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L’amore di Cadoro per il proprio territorio ha preso ulteriormente corpo ieri sera con la consegna – nelle mani di Agostino Battaglia, Dirigente Protezione Civile della Provincia di Treviso – di 76.000 mascherine realizzate da Grafica Veneta su impulso della Regione del Veneto per metterle prontamente a disposizione della Protezione civile, organismo più che mai operoso in questi tempi di Coronavirus.

 

Supermercati Cadoro – gruppo della grande distribuzione organizzata fondato a Venezia 56 anni fa dalla famiglia veneta Bovolato che oggi conta 23 punti vendita nelle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna – è da sempre solidale con il territorio e con questa azione concreta conferma ulteriormente il proprio sostegno e la propria vicinanza alla comunità di appartenenza.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale ha emesso un bollettino di aggiornamento della situazione in base alle evoluzioni meteo

 

Come attesto, da ieri sera precipitazioni estese in tutta la Regione. La situazione attuale vede precipitazioni in spostamento da sud-ovest a nord-est che interessano gran parte del Veneto, anche con rovesci a tratti. 

 

Si è alzata rispetto al previsto la quota neve che sulle Prealpi a 1700/1900 m, sulle Dolomiti molto variabile tra i 900/1100 m delle zone più chiuse e i 1400/1600 m delle zone più aperte.

 

Per quanto riguarda la situazione dei fiumi, si segnalano dei lievi incrementi nelle sezioni montane e pedemontane di alcuni corsi d’acqua. L’incremento più significativo si è registrato sull’Agno a Recoaro, che ha superato la prima soglia di guardia. Sul resto dei corsi d’acqua non si sono ancora registrati incrementi, e i livelli sono in generale in lenta diminuzione dopo la morbida di due giorni fa. Al momento non sono stati segnalati fenomeni franosi sui versanti.

 

Le previsioni fino alle 15 di oggi indicano persistenza precipitazioni estese, dalla costa alle zone pedemontane e montane da discontinue/modeste (1-5 mm/h) a frequenti/moderate (5-10 mm/h). Quota neve sulle Prealpi stabile attorno ai 1700/1900 m, sulle Dolomiti generalmente stabile a 1400/1600 m sulle zone più aperte ed in risalita fino a 1400/1600 m sulle zone più chiuse. I venti sulla pianura andando dalla costa alla pedemontana continueranno ad essere da tesi e provenienti da sud-est a moderati con tendenza a disporsi da nord-est, nelle valli deboli/moderati con direzione variabile, in alta montagna forti / molto forti da sud-est

 

 

Cosa ci aspetta nelle prossime ore

In base alle previsioni per le prossime ore si attendono ulteriori incrementi dei livelli idrometrici nelle sezioni montane e pedemontane di quei corsi d’acqua, i cui bacini montani saranno interessati dalle precipitazioni più significative.

 

Le precipitazioni previste potranno, inoltre, creare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano e in alcuni canali della rete secondaria. La saturazione dei terreni potrà determinare l’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti.

“Non credo ci sia un solo veneto che non debba ringraziare i Vigili del fuoco. Sono i primi ad arrivare dove c’è bisogno, salvano vite, mettono a repentaglio le loro e fanno tutto con il cuore. Dare loro le dotazioni tecnologiche migliori è il minimo che si possa fare, e la Regione Veneto l’ha fatto, con 270mila euro per il 2019 e 350mila per il 2020”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, che era affiancato dall’Assessore regionale alla Protezione Civile, ha accompagnato la consegna, avvenuta oggi a Padova, di attrezzature acquistate dalla Regione e assegnate in comodato d’uso ai Vigili del Fuoco del Veneto.

 

Le attrezzature consegnate

Si tratta di 7 Kit a batteria per emergenze idrogeologiche; 3 sistemi di primo attacco al fuoco ad alta pressione; 14 generatori di energia; 22 Kit da taglio composti da due motoseghe con piantana telescopica; 9 Kit per interventi idrogeologici composti da motopompa e elettropompa; 7 Kit per interventi in incidenti stradali; 2 Kit di attacco al fuoco con aria compressa e schiuma.

 

“In Veneto – ha aggiunto il Governatore – la presenza dei Vigili del fuoco è particolarmente significativa, anche per la grande integrazione con la Protezione civile regionale, i cui risultati si sono visti ampiamente in occasione della drammatica tempesta Vaia”.

