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«Sono impressionanti le cifre diffuse dal rapporto annuale presentato al Parlamento dal ministro Grillo relativo al 2017» esordisce Maria Verita Boddi del Circolo Popolo della Famiglia di Padova, commentando il documento presentato, con 11 mesi di ritardo, dal ministro alla Salute.

 

«Il rapporto ci informa che, nel 2017, gli aborti sono stati 80.733, che equivalgono a 221 bambini soppressi al giorno, ogni giorno, domeniche e Natale compresi. Sono meno dell’anno precedente ed è ovvio visto che sono meno anche i nati. Ma sono ugualmente tantissimi.»

 

Proseguono i consiglieri padovani del PdF: «Chi ancora si azzarda a proporre di cancellare il diritto all’obiezione di coscienza (perché “le donne non riescono ad abortire”) per i medici antiabortisti, ricordi questa cifra: 221 al giorno, tutti i giorni. A questi dati aggiungiamo inoltre l’esplosione delle vendite di pillole abortive: 339.648 scatole di Norlevo e Levonelle, 224.432 scatole di EllaOne (nota anche come pillola dei cinque giorni dopo).

 

 

Con la liberalizzazione dell’acquisto senza ricetta, queste oltre 550mila scatole dal costo medio 25 euro, rappresentano un regalino da oltre 14 milioni di euro ai produttori.»  

 

L’Italia intanto si desertifica, i bambini non nascono, le regioni di tutti i colori, tra cui anche il Veneto, fanno a gara per offrire ai giovani la contraccezione gratuita e si vive nel culto del preservativo propagandato come fosse un farmaco salvavita.
Sottolinea ancora Maria Verita Boddi: «Quest’ultima manovra finanziaria, come anche le precedenti, poco o nulla prevede per famiglie e figli, incentivando non le nuove nascite, ma ad andare in pensione prima.
Purtroppo la vera emergenza italiana si chiama denatalità, e per risolverla servono proposte concrete. Ora, c’è solo la proposta del Popolo della Famiglia e si chiama reddito di maternità. Per questo invitiamo i Padovani ad andare a firmare alle anagrafi Comunali oppure ai nostri banchetti, per questo progetto di Legge di iniziativa popolare, e per la presentazione della lista del Popolo della Famiglia alle prossime elezioni Europee» e conclude: «Chi legge velocemente e superficialmente il rapporto presentato dal ministro Grillo, si accontenta dei titoli sugli aborti che calano, non capisce questi numeri, che ci raccontano di una società senza speranza, che non fa figli e anzi li uccide, 221 al giorno.»

Boddi e Condurso (PdF) “Laico non significa ateo”

 

Il coordinatore nord Italia del Popolo della Famiglia, Mirko De Carli insieme alle referenti regionali del Veneto Maria Verita Boddi e Carla Condurso, esprime il proprio rammarico sulla vicenda che ha visto il preside non consentire l’accesso al Vescovo di Chioggia ai locali di una scuola di Porto Tolle. «Mentre Papa Francesco cerca di costruire ponti e percorsi di dialogo, e trovare spazi di confronto con le altre Religioni, in Veneto ci si nasconde dietro la parola laicità per bloccare la visita di un Vescovo nella scuola» hanno dichiarato le referenti venete del movimento politico fondato da Mario Adinolfi e Nicola Di Matteo. «Il Santo Padre» ricorda De Carli «è stato invitato dallo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario di Abu Dhabi, all’incontro inter-religioso che avverrà dal 3 al 5 febbraio dell’anno prossimo, per la World Interfaith Harmony Week, la settimana mondiale dell’armonia tra le fedi, voluta dalle Nazioni Unite nel 2010, mentre al Vescovo di Chioggia è impedito l’accesso alla scuola.»

 

«Strano che la scuola italiana voglia dimostrarsi inclusiva e aperta con tutti ma non con la Chiesa Cattolica. Pensiamo che la decisione di non permettere al Vescovo di Chioggia di accedere ai locali della scuola sia stata uno sbaglio, sintomo di una non bene interpretata laicità che vuole forzatamente separare la sfera personale religiosa da quella scolastica. Dobbiamo e possiamo ricordare che la terra Veneta così come tutta l’Italia, anche se al preside potrà non piacere, affonda le sue radici in una millenaria presenza Cristiana, che ha avuto e sempre avrà nel proprio DNA l’accoglienza ed il dialogo con tutti.» ha proseguito Mirko De Carli.

