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Sabato 16 marzo, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro La Scelta – La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro e Andrea Sceresini, edito da Chiare Lettere. A moderare l’incontro Alessandro Silvestri, ex-sottoufficiale e volontario del soccorso alpino del Trentino Alto Adige.

 

L’autore ci racconterà cos’è veramente la Legione Straniera, da chi è formata e su quali principi si regge, per sfatare una volta per tutte bugie e falsi miti.

 

Per saperne di più e per incontrare personalmente l’autore, dalle ore 11, sempre in area Infopoint Infovox, sarà attiva una postazione informativa con Danilo Pagliaro e la sua esposizione dello zaino originale e di oggetti gadget in uso col marchio Legione.

 

I libri sono acquistabili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

Musicologo e Ufficio Stampa del Teatro La Fenice, Pietro Tessarin sta promuovendo in questi giorni il suo libro Il mito e il sacro in Richard Wagner, pubblicato da Zecchini Editore. Un saggio che ha il pregio di essere scritto in un italiano raffinato, senza tuttavia risultare faticosa alla lettura.

Per darvi un assaggio della cultura dell’autore e di cosa potete trovare tra le pagine del suo libro, riportiamo una breve intervista che vi farà apprezzare il valore di quest’opera.

 

• Ieri si è tenuta la presentazione del tuo libro alla Feltrinelli di Mestre. Che atmosfera hai respirato e come hai percepito la partecipazione del pubblico presente?

Sicuramente il mio pubblico non è vasto, è un pubblico selezionato e innovativo da un certo punto di vista o comunque si limita a coloro che bene o male conoscono alla lontana Wagner e Girard al quale il libro è dedicato, assieme a Venezia, città wagneriana.

Sono comunque certo di poter dire che i presenti di ieri sera abbiano avvertito una bella energia. Mi ha fatto piacere trovare tra di loro alcuni miei conoscenti curiosi di vedermi alle prese con questa nuova avventura, perché sono abituati a vedermi in un’altra veste e ti confido che non sapevano neanche loro che, in modo sotterraneo, stessi scrivendo questo libro.

 

Giampiero Beltotto, presidente del Teatro Stabile del Veneto, si è proposto di presentare quest’opera e ha fatto una gradevole esposizione, coinvolgendo il pubblico a riflettere su alcune domande che ci chiediamo un po’ tutti i giorni. Per esempio: come mai certe trasmissioni televisive tipo Masterchef e X-Factor sono molto seguite? Perché certa musica ci coinvolge molto e altra no? Perché quando andiamo a concerti e sperimentiamo quell’energia di essere tutti in trepidante attesa dell’arrivo del cantante o del dj, e sentiamo la pelle d’oca? Perché quando andiamo a vedere un film, appena usciti dal cinema, ci capita di sentirci un po’ diversi per un paio di minuti? Ecco… tutte queste domande trovano risposta nel mio libro.

 

• Puoi portarci dentro alle pagine del tuo libro?

Beh, si tratta di alcune suggestioni che io ho capito attraverso una teoria elaborata da un intellettuale francese René Girard, scomparso nel 2015, che è stato soprannominato “il filosofo della violenza e del sangue”. Questa teoria analizza i miti dell’umanità, in particolare quelli della cultura occidentale marcando la differenza tra di essi e quello che successe dopo la crocifissione di Cristo. Provo a spiegarmi meglio: ogni narrazione scritta dall’uomo era una spiegazione a cui l’uomo trovava risposta in merito a ciò che gli accadeva attorno. Per cui non c’è niente di letterario, ma sono delle cronache, dei fatti, che ci sono stati tramandati seppur con delle gioise e brillanti fantasie attraverso gli abissi del tempo. Girard li ha spogliati dei connotati fiabeschi e vi ha trovato delle costanti. Una è quella del capro espiatorio, perché se ci riflettiamo in tutti i miti c’è del sangue e qualcuno che viene ucciso.

Pensiamo anche alla tragedia di Sofocle l’Edipo re, che è il più grande romanzo poliziesco che sia mai stato scritto. Nella società descritta nel libro, vi erano infatti delle crisi politiche ed economiche che hanno portato a trovare un capro espiatorio sul quale convogliare tutto il male emerso all’interno di una comunità di individui. Pensiamo anche ai giorni nostri… è la stessa cosa. C’è una crisi oggi di politica, di economia, di ideali, e ogni giorno che passa c’è sempre un capro espiatorio sul quale scaricare la colpa.

