Home / Posts Tagged "Panevin"

“Sorprende tanta solerzia nell’indagare uno studente minorenne che manifesta pacificamente per l’ambiente, a maggior ragione vista la continua emergenza sanitaria che viviamo a Treviso. Invito i magistrati ad aprire un fascicolo contro le autorità regionali visto che gli attuali Piano aria e Piano energia sono il primo inefficace e il secondo dannoso, con conseguenze negative per la salute dei veneti”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, commentando l’avviso di garanzia per un ragazzo di 17 anni, segnalato al Tribunale dei minori di Venezia per manifestazione non autorizzata, dopo che lo scorso 29 novembre insieme ad altri manifestanti del Fridays For Future Treviso aveva bloccato per qualche minuto il Put. “Chi scende in piazza per salvaguardare l’ambiente, e quindi il benessere di tutti, senza usare violenza meriterebbe rispetto e vicinanza, non una condanna. È preoccupante pensare che possa rischiare una pena di sei mesi per violazione dell’articolo 18 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), è grave che ci sia una situazione dove si è forti coi deboli e deboli con i forti”.

 

“Magari anche gli adulti avessero la coscienza di questi ragazzi – insiste il vicepresidente della commissione Ambiente – In Veneto sei capoluoghi su sette sforano sistematicamente i limiti di Pm10, con il triste primato di Treviso che a inizio anno aveva l’aria più irrespirabile di Pechino con valori record fino a 445 microgrammi per metro cubo. In Italia, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente ci sono state 84.400 morti premature a causa dello smog, concentrate soprattutto in Pianura Padana; siamo sotto procedura di infrazione europea per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria e rischiamo multe miliardarie; abbiamo un presidente di Regione che in piena emergenza sanitaria appicca il fuoco ad enormi, spropositati e inquinantissimi Panevin e davvero il problema è uno studente che per pochi istanti svicola da un percorso prestabilito, senza danneggiare niente e nessuno?”.

“Mentre in provincia di Treviso vengono rilevati picchi di inquinamento da Pm10, con un picco nel capoluogo superiore nove volte ai limiti, Zaia si diverte a fare il piccolo Nerone di casa nostra, accendendo i falò dell’Epifania, i cosiddetti Panevin, diventando complice di una situazione di totale illegalità. Quando invece, vista l’emergenza, dovrebbe imporre attenzione e moderazione”. Ad affermarlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente commentando i dati relativi alle polveri sottili nella Marca Trevigiana.

 

 

“Il 31 dicembre e per l’Epifania si sono registrati i livelli massimi, dovuti a fuochi artificiali e botti nel primo caso e falò nel secondo. Basti pensare che il 6 gennaio la centralina dell’Arpav di Treviso città ha toccato i 445 microgrammi per metro cubo, a fronte di un limite massimo di 50. Gran parte del Veneto, come tutta la Pianura padana, è una camera a gas: con un quadro simile bisognerebbe evitare ogni deroga e ogni fonte inquinante che vada ad aggravare il problema. Zaia però, anziché dare il buon esempio, ha preferito correre in lungo e largo la provincia di Treviso per appiccare il fuoco a quattro falò, uno dei quali, ad Arcade, è il più grande e imponente d’Italia essendo alto dieci metri. Da buon padre di famiglia, come ama spesso definirsi, dovrebbe avere la serietà e il coraggio per spiegare ai propri figli, in questo caso i cittadini trevigiani, che in certi casi anche le tradizioni possono essere messe in discussione, soprattutto se vanno ad aggravare una situazione di illegalità ed emergenza sanitaria. Ormai la tradizione genuina dei Panevin si è trasformata in una gara a chi fa il falò più alto, in una dannosa ostentazione. E cosa dire delle tonnellate di anidride carbonica sprigionate dalle fiamme proprio quando viviamo una emergenza climatica dove dall’Australia arrivano notizie e immagini che fanno piangere?”.

