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Competitività, innovazione, benessere aziendale, formazione continua e tanti nuovi posti di lavoro in Veneto e in Friuli Venezia Giulia

 

La Euromec2 di Portogruaro festeggia il suo 34esimo compleanno. Attiva sul mercato dal 1985, oggi è partner di riferimento per più di 25.000 aziende nel mondo dell’Automotive e della Mobilità per il territorio del Triveneto e della Lombardia – ora in piena fase espansiva -, nel mondo dell’Industria e dell’Artigianato per tutto il territorio italiano.

 

L’azienda distribuisce il marchio Innotec della multinazionale belga PCS Innotec International NV, che sviluppa e produce prodotti innovativi per uso professionale; ovvero soluzioni tecnico-chimiche per la manutenzione, l’installazione, la riparazione.

 

 

Con oltre 80 tra dipendenti, venditori tecnico-commerciali e capi area, Euromec2 mira a essere sempre più vicina ai clienti diventando per loro un partner insostituibile.

 

 

La crescita del Paese parte dalla crescita delle persone ed Euromec2 offre con orgoglio nuovi posti di lavoro qualificati su tutto il territorio nazionale, curando la formazione e certificando le competenze. L’azienda crea quindi seri e strutturati percorsi di crescita personale intorno a 4 principi e valori: Qualità – Formazione – Rispetto per le persone – Benessere Aziendale.

 

Euromec2 ricerca personale

Le ricerche di personale sono aperte in tutta Italia, soprattutto in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. L’azienda valuta candidature per Capi Area e Venditori Tecnici Commerciali ([email protected]).

 

 

Info

Euromec2

Via Maestri del Lavoro, 6 – 30026 Portogruaro (VE)

tel.  0421.275018

sito

Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi è il libro scritto dai componenti dell’Associazione Cosa Vostra, diretta da giovani laureati e laureandi che collaborano con Repubblica.it (Blog Mafie) e pubblicato dalla casa editrice Linea Edizioni. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, primo firmatario della proposta di legge che introdusse il reato di associazione di stampo mafioso nel codice penale; inoltre vede la postfazione di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore che da oltre trent’anni segue le vicende di mafia. Con i contributi di giornalisti e le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia; Mafia come M si rivolge a tutti coloro interessati a saperne di più sul fenomeno della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

Com’è affrontato il tema

Mafia come M affronta un argomento che si è rivelato di forte attualità nel Nordest: la presenza delle mafie. E lo fa rivolgendosi agli studenti del Triveneto, dove per lo più opera Cosa Vostra, arrivata ormai al quarto anno della sua attività. Fin dalla sua fondazione, l’associazione si è posta l’obiettivo di parlare ai giovani e di sensibilizzarli riguardo ai temi come la mafia e la legalità. Così nasce il progetto di Mafia come M, redatto per conoscere il mondo della criminalità organizzata, dando un mezzo per comprenderla e, quindi, investigarne le varie forme in cui essa si presenta.

 

 

Il volume si apre con una domanda: “Che cos’è la mafia?” Un quesito, questo, che i componenti di Cosa Vostra pongono all’inizio di tutti gli incontri realizzati con gli studenti. Anche se la domanda può sembrare semplice, le risposte non sono mai scontate. L’interesse evidenziato dai ragazzi di comprendere in maniera più approfondita il sistema e il fenomeno mafiosi sono il motore di questo volume; esso si presenta come un vademecum per l’analisi della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

L’obbiettivo del libro

L’obbiettivo è anche quello di andare oltre la “Mafia del Brenta”, ma senza dimenticarla né stigmatizzarla come un fenomeno meramente criminale. E così, con una profonda ricerca storica, nel libro si legano fatti passati di cronaca giudiziaria, come il caso Verona “Bangkok d’Italia” e l’indagine degli anni Ottanta della Procura di Trento, le operazioni “Luna Park” e “Cadore”, gli interessi economici dei Lo Piccolo di Palermo, i sequestri di persona e i mafiosi mandati al “confino” nel Nordest, alle recenti indagini contro esponenti della Camorra e della ‘Ndrangheta: le inchieste degli ultimi anni come “Aemilia”, “Jonny”, “Gambling”, “Stige”, “Valpolicella”, “Fiore Reciso”, “At Least” hanno coinvolto esponenti della società civile, come avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici e privati. Ed è questa la mafia che si vuole spiegare ai più giovani. Senza temere di fare nomi: ci sono i vari Donadio, Giglio, Multari, ecc. Ci sono le loro aziende che hanno operato in maniera del tutto normale in un territorio che spesso ha sottovalutato e anzi negato la presenza del crimine organizzato di stampo mafioso, ritenendosi talvolta e con colpa innocente.

