl. Valdobbiadene Gsa) 3’10”6. 300 ostacoli: 1. Benedetta Dalla Mora (Trevisatletica) 50”4. Alto: 1. Vittoria Fighera (Atl. Ponzano) 1.49. Peso: 1. Sara Pincin (Atl. Montebelluna) 9.88. Giavellotto: 1. Elisa Maglione (Atl. Stiore Treviso) 30.41. RISULTATI

 

 

MONTEBELLUNA (14/4)

 

CADETTI. 100 hs: 1. Manuel Bresolin (Atl. Pederobba) e Giovanni Zuccon (Trevisatletica) 14”4. 1200 siepi: 1. Sofyan Goudadi (Atl. Valdobbiadene) 3’41”6.  Asta: 1. Andrea Krohn (Atl. Pederobba) 2.70. Triplo: 1. Christian Panatta (Atl. Santa Lucia di Piave) 11.82. Disco: 1. Luca Cinel (Atl. Montebelluna) 22.82. Martello (campionato provinciale invernale): 1. Luca Cinel (Atl. Montebelluna) 28.87. CADETTE. 80 hs: 1. Vittoria Fighera (Atl. Ponzano) 12”8. 1200 siepi: 1. Elisa Maglione (Atl. Stiore) 4’18”6.   Asta: 1. Ester Checuz (Atl. Pederobba) 2.10. Triplo: 1. Francesca Mariotto (Atl. Santa Lucia di Piave) 9.61. Disco: 1. Chiara Mariotto (Atl. Silca Conegliano) 21.39.Martello (campionato provinciale invernale): 1. Giulia Hernandez Broggin (Atl. Montebelluna) 32.31. RAGAZZE. 60: 1. Harriet Amponsa Agyekum (Atl. Silca Conegliano) 8”3. Alto: 1. Lorenza De Noni (Atl. Silca Conegliano) 1.40.  Peso: 1. Anna Simona Gatto (Us Atl. Quinto Mastella) 9.30.  Marcia (2 km): 1. Anna Michielin (Atl. Ponzano) 11’12”2. RISULTATI

“Il Decreto Salvini crea nuova marginalità tra i migranti e quindi insicurezza, ovvero l’opposto di quello che in teoria si propone; a cui si sommano i problemi cooperative, associazioni e amministrazioni comunali impegnate sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione, distruggendo posti di lavoro. Qua non vale ‘prima gli italiani’?”. La domanda arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che denuncia la situazione in provincia di Treviso chiedendo al Prefetto di bloccare gli effetti del Decreto firmato dal ministro dell’Interno nonché segretario della Lega: “Mi associo all’appello lanciato dal nostro segretario provinciale e mi auguro che faccia lo stesso il presidente della Provincia Marcon: si rivolga al suo capo di partito spiegandogli quanto sia sbagliato e dannoso questo provvedimento”.

 

La denuncia di Zanoni

 

“Sono più di mille richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua, valorizzare le competenze professionali e di conseguenza ‘restituire’ qualcosa alle comunità che li hanno accolti. Sono progetti virtuosi che hanno coinvolto quasi la metà dei Comuni del Trevigiano. Con il taglio dei fondi voluto da Salvini, tutto questo rischia di essere spazzato via e le conseguenze sono facilmente immaginabili; i richiedenti asilo, in attesa del riconoscimento o meno della loro domanda, saranno clandestini con alta probabilità di diventare manodopera per la criminalità, oppure, per quanto riguarda la Marca, finiranno ammassati o nella caserma Serena a Treviso o alla Zanusso di Oderzo”.