 

«Spiace constatare ciclicamente il verificarsi questi rigurgiti anti clericali (si veda ad esempio il caso dei Presepi o della Pasqua), mentre per altre iniziative extra curricolari proposte agli studenti non c’è altrettanto rigoroso rispetto ed attenzione sui limiti da imporre (in questo caso la presenza di esponenti di altre religioni che secondo il preside era necessaria per permettere l’accesso del Vescovo nei locali della scuola).» Concludono con una nota di amarezza il coordinatore nord Italia del PdF e le referenti regionali del Veneto: «Laico non significa ateo, ma questo sicuramente il preside già lo sa.»

Il Popolo della Famiglia dal Papa: «L’apertura a un movimento politico è qualcosa di storico»

 

Mercoledì 17 ottobre una delegazione del Popolo della Famiglia è stata ricevuta da Papa Francesco in Vaticano. Lorenzo Damiano, coordinatore nazionale del Popolo della Famiglia Veneto, esulta: «È la prima volta che un Pontefice saluta i rappresentanti di un movimento politico e questo è un evento che ha una portata storica. Mai si era vista una cosa così negli ultimi anni: e questo è un unicum che deve essere accolto come un segno. La strada da percorrere è quella giusta. Ora è indispensabile che chi sta al Governo comprenda questo evento epocale nell’ottica di un dialogo futuro: è in Parlamento e in Europa che la linea valoriale che proponiamo deve essere difesa, è indispensabile e sono quelli gli obiettivi che ci poniamo per contrastare l’avanzamento del pensiero unico dominante».

 

Gloria Callarelli, anch’essa nel coordinamento nazionale del movimento, chiude: «Che emozione per tutto il Popolo della Famiglia questo dono! Questo evento è sintomo che una benedizione è arrivata dall’Alto per incoraggiare il cammino del PDF. Per combattere per il Bene bisogna essere uniti e forti. La nostra Italia deve risorgere e solo così potrà farlo, unendo le forze contro politiche deleterie e nemiche della vita: spetta a noi rimboccarci le maniche e rispondere si alla chiamata».

 

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e fondatore del movimento Pescatori di Pace, interviene su quanto sta accadendo in Italia e in Europa: “Aveva ragionare Trump, quando voleva destituire le nazioni unite. L’Italia, culla di vera
civiltà storica, politica e culturale, non può subire dall’Onu una tale ingerenza per una questione inesistente come il razzismo, un termine abusato che crea un procurato allarme che potrebbe quasi essere perseguibile legalmente se avessimo una Magistratura europea coerente.

 

Una manciata di burocrati massoni vuole imporre in tutti i modi la sua dittatura, prova ne è quanto sta accadendo in Ungheria, destabilizzando la democrazia del nostro Paese e provocando uno tsunami culturale.

 

I burocrati dell’Onu, quindi, lasciassero in pace l’Italia e si occupassero di Nazioni ridotte alla fame e in difficoltà: se facessero egregiamente il loro lavoro utilizzando al meglio le risorse a disposizione avrebbero già risolto il problema di quei Paesi, creando industrie, occupazione, democrazia. Invece i flussi migratori sono all’ordine del giorno proprio per l’incapacità di questi burocrati, servi inutili per la civiltà, di aiutarli nei loro Paesi.

 

Si preoccupassero inoltre delle emergenze sanitarie che questo tsunami migratorio sta portando: ultim’ora in Veneto il caso di un immigrato clandestino fuggito da una struttura e malato di Tbc.
Un allarme che potrebbe diffondersi anche in tutta la Regione e creare panico nella popolazione. Perché non usano i loro soldi per questi scopi, veri traguardi umanitari?

 

Damiano continua poi la sua critica: “Si rischia una guerra civile: l’Italia preferirà un domani essere difesa da nazioni che in Europa combattono realmente in nome dei veri valori, a difesa della famiglia e della fede cristiana. Il voto degli italiani va rispettato altrimenti il popolo potrebbe ribellarsi e rischieremo di arrivare al Parlamento senza il voto, non solo in Italia ma in tutta Europa. Il Veneto, culla della storia alla musica all’imprenditoria, deve essere difeso, l’Italia delle grandi opere del passato deve essere difesa. La storia è un corso e ricorso che il mondo non è mai riuscito a impedire ma noi, reagendo, possiamo bloccare il futuro nefasto che ci spetta tirando fuori la nostra vera italianità con coraggio, classe e autorità, occupandoci dei veri problemi del popolo e non mettendo in pericolo le nostre tradizioni e la nostra gente. W la nostra Italia”.

Il Popolo della Famiglia di (località) avvierà una campagna presso i medici per invitarli all’obiezione di coscienza

Il presidente nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, plaude alla decisione del Senato argentino, contrario alla liberalizzazione dell’aborto: “Dalla patria di Papa Francesco arriva un segnale importante per i movimenti pro-life che vincono una decisiva battaglia. Il Popolo della Famiglia ritiene che l’Italia possa prendere esempio dall’Argentina e che la strada sia quella di intervenire culturalmente sui medici italiani, che già in sette casi su dieci sono obiettori di coscienza secondo la facoltà assicurata dalla legge 194 di potersi così sottrarre al massacro di vite umane innocenti e indifese, ancora più folle oggi, tempo nel quale la principale emergenza italiana è la denatalità”. Il Popolo della Famiglia (di località) si impegnerà dunque in una campagna sul territorio per sensibilizzare i medici ad aderire ancora più massicciamente all’opzione dell’obiezione di coscienza contro la pratica del l’interruzione volontaria di gravidanza.

“Lo spettacolo visto all’Eliseo con il presidente della Repubblica francese che si è fatto immortalare in mezzo a transessuali e persone inneggianti alla pederastia è un qualcosa di gravissimo. Inaccettabile che personaggi così diano lezioni all’Italia, dove il ministro dell’Interno Salvini, in materia di immigrazione, sta tentando unicamente di regolamentare una situazione arrivata a livelli insopportabili. Salvini prenda ancora posizione, difenda nuovamente l’Italia da uomo coraggioso. Noi uomini di fede non abbiamo bisogno di questa gentaglia ambigua che disturba la nostra quiete e che sta tentando di sconvolgere il mondo con la sua ideologia”. Non usa mezzi termini Lorenzo Damiano, responsabile del Popolo della Famiglia e presidente del movimento Pescatori di Pace, dopo aver visto le immagini che hanno fatto il giro del mondo con il presidente Emmanuel Macron circondato niente meno che nella sede del Palazzo della Presidenza della Repubblica da omosessuali e transessuali, uno dei quali, un DJ, si è esibito con una maglietta con su scritto “Figlio di immigrati, nero e pederasta”.

 

“Danno lezioni di comportamento all’Italia ma in tema di moralità il presidente della Francia non ha nulla da insegnare. Presentarsi in modo così indecoroso in luoghi ufficiali: che esempio può dare a una nazione? Purtroppo ad oggi si è entrati nell’ideologia pura senza vergogna: nemmeno il rispetto dei ruoli, nemmeno il rispetto delle istituzioni che si ricoprono, è inaccettabile. Preferisco essere ‘vomitevole’ ma difendere la mia Patria e i suoi figli, piuttosto che essere lusingato da questo mondo e portarla allo sfacelo” chiude risoluto Damiano.

Il leader del Popolo della Famiglia e già fondatore dei Pescatori di Pace esulta al parere del Consiglio Superiore della Sanità, che conferma come la pericolosità della cannabis non possa essere esclusa, e chiede al noto cantante di dare ancora una volta l’esempio.

Di seguito pubblichiamo le sue parole.

 

“Da tempo abbiamo denunciato la pericolosità della droga, cannabis light compresa, che a dispetto del nome, se assunta in ingenti quantità ha gli stessi pericolosi effetti della marijuana vera e propria. Avevo invitato J-Ax a diventare un vero testimonial dei giovani, magari venendo a Medjugorje: ha ricevuto il dono della musica e grazie a quello potrebbe essere davvero esempio di cambiamento e di vita vera per i ragazzi.
Invece ha pensato di fare business sulla pelle dei suoi fans proponendo loro di drogarsi. Io non dormirei la notte a pensare di aver incentivato un mercato di morte per questi giovani.
Oggi, però, può ravvedersi e cambiare rotta direi quasi in maniera provvidenziale: alla luce di questo parere del Consiglio Superiore della Sanità, invito il cantante a chiudere il suo negozio. Non potrà certo più restare indifferente a una dichiarazione di pericolosità come quella espressa dal Consiglio. Se non lo facesse subito, di contro, dimostrerebbe di non essere un vero uomo e di essere legato esclusivamente al denaro”.

 

Gloria Callarelli aggiunge: “Il male lavora sempre per inquinare la società e si serve purtroppo anche di ragazzi come J-Ax ma alla fine il bene trionfa sempre: ora chi di dovere si impegni per proteggere e tutelare i nostri giovani e agisca di conseguenza. Ricordiamoci che la droga è sempre droga, in qualunque modo la si chiami e il nostro compito è quello di insegnare ai nostri figli ciò che per loro è il bene”.

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e presidente fondatore del movimento cristiano Pescatori di Pace, denuncia una situazione di speculazioni sul bene comune che include bollette gonfiate, mettendo in guardia i cittadini.