Una volta questo succedeva spesso e l’uomo se lo spiegava attraverso i miti, nei quali c’era sempre la soluzione ed era uccidere una persona. In questo modo si riusciva a ristabilire l’ordine. Una volta calmati gli animi, questa persona che era additata come causa della crisi, ora viene a essere santificata, in quanto aveva portato la pace nella comunità. Da qui nasce il concetto di Divinità. Un Dio, infatti per esiste deve morire mentre un uomo per esistere deve vivere. Il discorso cambia con la nascita di Cristo: l’ottica del tutti contro uno viene ad essere ribaltata attraverso il suo sacrificio con l’uno contro tutti. Sono i Vangeli e la Bibbia stessa a dircelo, denunciando quell’antica violenza.

 

• E Wagner?

E Wagner capisce tutto questo e non a caso riprende l’antica sapienza del mito per il quale tutti accorrevano a Teatro (in ogni città ce n’era uno) innestandolo però del sacrificio di redenzione cristiano. Non è un caso, poi, che il suo Teatro, quello di Bayreuth, fosse stato concepito esattamente come gli antichi teatri greci.

 

• Parliamo un po’ di te. Sei musicologo e ti occupi dell’Ufficio Stampa del Teatro La Fenice. Qual è stato il tuo percorso personale e di studi, che sicuramente ti è stato fondamentale per scrivere un tale saggio?

Io sono nato ad Adria, in provincia di Rovigo, e lì ho frequentato il liceo classico, che ringrazio ancora oggi per la formazione che mi ha dato. Da lì mi sono trasferito a Bologna, dove ho conseguito l’allora laurea in Pedagogia a indirizzo musicale e ho seguito diverse lezioni del grande Umberto Eco. Dopo essermi laureato con una tesi sull’educazione musicale in Italia, sono arrivato qui a Venezia, dove ho fatto uno stage al Teatro La Fenice e dove oggi sono tutt’ora impiegato. Non contento della mia laurea in Pedagogia, mi sono iscritto a Musicologia, che è quello che volevo fare da sempre.

Questa volta la mia tesi specialistica ha approfondito Wagner e le implicazioni antropologiche della sua ricerca, che sono poi sbocciate in questo libro.

 

 

• Quanto ti è costato, in termini di impegno e tempo, scrivere questo libro?

Sai, lavorando, non è che si abbia tanto tempo. Ho scritto di sera, di notte e nei weekend. Diciamo che ho impiegato sei anni di ricerche, incontri, approfondimenti. Io lo dico sempre, quando c’è la passione si fa tutto.

 

• C’è qualche altra pubblicazione in serbo per il futuro?

No, al momento ci sono diverse presentazioni di libri che mi stanno chiedendo di fare. Però devo conciliarle col mio lavoro, che è poi la mia passione. Ma non ho altri libri in cantiere.

 

• Una domanda di rito: qual è l’opera di Wagner che più ti sta a cuore, se ce n’è una?

A me piace dire che non ci sono delle opere o delle canzoni, delle musiche o dei brani preferiti. Ci sono delle cose, però, che sono ricorrenti. Nel mio caso mi capita di ascoltare in modo ricorrente L’anello del nibelungo e il Tristano e Isotta.

 

 

Sintetizzare in questa breve intervista i molti e interessanti argomenti di natura musicale e filosofica affrontati dall’autore è alquanto impossibile.

Per chi ci tenesse a incontrare personalmente l’autore, una nuova presentazione del libro è in programma per il prossimo martedì 12 marzo alle 18.00 all’Ateneo Veneto. Interverranno lo scrittore Giovanni Montanaro, il prof. Carmelo Alberti e un esponente dell’Università Internazionale dell’Arte di Venezia.

