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Domenica 9 dicembre, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro Com’è amaro il Paradiso di Claudio Pepe. Modera l’incontro il giornalista de Il Gazzettino Paolo Braghetto.

 

Il romanzo, edito dalla Leone Editore di Monza, parla di Jamleh, una donna di quarantasei anni che viene lasciata dal marito e si unisce a un gruppo di guerriglieri in Siria. Quando un missile lanciato su Aleppo distrugge la sua casa, Jamleh decide di partire e il suo viaggio la porterà molto più lontano del previsto. Prima ad A’zaz, vicino al lago di Maydanki, dove incontra Thaira, una donna con la quale stringe un legame d’amore proibito, poi a Lampedusa, dopo un viaggio terribile sul Mediterraneo, e infine a Roma. Il paradiso si rivela però più amaro di quanto si immagini.

 

L’evento di presentazione sarà arricchito dagli interventi danzanti della ballerina Alessandra De Simoi e da alcune letture di brani estratti dal romanzo. L’autore Pepe a termine dell’incontro sarà disponibile per il firmacopie.
I libri sono disponibili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale.

Dopo gli appuntamenti del 3 ottobre e del 7 novembre scorsi, la biblioteca comunale di Preganziol si prepara ad accogliere l’ultimo incontro scientifico, in programma per mercoledì 5 dicembre alle 20.45. Nello specifico, si tratterà questa volta di una discussione sulla speleologia con la presentazione del libro Nel cuore della terra – 25 anni di esplorazioni, cui parteciperà l’associazione La Venta (esplorazioni geografiche).

 

L’ingresso è libero.

Per info:
0422.632371

Sabato 24 novembre, alle ore 17, presso l’area Infopoint Infovox del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, avrà luogo la presentazione del libro Tre gradini e un albero di limoni di Federico Pasqualini. A moderare l’incontro ci sarà Daniele Bosi della casa editrice Polaris.

 

Affetto da distrofia muscolare, Pasqualini non riesce più a salire i gradini e decide che è ora di partire e realizzare un sogno: quello di un viaggio oltre l’orizzonte temporale della fin lì “solita” vacanza. Parte assieme a Stefano, il fratello, e registra quotidianamente quello a cui la strada lo porta durante i quattro mesi in giro per l’Africa australe. 19.000 km attraverso 10 Paesi, tra Città del Capo e Kampala.
Pasqualini ha trasformato un “errore” del DNA in un’occasione di realizzare un sogno, un vecchio pick-up in un mezzo per vivere la strada. I limiti, gli ostacoli e le frustrazioni contro cui si infrangono i sogni sono stati superati grazie al viaggio. Perché al di là di ogni “tre gradini” che si incontrano nella vita, magari cresce sempre un albero di limoni.

 

I libri sono disponibili presso il punto vendita Feltrinelli all’interno del centro commerciale Auchan Porte di Mestre.

 

 

Federico Pasqualini è nato il 10 marzo 1980 nell’est veronese dove vive tuttora. Si è laureato in Economia Bancaria all’Università di Verona e lavora in un istituto di credito a San Bonifacio (VR). Tre gradini e un albero di limoni è il suo debutto letterario.

Domani, domenica 4 novembre, alle ore 11, presso la Barchessa Municipale di Rua di Feletto verrà presentato il nuovo volume di poesie Zenzero e limone (Cominiana Editrice, 2018) di Alessandro Di Franco, illustrato da Lorella Fermo.

 

“Il libro – scrive nella presentazione del libro Enzo Santese che assieme a Rinaldo Lisotto presenterà l’opera – è un parco di creature vegetali che accoglie il lettore, sollecitato dalla musica di versi brevi stesi a cadenzare la passione di Alessandro Di Franco per le piante, che respirano nella poesia come presenze portate ad assumere comportamenti e tensioni psicologiche umane”.

 

E ancora, sempre Santese: “Alessandro Di Franco, mescolando il forte e balsamico sapore dello zenzero con la freschezza acuta del limone, rende famigliari le fibre più interne e attiva quel meccanismo originario che dà voce agli alberi, capaci di assumere connotazioni antropomorfe e diventare depositari di segreti da raccontare in una sorta di zibaldone, costruito su un amore deciso dell’esistente”.

