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Situazione allarmante quella descritta per il Veneto dal sito Climate Central, formato da scienziati indipendenti e da giornalisti.

 

Relativamente allo studio sulla previsione delle aree italiane che verranno sommerse dal mare entro il 2050, questo sito ipotizza che l’area più a rischio allagamento in Italia sia il Nord Est.

 

Secondo questo studio, nell’ipotesi di un innalzamento della temperatura media di almeno 2 gradi – cosa non difficile se l’inquinamento da anidride carbonica resterà quello attuale – il mare Adriatico arriverà a lambire le città di Padova e Treviso, mentre verranno sommerse Venezia, Rovigo e San Donà di Piave.

 

Siamo arrivati alla follia, visto che le decisioni prese dai 197 paesi presenti alla Conferenza Internazionale sul Clima non sembrano sufficienti per affrontare il problema del cambiamento mondiale del clima.

 

Non sembrano abbiano avuto grande ascolto nemmeno gli avvertimenti accorati degli scienziati, che hanno messo in guardia sull’innalzamento delle temperature medie. Un innalzamento che deve essere contenuto entro 1,50 gradi, se non vogliamo arrivare alla catastrofe.

 

L’avvertimento è che le emissioni di anidride carbonica dovranno essere ridotte del 45%. Se così non sarà, le temperature medie aumenteranno a breve di almeno 2 gradi. Quei 2 gradi che, appunto, innalzerebbero l’Adriatico fino a sommergere parte del Nord Est, come ipotizzato dal sito americano Climate Centrale.

 

Ecco la mappa del Veneto sommerso nel 2050, se la temperatura media si innalzasse di 2 gradi.

 

 

 

Fonte immagine: sito Climate Central

Zanoni (PD): “Le istituzioni si preoccupino di questo anziché zittire Don Ciotti”

 

“Ancora arresti per criminalità organizzata in Veneto. Da tempo denunciamo le crescenti infiltrazioni mafiose nella nostra regione, fenomeno sottovalutato dalle istituzioni. Per questo, se da un lato faccio i complimenti ai Ros dei carabinieri, dall’altro credo sia urgente una missione in Veneto della commissione parlamentare Antimafia”. Così Andrea Zanoni commenta l’operazione che ha inflitto un duro colpo alla ‘ndrina calabrese legata alla famiglia Multari, con sette arresti.

 

“Il Nord Est è il motore trainante dell’economia italiana ed è ovvio che scateni gli appetiti della criminalità organizzata, che vede l’occasione per fare affari senza necessariamente dover sparare. A dicembre c’era stata un’operazione analoga contro il clan dei Casalesi, con altri sette arresti. Purtroppo non c’è abbastanza coscienza della gravità del fenomeno. A partire dalla Regione: ricordo che nell’ultima sessione di bilancio la maggioranza ha bocciato un nostro emendamento, con cui veniva stanziato un milione per un Piano straordinario di controllo delle attività di smaltimento dei rifiuti, settore dove le attività illegali sono in aumento, come testimoniano i numerosi incendi nei centri di trattamento. E i veneti la smettano di pensare di vivere in un’isola felice: secondo una ricerca effettuata da Libera, il 45,3% degli intervistati ritiene la mafia una presenza marginale. E a proposito di Libera – conclude il consigliere democratico – le istituzioni stiano a fianco di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata, anziché preoccuparsi di zittire Don Ciotti”.

Epicentro a Ravenna. Magnitudo 4,6

 

Forte scossa di terremoto a carattere ondulatorio avvertita alle 00.03 della scorsa notte, in modo particolare nelle provincie di Venezia, Treviso, Padova e in tutto il Nord Est.

 

Molte le chiamate alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco, che informano: “Abbiamo ricevuto una decina di telefonate segnalanti una scossa di terremoto importante. Nessuna segnalazione di feriti o danni. Le chiamate sono arrivate da Treviso, Conegliano, Venezia, Piombino Dese”.

 

L’epicentro del sisma è stato posizionato al largo di Ravenna, a una profondità di circa 20 chilometri con una magnitudine di 4,6 gradi della scala Richter. Tanto spavento in città con lievi danni agli edifici, ma non alle persone.

 

Sono seguite una serie di scosse più lievi sino alle 5 di questa mattina.

 

La scossa di questa notta è stata la più significativa verificatasi a Ravenna negli ultimi trenta anni. In Romagna ricordiamo il terremoto del 2012.

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