 

La contro-proposta del consigliere

 

“Per una migliore integrazione ed evitare tensioni sul territorio, invece, servirebbe un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Salvini e la Lega lo sanno benissimo, è solo l’ennesima conferma di come preferiscano alimentare le tensioni, in modo da specularci elettoralmente. E adesso con Europee e amministrative alle porte continueranno a marciarci sopra fregandosene delle conseguenze sia sui richiedenti asilo che per la sicurezza dei veneti. A ciò si aggiunge la drammatica perdita di posti di lavoro dovuta allo smantellamento dei progetti di accoglienza; se ne stimano circa 18mila a livello nazionale: infermieri, insegnanti, psicologi, mediatori culturali. Insomma, un disastro su tutta la linea”.

La lista Civica Preganziol è formata dalla fusione di alcune civiche ed al suo interno si è posizionato Fratelli d’Italia con il suo simbolo. Civica Preganziol, Lega, la Civica del Sindaco ed Impegno Comune formano il gruppo coeso del Centro Destra che appoggiano la candidatura a sindaco di Valeria Salvati.

 

Ieri sera Civica Preganziol ha organizzato un incontro con la stampa per presentare il simbolo ed annunciate la discesa in campo come candidato di Sandro Taverna, coordinatore per la provincia di Treviso di Fratelli d’Italia. Erano presenti lo stesso Sandro Taverna, il presidente di Civica Preganziol Massimiliano Spagnol e Ivan D’Amore, della Polizia di Stato, candidato.

 

“La Civica Preganziol è il risultato della fusione delle civiche del Centro Destra – precisa Sandro Taverna – ed al suo interno si è posizionato “Fratelli d’Italia” con il suo simbolo. Non volevo candidarmi anche perché l’impegno come coordinatore del partito per la provincia di Treviso è molto oneroso, ma ha portato ottimi risultati, abbiamo raggiunto il numero di 40 circoli con un gruppo che lavora molto bene.”

 

“Noi di Fratelli d’Italia siamo una destra storica, ma puntiamo ad essere una destra moderata, vogliamo qualcosa di nuovo a salvaguardia dei cittadini. La mia discesa in campo è stata motivata in primo logo dal mio desiderio di difendere la sanità pubblica. La salute è un bene di tutti e su questo punterò la mia campagna elettorale ed il mio impegno politico. La sanità pubblica è in decadenza ci sono tagli nei reparti degli ospedali e manca la prevenzione. Tutto questo colpisce le classi meno abbienti. Voglio promuovere la prevenzione gratuita per tutti.”

 

“Altro punto chiave della mio impegno elettorale è istituire a Preganziol un pronto soccorso con una ambulanza fissa e ripristinare l’assistenza domiciliare per tutti i disabili e gli anziani soli e bisognosi. Questo servizio è stato trasferito a Casale sul Sile, lo rivogliamo a Preganziol.”

 

Massimiliano Spagnol, presidente della Civica Preganziol ha dichiarato: “Noi siamo una civica di Centro Destra moderato. Ci battiamo per il sociale e per la sicurezza. A Sambughè il medico di base manca da ben dieci anni e noi vogliamo rimetterlo, è necessario, questo è uno dei punti del nostro programma. Il programma è in via di ultimazione ed a breve lo comunicheremo alla cittadinanza.”

Finanziato dalla Regione Veneto con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il progetto Victori ha come scopo di contrastare l’esclusione sociale involontaria degli anziani attraverso la riduzione del digital divide e la partecipazione a gruppi, nell’ambito di una più ampia strategia di promozione del ben-essere della popolazione over 65.

Durante gli incontri, che avranno luogo ogni martedì dal 16 aprile al 4 maggio, dalle 15 alle 17, i partecipanti potranno imparare ad utilizzare un tablet o uno smartphone, a partire dalle sue funzioni di base per poi arrivare, ad esempio, all’uso di alcuni tra i principali social network, alla gestione di foto e immagini e all’interazione con alcune piattaforme di e-government.

Pensati anche per chi non ha esperienza alcuna, gli incontri saranno condotti da volontari di Informatici Senza Frontiere e di associazioni della provincia di Treviso, appositamente formati.

