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«Lo voglio leggere come un passo avanti verso un futuro più green e consapevole, non solo come un atto obbligato che la Regione “subisce” dopo la decisione del Comune di Dolo: che questa sia davvero la pietra tombale sull’ipotesi di sfruttamento del suolo con interventi di quelle dimensioni ciclopiche. Dopo decenni in cui il Veneto ha maltrattato il proprio territorio, anteponendogli la triade cemento/capannoni/profitto, auspico che questo Odg vada finalmente nella direzione giusta».

 

Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, sull’ordine del giorno votato in Consiglio regionale che “impegna la Giunta regionale ad attivarsi convocando gli altri comuni interessati dall’originario progetto Veneto City e la Città Metropolitana di Venezia per procedere alla revoca dell’accordo di programma”.

Cristina Manes Portavoce del Movimento 5 Stelle Mogliano Veneto, capogruppo per cinque anni del Movimento in Consiglio Comunale, nell’imminenza delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio, ha rilasciato un’intervista al nostro quotidiano.

 

Consigliera Manes, quali sono le sue riflessioni sui cinque anni passati in Consiglio Comunale? Quali i risultati della sua azione politica?

Devo dire innanzitutto che per me ‘è stato un onore poter rappresentare il Movimento 5 Stelle come sua portavoce nell’istituzione moglianese. Ho cercato di declinare al meglio i valori del Movimento, attraverso la mia attività politica, nel rispetto e nell’osservanza di tutte le sue regole. Questi cinque anni li ho vissuti con determinazione, che non è mancata neppure quando ho subito forti attacchi personali da parte della maggioranza, tanto
impegno e tanto studio. I risultati? Abbiamo messo in atto il nostro programma, seppur dall’opposizione.

 

Lo testimoniano oltre 56 atti presentati, le 10 mozione approvate, gli atti ispettivi che hanno indirizzato la giunta sui nostri temi. Confrontateli con quelli degli altri gruppi consiliari che hanno fatto da spettatori in questi cinque anni! Ho lavorato sodo anche per trasferire questa “eredità”, formando la squadra che si presenterà alle imminenti elezioni, unica lista certificata del M5S in provincia di Treviso, che sto supportando.

 

Con tanta passione ho partecipato attivamente alla vita del Movimento in tutti i suoi livelli, molte mie proposte in Consiglio comunale sono state condivise da altri Consiglieri M5S del Veneto e non solo. Ora mi occupo di un progetto per le Pari Opportunità del M5S in Veneto e collaboro con un gruppo di lavoro nazionale su questo argomento.

 

Consigliera Manes, qual è il suo giudizio sul sindaco uscente?

Penso che la Sindaca uscente abbia perso una grande opportunità: con i consiglieri di opposizione avrebbe potuto avviare un dialogo costruttivo di cui ne avrebbe beneficiato l’intera cittadinanza, oltre se stessa. Ne esce una figura che amministra in modo autoritario ed autoreferenziale non applicando le regole della condivisione, un esempio su tutti? Il bilancio partecipato. Era nel programma della maggioranza, lo abbiamo chiesto con una nostra mozione e lo hanno bocciato. Ha perso una grande opportunità: ha puntato a soluzioni di facciata nei vari contesti, come specchietti per le allodole, non è entrata nel merito dei punti che sono veramente necessari per i cittadini.

 

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale?

Ci presentiamo per vincere, come al solito corriamo da soli, contro le ammucchiate degli altri partiti. La nostra è una sfida difficile, impari, la vinceremo solo se i cittadini capiranno la differenza tra noi e gli altri. Bisogna informarsi in modo autonomo, attingendo alla fonte delle notizie, non attraverso quello che ci vogliono far credere. Oggi entrambi i candidati si intestano nostre battaglie che hanno combattuto o snobbato. Abbiamo una bella squadra che lavorerà per far emergere e soddisfare le vere priorità per i cittadini. La differenza più importante è il rapporto con la legalità, a partire dalla scelta dei nostri candidati: da noi solo incensurati e senza carichi pendenti. Ci fanno ridere le recenti levate di scudo di Bortolato (Lega) contro Arena (Pd) per il mancato rispetto delle regole in campagna elettorale: “Il bue che dice cornuto all’asino”.

