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Alla Camera dei Deputati si discutono proposte di legge presentate da più forze politiche in tema di contrasto all’omo/transfobia.

Nel corso delle precedenti legislature ci sono già stati tentativi di leggi in questo senso. Ai giorni nostri però la loro approvazione avrebbe un significato ancora più incisivo, poiché completerebbe il percorso iniziato con l’introduzione della legge sulle unioni civili, con l’inserimento farmaceutico da parte del Servizio sanitario nazionale della c.d. triptorelina (la molecola che, assunta da un adolescente, blocca lo sviluppo ormonale, nella prospettiva del mutamento di genere) e la frequente trattazione a scuola di tematiche gender.

 

Il libro di Alfredo Mantovano “Omofobi per legge?” (Cantagalli edizioni) offre una profonda riflessione e gli elementi necessari per affrontare questa tematica dal punto di vista giuridico, a prescindere dall’ordine religioso del suo lettore.

 

Martedì 14 luglio, alle ore 17.30, Palazzo Maei Marescotti (Sala Apollo – via della Pigna, 13/a, Roma) ospita la presentazione del volume, acquistabile qui.

 

Per il rispetto delle norme sanitarie, è necessaria la prenotazione all’indirizzo: [email protected]

Le prenotazioni saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili.

L’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming sulla pagina Facebook “Polis Pro Persona”.

Intervista e letture di Silvia Battistella con l’accompagnamento musicale del M.o Silvano Borin

 

Lo scrittore Roberto Masiero presenta al pubblico il suo nuovo romanzo dal titolo Dragan l’imperdonabile (Infinito edizioni). L’appuntamento, con il patrocinio della città di Mogliano Veneto, è per lunedì 17 febbraio alle ore 18 presso la sala consiliare del Municipio di Mogliano Veneto.

 

L’autore, nativo di Bolzano anche se risiede nel Veneto, introduce ad un’opera narrativa dai forti connotati psicologici, ambientata agli inizi degli anni ’90. Roberto Masiero ama affiancare alla quotidianità di vite comuni l’irrompere di eventi della Grande Storia che ci riguardano, spesso inconsapevolmente. Una nuova occasione per riflettere sui danni irreparabili che provocano i contrasti etnici in una comunità, specie quando sono alimentati da sapienti mestatori. 

 

Nella nuova opera compare Giada, giovane cassiera di un supermercato, turbata da questioni personali e da una solitudine interiore, solo a tratti spezzata dal dialogo rassicurante con una bambina inesistente, generata dalla propria fantasia. Su questo scenario entra come un fulmine il dramma della vicina, ma affettivamente lontanissima guerra che si combatte nei Balcani, dopo la disgregazione della ex Jugoslavia. Dragan, giovane ex insegnante di Višegrad, fuggito in Italia per ragioni misteriose, si arrabatta come può nella precarietà. Tra lui e la ragazza viene a stabilirsi uno strano rapporto: il serbo bosniaco, spirito pratico, si rivelerà una specie di premuroso angelo custode al servizio della ragazza, fino a quando succede l’irreparabile e la vicenda si tinge di giallo…

 

Appaiono sullo sfondo episodi dell’inenarrabile genocidio consumato in Bosnia, a cui questa storia toccante, pur nella finzione narrativa, fa riferimento in modo circostanziato. Ritornano, sotto nuove sembianze, i mostri ideologici che pensavamo di aver definitivamente sconfitto in Europa, dopo la terribile stagione della Shoah.

 

Pagine tese, dai toni pungenti, alternate a sprazzi di delicata introspezione e paesaggi dell’anima, ci avvicinano alla realtà di un conflitto fratricida vicino nel tempo, largamente incompreso, che rimanda alla questione irrisolta sulla natura contraddittoria dell’uomo, sempre in bilico tra l’aspirazione a una limpidezza irraggiungibile e l’abisso dei propri istinti peggiori, di cui sono vittime soprattutto gli esseri più deboli e in particolare le donne. 

 

Pur non avendo finalità di letteratura narrativa dichiaratamente ancorata al territorio locale, tra le pagine più significative rivivono il parco abbandonato di Veneland a Mogliano Veneto con l’ambiente straordinario delle ex cave di Marocco, insieme a paesaggi della nostra pianura, ricca di testimonianze.

L’autore

Roberto Masiero è nato da genitori veneti e cresciuto a Bolzano, in anni in cui era forte la tensione tra popolazioni di diversa estrazione linguistica. Risiede nel trevigiano e nel corso della sua vita ha coltivato una vera avversione per ogni forma di pregiudizio. Tra le sue principali pubblicazioni: la raccolta di racconti Una notte di niente, i romanzi Mistero animato, La strana distanza dei nostri abbracci, L’illusione che non basta e Dragan l’imperdonabile. 