Una volta completati gli otto incontri, i partecipanti al gruppo potranno continuare a frequentarlo fino a fine ottobre con le stesse modalità orarie. Per ulteriori otto pomeriggi gli incontri verteranno sulla salute e il benessere (alimentazione, attività fisica ecc.); di seguito verranno proposte altre attività ricreative e socializzanti, sotto la coordinazione delle dottoresse Silvia Vettor e Stefania Macchione di I.S.R.A.A.

Sarà sempre presente un tecnico di Informatici Senza Frontiere per permettere ai partecipanti di consolidare le competenze tecnologiche acquisite, porre domande, risolvere dubbi.

Ci sono ancora posti disponibili; gli interessati possono contattare ANTEAS che mette a disposizione il trasporto gratuito per coloro che sono residenti nei tredici comuni coinvolti dal progetto. Tra questi: Treviso, Orsago, Colle Umberto, Resana, Borso del Grappa, Maser, Crocetta del Montello, Paese, Vittorio Veneto, Trevignano, Vedelago, Cordignano e Zero Branco.

Basta chiamare il numero verde 800 379 430.

Parallelamente verranno attivati altri tre gruppi, con il medesimo numero di partecipanti, in altre sedi I.S.R.A.A.

Il noto illustratore veneziano Fabio Visintin ha donato una sua personale illustrazione al festival Treviso Giallo; il festival letterario, con taglio scientifico, dedicato al genere giallo e noir. Visintin da vent’anni realizza le immagini delle copertine dei gialli Marsilio per la collana Farfalle. L’evento si svolgerà il 12, 13 e 14 aprile al Palazzo dei Trecento a Treviso.

 

L’evento

 

«Il dono sottolinea, ancora una volta in maniera incisiva, quanto il festival, con il suo intreccio di approfondimenti, rappresenti la complessità del mondo contemporaneo con luci e ombre». Spiega Lisa Marra l’organizzatrice di Treviso Giallo, della Casa editrice Linea edizioni.

 

 

Un festival che, come una pennellata veloce e tagliente, con i suoi tratti graffianti, i suoi colori intensi, cattura gli occhi e il cuore degli appassionati del genere giallo e noir.

 

La mostra

 

In concomitanza con il festival sarà allestita la mostra artistica: “Come nasce la copertina di un libro giallo e noir?”. La mostra sarà aperta al pubblico ad ingresso gratuito; saranno esposte una ventina d’illustrazioni di Fabio Visintin che da 20 anni realizza le immagini delle copertine dei libri per la collana “Farfalle della Marsilio.  La mostra sarà allestita nella Sala del palazzo dei Trecento dal 12 al 14 aprile in concomitanza del festival Treviso Giallo.

 

 

«È un attestato di grande stima. I tratti di Visintin scavano il lato più oscuro del crimine e hanno conquistato gli autori della casa editrice Marsilio, da Camilla Läckberg a Qiu Xiaolong, da Liza Marklund a Gianni Farinetti; tra gli altri, per la sua capacità di cogliere lo spirito delle loro storie, restituendone al lettore il messaggio e le atmosfere». Spiega Pierluigi Granata, del Comitato scientifico del Festival che si svolgerà dal 12 al 14 aprile a Palazzo dei Trecento a Treviso.

 

Gli appuntamenti

 

Venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2019, la sala Palazzo dei Trecento (Piazza dei Signori a Treviso) ospiterà la prima edizione del Festival letterario Treviso Giallo.

 

Gli organizzatori

 

Evento organizzato dall’Associazione Accademia della Marca Trevigiana; con il patrocinio di MiBAC – Ministero per i beni e le attività culturali, Regione del Veneto, Città di Treviso. Senza contare la collaborazione con le Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Trieste, Università IULM Milano, Università degli Studi dell’Aquila, Università degli Studi di Udine.

 

Come sarà strutturato l’evento

 

Il Festival, sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito fino a esaurimento posti; è unico nel suo genere in ambito nazionale per l’impostazione scientifica che lo caratterizza. Inoltre offre un approfondimento del genere giallo e noir che lo proietta a fianco dei maggiori festival europei.