 

Solo il M5S può portare la bandiera della legalità perché è l’unico ad aver fissato delle regole certe, e a farle rispettare, per i propri portavoce innanzitutto. E a Mogliano stiamo rispettando in questa, come nella scorsa competizione elettorale, le regole della campagna elettorale, a differenza di altri. Per noi moralità e legalità nelle istituzioni stanno alla base e la nostra azione in Consiglio lo dimostra. Arena sta conducendo una campagna elettorale molto spinta, inaugurando a pochi giorni dalle elezioni: parcheggi, Centro Anziani, Mercato, non preoccupandosi di quel che dice la legge.

 

Ci rendiamo conto che dopo un ulteriore contributo di 800 mila euro di soldi pubblici al Centro Anziani, il suo Presidente è candidato del Centro Sinistra in appoggio alla Sindaca/Candidata Sindaca? E questo si aggiunge al fatto che la ristrutturazione del Centro Anziani, non è ancora terminata, lo sarà solo tra qualche mese, ma questo è stato
inaugurato ad una settimana dalle elezioni dalla Sindaca, con tanto di fascia tricolore.

 

Vige il divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione (art. 9, c.1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28) e di propaganda (art. 29, c. 6, della legge 25 marzo 1993, n. 81). Infatti dalla data di convocazione dei comizi elettorali (11 aprile 2019) e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.

 

Inoltre, per quanto riguarda le elezioni amministrative, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale, e cioè dal 27 marzo 2019, e per tutta la durata della stessa, è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale.

 

Il suddetto divieto, assistito dalla sanzione penale, per il principio della personalità della responsabilità penale non può che indirizzarsi direttamente ai soggetti titolari di cariche pubbliche a livello locale).

 

Ma ricordiamo tutti, anche attraverso articoli di stampa (La Tribuna di Treviso 18/05/16, Oggi Treviso 17/05/16, etc…), che Bortolato è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Treviso nel 2016, insieme ad altri consiglieri di altri partiti/liste per aver raccolto firme false in occasione della campagna elettorale di cinque anni fa; non
sappiamo se abbia ricorso in appello o abbia sanato la sua posizione con il pagamento di una sanzione.

 

Ad ogni modo, sia il “moralizzatore” Bortolato che la Sindaca uscente hanno infranto anche questa volta come cinque anni fa, la legge, anche perché hanno affisso materiale elettorale fuori dagli spazi consentiti.

 

Infatti per la Legge 4 aprile 1956 n. 212. “Dalla data dell’avvenuta assegnazione degli appositi spazi per la propaganda elettorale e fino alla chiusura delle votazioni, è vietata: l’affissione o l’esposizione di stampati, giornali murali od altri e di manifesti, inerenti alla propaganda elettorale in qualsiasi altro luogo pubblico o esposto al pubblico, nelle vetrine dei negozi, su portoni, sulle saracinesche, sui chioschi, sui capannoni, sulle palizzate, sugli alberi, sugli autoveicoli in sosta, etc. , …… l’esposizione di materiale di propaganda elettorale nelle bacheche, vetrine o vetrinette appartenenti a partiti, movimenti o gruppi politici”.

 

Divieti che non sono stati rispettati né a destra né a sinistra. Siamo solo noi che possiamo parlare di correttezza e di rispetto delle regole! Se il buongiorno si vede dal mattino, Cittadini attenzione a chi affidate il vostro voto!

Appuntamento alla Galleria Aldo Moro alla presenza dei portavoce del Movimento 5 stelle.

 

Domani, lunedì 20 maggio, alle 20.30, presso la Sala di Consiglio di Quartiere Est della Galleria Aldo Moro di Mogliano Veneto (via Barbiero 111) si terrà l’incontro “Codice Rosso – Per le donne vittime di Violenza”.

 

 

Nel corso della serata si parlerà della nuova legge che tutela le donne da violenze, stalking, atti persecutori e lesioni aggravate.

 

 

All’incontro saranno presenti Erika Baldin, consigliera Regionale del Veneto, le deputate Francesca Businarolo e Stefania Ascari, la senatrice Orietta Vanin, il deputato – Questore della Camera dei Deputati Federico D’Incà e la candidata a sindaco di Mogliano Veneto, Roberta Longhin.

Il capo gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale di Mogliano, Cristina Manes, alla conclusione dei suoi cinque anni di mandato, tira le somme sull’attività consiliare svolta dal Movimento.