 

Giovanna Zucca e il suo romanzo Noi due (DeA Planeta, 2018), sono stati scelti da Agis – Associazione generale dello spettacolo e Federculture per la tappa trevigiana della XII edizione di Libro: che spettacolo!, iniziativa che avvicina spettacolo dal vivo e lettura facendole incontrare sui palcoscenici più importanti d’Italia: la scrittrice trevigiana sarà sul palco del Teatro comunale “Mario Del Monaco” domenica 24 febbraio alle 16.00, prima dello spettacolo “Miss Marple. Giochi di prestigio” di Agatha Christie adattato per il teatro da Edoardo Erba con Maria Amelia Monti e Roberto Citran, e introdurrà il suo ultimo libro.

 

La XII edizione, alla memoria dell’attore e regista Carlo Giuffrè (Napoli, 3 dicembre 1928 – Roma, 1 novembre 2018), protagonista nel 2011 di quest’iniziativa, coinvolge quindici autori che, poco prima che si apra il sipario, raccontano dal palcoscenico le loro storie, che vanno ad aggiungersi a quelle rappresentate sulla scena, con cui non hanno necessariamente un collegamento tematico, per formare un unico grande contenitore delle parole in prosa: quella letteraria e quella teatrale che, pur nelle loro diversità, sono due potenti strumenti di comunicazione. 

 

Per Giovanna Zucca, che partecipa all’iniziativa Agis per il terzo anno consecutivo, si tratterà della presentazione di Noi due, un romanzo delicato ed emozionante che ci porta nel pancione di una futura mamma per attraversare con lei le fasi della gravidanza tra dubbi, speranze, esami diagnostici ed ecografie, e conoscere da vicino i suoi due gemelli, due esserini che detengono la conoscenza dei grandi segreti della vita. Sono identici come due gocce d’acqua, ma hanno caratteri completamente diversi. Tanto Gabriele è forte, risoluto e temerario di fronte a ogni genere di imprevisto, quanto Michele è prudente, sensibile e pieno di domande sui massimi sistemi. Stanno sempre vicini, parlano, scherzano, litigano, come tutti i fratelli. A volte rimangono a lungo in silenzio, altre volte si interrogano sui segreti dell’universo, sfiorando verità che forse nessuno prima di loro ha mai neppure intuito. Sono creature molto speciali, soprattutto perché osservano il mondo dal più imprevedibile dei punti di vista: dalla pancia della loro mamma. Sono appena stati concepiti, infatti, ma già comunicano tra loro e possono vedere cosa succede “là fuori”, dove ancora nessuno sa della loro esistenza. E quante sorprese e quante domande vengono spontanee ogni giorno: perché, ad esempio, Valentina, che ha trentasei anni e vorrebbe tanto avere un figlio, allo stesso tempo ne ha una terribile paura? Quale sarà la sua reazione quando scoprirà che sta per avere non uno ma due bambini? E come si spiega che certe volte piange quando è felice, e invece ride quando è nervosa? Alternando la prospettiva dei due spassosi nascituri con quella della futura mamma, Giovanna Zucca racconta con ironia, dolcezza e profondità, la più stupefacente avventura che chiunque abbia mai vissuto, risvegliando barlumi di quella primitiva misteriosa memoria che ci rende ciò che siamo.

 

Il libro Noi due sarà a disposizione degli interessati ad un prezzo ridotto al termine dello spettacolo nel foyer del teatro e la scrittrice sarà a disposizione per il firmacopie.

 

L’autrice

Giovanna Zucca vive a Treviso e lavora come infermiera di sala operatoria nell’ospedale della sua città. È laureata in Filosofia, collabora attivamente con il Centro di studi sull’etica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2011 ha esordito con Mani calde, vincendo il Premio Rhegium Julii Opera Prima 2012. Il suo secondo romanzo, Una carrozza per Winchester, ispirato alla vita di Jane Austen, ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Merck Serono 2014. E’ quindi stata la volta di Guarda, c’è Platone in tv!, brillante attualizzazione dei filosofi antichi, e dei due gialli Assassinio all’Ikea (2015) e Turno di notte (2016), seguiti nel 2018 dal romanzo Noi due.

Mercoledì 20 febbraio alle ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli di Mestre, si terrà la presentazione di Testamento (CSA Editrice), il nuovo romanzo di Marco Gottardi. Dialogherà con l’autore Alessia Ortenzio.