 

 

Saranno tre giorni d’incontri, tavole rotonde, presentazioni di libri attraverso interviste di approfondimento all’autore, tavole rotonde, alle quali parteciperanno scrittori, giornalisti, sociologi, criminologi, investigatori, magistrati, psicologi, psichiatri. In concomitanza con il festival sarà realizzata una mostra artistica dalla tematica noir e sarà presentato il premio letterario dedicato al genere giallo e noir.

Un videoproiettore alla scuola Vespucci e un contributo di 200 euro al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) ”Manzi” di Treviso per la realizzazione di un laboratorio di falegnameria realizzato all’interno del progetto “Don Milani”. Sono questi i due obiettivi centrati dall’Associazione La Gabbianella con la sua tredicesima donazione di materiale didattico ad una scuola del territorio comunale.

Questo alla presenza dell’assessore alle politiche educative Daniele Ceschin e di Monica Bianco dell’associazione la Gabbianella; in tale occasione vi è stata la consegna ai rispettivi destinatari delle donazioni, nel corso di un’allegra cerimonia.

La Gabbianella raccoglie i fondi necessari per le donazioni vendendo oggetti realizzati manualmente dai soci.

Il corso di falegnameria organizzato dal CPIA, col sostegno dell’Amministrazione comunale, si è svolto presso la scuola “Hack” con lo scopo di ridurre la dispersione scolastica; risposta ad un lavoro di rete creatosi a seguito del progetto Don Milani che ha evidenziato una serie di emergenze educative ed ha messo in rete soggetti e risorse diverse.

Una squadra di quindici operai specializzati e tecnici al lavoro sospesi nel vuoto a 85 metri d’altezza per quaranta giorni; 10mila mq di ponteggio sospeso per rivestire l’arco del ponte per un peso totale di 6080 quintali e alla fine la “Torre Eiffel della Brianza” è stata completamente “ingabbiata”.

 

A riuscire nell’impresa è stata Euroedile di Postioma di Paese (Tv) leader di settore a livello europeo. L’azienda è stata incaricata dalla “Luigi Notari” S.p.A., per conto di RFI proprietario e gestore del ponte, a installare i ponteggi per permettere il restauro del Ponte San Michele, in provincia di Lecco.

 

I lavori

Nei giorni scorsi sono state messe in sicurezza le piste ciclopedonali, inaugurate alla presenza dell’AD di RFI. Piste che consentono a pedoni e ciclisti di attraversare la struttura senza dover effettuare una deviazione lunga 17 chilometri.

 

     

 

Le parole di Gentile, AD RFI

“È una testimonianza di archeologia industriale, di ingegneria, che è un fiore all’occhiello per l’Italia. Ho sentito che può diventare patrimonio dell’Unesco Io spero che il nostro intervento contribuisca a far sì che questo sogno si realizzi” ha detto Maurizio Gentile amministratore delegato di RFI.

 

“È una sfida molto importante. L’abbiamo portata avanti in maniera molto buona da tutti i punti di vista e con la ditta trevigiana abbiamo avuto un’ottima sinergia che ritengo sia foriera anche per degli ottimi rapporti futuri” ha detto il rappresentante della “Luigi Notari” S.p.A. di Milano. Ha detto Fabrizio Notari, della ditta incaricata al restauro.

 

 

Le parole di Parisotto, AD Euroedile

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti per la messa in sicurezza di questo meraviglioso Ponte che considero un’opera d’arte. Credo sia stata premiata la nostra esperienza soprattutto in cantieri e situazioni ai limiti per le quali siamo specializzati”. Spiega Nereo Parisotto, fondatore e amministratore unico di Euroedile.