 

“Attenzione alle bollette gonfiate, l’acqua non può costare come il petrolio”. La denuncia arriva da parte di Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia già fondatore dei Pescatori di Pace: “Il Veneto sta passando un periodo drammatico: i commercianti non ce la fanno più, le tasse cui devono far fronte sono troppe e troppo elevate e li mettono costantemente alla prova. In ginocchio anche migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa della crisi. E come se non bastasse bisogna anche fare i conti con bollette gonfiate e truffe. Sono decine le segnalazioni ogni giorno alle associazioni dei consumatori e di categoria: luce, rifiuti e non ultima l’acqua”.

 

Damiano non le manda a dire e si fa paladino di una battaglia che “va a colpire la povera gente e i lavoratori”. Secondo il leader del Popolo della Famiglia “non si può speculare su un bene comune: sono decine le denunce e le lamentele ogni giorno che riguardano i servizi. A lamentarsi soprattutto chi possiede un bar e un ristorante: tremila euro all’anno per un consumo di acqua che non è reale. Neanche il gas quasi arriva a tanto. L’acqua è disponibile ed è per tutti, occorre abbassare la tassazione di almeno il 50%”.

 

Non sono risparmiati nemmeno le categorie più deboli: “Ultima è stata la denuncia di un’anziana 88enne di Trebaseleghe che si è vista arrivare a casa una maxi-bolletta da 800 euro: una cifra spropositata per una donna malata di Alzheimer il cui consumo di acqua giornaliero è quasi pari allo zero e che dispone perfino del servizio di assistenza socio sanitaria anche per l’igiene personale.

Immediata la richiesta di chiarimenti: come è possibile un consumo così elevato?” – si chiede Damiano. “E’ da escludere una perdita sull’impianto idrico visti i controlli effettuati nell’abitazione e visto che ad oggi i consumi risultano nella norma. Non solo:
per effettuare un controllo al vecchio contatore, sostituito tra l’altro senza spiegazioni, è stato chiesto alla
disabile dalla società di servizi un addebito di 100 euro. Questo, nonostante sia stato poi specificato alla
donna che il contatore risultasse comunque rotto. Se risulta impossibile controllarlo come mai la donna
inferma deve pagare lo stesso il controllo? Ha tutta l’aria di essere una truffa, ma anche fosse un errore:
perché è l’anziana che deve rimetterci? Occorrono verifiche approfondite dei dati e questo, possibilmente,
prima che il consumatore vada a sborsare il denaro scritto in bolletta. Prima di pagare, se qualcosa non vi
risulta, chiedete un controllo: questo vale tanto a Padova, quanto a Treviso, Verona e più in generale in
tutto il Veneto e in tutta Italia”.
Infine Damiano si appella al sindaco di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon: “In qualità di ottimo amministratore
faccia chiarezza e si prenda a cuore la faccenda: l’acqua non può essere come il petrolio e un’anziana
concittadina non può essere lasciata in difficoltà. Sono sicuro che il primo cittadino non resterà indifferente e
farà di tutto per fare luce sulla questione”.

Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa giuntoci dal Popolo della Famiglia che si pronuncia a favore della chiusura dei negozi di cannabis, in seguito all’episodio della ragazza milanese caduta dalla finestra, in gita a Napoli.

 

 

Non si placa la polemica sui negozi di cannabis legalizzati. Lorenzo Damiano, presidente dei Pescatori di Pace e leader del Popolo della Famiglia, riaccende i riflettori sul problema droga dopo l’episodio di Napoli, in cui una 17enne milanese è caduta dalla finestra in seguito al consumo di marijuana: “Come fa lo Stato a rendersi complice di simili episodi? Concedere a questi negozi di vendere cannabis è gravissimo. Il primo ragazzo che muore direttamente o indirettamente per il consumo della droga è responsabilità dello Stato ed è responsabilità di personaggi pubblici che, come J-Ax, inneggiano al consumo di queste sostanze. Responsabilità di fronte agli uomini e, non dimentichiamo, di fronte a Dio. Chiunque come lui si fa testimonial del consumo di droga faccia immediatamente un passo indietro altrimenti avrà sulla coscienza la morte di persone, magari giovanissime, che per seguire il loro stolto esempio, dietro cui si nasconde anche squallido business, si rovinano la vita quando non arrivano proprio a rischiarla. Chiudiamo questi negozi: un atto di salvezza per la nostra società ma soprattutto per i nostri figli”.