 

Nuovo appuntamento con la storia dell’impresa di Fiume, di cui ricorre quest’anno il Centenario, raccontata dalla scrittrice moglianese Silvia Moscati nel suo libro Le cinque giornate di Fiume, il prossimo mercoledì 6 novembre, a Mestre.

 

Con il suo libro, Silvia Moscati aprirà la rassegna d’autunno dedicata agli scrittori veneti che si tiene al Rione Pertini, nella Sala della Colonna, antistante la biblioteca Zorzetto, in via Gagliardi n. 27 a Mestre.

 

La trama

La rivisitazione del libro omonimo scritto nel 1930 dal legionario Giuseppe Moscati, a dieci anni dal tragico Natale di sangue, si intreccia, nel romanzo di Silvia Moscati, con il seguito della vita stessa del legionario, poi avvocato del Foro di Milano, amico fedelissimo di Gabriele D’Annunzio e fondatore dell’associazione “Amici del Vittoriale”.

 

Silvia Moscati ha sentito il bisogno di riscrivere queste pagine di storia e dare al legionario Peppino Moscati, fratello del nonno, il giusto ruolo e il riconoscimento che merita.

 

Conduce l’incontro Pierluigi Rizziato.

 

 

Questa sera alle 18.30, la nostra collaboratrice Silvia Moscati, giornalista e storica, presenterà nella Sala consiliare del Comune di Mogliano il suo libro “Le cinque giornate di Fiume”, che narra di D’Annunzio e dell’impresa di Fiume a cent’anni dalla partenza da Venezia.

 

Dispiace solo constatare che un anonimo non sia d’accordo, a quanto pare, su quanto il libro racconta, visto che ha scarabocchiato il manifesto esposto nella bacheca comunale.

 

Probabilmente non è d’accordo sulla storia, ma la storia è scritta e ormai condivisa, e appartiene all’umanità.

Settembre andiamo, è tempo di migrare… scriveva il poeta Gabriele d’Annunzio nella sua lirica dedicata a I Pastori d’Abruzzo. Nel settembre del 1919 fu lui a lasciare Venezia e partire, insieme a un folto gruppo di volontari patrioti, per l’impresa di Fiume.

 

Il giovanissimo studente napoletano Giuseppe Moscati corse ad arruolarsi ed ebbe dal Comandante compiti importanti, tra i quali quello di annotare tutto ciò che accadde durante i quindici mesi gloriosi, e ingloriosi, dell’impresa di Fiume.

 

Dieci anni dopo quel Natale di sangue del 1920 scrisse il libro Le cinque giornate di Fiume con dedica e avvallo del Comandante D’Annunzio.

 

La nipote Silvia Moscati, oggi cittadina moglianese, ha riscritto quella storia di una parte d’Italia dimenticata e sconosciuta ai più.

 

Lunedì 9 settembre, alle 18.30, presso la sala consiliare del Comune di Mogliano Veneto in Piazza Caduti, 8, Silvia Moscati (giornalista e scrittrice) presenterà il suo libro Le cinque giornate di Fiume.

 

L’evento vedrà la presentazione e introduzione del vicesindaco e assessore alla Cultura Giorgio Copparoni.

 

 

 

Esce per Planet Book il nuovo libro dell’autrice mestrina Michela Salizzato

 

Eric e Luna e la lunga strada del ritorno è il terzo avvincente romanzo della saga per bambini di Eric e Luna, dopo Eric e Luna nel paese dei draghi ed Eric e Luna e la battaglia dei draghi.

 

 

È il momento per Eric, Luna, Fiamma e Anton di accompagnare i varani sulla strada del ritorno verso casa: l’isola di Komodo. Il percorso sarà irto di pericoli e ci saranno molti ostacoli da superare prima di raggiungere la meta. Sarà necessario il sostegno di molti draghi e di altre creature magiche per compiere la missione e cercare di arrivare sani e salvi a destinazione.

 

La prima presentazione del libro si terrà oggi, sabato 25 maggio, alle ore 17.00, a Scorzè, presso la libreria Booklet.

 

Lo scorso 11 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, l’autrice è stata tra le protagoniste di una tavola rotonda sulla narrativa per bambini e per ragazzi dal titolo “Come scrivere romanzi e racconti per bambini e ragazzi”, organizzata dalla CSA Editrice – Planet Book  presso lo stand della Regione Puglia.

 

 

 

L’autrice

Michela Salizzato è nata a Mestre (VE).