 

In primo luogo la Manes esprime un giudizio su come è stata accolta la novità a Mogliano del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e sui rapporti avuti con la maggioranza: “Il Movimento 5 Stelle ha portato anche nell’istituzione moglianese un nuovo modo di fare politica, seppur con una sola rappresentante in Consiglio, inserendosi all’interno di rapporti di potere consolidati. La diffidenza rispetto alla novità rappresentata dall’ingresso in Consiglio Comunale di comuni cittadini ha lasciato presto il posto all’ostruzionismo, quando si è capito che la nostra presenza avrebbe dato fastidio, ponendo l’attenzione su questioni spinose e mai affrontate”.

 

“Un ostruzionismo opposto, contro di noi – prosegue la Manes – con tutti i mezzi possibili, anche con bassi attacchi mirati a sminuire la nostra persona prima ancora che la nostra azione, da parte del Presidente del Consiglio, Consiglieri di maggioranza, Sindaco e Assessori. La maggioranza si è trovata spiazzata, anche perché la nostra è stata un’opposizione soprattutto propositiva, condizione alla quale non si era abituati.”

 

“La nostra corposa attività propositiva e ispettiva – conclude la Manes – spesso ha messo in luce le contraddizioni presenti all’interno della coalizione di maggioranza. Una maggioranza, un Sindaco che non sono stati minimamente rispettosi del ruolo dei consiglieri di opposizione. Non hanno saputo cogliere le opportunità che sarebbero potute derivare da un confronto libero da pregiudizi, dando in Consiglio Comunale una perfetta rappresentazione plastica di quello che è stato il mancato rapporto tra Sindaco e cittadinanza.”

 

A seguire, la Manes espone in sintesi l’attività nei cinque anni di mandato del Movimento 5 Stelle. Sono state presentate 32 mozioni proposte, 15 interpellanze,  4 interrogazioni, 3 richieste di emendamenti e 2 proposte di regolamento.

 

Sono state dieci in totale le mozioni approvate. Tra queste:

1. trasmissione audio video del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari

2. 8×1000 all’edilizia scolastica

3. adesione al patto dei Sindaci e al bando per la redazione del P.A.E.S.

4. bando per interventi di efficienza e risparmio energetico pubblici edifici e reti di illuminazione pubblica

5. bando nazionale che avvii gli inceneritori esistenti e le discariche a una dismissione totale, escludendo nuovi impianti e discariche

6. devoluzione dei gettoni di presenza della seduta odierna da parte dei consiglieri, a favore delle popolazioni colpite dal tornado.

 

E ancora:

• patto con il cittadino-baratto amministrativo

 interventi comunali per la legalità e il contrasto al gioco d’azzardo patologico

• adesione del Comune di Mogliano Veneto alla campagna di sensibilizzazione delle patologie: sensibilità chimica multipla, encefalo mielite mialgica e fibromi algia, quali malattie altamente invalidanti

• adesione del Comune di Mogliano anche all’associazione Rete Italiana Città Sane-Oms

• sensibilizzazione e interventi per limitare l’uso e la dispersione della plastica usa e getta nell’ambiente: Mogliano Veneto comune Plastic-Free.

 

 

I temi affrontati dal gruppo 5 Stelle di Mogliano sono stati i seguenti: partecipazione, cittadinanza attiva, trasparenza, ambiente/salute, sicurezza, sociale, edilizia scolastica, connettività e trattati internazionali.

 

 

Foto credit: FB @cristina.manes.9

La proposta di delibera discussa nell’ultimo Consiglio Comunale “Affidamento delle funzioni e delle attività relative alla riscossione ai soggetti preposti al servizio pubblico nazionale di riscossione, integrazione della delibera comunale del 28.08.17” è tutt’altro che trasparente, sembra sia stata presentata in modo da non favorirne la comprensione e motivarne la sua necessità. Siamo poi ormai abituati ad ascoltare nei Consigli Comunali e nelle Commissioni stringate sintesi dei testi delle delibere principalmente per bocca dei dirigenti e non della parte politica: gli Assessori di riferimento e la Sindaca. Stringate sintesi o semplicemente la lettura delle delibere che non ci chiariscono il quadro in cui si inseriscono, le necessità che le sostengono né le valutazioni che sono state fatte . Salvo chiedere alla fine se vi sono domande. I Consiglieri spesso si trovano a dover discutere e votare proposte decontestualizzate e non relazionate con la necessaria dovizia di informazioni e collegamenti e motivazioni.