 

 

Com’è descritta

Mafia come M traccia in maniera puntuale la genesi delle mafie che si sono stanziate nel Nordest. Mafie che ancora oggi tendono a non essere considerate dalla popolazione come fenomeni reali e pericolosi, nonostante le inchieste e le operazioni della magistratura. Il rischio ancora oggi è quello di pensare che il crimine organizzato esista e agisca soltanto nel Sud Italia o che, comunque, convenga. Ma non solo: il volume tocca argomenti come le mafie straniere, l’ecomafia, il riciclaggio di denaro sporco e le false fatturazioni, i beni confiscati e la corruzione e, tramite il ricordo delle vittime di mafia, con alcune testimonianze dirette dei familiari, vuole incentivare una maggiore consapevolezza nei confronti del fenomeno criminale, così che le future generazioni possano portarne avanti la memoria e mantenere vivo l’interesse per una giustizia nei loro confronti, come ribadito anche dalla frase simbolo scelta dai ragazzi di Cosa Vostra: “È un libro di incontri che vuole dare speranza, laddove è gettato il seme della conoscenza”.

Situazione allarmante quella descritta per il Veneto dal sito Climate Central, formato da scienziati indipendenti e da giornalisti.

 

Relativamente allo studio sulla previsione delle aree italiane che verranno sommerse dal mare entro il 2050, questo sito ipotizza che l’area più a rischio allagamento in Italia sia il Nord Est.

 

Secondo questo studio, nell’ipotesi di un innalzamento della temperatura media di almeno 2 gradi – cosa non difficile se l’inquinamento da anidride carbonica resterà quello attuale – il mare Adriatico arriverà a lambire le città di Padova e Treviso, mentre verranno sommerse Venezia, Rovigo e San Donà di Piave.

 

Siamo arrivati alla follia, visto che le decisioni prese dai 197 paesi presenti alla Conferenza Internazionale sul Clima non sembrano sufficienti per affrontare il problema del cambiamento mondiale del clima.

 

Non sembrano abbiano avuto grande ascolto nemmeno gli avvertimenti accorati degli scienziati, che hanno messo in guardia sull’innalzamento delle temperature medie. Un innalzamento che deve essere contenuto entro 1,50 gradi, se non vogliamo arrivare alla catastrofe.

 

L’avvertimento è che le emissioni di anidride carbonica dovranno essere ridotte del 45%. Se così non sarà, le temperature medie aumenteranno a breve di almeno 2 gradi. Quei 2 gradi che, appunto, innalzerebbero l’Adriatico fino a sommergere parte del Nord Est, come ipotizzato dal sito americano Climate Centrale.

 

Ecco la mappa del Veneto sommerso nel 2050, se la temperatura media si innalzasse di 2 gradi.

 

 

 

Fonte immagine: sito Climate Central

Zanoni (PD): “Le istituzioni si preoccupino di questo anziché zittire Don Ciotti”

 

“Ancora arresti per criminalità organizzata in Veneto. Da tempo denunciamo le crescenti infiltrazioni mafiose nella nostra regione, fenomeno sottovalutato dalle istituzioni. Per questo, se da un lato faccio i complimenti ai Ros dei carabinieri, dall’altro credo sia urgente una missione in Veneto della commissione parlamentare Antimafia”. Così Andrea Zanoni commenta l’operazione che ha inflitto un duro colpo alla ‘ndrina calabrese legata alla famiglia Multari, con sette arresti.

 

“Il Nord Est è il motore trainante dell’economia italiana ed è ovvio che scateni gli appetiti della criminalità organizzata, che vede l’occasione per fare affari senza necessariamente dover sparare. A dicembre c’era stata un’operazione analoga contro il clan dei Casalesi, con altri sette arresti. Purtroppo non c’è abbastanza coscienza della gravità del fenomeno. A partire dalla Regione: ricordo che nell’ultima sessione di bilancio la maggioranza ha bocciato un nostro emendamento, con cui veniva stanziato un milione per un Piano straordinario di controllo delle attività di smaltimento dei rifiuti, settore dove le attività illegali sono in aumento, come testimoniano i numerosi incendi nei centri di trattamento. E i veneti la smettano di pensare di vivere in un’isola felice: secondo una ricerca effettuata da Libera, il 45,3% degli intervistati ritiene la mafia una presenza marginale. E a proposito di Libera – conclude il consigliere democratico – le istituzioni stiano a fianco di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata, anziché preoccuparsi di zittire Don Ciotti”.

Epicentro a Ravenna. Magnitudo 4,6

 

Forte scossa di terremoto a carattere ondulatorio avvertita alle 00.03 della scorsa notte, in modo particolare nelle provincie di Venezia, Treviso, Padova e in tutto il Nord Est.

 

Molte le chiamate alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco, che informano: “Abbiamo ricevuto una decina di telefonate segnalanti una scossa di terremoto importante. Nessuna segnalazione di feriti o danni. Le chiamate sono arrivate da Treviso, Conegliano, Venezia, Piombino Dese”.

 

L’epicentro del sisma è stato posizionato al largo di Ravenna, a una profondità di circa 20 chilometri con una magnitudine di 4,6 gradi della scala Richter. Tanto spavento in città con lievi danni agli edifici, ma non alle persone.

 

Sono seguite una serie di scosse più lievi sino alle 5 di questa mattina.

 

La scossa di questa notta è stata la più significativa verificatasi a Ravenna negli ultimi trenta anni. In Romagna ricordiamo il terremoto del 2012.

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