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Ancora una volta, dal 18 al 22 aprile 2019, i cieli del comprensorio del Grappa e della Pedemontana Veneta saranno scenario dell’ennesima edizione del trofeo Montegrappa.

 

Come da tradizione, il sito ospitante sarà quello di Borso del Grappa (Treviso); il centro operativo sarà la piazza Al Paradiso, frazione Semonzo. Un evento questo tra i più importanti del calendario internazionale.

 

 

La partecipazione è stata limitata a 150 piloti di parapendio. Tuttavia la lista delle richieste d’iscrizione si è dilungata a quasi il triplo, comprendendo una quarantina di nazioni.

 

 

Tre i decolli ufficiali che gli organizzatori dell’associazione Volo Libero Montegrappa e il direttore di gara sceglieranno sulla base delle condizioni meteorologiche: il Panettone nei pressi di Cima Grappa, Col Campeggia e Rubbio-Brombe a Marostica. Da qui nugoli di vele multicolore decolleranno verso gli atterraggi ufficiali a Semonzo o a Marostica.

 

 

In caso di condizioni ottimali del tempo, una task potrebbe superare i 100 km. Vince chi impiega meno tempo e la classifica finale sarà dettata dalla somma dei risultati delle cinque giornate di gara; in caso di maltempo, da quelle che la meteo consentirà di volare.

 

 

E sempre come da tradizione, dal 20 al 22 aprile al trofeo Montegrappa si affiancherà alla Expo; quest’ultima sarà la vetrina del volo libero e degli sport outdoor che darà la possibilità di conoscere e provare le ultime novità del mondo del parapendio e del deltaplano. Ali dei migliori produttori internazionali, imbragature per tutti i generi, accessori per il volo, abbigliamento tecnico, strumenti all’avanguardia e sistemi fotografici specifici per le attività all’aria aperta saranno esibite nell’area dedicata a Semonzo del Grappa.

La struttura di progetto Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) comunica quanto segue:

 

“Il contratto di concessione di Pedemontana Veneta stipulato con SPV Spa, terzo atto convenzionale, all’articolo 21 prevede la possibilità di aprire anche anticipatamente le tratte ultimate, previo accordo tra la Regione ed il concessionario.

 

È il caso della tratta A31-Breganze, i cui lavori di realizzazione sono stati ultimati da tempo, e sulla cui apertura è stato raggiunto l’accordo con SPV Spa.

 

Purtroppo ciò non è sufficiente per poter mettere in esercizio l’infrastruttura. Infatti poiché la tratta si interconnette con il sistema autostradale esistente, l’autostrada A31 nello specifico, il concessionario deve preventivamente entrare a far parte di AISCAT, l’associazione dei concessionari autostradali italiani (ingresso già avvenuto il 13 novembre 2018), e quindi deve stipulare l’accordo tra tutti i concessionari stessi per la regolamentazione degli introiti da pedaggio.

 

Questo permette di entrare, ad esempio, a Bari ed uscire a Breganze, pagando un unico pedaggio al termine del percorso a SPV Spa. Quest’ultima concessionaria ripartirà tale pedaggio con tutti gli altri concessionari, sulla base degli accordi intrapresi con l’accordo sopraddetto.

 

Il problema da superare oggi pertanto è esclusivamente tra i privati che devono riuscire ad attuare quanto già richiesto da SPV Spa ad AISCAT con nota del 21 giugno 2018. Apertura richiesta e agognata da parte degli operatori economici della zona e da molti cittadini”.

Oggi e domani, sabato e domenica 22 e 23 settembre, sarà inaugurato con una staffetta il “Cammino del Beato Claudio”, intitolato a Claudio Granzotto, frate artista, beatificato nel 1994 da Giovanni Paolo II: 189 chilometri in 6 tappe, percorse una di seguito all’altra dagli atleti del “Durona Trail Team” e da tutti gli amanti della corsa, turisti e pellegrini iscrittisi via mail alla manifestazione.

 

Un percorso che unisce Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, paese natale del religioso, a Chiampo, in provincia di Vicenza, dove il frate morì nel 1947, dopo una vita breve (era nato nel 1900) ma intensa, dedicata al servizio per i poveri e all’arte sacra, caratterizzata da una profonda vocazione religiosa e da un grande talento artistico. Le sue realizzazioni più note sono la Grotta di Lourdes e il santuario di Chiampo, nel complesso francescano a lui intitolato.