 

 

Nato ad Augusta, in provincia di Siracusa, Di Franco vive in provincia di Treviso dalla prima infanzia. Lavora a Oderzo come medico di medicina generale esperto di geriatria e come psicoterapeuta. Appassionato di letture mediorientali, di poesia, di cani e di bonsai, cerca il bello e il buono negli arabeschi della sua vita.

Ha pubblicato: Ceralacca (Edizioni del Leone, Venezia, 2007); Latte di mandorla (Edizioni Tracce, Pescara, 2008); Moscacieca (Manni, San Cesario di Lecce, 2009); Nausicaa(Editrice Ibiskos Risolo, Empoli, 2010); Cabala (Leone, 2010).

 

L’evento gode del sostegno dell’azienda vitivinicola Il Colle di San Pietro di Feletto.

Lunedì 5 novembre, dalle 18.00 alle 19.30, Paolo Marta presenterà il suo nuovo libro Il quarto elemento, la buona fantasia presso l’UNIS&F Lab (via Venzone, 12, Treviso)

 

La presentazione di questo libro è un evento consigliato a tutte le persone interessate a migliorare gli aspetti comunicativi e relazionali nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana. Il nuovo libro di Paolo Marta parla infatti di ordine, rispetto delle regole e impegno.
Non si tratta di un libro “preciso”, bensì di una provocazione finalizzata a promuovere punti di vista diversi in grado di ribaltare concetti e schemi, a volte comodi e talvolta rigidi, che spesso caratterizzano le strutture e la vita dell’impresa.

 

A dialogare insieme all’autore ci sarà Deborah Compagnoni, campionessa olimpionica nello sport così come nella vita, che ha sempre dimostrato convinzione e passione nell’avanzare verso i suoi obiettivi, il suo ordine e il suo equilibrio.
Il giornalista Danilo Guerretta modererà l’incontro.

 

L’evento è gratuito. Per esigenze organizzative è necessario iscriversi.

 

 

Come può, un padre che ha giocato intensamente a rugby per anni, spiegare ai suoi figli immersi in un mondo virtuale, cosa l’ha spinto a calcare con passione i campi di gioco, incurante del fango, della pioggia, del freddo, degli infortuni, delle sconfitte, rinunciando spesso alle feste, ai giri in città con gli amici e ai sani eccessi giovanili?

L’ordine, il rispetto delle regole e l’impegno. Tre elementi che costituiscono i tratti fondamentali dello sport praticato, capaci di renderlo nobile al punto da essere considerato una preziosa scuola di vita, non sono sufficienti. Nemmeno a lui.

La visione inaspettata di un video – a cui aveva già assistito da ragazzo – che immortala l’intervento di uno scienziato/filosofo, lo “illumina”, facendogli scoprire l’esistenza di un quarto elemento. Semplice e dirompente al tempo stesso. E che non riguarda solo il rugby o lo sport in generale, ma anche le relazioni, lo stile di vita, il vivere quotidiano. La nostra esistenza.

 

 

Paolo Marta nasce a Treviso nel 1965, città dove vive e lavora come ingegnere libero professionista.

Ha giocato a rugby nella Benetton Treviso, dove ha vinto un titolo nazionale Juniores, e poi nella Ruggers Tarvisium, facendo parte delle nazionali giovanili dall’Under 15 all’Under 21 e vincendo il titolo F.I.R.A. (unica volta per l’Italia), nel 1983.

Appese le scarpe al chiodo, ha allenato giovani promesse del rugby e ha fatto parte del progetto didattico della Federazione Italiana Rugby.

Ad oggi ha pubblicato 4 libri.

Ci sarà anche Miki Biasion, campione del mondo di rally, martedì 18 settembre alle 18.30 in piazzetta del Teatro, alla presentazione del libro Tasche piene di sabbia, scritto da Elisabetta Caracciolo, giornalista del Corriere dello Sport, suggestivo racconto di viaggi al seguito di molte edizione della mitica “Dakar”.

 

Biason, bassanese, dopo aver vinto numerosi titoli italiani ed europei, con la Lancia Delta Integrale fu campione del mondo nel 1988 e nel 1989, terzo rallysta, dopo Walter Röhrl e Kankkunen, a vincere due mondiali nonché il secondo, dopo lo stesso Kankkunen, a vincerli consecutivamente.