 

Il tour di presentazioni dello scrittore trevigiano toccherà a breve altre città del Veneto, tra cui Treviso (2 Marzo, Libreria Goldoni e 5 aprile, Libreria Feltrinelli), Padova (6 Marzo, Libreria Feltrinelli) e Villorba (Libreria Lovat).

 

 

Il libro

Due narratori per un romanzo lirico e potente, una versione profana e allucinata delle Confessioni di Sant’Agostino contaminate con La nausea di Sartre e colorite della trasognata malinconia esistenzialista del Cortàzar di Rayuela. Una suite in tre movimenti che racconta la storia di Lorenzo, giovane di buoni ideali che da uno sperduto paesino di montagna si trasferisce a Venezia per frequentare l’università e
realizzare le sue ambizioni di scrittore; ma gli anni trascorsi lontano da casa, dagli studi fino all’assunzione in una importante casa editrice, saranno densi di eventi che faranno maturare nel protagonista una sfiducia nel futuro e nell’uomo, fino a far crollare miseramente l’edificio di valori che il ragazzo aveva con sé al suo arrivo in città, trasformandolo in un disinteressato spettatore della sua stessa
catastrofe. In questa sorta di Éducation sentimentale cresce un romanzo che potremmo definire di anti-formazione: un grande affresco dei nostri tempi in cui i temi dell’amore, della funzione dell’arte e della vacuità del vivere sono magistralmente ricondotti alla loro essenza attraverso uno stile teso e originalissimo, assecondato nella sua purezza fino al parossismo.

 

L’autore

Marco Gottardi vive e lavora a Treviso. Come poeta ha conseguito numerosi riconoscimenti in prestigiosi concorsi letterari nazionali e internazionali e ha all’attivo quattro raccolte poetiche: Scritti Novelli (2002), Perdutamente Riversi (Montedit, 2003), Incanti e Cadute (Montedit, 2005) e il canzoniere Liber Salutis (Sismondi Editore, 2012).

Ha pubblicato, inoltre, il saggio Elogio dell’ubriachezza, ovvero l’arte di bere (Caratteri Mobili, 2006), la guida Vini e cicchetti. Guida alle osterie della Marca Trevigiana (De Bastiani Editore, 2016) e il romanzo
Il curioso caso del signor G (Bibliotheka Edizioni, 2017). Nel 2012 ha fondato il movimento artistico-letterario dei Folli, di cui è il teorico. Testamento è il suo secondo romanzo.

In occasione del Giorno del ricordo celebrato ieri in tutta Italia, l’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Venezia, ha organizzato due eventi nel territorio veneto.

 

Il primo, in programma per domani, martedì 12 febbraio (ore 20.30), prevede la presentazione del libro Da Pola ad Hollywood e oltre di Alida Valli, che si terrà presso la Sala Dino Piaser di Quarto d’Altino.

All’evento parteciperanno anche Alessandro Cuk, curatore del libro e presidente del Comitato provinciale di Venezia dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, e Roberto Biffis, componente del direttivo di Treviso dell’associazione.

 

Il secondo appuntamento è per mercoledì 13 febbraio (ore 17), questa volta alla biblioteca VEZ di Mestre, dove sarà presentato il libro Memorie dell’Istria veneziana di Gianfranco Pontini.

L’incontro prevede la partecipazione dell’autore, di Alessandro Cuk e di Salvatore Gravili, presidente Uni3 Mestre.

“Parole di carta, un libro e uno scrittore” è la rassegna curata e organizzata da Quarantaduelinee|circolazione culturale, che prenderà avvio mercoledì 13 febbraio a Mogliano Veneto, dove alle 20.45, presso Anna la Gelateria di via Marconi 25, si terrà la presentazione del libro Viaggi nell’Italia perduta dello scrittore trevigiano Giovanni Comisso (Edizioni dell’Asino).

 

La recente antologia di racconti di Comisso, giunta in anticipo sull’annuncio della casa editrice La Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi che ripubblicherà l’intera opera, testimonia la passione del grande autore veneto per il viaggio in un paese in mutamento durante il Ventennio fascista e nel secondo dopoguerra.
Le prose brevi dai suoi libri dagli anni Venti agli anni Cinquanta raccolte in questo libro sono dedicate a luoghi diversi: dalla Toscana alla terre siciliane, fino alla Sardegna e a Napoli; non mancano tuttavia le isole della Laguna, Chioggia e Treviso stessa, città in cui Comisso aveva scelto di restare.
L’Italia da lui narrata è quella di un Novecento perduto, in cui riconoscere quel senso affettivo del viaggio che caratterizzava anche Mario Soldati, e che arrivava ben prima dei reportage di Pasolini e di altri autori. La scrittura “pittorica e sensoriale” di Comisso restituisce infatti, grazie a De Cilia, lo sguardo emotivo e umano dello scrittore.

 

L’incontro, a ingresso libero e gratuito, vedrà come primo ospite della serata Nicola De Cilia, che presenterà il libro dello scrittore trevigiano. Critico letterario e insegnante, già collaboratore delle riviste Lo Straniero e Gli Asini dirette da Goffredo Fofi, De Cilia scrive così nella prefazione a questo lavoro di cui è stato curatore: «Quale fosse l’origine dell’irrequietezza che ne ha fatto un viaggiatore inesausto e curioso, simile a “un battello ubriaco di mari e di golfi”, è Comisso stesso a spiegarla, a modo suo: “Dalla mia nascita ò avuto la condizione di errare nella mia sete di cibo dalle mammelle sterili di mia madre a quelle della prima balia che si erano pure isterilite perché nuovamente ingravidata dal suo amante, e poi a quelle della seconda balia che doveva dimezzare il latte con il figlio. Questo mio errare è stato lo schema prestabilito del continuo mio muovermi per tutta la vita da un paese all’altro pure avendo invece il desiderio di stare fermo in incanto e contemplazione.”»

 

 

Già da anni Quarantaduelinee|circolazione culturale promuove la cultura in città, favorendo l’incontro della cittadinanza e del mondo delle scuole, con un’attenzione rivolta ad un pubblico giovane a adulto insieme.
Per la nuova stagione 2019 inviterà autori e critici a condividere il loro lavoro in alcuni incontri a ingresso libero, per dialogare attorno alla letteratura della tradizione ma anche su proposte più contemporanee, a cominciare da Elena Dak (20 marzo), Ritanna Armeni (17 aprile) e Antonio G. Bortoluzzi (29 maggio).

Domenica 3 febbraio, alle ore 17, in area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre si terrà la presentazione del libro I trucchi dello chef (Cavinato Editore International) di Marino Rolfi.

 

Rolfi cucinerà dal vivo, davanti agli occhi del pubblico, con uno show-cooking al quale si potrà liberamente assistere per scoprire quali siano i veri trucchi dello Chef. Ogni piatto preparato verrà descritto ed accompagnato da spiegazioni in diretta al pubblico presente.

 

Chef Marino Rolfi è docente e consulente in campo alimentare, è annoverato tra i migliori chef del Veneto e tra i migliori trenta in Italia. Ha partecipato a trasmissioni televisive quali “La prova del cuoco” e tiene ciclicamente rubriche radiofoniche.

 

I libri sono disponibili presso la libreria Feltrinelli all’interno del centro commerciale.

Due narratori per un romanzo lirico e potente, una versione profana e allucinata delle Confessioni di Sant’Agostino contaminate con La nausea di Sartre e colorite della trasognata malinconia esistenzialista del Cortàzar di Rayuela. Una suite in tre movimenti che racconta la storia di Lorenzo, giovane di buoni ideali che da uno sperduto paesino di montagna si trasferisce a Venezia per frequentare l’università e realizzare le sue ambizioni di scrittore; ma gli anni trascorsi lontano da casa, dagli studi fino all’assunzione in una importante casa editrice, saranno densi di eventi che faranno maturare nel protagonista una sfiducia nel futuro e nell’uomo, fino a far crollare miseramente l’edificio di valori che il ragazzo aveva con sé al suo arrivo in città, trasformandolo in un disinteressato spettatore della sua stessa catastrofe. In questa sorta di Éducation sentimentale cresce un romanzo che potremmo definire di anti-formazione: un grande affresco dei nostri tempi in cui i temi dell’amore, della funzione dell’arte e della vacuità del vivere sono magistralmente ricondotti alla loro essenza attraverso uno stile teso e originalissimo, assecondato nella sua purezza fino al parossismo.