 

L’assessore regionale al Turismo, Federico Caner e i sindaci dei due Comuni, Riccardo Szumski di Santa Lucia di Piave e Matteo Macilotti di Chiampo (accompagnato dall’assessore allo sport Edoardo Righetto) hanno presentato stamane il “Cammino del Beato Claudio”, un tracciato che attraversa 25 Comuni lungo piste ciclabili, strade comunali secondarie, sentieri percorribili a piedi o in bicicletta.

 

“Nel Veneto sono numerosi i luoghi della fede che richiamano milioni di persone – ha detto Caner –, basti pensare al Santo a Padova, ai santuari della Madonna della Corona di Monte Baldo nel veronese e di Monte Berico nel vicentino, all’Abbazia di Santa Maria a Follina, in provincia di Treviso, alla Madonna della Salute a Venezia. Migliaia di fedeli si recano ogni anno anche nella moderna chiesa di Chiampo per rendere omaggio al Beato Claudio e ora questo percorso favorirà ulteriormente non solo i pellegrinaggi, ma anche le visite di tutti i territori attraversati dal ‘Cammino’, ricchi di storia, cultura, bellezze paesaggistiche e prodotti enogastronomici di qualità. Tutti elementi di interesse che aggiungono attrattiva al turismo religioso, un comparto che può ancora crescere molto”.

 

“Questo percorso – ha concluso Caner – risponde anche alle domande di un turismo slow e di un turismo sportivo in due province come Treviso e Vicenza che, non dimentichiamolo, hanno avuto nel 2017 una crescita a doppia cifra degli arrivi rispetto l’anno precedente”.

 

“Abbiamo lavorato con il territorio, coinvolgendo ben 25 amministrazioni locali diverse – ha sottolineato il sindaco Szumski – e lasciando a loro la prerogativa di individuare il percorso migliore per il ‘Cammino’. Non è stato un compito facile mettere insieme tutti, ma ci siamo riusciti, coronando un lavoro iniziato nel 2015”.

 

 

“Forse è l’unico percorso che attraversa tutta la Pedemontana Veneta, valorizzando alcuni dei luoghi più belli del vicentino e del trevigiano – ha evidenziato il sindaco Macilotti –, quel Veneto interno ancora poco noto che questa iniziativa contribuirà a far conoscere e apprezzare. Già alcune agenzie turistiche ci hanno chiesto informazioni sul Cammino”.

 

Questi i 25 comuni attraversati dal percorso che sarà completamente tabellato entro il prossimo inverno: Santa Lucia di Piave, Susegana, Sernaglia della Battaglia, Moriago, Vidor, Pederobba, Cornuda, Maser, Asolo, Onè di Fonte, San Zenone degli Ezzelini, Mussolente, Romano D’Ezzelino, Bassano del Grappa, Marostica, Molvena, Fara Vicentino, Sarcedo, Thiene, Malo, Cornedo Vicentino, Brogliano, Trissino, Nogarole Vicentino, Chiampo.

 

Da segnalare che il ricavato delle attività di promozione dell’itinerario e quello derivante dalla vendita dei biglietti di entrata alla Fiera di Santa Lucia di quest’anno, saranno destinati al restauro della chiesa del Beato Claudio alla Pieve di Chiampo, il cui tetto è stato distrutto da un incendio lo scorso mese di agosto.  

“L’ANAC non si è rapportata con noi come una controparte ma come chi vuole acquisire tutti gli elementi di conoscenza indispensabili per poter esprimere una valutazione realmente oggettiva, approfondendo con grande attenzione i diversi e complicati aspetti del progetto di finanza della Pedemontana. Il contenuto della deliberazione dell’Autorità contiene una valutazione nel suo complesso largamente positiva sul Terzo Atto Convenzionale, confermando che si tratta di un provvedimento corretto, legittimo sul piano giuridico, vantaggioso per la Regione, capace di attenuare il vizio d’origine di uno sbilanciamento del pubblico a favore del privato e soprattutto tale da consentire il closing finanziario, cioè ha reso bancabile il progetto. Non viene mai ipotizzato nel testo un danno erariale e, anzi, si riconosce in più parti l’acquisizione di risparmi. L’ANAC individua alcune criticità che siamo chiamati ad affrontare e già stiamo lavorando, confrontandoci apertamente e in modo trasparente con i responsabili dell’Autorità, nella consapevolezza che anche i giudizi negativi espressi potrebbero essere superabili”.