 

La Dakar, che ha superato le 40 edizioni, è la competizione più famosa del pianeta e da dieci si corre in Sud America, dopo un passato leggendario tracciato nei deserti africani.

 

Il libro di Elisabetta Caracciolo racconta la storia di questa gara e dei personaggi che hanno contribuito a renderla famosa tracciando attraverso tre decenni un percorso fatto di aneddoti, di dietro le quinte, di storie vissute in 27 anni di reportage.

L’evento è promosso dall’Amministrazione comunale nell’ambito della kermesse “Settembre Mese dello Sport”.

 

Nel corso di questa settimana, da oggi al 21 settembre, appuntamento con lo sport praticato con la possibilità di una prova pratica presso le sedi delle associazioni sportive del territorio.

 

I prossimi appuntamenti:

giovedì 20 settembre, “Cena dello Sport”, serata conviviale con le associazioni sportive (menu 10 euro) a conclusione della settimana di prove gratuite, presso lo stand della Fiera del Rosario;

venerdì 21 settembre, preceduto da un pomeriggio di “accoglienza al golf”, presso il Club Villa Condulmer, con prova nel campo pratica e contaminazioni con altre discipline, lo sport sarà analizzato “Oltre la vittoria”, nel corso di un convegno presso il Centro Sociale (20.30), cui parteciperanno il sindaco Carola Arena, la psicologa dello sporto Alessandra Carenza, i giornalisti Stefano Ferrio e Vittorio Munari, che è stato anche giocatore, allenatore e dirigente di Rugby, l’assessore allo Sport Oscar Mancini e Matteo Valente, giornalista del Corriere del Veneto. L’evento è realizzato col contributo del Rotary Club Treviso Terraglio.

– chiuderà il ricco carnet di appuntamenti di questo mese un altro momento di sport praticato: domenica 23 settembre alle 10.00 alle 12.00 in via De Gasperi a cura di Polisportiva Mogliano e il collaborazione con Fiera del Rosario appuntamento con “atletica per giovani”, uno sport multidisciplinare che dà agli giovani tante opportunità.

Nello Spazio Regione Veneto, presso l’Hotel Excelsior, mercoledì 5 settembre, alle ore 16, il Cinit organizza la presentazione del libro Catalogo del cinema giuliano dalmata, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

 

Vi saranno gli interventi di Alessandro Cuk (Curatore del libro), di Donatella Schürzel (Vice presidente Associazione Venezia Giulia e Dalmazia), di Davide Rossi (Università di Trieste), di Alessandro Quadretti (Regista cinematografico) e di Roberto Ciambetti (Presidente del Consiglio Regionale del Veneto).
Questa pubblicazione parla del collegamento tra il cinema e la cosiddetta questione giuliano dalmata, un rapporto per molto tempo difficile e complicato. Difficile perché parlare di queste vicende e di questi territori è stato, almeno per 50 anni e oltre, una sorta di tabù, specialmente nell’affrontare temi come quelle delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
Complicato perché le vicende da raccontare sono terribilmente articolate e complesse, e per decenni sono state considerate con marginalità, come una pagina di storia locale.

 

Giustamente la ricercatrice americana Noa Steimatsky, nel documentario “Profughi a Cinecittà” si chiede: “Perché il neorealismo è rimasto così lontano da questi luoghi, una rimozione collettiva? Perché il grande cinema italiano del dopoguerra non è riuscito a immaginarsi le cineprese tra le folle dei profughi?”.
Forse è mancato il coraggio, anche se in fondo le immagini documentaristiche, realizzate da unità delle esercito americano e raccolte in “Combat Film – Trieste terra di nessuno” testimoniano alcuni fatti che vanno dal 1945 al 1947.

 

E poi due film come La città dolente (1949) di Mario Bonnard e Cuori senza frontiere (1950) di Luigi Zampa, ci danno il riferimento storico quasi immediato di alcuni eventi appena avvenuti o ancora in divenire. Un primo passo che dava un segnale positivo o almeno promettente.
Sono i successivi 50 anni che ci danno il vuoto assoluto e poi l’associazionismo del mondo giuliano dalmata è stato fondamentale per portare avanti la sua storia, per aiutare a “sdoganare” le sue vicende, per superare quello che era indicibile e renderlo raccontabile.
Su questo punto l’istituzione della Legge sul Giorno del Ricordo, votata a stragrande maggioranza dal Parlamento italiano nel 2004, è stata indispensabile.