 

 

“La Regione – prosegue Zanoni – non può continuare a far finta di niente. In Consiglio, lo scorso 18 dicembre abbiamo approvato la Relazione sulla conformità dell’ordinamento regionale alle norme dell’Ue e risulta che il Veneto è interessato da ben quattro procedure di infrazione per violazione delle direttive comunitarie, inclusa quella sanitaria sulla qualità dell’aria. La procedura – ricorda il consigliere democratico – è aperta dal 2014 e riguarda la mancata attuazione di misure appropriate per garantire la conformità ai valori limite dei Pm10. Attualmente la Regione delega ai sindaci, con particolare riferimento ai Comuni con oltre 30mila abitanti, il compito di imporre provvedimenti per contenere l’inquinamento dell’aria. È un lavarsene le mani, vuol dire scaricare sui sindaci la patata bollente come se lo smog conoscesse i confini amministrativi e come se i Comuni meno popolosi non avessero questo tipo di problematica. È una situazione inaccettabile, già lo scorso 10 gennaio ho inoltrato una denuncia alla Commissione europea nei confronti della Regione per violazione della Direttiva sulla qualità dell’aria, poiché con il Piano dell’aria non ha adottato le misure necessarie per contrastare l’inquinamento”.

 

 

Zanoni sottolinea poi la questione sanitaria legata all’esposizione di polveri sottili: “L’Agenzia europea per l’ambiente, nel Rapporto 2018, ha determinato che in Italia muoiono prematuramente ogni anno 60.600 cittadini a causa del particolato, cifra che sale a 84.400 se consideriamo tutti gli inquinanti. Inoltre l’Oms ha individuato tra gli effetti dello smog da polveri sottili infarto, ictus, embolia, polmonare, cancro e numerose malattie a polmoni, bronchi, cuore, cervello e arterie. Malattie che colpiscono soprattutto bambini e anziani”.

 

 

“Considerato questo ‘bollettino di guerra’, sarebbe meglio organizzare feste con vin brûlé, pinza e canti popolari al posto dei fuochi – suggerisce Zanoni – Credo che se fossero adeguatamente informati e consapevoli, molti dei circa 40mila trevigiani che partecipano ai Panevin rivedrebbero le proprie posizioni. E infine sarebbe l’ora anche di ascoltare le sacrosante richieste dei rimanenti 800mila trevigiani che poi spesso si trovano nelle condizioni di non poter nemmeno arieggiare la propria abitazione o fare due passi all’aperto senza il rischio di affumicare casa e abiti”.

Venerdì 05 gennaio, a partire dalle 20.30, avrà luogo la 28^ edizione del tradizionale “Pan e Vin” organizzato dal Gruppo Amici per Casale in collaborazione con la Protezione Civile, il Gruppo Alpini, i Carabinieri in Congedo e la Federazione Italiana Attività Subacquee. I sub scenderanno lungo le acque del Sile fino al Porticciolo per accendere la catasta con le torce, in un suggestivo contesto illuminato dallo spettacolo pirotecnico. Al termine, vin brulè, cioccolata calda e pinza per i partecipanti.

POST TAGS:

Il sindaco autorizza solo 5 falò controllati, ma Meolo non pone vincoli. “Se il mio vicino accende una sigaretta, anch’io respiro il suo fumo”

 

“Dall’esame dei dati di concentrazione di PM10, registrati dalle stazioni di rilevamento della qualità dell’aria e resi disponibili dall’Arpav, Roncade è al livello 0, quindi poco inquinata grazie a cittadini piuttosto virtuosi. Purtroppo, se il mio vicino fuma, anch’io respiro combustioni di tabacco”. L’affondo è del sindaco, Pieranna Zottarelli, in riferimento ai fattori inquinanti che si sprigionano dai Panevin non controllati.

 

“Per questo ho emesso un’ordinanza che anche quest’anno vieta i falò privati senza autorizzazione. Dobbiamo prendere atto che Treviso è sensibile a questo problema, specialmente i comuni a sud della provincia, ma non tutti i nostri vicini veneziani lo sono. Ad esempio non ci vorrà molto a farci respirare i fumi dei Panevin di Meolo”.

 

Roncade sta facendo squadra con il capoluogo di provincia per dare segnali educativi in merito all’ambiente, pensando in particolare a bambini e soggetti deboli, perciò se da un lato si limita a fare raccomandazioni sull’accensione di stufe e camini, dall’altro non intende esimersi dall’uniformare le proprie ordinanze a quelle dei Comuni che vogliono evitare picchi di fattori inquinanti per la sera dell’Epifania. “Non saremo complici di chi inquina e i Panevin non diventeranno più la scusa per bruciare ciò che non si intende smaltire” precisa Zottarelli.

 

“Vogliamo anche noi salvaguardare le nostre tradizioni, però con falò ben controllati. Abbiamo autorizzato infatti i Panevin di San Cipriano, Biancade, Vallio, Ca’ Tron e quello sulle acque del Sile di Musestre, organizzato in collaborazione col comune di Quarto D’Altino. Non sagre paesane, ma momenti di aggregazione collettiva.”

POST TAGS:

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni