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Azzurro, azzurro, mettete in un frullatore azzurro calcio e passione popolare e il gioco è fatto.

 

Invece sabato prossimo con la Grecia, partita valida per la qualificazione ai campionati Europei, la nazionale di calcio scenderà in campo con la casacca verde… Tenetevi forte, avete capito bene sì.

 

È dal 1954, parentesi non propriamente allegra che arrivò fino al 1958, con la mancata qualificazione ai Mondiali in Svezia – solo Ventura riuscì a eguagliare una simile disfatta – che il colore non si cambiava, ma sembra che Mancini non sia superstizioso.

 

Il verde del Rinascimento, è questa la mossa culturale piuttosto spregiudicata e sofisticata nel suo più intimo incedere, in quanto la nazionale di Roberto da Jesi vanta una rosa giovane e balda, nuova e aerobica, di quelle che promettono allori.

 

Ma la maglia, la maglia, da Pozzo a Bearzot, fino a Lippi nella magica notte di Berlino e poi Rivera, Mazzola e il 4 a 3 di Italia Germania, Rossi, Tardelli, e Altobelli, Del Piero e il “rigorista” Grosso, ha sempre avuto un colore, l’azzurro, imprescindibile e terso, come il cielo.

 

Cade l’ultimo baluardo anche per gli azzurri? Che una alla volta tutte le società hanno ceduto alla tentazione di rifarsi la maglia, con risultati il più delle volte poco inclini al rispetto della tradizione.

 

Ma tranquilli, sarà solo per una volta, un omaggio a quella partita del 1954 contro l’Argentina, ma nella specifica occasione il motivo era di quelli seri, decise l’arbitro, le maglie delle due squadre erano molto simili e si sarebbero potute confondere, fece bene e portò a casa il match.

 

Fino al prossimo cambio di maglia.

 

 

Mauro Lama

Tripletta d’oro internazionale nella specialità bipinne per Viola Magoga, diciottenne di Ponte di Piave (Tv) in trasferta in questi giorni con la Nazionale Italiana a Patrasso, in Grecia, per la seconda edizione dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia.

 

L’atleta tesserata con Natatorium Treviso ha dominato la scena nella piscina intitolata al nuotatore greco Antonis Pepanos, portando a casa nella giornata di lunedì l’oro nei 50 pinne, fermando il cronometro a 00:22.340 davanti alla spagnola Silvia Barnes Corominas e all’italiana Elisa Mammi e stabilendo il nuovo record femminile della manifestazione.

 

Martedì pomeriggio, invece, la trevigiana è stata protagonista della finale dei 100 pinne, dove ha conquistato la prima piazza con il tempo di 00:49.730, superando l’atleta di casa Sofia Ktena e la francese Alycia Klein. Sempre nel pomeriggio di ieri, infine, Magoga ha preso parte alla staffetta 4×50 mista, piazzandosi insieme ai connazionali Elisa Mammi, Riccardo Romano e Michele Russo sul primo gradino del podio con il tempo di 00:01:23.470, davanti alle rappresentative greca e spagnola.

 

Grande soddisfazione per la comunità di Ponte di Piave, in cui l’atleta è residente, e anche per la città di Treviso, presso le cui piscine comunali si allena. Non è la prima medaglia internazionale nel pinnato per Magoga, che vanta già un argento e un bronzo, vinti agli europei juniores 2018, e un bronzo ai mondiali giovanili nel 2017.

Vittoria bis con la Giamaica, col Brasile per il primato

 

Una stupenda Italia batte la Giamaica nella seconda giornata del gruppo eliminatorio nei Campionati del Mondo femminili in Francia e strappa così il pass per gli ottavi di finale, con un turno di anticipo. È la prima volta nella storia delle azzurre che ai Mondiali avviene un evento simile, con addirittura una giornata ancora da disputarsi. Partita che, oltre al fascino legato al nome e alla storia dell’avversario, ha comunque una valenza importante: chiudere al primo posto il raggruppamento per garantirsi un ottavo di finale contro la seconda in classifica di un altro girone.

 

Ad attenderci ci sarà il Brasile, che avrà motivazioni anche maggiori rispetto a quelle dell’Italia, consapevole che dovrà a tutti i costi provare a vincere per mantenere possibilità di qualificazione, dando per scontato che l’Australia faccia di un solo boccone la Giamaica nell’ultima giornata del raggruppamento. Eppure, ai verdeoro una vittoria potrebbe non bastare: alta è la possibilità di ritrovarsi a sei punti in tre squadre, a quel punto conterebbe oltre alla classifica avulsa la differenza reti e qui il Brasile parte svantaggiato, avendo segnato solo tre gol alla Giamaica. Una goleada dei canguri estrometterebbe di fatto le brasiliane dal Mondiale, mentre l’Italia ha delle buone chance di conquistare il primo posto del girone.

 

L’Italia invece fa il suo dovere alla grande, dilaga e rifila ben cinque reti alle giamaicane, non subendone alcuna. Azzurre che si divertono e fanno divertire: con alcune reti dall’evidente partecipazione della difesa avversaria ma altre invece di pregevole fattura delle nostre rappresentanti. Il bottino di questo Mondiale parla chiaro: sette reti segnate e una sola subita, un ruolino di marcia non immaginabile alla vigilia della kermesse continentale.

 

Azzurre che sin dall’esordio avevano stupito ed emozionato, con quella vittoria all’ultimo secondo firmata da Bonasera e che gettava solide basi per una qualificazione da chiudere sin dalla seconda giornata, così è stato. Un risultato prestigioso visto che proprio le australiane sembravano essere tra le più accreditate per la vittoria finale, una previsione legittimata dal successo pirotecnico ottenuto contro il Brasile della veterana Marta, andata a segno e alla sua ultima partecipazione in un Mondiale.

 

Ora, Brasile-Italia, vale tanto per noi: dovessimo ottenere almeno un pareggio ci garantiremmo la prima posizione. Il vantaggio, quanto meno teorico, sarebbe importante e ci permetterebbe di non incrociare delle teste di serie pericolose, così da avere maggiori chance di proseguire questo fantastico cammino Mondiale. Mancavamo da 20 anni, ci siamo ripresentati come meglio non potevamo: occhio però al Brasile, consapevole e data per certa la vittoria australiana contro la cenerentola del gruppo, saranno agguerrite ma anche cariche di pressione per quest’ultima tornata del girone.

 

Il sogno delle azzurre, comunque vada, continua. E vista come è andata la partita inaugurale contro una delle papabili vincitrici, non c’è da avere timore di alcuno in sede di sorteggio: a preoccuparsi, semmai, dovrà essere chi pescherà queste terribili azzurre.

 

Photo Credits: www.open.online

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