 

 

La delibera, in poche parole, è così formulata:

Tenuto conto che Agenzia delle Entrate è subentrata ad Equitalia, preso atto che “Riscossione Sicilia Spa, costituisce soggetto preposto alla riscossione nazionale nell’ambito del territorio della Regione Sicilia e che Riscossione Sicilia Spa costituisce espressione dell’autonomia speciale riconosciuta a detta regione in materia di entrate pubbliche, che la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione è succeduta nell’esercizio delle funzioni di riscossione nazionale di competenza delle sole società del gruppo Equitalia di proprietà dello Stato con estensione quindi delle stesse a tutto il territorio nazionale a eccezione della Sicilia;

 

Si delibera per le motivazioni espresse “di affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali.”

 

In mancanza di una necessaria relazione approfondita da parte della dirigente abbiamo posto alcune domande:

1) L’Amm.ne di Mogliano Veneto è al corrente della grave situazione che coinvolge la Società siciliana cui si vuole affidare la riscossione dei tributi?

2) Quante cartelle sono riferibili a Riscossione Sicilia Spa?

3) A che periodo si riferiscono?

4) A quanto ammontano?

5) Saranno recuperabili con questa delibera?

6) Perchè si sceglie proprio ora di integrare la deliberazione dell’anno scorso per affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali, a 5 mesi dalla sua liquidazione?

7) A chi sono riferibili i Crediti di cui dovrebbe occuparsi questa società?

8) Infine , qual è l’interesse per i cittadini di Mogliano in questa deliberazione del C. C. e perché è necessaria una deliberazione del Consiglio comunale essendo già chiariti nel D.L. 193 del 2016 le funzioni e le competenze dell’Agenzia delle Entrate sul territorio nazionale e di Sicilia Riscossione sul territorio siciliano?

 

 

Per farsi un’idea della situazione in cui versa “Riscossione Sicilia Spa” è sufficiente un giro in internet: “Riscossione Sicilia nel baratro Ecco cosa vuole fare il governo” (Da La Sicilia del 06/01/2018): “Nel buco regionale 100 milioni di mancati versamenti di tributi. Sui 355 milioni di presunte entrate poi non incassate dalla Regione, 100 milioni riguardano mancati versamenti nelle casse regionali da parte di Riscossione Sicilia, la società di recupero delle imposte pubblica, nei cui confronti è stato presentato un esposto per verificare eventuali responsabilità penali e contabili. Tutto nasce dal congelamento da parte del Monte Paschi di Siena di alcune somme di Riscossione depositate nei conti della banca. L’ennesimo capitolo di un contenzioso che risale all’ex Serit e all’uscita della banca senese dalla compagine societaria siciliana. La cessione delle azioni Mps alla Regione avvenne con un prezzo «provvisorio» di 20 milioni di euro. E il cda nominato dal governo di Totò Cuffaro, per rilevare la Serit e far nascere Riscossione Sicilia, avallò un prestito per rimborsare Montepaschi. Con chi venne acceso il mutuo? Con la stessa Mps, naturalmente.” Sono stati presentati esposti in procura, “denunciando decine di milioni di incasso «illegittimo» di Mps e contestando la valutazione delle quote cedute da Mps. Ma a Siena i conti non tornano: si ritengono creditori di circa 120 milioni. E ne hanno trattenuto 100 dai conti correnti.” “Riscossione Sicilia, è gestita dal collegio dei revisori…la società è in liquidazione: entro il 31 dicembre 2018 dovrà chiudere, trasferendo competenze (e i 600 dipendenti) all’Agenzia delle Entrate.” “Si vocifera di 23 milioni di spese legali da liquidare, oltre che di un sistema informatico obsoleto, che non “parla” più con quello dell’Agenzia delle Entrate. Che non farebbe un ottimo affare mettendosi in pancia Riscossione Sicilia.”