 

Alcune maestranze, che hanno contribuito a realizzare il ponteggio record a Paderno d’Adda, sono state assunte dopo l’appello lanciato lo scorso gennaio dal titolare di Euroedile. L’imprenditore trevigiano era stato costretto a rinunciare a commesse per quasi un milione di euro da agosto a dicembre del 2018; questo a causa della carenza di personale specializzato.

 

“La risonanza mediatica avuta dopo l’annuncio di ricerca personale sui Social ci ha consentito di venire a contatto con operai specializzati con ruoli di “chiave” e “mezza chiave” che sono risultati importantissimi per realizzare questa opera di ponteggio straordinario effettuato su un ponte dalle caratteristiche non consuete”.

 

“Se siamo riusciti in quest’impresa lo dobbiamo quindi anche alla stampa e mi sento dunque di ringraziare tutte le testate giornalistiche che indirettamente ci hanno permesso di reclutare il personale che cercavamo da tempo.  È stato un ponteggio complesso perché si tratta di un ponte unico nel proprio genere, dove ci sono tutte le difficoltà immaginabili. Lavorare a quasi un centinaio di metri, su una struttura piena di curve richiede i massimi requisiti di sicurezza ma anche grandi abilità da parte dei tecnici e degli operai”. Ha concluso l’amministratore di Euroedile Nereo Parisotto.

 

 

I lavori

Impegnati nell’opera di allestimento dei ponteggi una quindicina di maestranze. Con ruoli di “chiave” e “mezza chiave” che sviluppano con il loro lavoro una superficie di ponteggio pari a 17600 metri quadri; come se venisse ricoperta di ponteggi l’intera Piazza del Popolo di Roma. Di questi 10 mila metri quadri sono in sospensione.

 

Il ponteggio è stato realizzato ad hoc dall’ufficio tecnico diretto dall’ing. Alessandro Zanatta e tutti i pezzi sono stati progettati al computer.

Nel quartier generale di Postioma di Paese la “Torre Eiffel della Brianza” è stata anche ricostruita a pezzi ed è stata effettuata una simulazione di tutto il lavoro.

 

Quello di San Michele è un ponte storico. Una struttura unica nel suo genere che con il simbolo di Parigi ha in comune l’età e la struttura in ferro.

 

 

 

Il taglio del nastro

 

Alla cerimonia di apertura della corsia ciclopedonale anche l’assessore regionale alla Mobilità Claudia Maria Terzi e i sindaci Michele Pellegrini di Calusco e Renzo Rotta di Paderno; le autorità hanno ringraziato le ditte che stanno lavorando ed in particolare le maestranze. “Abbiamo visto degli operai all’opera nei ponteggi tanto audaci quanto spettacolari” ha detto il primo cittadino di Paderno d’Adda.

 

Dopo il taglio del nastro della pista ciclopedonale i lavori di restauro entreranno nel vivo. “Il nostro ponteggio è stato pensato e realizzato per restare a lungo e non essere smontato durante le varie fasi del restauro; per esempio quando ci sarà la sabbiatura della struttura o quando verrà verniciato e tornerà a splendere come un tempo”. Conclude Lorenzo Munarin capo cantiere di Euroedile al ponte San Michele.

 

 

 

 

Dati tecnici ponte

Il ponte San Michele tra Paderno d’Adda e Calusco veniva attraversato ogni giorno da 60 mila pendolari in auto e lungo la tratta ferroviaria. Fu costruito tra il 1887 ed il 1889 e nel 2017 è stato candidato per essere inserito nella lista Unesco dei beni patrimonio dell’Umanità.

 

 

Con i suoi 266 metri di lunghezza e un’altezza di 85 metri sul livello del fiume Adda è considerato uno dei simboli di archeologia industriali dell’Italia. Interamente costruito in ferro senza saldature. Fu tra i primi esempi di costruzione che sfruttò i principi della teoria dell’ellisse di elasticità e fu pertanto successivamente fatto oggetto di studi; analogamente ad altri grandi ponti metallici eretti negli stessi anni.

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