Ha conseguito una laurea in Scienze Ambientali e una laurea in Lingue e Letterature Straniere. Lavora come assistente di direzione presso un’azienda internazionale.

Ha pubblicato articoli scientifici su riviste internazionali e ha scritto Eric e Luna nel paese dei draghi” ed Eric e Luna e la battaglia dei draghi, pubblicati da Planet Book nel 2017 e nel 2018.

Venerdì 17 maggio, alle ore 18, la Libreria Paoline di Treviso (Piazza Duomo, 1) ospita la presentazione del libro La «questione fiscale» alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa (Sant’Antonio edizioni) di Gino Giovanni Donadi.

 

Acquisizione, distribuzione e promozione sono le finalità “primarie” di ogni legislazione fiscale moderna ispirata ai principi di equità e di giustizia, unitamente a quelli di solidarietà, di sussidiarietà e della partecipazione.

 

 

Tuttavia, i fenomeni dell’evasione ed elusione fiscale negano tali finalità e principi. Chi intenzionalmente dissimula la propria situazione reddituale arreca un danno al bene comune.

 

In tal senso meritano approfondimento le modalità con cui si manifesta la “questione fiscale” e le cause che stanno alla sua origine.

 

Insieme all’autore, dialogheranno il giornalista de La Vita del Popolo Bruno Desidera, don Michele Marcato, biblista – direttore ISSR Giovanni Paolo I, e il docente di Diritto Tributario presso l’Università Cà Foscari, il prof. Antonio Viotto.

 

L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Per info: 0422.543814 – [email protected]

 

 

Foto credit: FB @paoline.treviso

 

 

Sabato 16 marzo, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro La Scelta – La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro e Andrea Sceresini, edito da Chiare Lettere. A moderare l’incontro Alessandro Silvestri, ex-sottoufficiale e volontario del soccorso alpino del Trentino Alto Adige.

 

L’autore ci racconterà cos’è veramente la Legione Straniera, da chi è formata e su quali principi si regge, per sfatare una volta per tutte bugie e falsi miti.

 

Per saperne di più e per incontrare personalmente l’autore, dalle ore 11, sempre in area Infopoint Infovox, sarà attiva una postazione informativa con Danilo Pagliaro e la sua esposizione dello zaino originale e di oggetti gadget in uso col marchio Legione.

 

I libri sono acquistabili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

Musicologo e Ufficio Stampa del Teatro La Fenice, Pietro Tessarin sta promuovendo in questi giorni il suo libro Il mito e il sacro in Richard Wagner, pubblicato da Zecchini Editore. Un saggio che ha il pregio di essere scritto in un italiano raffinato, senza tuttavia risultare faticosa alla lettura.

Per darvi un assaggio della cultura dell’autore e di cosa potete trovare tra le pagine del suo libro, riportiamo una breve intervista che vi farà apprezzare il valore di quest’opera.

 

• Ieri si è tenuta la presentazione del tuo libro alla Feltrinelli di Mestre. Che atmosfera hai respirato e come hai percepito la partecipazione del pubblico presente?

Sicuramente il mio pubblico non è vasto, è un pubblico selezionato e innovativo da un certo punto di vista o comunque si limita a coloro che bene o male conoscono alla lontana Wagner e Girard al quale il libro è dedicato, assieme a Venezia, città wagneriana.

Sono comunque certo di poter dire che i presenti di ieri sera abbiano avvertito una bella energia. Mi ha fatto piacere trovare tra di loro alcuni miei conoscenti curiosi di vedermi alle prese con questa nuova avventura, perché sono abituati a vedermi in un’altra veste e ti confido che non sapevano neanche loro che, in modo sotterraneo, stessi scrivendo questo libro.

 

Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, si è proposto di presentare quest’opera e ha fatto una gradevole esposizione, coinvolgendo il pubblico a riflettere su alcune domande che ci chiediamo un po’ tutti i giorni. Per esempio: come mai certe trasmissioni televisive tipo Masterchef e X-Factor sono molto seguite? Perché certa musica ci coinvolge molto e altra no? Perché quando andiamo a concerti e sperimentiamo quell’energia di essere tutti in trepidante attesa dell’arrivo del cantante o del dj, e sentiamo la pelle d’oca? Perché quando andiamo a vedere un film, appena usciti dal cinema, ci capita di sentirci un po’ diversi per un paio di minuti? Ecco… tutte queste domande trovano risposta nel mio libro.

 

• Puoi portarci dentro alle pagine del tuo libro?