 

Riscossione Sicilia, “fare luce sulla gestione dissennata e accelerare la riforma” la richiesta dei sindacati (Dal Blog Sicilia.it del 18/06/2018): ”Dopo le dimissioni del cda di Riscossione Sicilia, insediato da pochi giorni, Fisac Cgil, Ugl credito e Unisin tornano a chiedere al governo regionale “di accelerare la riforma facendo confluire funzioni e personale della riscossione verso l’Ente economico nazionale controllato dall’Agenzia delle Entrate,che potrà dare maggiore efficienza ed economicità all’attività, nell’interesse della Regione, dei cittadini e dei lavoratori”. “In un comunicato i sindacati sottolineano che “l’enorme contenzioso, causato dalla gestione incompetente e colpevole delle governance precedenti e dagli attuali vertici interni è solo una parte della situazione di sbando operativo e decisionale che abbiamo denunciato in questi anni….”

“È chiaro ormai a tutti che non si debba perdere altro tempo: si nomini un cda col mandato di portare la società verso la liquidazione e il governo concordi col Ministero delle Finanze il passaggio di funzioni e personale ad Agenzia delle Entrate Riscossione”.

 

I dubbi, le perplessità sulla necessità di questa deliberazione, alla luce della gravità e la complessità della Società Riscossione Sicilia, a cinque mesi dalla sua liquidazione, non sono stati chiariti nella risposta del Sindaco né della Dirigente e tuttora permangono.

 

La Sindaca nella sua “non risposta” ha esordito liquidando a mere polemiche la nostra legittima richiesta di chiarimenti,

Siamo stati costretti a non partecipare a questa votazione. Rimaniamo però ancora in attesa di risposta.

L’auspicio è che nel confronto tra posizioni contrapposte, non possa mai mancare il rispetto del lavoro e del ruolo istituzionale tra le parti. Anche il Consigliere di maggioranza Nilandi, nel suo intervento, ha stigmatizzato l’atteggiamento di chiusura da parte della Sindaca che non giova al corretto sviluppo della dialettica democratica in seno al Consiglio Comunale.

Il Movimento 5 Stelle propone all’amministrazione di sottoscrivere la Carta Metropolitana sulla Elettromobilità, che grandi città metropolitane hanno promosso e già sottoscritto in occasione delle giornate sulla mobilità di Milano dal 18 al 20 maggio dello scorso anno ( 2017).

 

La consigliera Sara Visman ha presentato il documento durante la IV commissione svoltasi martedì 24 c.m. nel municipio di Mestre dove si sono discusse due interpellanze della stessa consigliera.

 

Appurato che l’Amministrazione non era a conoscenza di questa Carta Metropolitana sulla Elettromobilità” – dichiara Visman – “ho ritenuto opportuno proporne la sottoscrizione allo scopo di includere Venezia nel tavolo per condividere intenti e sviluppo di strategie sulla mobilità del futuro con altre grandi realtà metropolitane come Milano, Torino e Firenze. Riteniamo riduttivo determinare le azioni riguardanti lo sviluppo della rete per la mobilità elettrica con la sola Regione Veneto visti i pessimi risultati della Giunta Zaia sui temi della mobilità, cito ad esempio la gestione dei lavori della pedemontana e la storia infinita della metropolitana di superficie, ma di allargare la visione ad altre realtà con l’obiettivo di un coordinamento più ampio e condiviso”.

 

Oramai le richieste, anche di utenti oltre confine, sono di avere servizi appropriati per i viaggiatori con auto elettriche ma anzitutto, dobbiamo puntare alla diminuzione dell’inquinamento urbano (di settembre la notizia che a Tirno hanno acquistato 20 autobus elettrici) a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute pubblica.

 

Con questa mozione vogliamo dare un contributo all’amministrazione, che ha cominciato un percorso di implementazione e ammodernamento delle reti di ricarica nel territorio comunale, e con l’assegnazione alla Toyota del servizio di car sharing che sostituirà il parco macchine con veicoli ibridi come ha illustrato l’assessore Renato Boraso in commissione:

 

Oggetto “adesione alla Carta Metropolitana sulla Elettromobilità”