 

La prima presentazione si terrà venerdì 18 gennaio alle ore 20:45 presso la Libreria Zanetti di Montebelluna. Dialoga con l’autore lo scrittore Andrea Dei Castaldi. Leggerà alcuni passi tratti dal libro Fabio Dalla Zuanna.

 

 

Marco Gottardi vive e lavora a Treviso. Come poeta ha conseguito numerosi riconoscimenti in prestigiosi concorsi letterari nazionali e internazionali e ha all’attivo quattro raccolte poetiche: Scritti Novelli (2002), Perdutamente Riversi (Montedit, 2003), Incanti e Cadute (Montedit, 2005) e il canzoniere Liber Salutis (Sismondi Editore, 2012). Ha pubblicato, inoltre, il saggio Elogio dell’ubriachezza, ovvero l’arte di bere (Caratteri Mobili, 2006), la guida Vini e cicchetti. Guida alle osterie della Marca Trevigiana (De Bastiani Editore, 2016) e il romanzo Il curioso caso del signor G (Bibliotheka Edizioni, 2017). Nel 2012 ha fondato il movimento artistico-letterario dei Folli, di cui è il teorico. Testamento è il suo secondo romanzo (CSA Editrice).

Lunedì 10 dicembre 2018 è stato presentato in PASTRY CONCEPT, la Scuola di Piasticceria di Leonardo Di Carlo, il suo ultimo progetto editoriale: Evoluzione in rivoluzione – Pastry Revolution, edito da Chiriotti Editori.

 

A quattro anni dal suo primo manuale, Tradizione in evoluzione, definito da tutti la “Bibbia” della Pasticceria, con 4 ristampe in italiano e 2 in inglese,  influendo profondamente nell’evoluzione della pasticceria artigianale e, ancora di più, nel modo di lavorare e ragionare dei professionisti, ecco una nuova “opera d’arte”, come l’ha definito da subito la fondatrice della casa editrice.

 

Con il suo noto approccio scientifico e creativo, Leonardo Di Carlo si concentra su quell’ingrediente nobile che è la farina, grazie anche alla collaborazione con il Molino Bertolo di Pederobba, con il quale condivide valori genuini e professionali, per tracciare un’altra evoluzione in laboratorio, dimostrando che tutto è perfettibile.

 

Dai lievitati da colazione alle varie sfoglie, cake, grandi lievitati, bignè e frollini, fritti dolci e salati, pani e focacce, e snack salati: da ogni ricetta nascono una o più versioni che “rivoluzionano” la prima, potenziando la ricchezza della cultura dolciaria contemporanea.

 

E così, con questo nuovo manuale, si sancisce un altro passo avanti, a dimostrazione che le tantissime ricette oggi in circolazione sono sì necessarie, ma ciò che è fondamentale è un’analisi più approfondita e dei metodi di ragionamento su come si lavora, come si produce, considerando tutti gli aspetti chiave della quotidianità in laboratorio.

 

 

Leonardo Di Carlo termina la prefazione del suo libro, con una frase a cui si ispira nella maggior parte delle sue giornate:

“Vinci la tua competizione ogni giorno, perché non sono i più forti a vincere, ma quelli più reattivi ai cambiamenti.”

 

Domenica 9 dicembre, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro Com’è amaro il Paradiso di Claudio Pepe. Modera l’incontro il giornalista de Il Gazzettino Paolo Braghetto.

 

Il romanzo, edito dalla Leone Editore di Monza, parla di Jamleh, una donna di quarantasei anni che viene lasciata dal marito e si unisce a un gruppo di guerriglieri in Siria. Quando un missile lanciato su Aleppo distrugge la sua casa, Jamleh decide di partire e il suo viaggio la porterà molto più lontano del previsto. Prima ad A’zaz, vicino al lago di Maydanki, dove incontra Thaira, una donna con la quale stringe un legame d’amore proibito, poi a Lampedusa, dopo un viaggio terribile sul Mediterraneo, e infine a Roma. Il paradiso si rivela però più amaro di quanto si immagini.

 

L’evento di presentazione sarà arricchito dagli interventi danzanti della ballerina Alessandra De Simoi e da alcune letture di brani estratti dal romanzo. L’autore Pepe a termine dell’incontro sarà disponibile per il firmacopie.
I libri sono disponibili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale.

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