Beh, si tratta di alcune suggestioni che io ho capito attraverso una teoria elaborata da un intellettuale francese René Girard, scomparso nel 2015, che è stato soprannominato “il filosofo della violenza e del sangue”. Questa teoria analizza i miti dell’umanità, in particolare quelli della cultura occidentale marcando la differenza tra di essi e quello che successe dopo la crocifissione di Cristo. Provo a spiegarmi meglio: ogni narrazione scritta dall’uomo era una spiegazione a cui l’uomo trovava risposta in merito a ciò che gli accadeva attorno. Per cui non c’è niente di letterario, ma sono delle cronache, dei fatti, che ci sono stati tramandati seppur con delle gioise e brillanti fantasie attraverso gli abissi del tempo. Girard li ha spogliati dei connotati fiabeschi e vi ha trovato delle costanti. Una è quella del capro espiatorio, perché se ci riflettiamo in tutti i miti c’è del sangue e qualcuno che viene ucciso.

Pensiamo anche alla tragedia di Sofocle l’Edipo re, che è il più grande romanzo poliziesco che sia mai stato scritto. Nella società descritta nel libro, vi erano infatti delle crisi politiche ed economiche che hanno portato a trovare un capro espiatorio sul quale convogliare tutto il male emerso all’interno di una comunità di individui. Pensiamo anche ai giorni nostri… è la stessa cosa. C’è una crisi oggi di politica, di economia, di ideali, e ogni giorno che passa c’è sempre un capro espiatorio sul quale scaricare la colpa.

Una volta questo succedeva spesso e l’uomo se lo spiegava attraverso i miti, nei quali c’era sempre la soluzione ed era uccidere una persona. In questo modo si riusciva a ristabilire l’ordine. Una volta calmati gli animi, questa persona che era additata come causa della crisi, ora viene a essere santificata, in quanto aveva portato la pace nella comunità. Da qui nasce il concetto di Divinità. Un Dio, infatti per esiste deve morire mentre un uomo per esistere deve vivere. Il discorso cambia con la nascita di Cristo: l’ottica del tutti contro uno viene ad essere ribaltata attraverso il suo sacrificio con l’uno contro tutti. Sono i Vangeli e la Bibbia stessa a dircelo, denunciando quell’antica violenza.

 

• E Wagner?

E Wagner capisce tutto questo e non a caso riprende l’antica sapienza del mito per il quale tutti accorrevano a Teatro (in ogni città ce n’era uno) innestandolo però del sacrificio di redenzione cristiano. Non è un caso, poi, che il suo Teatro, quello di Bayreuth, fosse stato concepito esattamente come gli antichi teatri greci.

 

• Parliamo un po’ di te. Sei musicologo e ti occupi dell’Ufficio Stampa del Teatro La Fenice. Qual è stato il tuo percorso personale e di studi, che sicuramente ti è stato fondamentale per scrivere un tale saggio?

Io sono nato ad Adria, in provincia di Rovigo, e lì ho frequentato il liceo classico, che ringrazio ancora oggi per la formazione che mi ha dato. Da lì mi sono trasferito a Bologna, dove ho conseguito l’allora laurea in Pedagogia a indirizzo musicale e ho seguito diverse lezioni del grande Umberto Eco. Dopo essermi laureato con una tesi sull’educazione musicale in Italia, sono arrivato qui a Venezia, dove ho fatto uno stage al Teatro La Fenice e dove oggi sono tutt’ora impiegato. Non contento della mia laurea in Pedagogia, mi sono iscritto a Musicologia, che è quello che volevo fare da sempre.

Questa volta la mia tesi specialistica ha approfondito Wagner e le implicazioni antropologiche della sua ricerca, che sono poi sbocciate in questo libro.

 

 

• Quanto ti è costato, in termini di impegno e tempo, scrivere questo libro?

Sai, lavorando, non è che si abbia tanto tempo. Ho scritto di sera, di notte e nei weekend. Diciamo che ho impiegato sei anni di ricerche, incontri, approfondimenti. Io lo dico sempre, quando c’è la passione si fa tutto.

 

• C’è qualche altra pubblicazione in serbo per il futuro?

No, al momento ci sono diverse presentazioni di libri che mi stanno chiedendo di fare. Però devo conciliarle col mio lavoro, che è poi la mia passione. Ma non ho altri libri in cantiere.

 

• Una domanda di rito: qual è l’opera di Wagner che più ti sta a cuore, se ce n’è una?

A me piace dire che non ci sono delle opere o delle canzoni, delle musiche o dei brani preferiti. Ci sono delle cose, però, che sono ricorrenti. Nel mio caso mi capita di ascoltare in modo ricorrente L’anello del nibelungo e il Tristano e Isotta.