Premesso che

– questa amministrazione ha più volte manifestato la volontà di sviluppare il campo delle energie alternative per i mezzi pubblici e privati con lo scopo di offrire, da un lato la possibilità di nuovi investimenti e di diminuzione dell’inquinamento, e dall’altro la diversificazione dell’offerta rispetto alle domande di mobilità sostenibile che stanno via via aumentando;
– recentemente, il Comune di Venezia, si è dotato di tre nuove stazioni di ricarica per auto elettriche;
– da giugno di quest’anno anche il servizio di car-sharing (che passerà in mano a un soggetto privato) sarà caratterizzato dall’introduzione di un parco macchine che punterà su veicoli anche a energia alternativa;

considerato che

– un orientamento di questo tipo debba essere coadiuvato da molteplici azioni correlate tra loro e
possibilmente condivise con le altre grandi realtà metropolitane;
– già grandi città come Milano, Firenze, Torino, hanno sottoscritto la Carta Metropolitana sulla
Elettromobilità, presentata durante la Conferenza nazionale della Mobilità elettrica-emob 2017- svoltasi a
Milano, quale impegno a diffondere la cultura per una mobilità alternativa con lo scopo di ridurre
l’inquinamento sull’area urbana, introducendo cinque linee guida di intervento:
a. offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale
b. accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico
c. ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali
d. dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici;
e. stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità;

ritenuto che

questo strumento aiuti un’amministrazione attenta alla salute dei suoi cittadini a fare rete con le altre
realtà metropolitane per un confronto costante e per condividere una unitarietà di intenti;

Il Consiglio Comunale chiede al Sindaco di

sottoscrivere la “Carta Metropolitana” della mobilità elettrica, come hanno fatto i Comuni promotori.

 

Sara Visman

 

Il Movimento 5 Stelle moglianese interviene ancora una volta con decisione sul’inquinamento da mercurio nei pozzi del territorio comunale.

 

“Inquinamento da mercurio basta tentennamenti – dichiara Cristina Manes portavoce dei penta stellati – L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ARPAV le indicazioni sui pozzi da monitorare”.

 

“I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano non ci restituisce la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento. Sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce, in civici attigui, due dei quali nello stesso civico”.

 

“L’Assessore Mancini ha dichiarato che fra i 500 pozzi censiti si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, ma non è così.

 

“Le preoccupazioni sono confermate dalla rivelazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova e Via Baratta Vecchia a Preganziol. I valori più elevati sono quelli rilevati ad ovest del Terraglio, cioè quelli più prossimi alla zona di Campocroce. Allora perché non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più elevati, perché quelli in Via della Croce?”

 

“Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano. – continua la Manes – Ho chiesto ad ARPAV e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del comune ARPAV è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il comune voglia indicare, ma il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio”.

 

“Occorre con urgenza un censimento dei pozzi. L’Amministrazione fornisca al più presto ad ARPAV le indicazioni sui pozzi da monitorare. Quello che il comune ha oggi è un elenco di circa 500 pozzi che non sono la totalità dei pozzi presenti nel nostro territorio. I valori riscontati dal 2010 ad oggi nei comuni di Preganziol, Quinto, Treviso e Casier interessano una zona limitata del territorio e non rappresentano l’esatta entità del fenomeno. Sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa”.

 

“Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda quindi i pozzi tra i 200 e 300 metri, ma non si può escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità”.

 

“Abbiamo ottenuto – conclude la Manes – la partecipazione del Comune di Mogliano ai tavoli con ARPAV, Uls e Regione insieme agli altri comuni interessati per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione del monitoraggio anche nel nostro territorio, ma l’occasione è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini e regalarsi un’immagine efficiente”.

In una nota, il capogruppo del MoVimento Cinque Stelle Arianna Spessotto si esprime sulla Via del Mare, esprimendo il proprio disaccordo in merito alla costruzione dell’opera:
“Ci sono voluti quasi tre anni tra rinvii e proclami elettorali della Giunta regionale del Veneto per decretare ciò che il MoVimento Cinque Stelle ha sostenuto con forza fin dall’inizio, ovvero il necessario stop definitivo alla realizzazione della superstrada a pagamento ‘Via del Mare’, un’opera inutile, dal piano economico finanziario insostenibile e il cui project financing  era finito al centro delle inchieste della magistratura per le grandi commesse del Veneto.

 

Nonostante la stessa Autorità Anticorruzione avesse avviato a fine 2015, su imput del M5S, un’indagine per accertare gli eventuali profili di irregolarità nella procedura di gara per la realizzazione dell’opera, la Giunta Zaia ha cercato in tutti i modi – senza aspettare gli esiti dell’istruttoria ne tanto meno delle indagini – di portare a conclusione l’iter della gara, inserendola nuovamente nei piani infrastrutturali di governo con orizzonte 2016-2018, salvo poi arrendersi all’evidenza e decretarne, attraverso il Comitato scientifico regionale, l’archiviazione.