 

Sottolineando l’impegno dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile anche in occasione della più recente ondata di maltempo, che ha comportato importanti danni anche all’agricoltura, il Presidente della Regione ha espresso l’opinione che sia “necessario aprire lo stato d’emergenza a livello nazionale, perché oramai la situazione non si recupererà con un raggio di sole e sono messe a repentaglio varie produzioni: da quelle orticole alle frutticole, fino alle colture a pieno campo e ai vigneti”.

 

Il Presidente della Regione Luca Zaia ha richiesto al Governo la proroga dello stato di emergenza riguardo la contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova.

 

 

Un anno fa il Palazzo Chigi decretò lo stato di emergenza, fissandone la scadenza al 21 marzo 2019; il 28 maggio 2018 il Capo della Protezione Civile ha nominato Nicola Dell’Acqua (Direttore Area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione del Veneto) come Commissario delegato.

 

 

Il piano approvato a dicembre 2018 dalla Protezione Civile ha dato il via alle infrastrutture acquedottistiche, con un costo pari a 56,8 milioni di euro, necessarie a bypassare gli acquedotti contaminati con fonti idropotabili di buona qualità presenti in altre aree del Veneto.

 

La richiesta di proroga permetterebbe di completare tutte le opere acquedottistiche, disponendo di un ulteriore tempo necessario per il completamento dei lavori. Inoltre la Regione si impegna a garantire un aggiornamento costante sullo stato dei lavori con la Protezione Civile.

Ue: Europarlamento approva riforma Protezione civile

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma del Meccanismo di protezione civile dell’Ue, dopo che quest’ultimo è stato messo a dura prova nel biennio 2017-2018 da una serie di incendi boschivi, tempeste e inondazioni in tutta Europa.

 

L’obiettivo della nuova legislazione è quello di aiutare gli Stati membri a rispondere più rapidamente e con maggiore efficacia alle catastrofi naturali e a quelle provocate dall’uomo, grazie a una condivisione più efficiente dei mezzi della Protezione civile.

 

La legislazione introduce il fondo “RescEU” che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza.

 

A seguito di una decisione della Commissione, “RescEU” interverrà quando gli Stati membri non dispongono di risorse sufficienti per rispondere a una catastrofe. Il testo è stato approvato dall’Europarlamento con 620 voti a favore, 22 contrari e 35 astensioni.

 

Il testo, che entrerà in vigore dopo l’approvazione finale del Consiglio e sarà applicabile entro l’estate, istituisce su richiesta del Parlamento il fondo di risorse “RescEU”, che metterà a disposizione mezzi aerei per combattere gli incendi boschivi, unità di pompaggio ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza da utilizzare in ogni tipo di emergenza.

 

 

Il commento dell’On. Elisabetta Gardini

“Siamo pronti. Grazie al voto di oggi l’Unione europea sarà in grado di aiutare gli Stati membri per far fronte alle calamità. Con RescEU garantiamo supporto pratico alle protezioni civili nazionali e sicurezza ai cittadini”. È stato questo il commento dell’On. Elisabetta Gardini, relatrice del dossier ed eurodeputata di Forza Italia, dopo il voto finale del Parlamento europeo espresso ieri, a favore del miglioramento del meccanismo di protezione civile europea.

 

“In occasione degli incendi devastanti in Portogallo nel 2017 si è manifestata l’incapacità, in Europa, di far fronte a emergenze che si verifichino in contemporanea. Per questo ora viene messo in campo RescEU, un insieme di mezzi aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti. Non è stato sempre facile affrontare le reticenze di alcuni Stati che temevano l’ingerenza da parte dell’Europa ma alla fine le abbiamo superate grazie al lavoro del Parlamento e abbiamo ora questo strumento che potrà essere in campo già per la prossima estate. I cittadini europei hanno bisogno di risposte concrete ed efficaci”, ha proseguito l’onorevole Elisabetta Gardini.

 

Commentando anche l’ampia maggioranza ottenuta nella votazione, l’On. ha concluso: “Vorrei dedicare questo importante risultato a Giuseppe Zamberletti, il papà della protezione civile italiana, che non ha mai fatto mancare il suo appoggio e i suoi consigli per RescEU. Il nuovo meccanismo prevede la possibilità di conferire medaglie alle figure meritevoli nella Protezione Civile. Dovremmo iniziare con un riconoscimento speciale proprio per Giuseppe Zamberletti.