 

E l’associazionismo ha capito che per raccontare meglio la sua storia il supporto audiovisivo è importantissimo. E allora, soprattutto in questi ultimi 10-15 anni, ha stimolato lo sviluppo di molti progetti, specialmente a livello documentaristico ma non solo, per raccontare finalmente quello che è successo. E in tante sfaccettature, in numerose testimonianze, le
foibe, l’esodo, i campi profughi, sono state raccontate per immagini e anche recentemente con il film “L’ultima spiaggia” di Alessandro Quadretti si è finalmente puntato l’obiettivo sulla strage di Vergarolla, un’altra vicenda tragica e misconosciuta.

 

Raccogliere in un catalogo una trentina di queste documentazioni filmiche è importante perché dà una testimonianza più ampia di quello che è successo attraverso un repertorio che è utile e prezioso, specialmente per chi ha l’interesse o la curiosità di scoprire o di riscoprire una pagina di storia italiana strappata e dimenticata.

Venerdì 18 maggio ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro La culla vuota della civiltà (Gondolin edizioni), scritto dall’on. Lorenzo Fontana e dall’economista Ettore Gotti Tedeschi, tenutasi all’Hotel Ca’ del Galletto di Treviso e a cui ho assistito con molto interesse.

 

Il loro saggio è una sincera, seppur amara, riflessione sulle vere ragioni della denatalità del nostro Paese e sul perché il destino degli italiani rischi di portare all’estinzione, complici le politiche molto poco family-friendly degli ultimi anni e la scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori.

 

Particolarmente ispiratrici sono state le parole del senatore Massimo Candura, che ha aperto la serata e salutato le autorità altamente qualificate che hanno presenziato all’evento. Un Paese che non fa figli non ha futuro, questa è la verità.

 

Altrettanto interessanti sono state le idee condivise da entrambi gli autori per invertire la rotta, che spaziano dagli asili nidi gratuiti, alla tutela dei tempi di vita, fino a una flat tax che aiuti le famiglie numerose. Idee che hanno introdotto il successivo intervento, davvero illuminante, del prof. Gotti Tedeschi, secondo cui il primo e più importante pilastro alla base del libro è che della natalità non bisogna arginare le conseguenze, ma comprenderne le cause prima di compiere qualsivoglia azione.

 

Poiché è solo partendo dall’analisi delle cause che hanno portato allo scenario odierno che si riesce a capire quali siano i giusti interventi da fare.

 

 

Ma cosa si intende per risalire alle cause?

 

Risalire alle cause significa identificare quali sono le correnti di pensiero e le persone che hanno influenzato il mondo contemporaneo con la convinzione psicologica – molte volte anche inconscia – che ci ha portato a fare sempre meno figli. In primis, la convinzione che fare figli ci renda più poveri e che sia giusto dare alla luce un bambino solo nel momento della più totale tranquillità economica.

 

Questa concezione filosofica deriva dall’economista Thomas Robert Malthus, portatore della teoria malthusiana, che si fa assertrice di un energico controllo delle nascite e auspica il ricorso a strumenti tali a disincentivare la natalità.

 

Con il termine malthusianesimo o neo-malthusianesimo (termine associato a un risveglio della teoria malthusiana, in coincidenza con il dibattito portato dalla convocazione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo tenutasi a Bucarest nel 1974) vengono oggi indicate quelle teorie che attribuiscono la povertà allo squilibrio tra la crescita della popolazione e lo sviluppo delle risorse.

 

Il prof. Gotti Tedeschi ha auspicato però a un ripensamento del valore della famiglia come patrimonio dell’umanità: questo il punto di partenza per la ripresa dell’Italia.

 

Inoltre, il crollo delle nascite dà come conseguenza i tre grandi problemi che affliggono l’Italia: la povertà, l’immigrazione e l’ambiente. Non si può tuttavia risolvere la prognosi se la diagnosi è sbagliata.