 

Ricordo che in questi anni il m5s ha avanzato anche delle valide proposte per cercare di risolvere in maniera efficiente il problema del congestionamento stradale che, soprattutto nei mesi estivi, affligge i nostri litorali, ma la Giunta Zaia ha sempre fatto finta di non sentire. Invece di buttare i soldi dei veneti in opere inutili e devastanti, Zaia dovrebbe cercare di completare quello che è già in via di realizzazione con cantieri aperti da ormai troppi anni e mi riferisco al SMFR (sistema metropolitano ferroviario regionale) : un progetto, quello della SMFR che andrebbe aggiornato, ma che potrebbe finalmente determinare un cambio di rotta verso un modello di mobilità più sostenibile anche nel Veneto Orientale.

 

Resta il fatto che l’assenza di autorizzazione da parte della Corte dei Conti sul progetto della nuova autostrada ‘Via del Mare’ era un fatto già noto e che si è sprecato molto tempo, a causa di una politica infrastrutturale incoerente,  per accertare l’invalidità di una gara  che il M5S aveva provveduto a denunciare a tutti i livelli istituzionali!”

In una nota, il Movimento 5 Stelle esprime il proprio rammarico per la bocciatura dell’iniziativa del “Question Time” da parte della maggioranza durante il Consiglio Comunale di venerdì:

“Avevamo presentato la mozione ‘Question Time del Cittadino’ per cercare di dare una risposta alla disaffezione alla vita politica: i cittadini sentono sempre più distanti le istituzioni, in questo caso l’Amministrazione comunale. Con la nostra proposta volevamo migliorare questo rapporto, dando ai cittadini la possibilità di intervenire direttamente in Consiglio Comunale in maniera periodica, per presentare istanze di interesse generale relative al nostro Comune. Tutto secondo un regolamento specifico che avevamo già predisposto. Molti cittadini avrebbero avuto la possibilità di interrogare direttamente l’Amministrazione. Il Question Time sicuramente avrebbe contribuito ad accorciare le distanze tra cittadini ed Amministrazione.

 

Ma questa Amministrazione ha votato compatta per bocciarla, senza mostrare il minimo interesse per le considerazioni portate a suo sostegno, facendo finta che va tutto bene, ponendosi come già aperta ed inclusiva, spacciando per partecipativi i suoi metodi che non lo sono affatto. Con l’assenza, che parla da sola, dell’Assessore alla ‘Promozione della Cittadinanza Attiva’.

Basti pensare che la discussione in Consiglio Comunale delle proposte dell’opposizione è un mero ‘pro forma’, non serve ad arrivare ad una decisione. Il voto è già deciso e guai a chi della maggioranza fa di testa sua.

 

Il M5S invece vota nelle istituzioni la bontà dei progetti, quando in linea con i propri principi, anche se presentati da altri partiti. Per noi significa coerenza e serietà.

Ricordiamo che dopo il cambio di Giunta, avrebbe dovuto esserci il dichiarato ‘cambio di passo’ dell’Amministrazione (Comunicato del Comune del 06 Aprile 2017).

‘Cambiare passo per essere a più stretto contatto con la città, i cittadini, le Associazioni di quartiere, il volontariato e la rete civica…. ‘, diceva la Sindaca.

 

‘La mia scelta arriva dopo un periodo di riflessione su quello che è stato fatto, su quello che c’è da fare e quello che non è stato fatto nel modo giusto’. ‘.. Ma è necessario un cambiamento per affrontare più coesi, da vera squadra, con la capacità di concretizzare in tempi rapidi i progetti condivisi con la popolazione’. ‘… Queste sono scelte politiche, non personali e derivano dalla volontà che ribadisco di rilanciare il contatto con la cittadinanza, i cittadini e le molte associazioni che fortunatamente il comune di Mogliano ha e che si aspettano da noi risposte positive e in tempi veloci. Questo sarà il nostro impegno già dalle prossime ore’.

 

Le cose però ad oggi non sono cambiate. Quali interventi sono stati adottati per questo contatto con la cittadinanza? La nuova delega alla Promozione della Cittadinanza attiva doveva assolvere proprio a questi compiti. Il miglioramento dei già fragili rapporti con i Quartieri, c’è stato? Parrebbe di no, stando al malcontento dei Presidenti, alla vigilia del rinnovo dei Consigli di Quartiere.