L’Arpav, in quanto soggetto attuatore incaricato della sicurezza, ha comunicato ieri la documentazione con la cartografia delle aree dei comuni del Veneto interessati dal maltempo dello scorso autunno su cui è possibile intervenire per effettuare la pulizia dei boschi e quelle in cui, in base al rischio valanghivo, è meglio lasciare le piante a terra perché possono avere una funzione protettrice degli abitati e della viabilità. Sulla base di queste analisi, saranno trasmesse ai comuni le prime linee guida per l’asportazione del legname e dei residui vegetali nelle aree che possono essere liberate nel rispetto della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente.

 

Lo ha reso noto il Direttore di Avepa Fabrizio Stella, nominato soggetto attuatore per il rilievo e le opere agricolo-forestali dal Presidente della Regione Luca Zaia, nella sua veste di Commissario delegato per gli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato il territorio del Veneto tra ottobre e novembre 2018.

 

Prima di dare indicazioni sull’allontanamento delle piante abbattute, la gestione commissariale si è mossa – ha fatto presente Stella – per conoscere con precisione la situazione e individuare le modalità di intervento, in considerazione del fatto che un’emergenza di queste caratteristiche e dimensioni (30mila ettari di territorio per milioni di metri cubi di legname schiantato) non si era mai registrata in Italia e mancava quindi un modello di riferimento, da creare ex novo.

 

Con l’incarico di soggetti attuatori conferito in questi ultimi giorni ai comuni dal Commissario delegato, le amministrazioni locali hanno la possibilità di operare anche in autonomia, ma quasi tutte stanno già lavorando in accordo con la gestione commissariale dell’emergenza. In risposta alle lamentale su questo punto espresse soltanto dai sindaci dell’Agordino, Stella ha fatto presente che dopo le sue sollecitazioni inviate all’Unione Montana Agordina il 14 dicembre scorso e la risposta interlocutoria della stessa del 14 gennaio, ancora non sia arrivata risposta su come intendano gestire la filiera (aggregazione di Comuni, singoli Comuni oppure come Unione Montana). “Nonostante ciò – ha concluso Stella – continuo ad avere quotidianamente contatti con tutti i sindaci e a sentire le loro esigenze”.

In riferimento alle previsioni meteo emesse da ARPAV, che indicano “probabili deboli nevicate sulle zone montane fino ai fondovalle prealpini con possibili accumuli al suolo di qualche centimetro”, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione Veneto ha diramato lo Stato di Attenzione per Nevicate, valevole dalle ore 20.00 di oggi alle ore 8.00 di domani, giovedì 20 dicembre.

 

Il bollettino emesso segnala anche che il clima particolarmente rigido, anche dopo l’evento nevoso, favorirà la formazione e la persistenza di ghiaccio.

 

In considerazione di questa prospettiva, è raccomandato agli Enti gestori delle infrastrutture stradali e ferroviarie di assumere ogni iniziativa per garantire la funzionalità e la sicurezza della viabilità.

 

 

“L’accordo raggiunto ieri costituirà lo strumento che salverà vite e ridurrà la devastazione causata dai disastri naturali e quelli provocati dall’uomo nell’UE” afferma Elisabetta Gardini, negoziatore per il Parlamento europeo del dossier sul Meccanismo di Protezione civile europea. L’on. Gardini accoglie con favore l’accordo raggiunto ieri pomeriggio tra Commissione europea, Stati membri e Parlamento europeo.

 

“Sono particolarmente orgogliosa di essere riusciti a trovare velocemente un accordo in modo da farci trovare pronti per la prossima stagione di incendi. Era semplicemente troppo importante per aspettare” ha aggiunto.

 

L’on. Gardini ha sottolineato che il Parlamento europeo ha migliorato la proposta originale, assicurandosi che il meccanismo otterrà sufficienti finanziamenti per essere operativo, garantendo allo stesso tempo che gli Stati membri che desiderano ricorrere a esso, non saranno penalizzati.
“Con circa 205 milioni di euro in più per il periodo 2019-2020, l’UE sta dimostrando di far seguire i fatti alle parole“, ha osservato l’eurodeputato del PPE.

 

Il nuovo meccanismo di Protezione civile, adottato dal Parlamento a maggio scorso, aiuterà gli Stati membri a far fronte alle catastrofi, sia naturali che provocate dall’uomo, quali emergenze sanitarie, inondazioni, incendi come anche attacchi terroristici e chimici e minacce nucleari.