 

Lo ha detto il Commissario Straordinario Regionale della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), Vice Avvocato Generale dello Stato, Marco Corsini, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto oggi a Palazzo Balbi a Venezia, insieme al Direttore della Struttura di Progetto della SPV, Elisabetta Pellegrini (insieme a Marco Corsini in foto), per approfondire i principali aspetti della deliberazione relativa al project financing per la realizzazione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, che l’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha depositato il 6 dicembre scorso.

 

Corsini e Pellegrini hanno ripercorso i vari punti della relazione dell’ANAC, soffermandosi sugli aspetti più rilevanti.

 

Opportuni correttivi alla convenzione

L’ANAC riconosce che la Regione, allo scadere della gestione commissariale governativa, ha cercato di adottare alcuni correttivi alla convenzione al fine di facilitare il reperimento del finanziamento privato e, contemporaneamente, di tutelare l’interesse pubblico al completamento di un’opera ormai a un punto di realizzazione di non ritorno.

 

Maggior equilibrio nell’allocazione dei rischi

La modifica alla concessione introdotta dalla Regione con il TAC (Terzo Atto Convenzionale) viene letta da ANAC in modo nettamente positivo: secondo l’Autorità, infatti, le nuove modalità di remunerazione del concessionario introdotte contribuiscono a un più chiaro equilibrio dell’allocazione dei rischi nell’ambito del rapporto concessorio tra pubblico e privato. Inoltre, la modifica non incide sulla precedente allocazione del rischio di domanda che era e resta, ma oggi senza ambiguità, in capo al concedente pubblico.

 

Espropri: la procedura si è rimessa in marcia

ANAC rileva che le misure adottate col TAC sono idonee a superare i rilievi critici formulati con riferimento allo stato dei pagamenti agli espropriati. A conferma di questo, è stato comunicato che da giugno a oggi sono stati pagati circa il 45 per cento degli espropri ed entro fine anno saranno spesi ulteriori 5 milioni di euro: in cinque mesi, quindi, saranno pagati 140 dei circa 311 milioni complessivi previsti per gli espropri.

 

Superstrada o autostrada?

Pur avendone le caratteristiche tecniche, la Regione non ha nessuna intenzione di trasformare la superstrada Pedemontana in autostrada, al fine di aumentare il limite di velocità. In ogni caso, secondo le valutazioni tecniche a suo tempo acquisite, la differenza di velocità tra 130 e 110 km/h è sostanzialmente irrilevante ai fini delle stime del traffico del TAC sia in termini di quantità di veicoli leggeri sia in termini di tempi di percorrenza.

 

Pedaggi: decide la Regione

La leva tariffaria è e rimane in mano alla Regione, che non solo incasserà i pedaggi, ma ha anche il potere di fissarne la misura e rendere competitiva l’arteria, in funzione di scelte di politica della mobilità e di governo del territorio, a differenza di quanto avrebbe potuto fare il privato, interessato essenzialmente alla sua remunerazione.

 

Il contributo di 300 milioni

La delibera ANAC mantiene un giudizio critico sull’ulteriore contributo pubblico di 300 milioni, pur ammettendo che non è contrario alle attuali norme del Codice dei Contratti, ed è pertanto legittimo. Come riconosce la stessa Autorità, in forza della vigente convenzione, la Regione era obbligata ad assicurare il riequilibrio del PEF e poiché il concessionario lo aveva chiesto, occorreva provvedervi. La somma di 300 milioni è esigua rispetto all’esborso che avrebbe dovuto sostenere l’amministrazione qualora si fosse operato secondo le clausole originarie e comunque è poco significativa nell’equilibrio complessivo della concessione alla luce dei forti risparmi conseguiti. In linea di principio, quindi, il maggior contributo pubblico, oltre che legittimo, si può sostenere sia ammissibile nella logica della convenzione, perché non è vero che la sua previsione è dipesa solo dalla necessità di consentire il closing o di alleviare la sofferenza del privato. L’ANAC è comunque disposta a considerare “ammissibile” il contributo stesso purché sia accompagnato da adeguati obblighi imposti al concessionario per evitare che questi consegua un beneficio, consistenti nell’imporre al concessionario di affidare a gara lavori per il corrispondente ammontare. Ebbene, la Regione è già molto oltre, avendo già da tempo comunicato al concessionario che debbono essere affidati a gara tutti i lavori che esso non esegue direttamente.

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