Le nostre proposte per promuovere questo processo di partecipazione sono state bistrattate: Il ‘Controllo di vicinato’, che nonostante sia stato bocciato dalla maggioranza, sta prendendo piede in alcuni quartieri, perché sono i cittadini a volerlo. Perché non vengono ascoltate ed incentivate queste proposte dal basso, questa offerta di collaborazione spontanea dei cittadini?

Il ‘bilancio partecipativo’, proposto da noi e bocciato dalla maggioranza, pur essendo un punto programmatico anche della maggioranza; II ‘baratto amministrativo’, che attende da anni l’emanazione del regolamento, dopo l’approvazione della nostra mozione.

 

Noi in questi anni abbiamo portato numerose mozioni in Consiglio comunale per favorire la partecipazione, ma chi governa la città, cosa ha fatto in questo senso? Sta rispettando il suo mandato?

Questa è ancora oggi una Amministrazione sorda ed autoreferenziale.

Abbiamo dato alla Sindaca la possibilità di mantenere gli impegni presi con i moglianesi, con un passo avanti innovativo, il ‘Question Time del Cittadino’ già sperimentato in molti Comuni. Occorre un segnale concreto per dimostrare questa volontà di avvicinarsi ai cittadini ed allargare la partecipazione, dopodichè vanno poste delle basi e la partecipazione deve essere alimentata.

Questa era l’occasione per non deludere definitivamente le aspettative della cittadinanza in questo senso, ma si è persa.”

Il Movimento 5 Stelle intende promuovere la partecipazione attiva dei cittadini per contrastare la disaffezione alla cosa politica, attraverso l’introduzione di un “Question Time del Cittadino“.

«Nonostante gli intendimenti del decreto Lgs. n. 33 del 14 marzo 2013 che auspica l’ampliamento delle relazioni tra cittadino e amministrazione, la distanza tra cittadini, politica e istituzioni è molto alta, anche nel nostro Comune.

“Lo riscontriamo” dichiara la portavoce del M5S Cristina Manes “come gruppo di opposizione, ricevendo richieste varie da numerosi cittadini che hanno difficoltà ad avere un appuntamento con Sindaco e Giunta o non ricevono risposta alle istanze – a volte urgenti – rivolte ad essi, in tempi adeguati. Per questo motivo e per garantire l’opportuna trasparenza all’agire amministrativo, abbiamo presentato alla Giunta una mozione che chiede l’introduzione del “Question Time del Cittadino”, insieme ad una proposta di regolamento.

Per “Question Time del Cittadino” s’intende uno strumento partecipativo attraverso cui i cittadini pongono quesiti all’Amministrazione Comunale (con risposta immediata prima dell’inizio del Consiglio Comunale vero e proprio), per ricevere informazioni e chiarimenti su tutto ciò che concerne la vita pubblica di una comunità.

Detto strumento ha lo scopo, da un lato, di favorire la partecipazione del cittadino alla vita dell’ente, dall’altro, di consentire a chi amministra di conoscere le posizioni, le critiche, i suggerimenti, le istanze provenienti dalla cittadinanza.

Gli argomenti ammessi sono di rilevanza generale, connotati da urgenza o particolare attualità politica locale, attinenti comunque a problematiche inerenti il territorio comunale.

Già molti Comuni italiani si sono dotati, con successo, dello strumento del “Question Time”, ottenendo risultati incoraggianti anche dal punto di vista dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione Amministrativa.

Auspichiamo l’approvazione di tale mozione per un miglioramento dei rapporti fra cittadini e Amministrazione, nel segno della trasparenza. Il M5S ha già proposto numerose azioni a riguardo, come lo streaming, di cui possono ora godere tutti i moglianesi.

Ci auguriamo che questa proposta sia accolta positivamente dalla Sindaca che all’indomani del rimpasto in Giunta, nell’aprile scorso, con l’affidamento della delega alla “Promozione della cittadinanza attiva” al nuovo Vice-Sindaco, aveva dichiarato la volontà di cambiare passo per essere a più stretto contatto con i cittadini. Siamo certi che questo possa essere un buon inizio per rilanciare il contatto con la cittadinanza e per passare dalle proclamazioni ai fatti.”»

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