 

Un pool esperto di salvataggio, consistente in squadre mediche formate, ospedali da campo, aerei ed elicotteri sarà messo in campo quando i volontari degli Stati membri non saranno sufficienti a rispondere ai disastri nell’Unione. Il nuovo meccanismo, in ogni caso, basandosi principalmente sulla cooperazione tra i paesi e sulla solidarietà non sostituirà il “command and control” dei servizi volontari a livello nazionale e regionale. Sarà operativo alla fine di aprile.

La Giunta comunale, riunitasi a Ca’ Farsetti, ha approvato la delibera che adotta la proposta progettuale dell’ANCI, che, sentiti i Comuni capoluogo di Città Metropolitana, ha proposto, per ciascun Comune aderente, un finanziamento di un importo massimo di € 380.000 per l’acquisto e la manutenzione di mezzi e attrezzature adatti a garantire l’autonomia logistica del personale inviato a supporto dei Comuni in difficoltà a seguito di calamità.

 

I fondi, messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile servono quindi a garantire la cosiddetta continuità amministrativa in caso di eventi emergenziali di rilevanza nazionale e serviranno, per l’appunto, a potenziare significativamente il sistema comunale di Protezione civile.

 

“Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – ha commentato l’assessore alla Protezione civile Giorgio D’Este – ha subito accolto favorevolmente questa opportunità, dimostrando, anche in questo modo, quanto Venezia sia sempre in prima linea nel mettersi a disposizione di chi si trovi in difficoltà. Lo abbiamo fatto con i nostri volontari di Protezione Civile già in più occasioni, tra le ultime in seguito alla violenta tromba d’aria in Riviera e quella che si è riversata sul litorale e a Cavallino o, proprio in questi giorni, andando a dare sostegno alle zone colpite dalla violenta ondata di maltempo che lo scorso mese ha distrutto interi boschi del Bellunese e messo in difficoltà il nostro litorale. Per questo, e per tutto quello che, senza alcun clamore, i nostri volontari di Protezione civile, compiono quotidianamente, la città di Venezia non può che ringraziare ed essere orgogliosa. Ora, con l’arrivo di queste ulteriori risorse, – conclude D’Este – ci viene chiesto di mettere a disposizione del personale al verificarsi di un’emergenza: due unità nella prima fase dell’emergenza, (si tratta di personale esperto di Protezione Civile) e, successivamente, sei unità composte da personale scelto a seconda delle necessità”.

 

 

Con il finanziamento si procederà all’acquisto e alla manutenzione di mezzi per la Protezione civile. Nello specifico, tra le altre cose, si procederà con l’acquisizione di un camper utilizzabile sia per dormire che come ufficio mobile, un pulmino a 9 posti per facilitare gli spostamenti, un mezzo furgonato completo di pedana caricatrice e gancio traino, una vettura 4×4, una tenda ignifuga 6×6 con impianto di climatizzazione e elettrico, un sistema di illuminazione per esterni, un gruppo elettrogeno da 10Kw, oltre a una serie di gazebo, brandine, sacchi a pelo e caschi.

 

“Un’ importante decisione – conclude D’Este – che arriva proprio alla vigilia della cerimonia che si terrà oggi, sabato 24 novembre, in via della Laguna 160/G a San Pietro in Volta, per la presentazione delle iniziative per il ventennale del Gruppo comunale di Protezione civile di Pellestrina San Pietro in Volta. Una giornata che inizierà alle ore 10 con la visita alla sala radio e la rassegna dei mezzi in dotazione, proseguirà, alle 11, con la benedizione dei mezzi di soccorso e l’intitolazione della sala radio al volontario Giovanni Giada e si concluderà alle 11.30 con la presentazione delle iniziative per il ventennale”.

Anche Casale sul Sile, in contemporanea con altre 700 città italiane, partecipa a #IoNonRischio, l’appuntamento organizzato dalla Protezione civile nazionale per sensibilizzare i cittadini sulle buone pratiche da seguire in caso di calamità naturali come terremoti, alluvioni e maremoti.

 

I volontari dell’associazione casalese saranno a disposizione di tutti gli interessati presso il gazebo in piazza all’Arma dei Carabinieri sabato 13 ottobre, dalle 09.00 alle 18.00.

 

Per ulteriori info:

[email protected]

pagina FB

 

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