 

Damiano non si risparmia: “Purtroppo gli esempi che ci fornisce quotidianamente la televisione all’insegna di sesso libero e droga fanno il lavaggio del cervello ai giovani e diventano uno stimolo per oltrepassare il limite. È al 90% una tv spazzatura: oscena e squallida. Non esiste più rispetto, non esiste più pudore: tutto diventa lecito e la società crolla perché non ha le basi solide dei valori su cui poggiarsi, ma solo il vuoto dell’effimero. Basta vedere le volgarità di programmi come il Grande Fratello o gli show di Barbara D’Urso. Non salvo più nemmeno programmi cosiddetti “per famiglie” come Ballando con le Stelle o i format di Maria De Filippi che ha anche sponsorizzato l’omosessualità di fronte a mamme, nonne e giovanissime che riconoscevano in lei una madrina della tv. Una vergogna”.

 

Gloria Callarelli, nel direttivo dei Pescatori di Pace e membro del Popolo della Famiglia, annuncia: “Per combattere la droga e dimostrare che essere testimonial positivi con la musica si può, è pronta una manifestazione in piazza a Milano voluta fortemente da me e da Lorenzo. Società e artisti contrari allo sballo, e magari dichiaratamente cristiani, tirino fuori il coraggio e vengano ad esibirsi con noi. Damiano suonerà il pianoforte, potremmo dimostrare insieme con docilità e gioia come la musica e l’arte sono testimonianza di vita e di bellezza e non di morte. Anche per questo stiamo lavorando per costruire l’Università della musica e dell’arte di Medjugorje dove i giovani in difficoltà o rovinati dalla droga possano guarire e ritrovare sé stessi magari ripartendo proprio dalla musica, da un pennello e da un rosario. Chi vuole aiutare e far parte del progetto è benvenuto: è per raggiungere obiettivi come questi che la vita acquista un senso. Altro che negozi di cannabis”.

Il leader del Popolo della Famiglia e fondatore dei Pescatori di Pace chiede aiuto anche al Papa: “Dobbiamo salvare quel bambino a costo della vita e di creare un incidente diplomatico. Dobbiamo portarlo in Italia anche con la forza se necessario”

 

Alfie Evans va salvato a tutti i costi, anche della vita se necessario”. Il leader del Popolo della Famiglia, Lorenzo Damiano, fondatore del movimento Pescatori di Pace, senza indugi: “Andiamo a prenderci immediatamente quel bambino, nostro concittadino, e portiamocelo in Italia. Non si può più ascoltare un giudice che sentenzia contro la vita e contro i bambini! Giù le mani dai bambini! Vorrei fare un appello agli imprenditori che dispongono di aereo privato, allo stesso Bambin Gesù e perfino al Papa se necessario: andiamo personalmente a prenderci quel bambino, portiamo lui e la sua famiglia in salvo in Italia, laddove un popolo è pronto a prendersene cura in barba a quello che un giudice con perfido delirio di onnipotenza sta attuando. In Italia la politica chiacchiera troppo e non vede che un bambino, cittadino italiano, viene volutamente lasciato morire in un ospedale dove è prigioniero. Se i politici non sono capaci di difendere la vita di un bambino figurarsi di tutti noi cittadini. Se c’è un imprenditore coraggioso pronto ad aiutarmi alzi la mano, magari quella destra, e mi accompagni.”

 

Gloria Callarelli, esponente del movimento, rincara: “Quello che sta emergendo in queste ore a proposito dell’ospedale di Liverpool è un qualcosa di agghiacciante: se veramente quell’ospedale nasconde qualcosa e ha fatto del male ad altre piccole creature innocenti bisogna andare a fondo e farlo chiudere. Stanno mettendo in pericolo la vita di Alfie, leggo che addirittura non gli garantiscono a dovere il cibo e l’idratazione. È un qualcosa di diabolico: aiutateci a portare in salvo quel bimbo. Lui è il bene, la vita che sta lottando contro il male e la morte. Nessuno si rende conto della battaglia che quel bambino sta combattendo. Una battaglia che è molto più grande di tutto: è una battaglia per la sopravvivenza ma è contemporaneamente una lotta soprannaturale. Non restiamo ad attendere gli eventi, non lasciamo che muoia. Per questo mi appello a Papa Francesco: venga personalmente a Liverpool, salviamo Alfie”.

 

Damiano chiude: “Il popolo deve reagire e agire a costo di creare una guerra diplomatica con l’Inghilterra. Io sono pronto. Ogni secondo perso è un secondo in più che mette in pericolo la vita di Alfie. Se il Papa non andrà in queste ore personalmente a Liverpool, ci proveremo noi: se non facciamo tutto quanto è in nostro potere per aiutarlo, il suo sangue ricadrà su tutti noi”.

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