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Nome Gennaro, cognome Arma, anni 45, di Meta di Sorrento dove il mare te lo porti sempre appresso, professione Comandante.

Leggetelo con la C maiuscola.

 

Succede che la Diamond Princess, nave da crociera con 3.711 persone a bordo dal 5 febbraio in quarantena al porto di Yokohama in Giappone dopo che un turista era risultato positivo al test del Coronavirus viene evacuata il 27 dai passeggeri e ieri dall’intero equipaggio, registrando 705 contagi e ben 6 morti.

 

Ma questa è la mera cronaca, dentro c’è un vero Comandante che fin da subito ha saputo essere ferreo e umano, sfoderando tutta la sua saggezza di uomo di mare, impartendo ordini ma comprendendo immediatamente che la storia si faceva tosta e incline alla bagarre, indomita.

 

E quella nave strapiena, quasi una piccola cittadina che chiede lumi sulla guarigione, i contagi, i decessi.
Ma la barra è dritta e con la calma olimpica di chi ha rispetto per l’uomo e i codici della navigazione il Comandante vince.
Con quella faccia un po’ così, con il perfetto phisique du role, riesce ad arrivare a fare quello che lui considera normale ma per tutti noi resta eroico.

E quell’immagine che ci rimanda a lui, mentre impeccabile, in perfetta uniforme, mascherina e trolley sbarca dalla nave compie il giro del mondo. Meritatamente.

L’ultimo a mettere piede in terra.

 

Mauro Lama
#Instacult

Arrivo a Venezia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli dopo l’incidente della nave da crociera MSC Opera a San Basilio. Toninelli non si è incontrato con il Sindaco della Città lagunare né con il Governatore del Veneto, ma a quanto pare con i rappresentanti dei comitati No Grandi Navi.

 

Dopo un breve giro aereo su Marghera, il ministro ha dichiarato che le navi sono pericolose poiché, come riporta Il Gazzettino: “Canale dei petroli e Porto Marghera non sono soluzioni adeguate. Questa è una zona a rischio Seveso, ci sono raffinerie, ci sono stoccaggio di benzine e petrolchimici. Non posso accettare il rischio che una nave con a bordo circa seimila persone vada a scontrarsi contro una petroliera attraccata, magari contro una raffineria”.

Il noto saluto, ormai internazionale, altro non è che la contrazione del venezianissimo servo vostro – ssciàvo – ovvero schiavo.

 

Era accompagnato da un inchino e serviva a cedere il passo ad una signora  o a un uomo di grado superiore, in
segno di riverenza.
Oggi associare l’inchino, di schettina memoria, all’incidente di domenica 2 giugno a Venezia, è fin troppo facile. E dopo l’inchino arriva il ciao purché si tratti di un ciao definitivo, o meglio di un addio, tutti chiedono a gran voce. Sopratutto la stampa estera, che si meraviglia del fatto che simili mostri passino per il bacino di San Marco! E già, come se le grandi navi portassero in gita i gondolieri di Venezia!
Erano gli anni ’70 -’80, quando noi mestrini passavamo  con i barchini o piccoli semi cabinati per quella che potremmo definire la tangenziale acquea  di Venezia, ovvero l’orrido canale dei Petroli, arrivando a Sottomarina. Un divieto morale ci impediva di “tagliare” per Venezia, attraversandola, ovunque volessi andare.
Poi sono arrivate loro, le navi condominio, e il divieto morale si è trasformato in diritto alla sopravvivenza.
Di quanto sia pericoloso per gli altri mezzi transitare tra pilote e grandi navi, si parla poco . Spostarle bisogna, dove lo diranno i tecnici, a noi basta una sola parola, ciao.
Silvia Moscati

Ieri pomeriggio alle 18 la nave da carico “Hala B” ha preso fuoco a tre miglia al largo dalla bocca di porto di Chioggia.

 

La nave trasportava legname. Sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco di Chioggia e di Mestre che, una volta a bordo, non hanno potuto operare con le pompe a causa del blocco dei generatori di corrente. Dopo un’ora è stato dato l’ordine di abbandonare la nave e tutti i marinai sono sbarcati salvi e indenni.

 

Successivamente sono intervenuti i rimorchiatori, che hanno azionato gli idranti per spegnere le fiamme ormai alte.

Le operazioni sono proseguite tutta la notte e hanno permesso il raffreddamento e lo spegnimento della nave, mentre il personale della squadra dei vigili del fuoco ha ultimato le operazioni di sicurezza.

 

L’incendio ha interessato il castello di poppa, dove è presente la sala macchine e le strutture sovrastanti, ma ha interessato il carico.

Le cause del sinistro sono per ora ignote.

 

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