 

 

Sintetizzare in questa breve intervista i molti e interessanti argomenti di natura musicale e filosofica affrontati dall’autore è alquanto impossibile.

Per chi ci tenesse a incontrare personalmente l’autore, una nuova presentazione del libro è in programma per il prossimo martedì 12 marzo alle 18.00 all’Ateneo Veneto. Interverranno lo scrittore Giovanni Montanaro, il prof. Carmelo Alberti e un esponente dell’Università Internazionale dell’Arte di Venezia.

 

Giovanna Zucca e il suo romanzo Noi due (DeA Planeta, 2018), sono stati scelti da Agis – Associazione generale dello spettacolo e Federculture per la tappa trevigiana della XII edizione di Libro: che spettacolo!, iniziativa che avvicina spettacolo dal vivo e lettura facendole incontrare sui palcoscenici più importanti d’Italia: la scrittrice trevigiana sarà sul palco del Teatro comunale “Mario Del Monaco” domenica 24 febbraio alle 16.00, prima dello spettacolo “Miss Marple. Giochi di prestigio” di Agatha Christie adattato per il teatro da Edoardo Erba con Maria Amelia Monti e Roberto Citran, e introdurrà il suo ultimo libro.

 

La XII edizione, alla memoria dell’attore e regista Carlo Giuffrè (Napoli, 3 dicembre 1928 – Roma, 1 novembre 2018), protagonista nel 2011 di quest’iniziativa, coinvolge quindici autori che, poco prima che si apra il sipario, raccontano dal palcoscenico le loro storie, che vanno ad aggiungersi a quelle rappresentate sulla scena, con cui non hanno necessariamente un collegamento tematico, per formare un unico grande contenitore delle parole in prosa: quella letteraria e quella teatrale che, pur nelle loro diversità, sono due potenti strumenti di comunicazione. 

 

Per Giovanna Zucca, che partecipa all’iniziativa Agis per il terzo anno consecutivo, si tratterà della presentazione di Noi due, un romanzo delicato ed emozionante che ci porta nel pancione di una futura mamma per attraversare con lei le fasi della gravidanza tra dubbi, speranze, esami diagnostici ed ecografie, e conoscere da vicino i suoi due gemelli, due esserini che detengono la conoscenza dei grandi segreti della vita. Sono identici come due gocce d’acqua, ma hanno caratteri completamente diversi. Tanto Gabriele è forte, risoluto e temerario di fronte a ogni genere di imprevisto, quanto Michele è prudente, sensibile e pieno di domande sui massimi sistemi. Stanno sempre vicini, parlano, scherzano, litigano, come tutti i fratelli. A volte rimangono a lungo in silenzio, altre volte si interrogano sui segreti dell’universo, sfiorando verità che forse nessuno prima di loro ha mai neppure intuito. Sono creature molto speciali, soprattutto perché osservano il mondo dal più imprevedibile dei punti di vista: dalla pancia della loro mamma. Sono appena stati concepiti, infatti, ma già comunicano tra loro e possono vedere cosa succede “là fuori”, dove ancora nessuno sa della loro esistenza. E quante sorprese e quante domande vengono spontanee ogni giorno: perché, ad esempio, Valentina, che ha trentasei anni e vorrebbe tanto avere un figlio, allo stesso tempo ne ha una terribile paura? Quale sarà la sua reazione quando scoprirà che sta per avere non uno ma due bambini? E come si spiega che certe volte piange quando è felice, e invece ride quando è nervosa? Alternando la prospettiva dei due spassosi nascituri con quella della futura mamma, Giovanna Zucca racconta con ironia, dolcezza e profondità, la più stupefacente avventura che chiunque abbia mai vissuto, risvegliando barlumi di quella primitiva misteriosa memoria che ci rende ciò che siamo.

 

Il libro Noi due sarà a disposizione degli interessati ad un prezzo ridotto al termine dello spettacolo nel foyer del teatro e la scrittrice sarà a disposizione per il firmacopie.

 

L’autrice

Giovanna Zucca vive a Treviso e lavora come infermiera di sala operatoria nell’ospedale della sua città. È laureata in Filosofia, collabora attivamente con il Centro di studi sull’etica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2011 ha esordito con Mani calde, vincendo il Premio Rhegium Julii Opera Prima 2012. Il suo secondo romanzo, Una carrozza per Winchester, ispirato alla vita di Jane Austen, ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Merck Serono 2014. E’ quindi stata la volta di Guarda, c’è Platone in tv!, brillante attualizzazione dei filosofi antichi, e dei due gialli Assassinio all’Ikea (2015) e Turno di notte (2016), seguiti nel 2018 dal romanzo Noi due.

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