 

In questa direzione ha speso una riflessione anche il candidato sindaco per la città di Treviso Mario Conte, che ha affermato di riconoscersi moltissimo all’interno del tema famiglia e che ha annunciato tutto quello che farà per aiutare le famiglie in questo senso, se sarà eletto. In primis, il suo impegno si concretizzerà nell’incontrare tutti i cittadini, stabilendo i bisogni primari, in modo da venire in aiuto di più bisognosi.

 

Il prof. Gotti Tedeschi ha concluso il proprio intervento auspicando a un ripensamento filosofico e a un cambio di rotta causato da chi ci ha influenzato in passato – partendo da Malthus, al rapporto Kissinger e al Club di Roma –, perché è non facendo figli che si arriva al ciclo perverso del crollo del PIL.

 

Un tempo si diceva che il Mediterraneo fosse la culla della civiltà. Oggi dobbiamo ritornare in quella direzione, perché – se ancora non fosse chiaro – i figli sono l’investimento del futuro.

Lunedì 23 aprile alle ore 16:45, presso la Biblioteca di Zelarino, la scrittrice veneta Michela Salizzato presenterà il suo libro Eric e Luna nel paese dei draghi (Planet Book). Il racconto dell’autrice sarà accompagnato da un laboratorio creativo sul libro aperto ai bambini dagli 8 anni in su.

Eric e Luna nel paese dei draghi è un romanzo appassionante per giovani lettori, che tocca con delicatezza il cuore. Fiamma è un cucciolo di drago che vive, con l’ultima colonia di draghi rossi sopravvissuti all’estinzione, a Focolandia, dentro il cratere di un vulcano spento. Viene a sapere che il suo popolo è minacciato dall’uomo e l’unica speranza di salvezza è andare a chiedere aiuto ai potenti e più numerosi draghi cinesi. Intraprende un viaggio impervio durante il quale incrocia due bambini, Eric e Luna, e altri personaggi.

Michela Salizzato, nata a Mestre, ha conseguito una laurea in Scienze Ambientali, con specializzazione in Tecnologie Chimiche Applicate all’Ambiente, e ha lavorato per qualche anno presso il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Venezia, collaborando con vari enti di ricerca e pubblicando diversi articoli scientifici su riviste internazionali. Nel 2009 si è laureata in Lingue e Letterature Straniere e da dieci anni lavora come assistente di direzione presso un’azienda internazionale. Eric e Luna nel paese dei draghi è il suo primo romanzo, di cui ha già iniziato a scrivere il seguito.

Per informazioni:
BIBLIOTECA DI ZELARINO
[email protected]venezia.it
Tel. 041 2746899

Uno speciale Scaffale Aperto quello di mercoledì 21 marzo, alle 18.00.

 

Il libro Torte e Segreti-Dolci facili e golosi delle Dolomiti di Waltraud Tschurtschenthaler sarà presentato sul palco dell’auditorium del Centro Culturale Candiani direttamente dall’autrice, una magica donna dei boschi con un fuoco dentro che scioglierebbe anche il più scettico e distaccato lettore. Waltraud Tschurtschenthaler è incredibilmente coinvolgente, accattivante e immediata (a differenza del suo cognome), e alternerà le sue ricette di dolci (alcune tramandate dalle sue ave, altre nate dalla sua fantasia, altre ancora ispirate dalle contaminazioni delle leggende delle montagne in cui vive), con storie minime che si portano dietro immagini di infanzia, tradizione, grandi nevicate e caminetti accesi.

 

Per i golosi, ma non solo, sarà un evento: l’autrice infatti porterà, direttamente dal suo misterioso Pyramidencafe‘ affacciato sul paesaggio lunare, selvaggio e fragilissimo delle piramidi di terra nelle vicinanze di Brunico, una incredibile varietà delle sue creazioni.

 

Prepariamoci quindi a gustare “Mele senza peccato”, “Sfumature di bianco”, “Favole dei boschi”, “A cuor leggero”, “La talpa”, “Regalo di nozze” e molte altre ancora, mentre ci immergiamo, guidati dalla sua voce, nella genuina passione per la ricerca di nuovi sapori e la rivisitazione di quelli antichi.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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