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“Di fronte a un’Europa invasiva, secondo la quale non si può più applicare l’ergastolo ai criminali e ai mafiosi, dico all’Europa che limiti la sua giurisdizione, la limiti ai confini dell’Italia, almeno in questo ambito. Di fronte all’assurdità di tale pronunciamento, il primo pensiero va alle tante vittime degli ergastolani, cittadini e servitori dello Stato assassinati dove lo Stato non è riuscito a imporsi: penso ai Giudici Falcone e Borsellino, a Rosario Livatino, a Ninni Cassarà, a Don Puglisi, ai tanti uomini e donne delle Forze dell’Ordine assassinati, ai bambini che, come il piccolo Giuseppe Di Matteo, non sono stati risparmiati dalla brutalità che, secondo questo pronunciamento, non meriterebbe l’ergastolo”.

 

È questa la reazione del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, all’intervento della Corte di Giustizia Europea in materia di ergastolo in Italia.
“Giù le mani dall’ergastolo – aggiunge Zaia – che deve assolutamente rimanere come pena definitiva per chi ha commesso reati gravissimi e omicidi efferati, magari plurimi, come purtroppo spesso accade in generale, e in particolare nell’ambito dei crimini mafiosi”.

 

“Non dimentichi l’Europa – aggiunge Zaia – che la criminalità organizzata, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, ha una sua specificità che non prevede la redenzione completa. Un mafioso è tale per tutta la vita. E peraltro già esistono ampie forme di clemenza per i collaboratori di giustizia che, dimostrandosi credibili e portando prove circostanziate in un cammino di pentimento, ottengono sconti di pena e anche protezione. Ma – conclude Zaia – ci si deve fermare qui, perché le vittime di questi criminali e i loro cari un’altra possibilità non la potranno avere mai”.

All’alba di oggi, i Carabinieri di Padova e la Guardia di Finanza di Venezia hanno iniziato una vasta operazione anti ‘ndrangheta. Sono ben 33 le ordinanze di custodia cautelare dovute alle indagini eseguite dalla procura distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di appartenenti a un’organizzazione criminale.

 

I reati contestati sono molto gravi: vanno da associazione di stampo mafioso, a estorsione, violenza, usura, sequestro di persona, riciclaggio ed emissione di fatture false.

 

Il blitz coinvolge più regioni italiane. Nel Veneto sono in corso perquisizioni a Treviso, Vicenza, Padova, Belluno e Rovigo.

 

“Mentre attendiamo i particolari, che verranno resi noti più tardi, è già chiaro che siamo di fronte a una nuova importante operazione contro la criminalità organizzata nel Veneto. Una conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, dell’efficienza della procura distrettuale antimafia di Venezia guidata da Bruno Cherchi e del coordinamento delle forze dell’ordine sul campo, che ci regalano questa belle notizie. La giornata comincia bene”.

 

A diro è il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, appresa la notizia della vasta operazione anti ‘ndrangheta condotta in Veneto.

 

“Che si tratti di criminalità organizzata o no – aggiunge Zaia – questi figuri devono capire che il Veneto è terra di onestà e di legalità, che non sopporta i delinquenti e che è supportata da Inquirenti e Forze dell’Ordine tenaci, preparati, duri quanto serve. Pane duro da masticare per il crimine, che lo sarà ogni giorno di più. Vale a dire tolleranza zero”.

“Non bastano i ringraziamenti a magistratura e forze dell’ordine. Anche la Regione deve fare la propria parte, finora ha sottovalutato la presenza della criminalità organizzata in Veneto. Che adesso è una vera emergenza”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico interviene sulla maxioperazione anticamorra che ha portato all’arresto di cinquanta persone, tra cui il sindaco di Eraclea, con perquisizioni a Venezia, nel Trevigiano e a Casal di Principe, in provincia di Caserta.

 

“Gli ultimi episodi, appena una settimana fa c’erano stati sette arresti per ‘ndrangheta e a dicembre un altro blitz contro i Casalesi, testimoniano il perverso intreccio tra criminalità, imprenditori e mondo politico, come ha anche sottolineato il procuratore della Repubblica di Venezia Bruno Cherchi, che ringrazio insieme al procuratore generale antimafia Ferdinando Cafiero De Raho. In Regione invece c’è chi continua a ritenere il fenomeno mafioso poco più che marginale, quando servirebbe ben altro impegno. Ricordo i ritardi nell’istituire l’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata o il minimizzare i continui incendi nei centri di trattamento e smaltimento rifiuti, quando è ormai acclarato che il traffico illegale è uno dei business più redditizi per i clan. Di campanelli d’allarme ne sono suonati ormai parecchi: Zaia e la Giunta non siano ancora sordi e si occupino di questo drammatico fenomeno sul versante della prevenzione. Anche nelle scuole, invece di pensare all’insegnamento del dialetto o alle leggi identitarie. Oppure pensano che si risolva tutto come per incanto grazie all’autonomia?”, insiste Zanoni, auspicando la presenza della Regione alla manifestazione nazionale organizzata a Padova da Libera il 21 marzo. “Un’adesione non puramente formale, a cui far seguire atti concreti per combattere la vera piaga dell’Italia”.

Zanoni (PD): “Le istituzioni si preoccupino di questo anziché zittire Don Ciotti”

 

“Ancora arresti per criminalità organizzata in Veneto. Da tempo denunciamo le crescenti infiltrazioni mafiose nella nostra regione, fenomeno sottovalutato dalle istituzioni. Per questo, se da un lato faccio i complimenti ai Ros dei carabinieri, dall’altro credo sia urgente una missione in Veneto della commissione parlamentare Antimafia”. Così Andrea Zanoni commenta l’operazione che ha inflitto un duro colpo alla ‘ndrina calabrese legata alla famiglia Multari, con sette arresti.

 

“Il Nord Est è il motore trainante dell’economia italiana ed è ovvio che scateni gli appetiti della criminalità organizzata, che vede l’occasione per fare affari senza necessariamente dover sparare. A dicembre c’era stata un’operazione analoga contro il clan dei Casalesi, con altri sette arresti. Purtroppo non c’è abbastanza coscienza della gravità del fenomeno. A partire dalla Regione: ricordo che nell’ultima sessione di bilancio la maggioranza ha bocciato un nostro emendamento, con cui veniva stanziato un milione per un Piano straordinario di controllo delle attività di smaltimento dei rifiuti, settore dove le attività illegali sono in aumento, come testimoniano i numerosi incendi nei centri di trattamento. E i veneti la smettano di pensare di vivere in un’isola felice: secondo una ricerca effettuata da Libera, il 45,3% degli intervistati ritiene la mafia una presenza marginale. E a proposito di Libera – conclude il consigliere democratico – le istituzioni stiano a fianco di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata, anziché preoccuparsi di zittire Don Ciotti”.

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