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Il 30 novembre parte la mostra “Natura in posa” che durerà fino al 31 maggio 2020, e vedrà l’arrivo a Treviso di 50 capolavori, per lo più capolavori fiamminghi inediti del ‘500 e ‘600, provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, che saranno esposti in dialogo con importanti opere venete e avanguardie della fotografia contemporanea, ponendo l’accento in particolare sull’affascinante tema delle “Vanitas” e su come esse siano diventate una delle più forti fonti d’ispirazione anche per i grandi artisti contemporanei.

 

La rassegna è curata per la sezione antica da Francesca Del Torre, Gerlinde Gruber e Sabine Pénot – curatrici del Kunsthistorisches Museum di Vienna rispettivamente per la pittura italiana, fiamminga e olandese – e da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, per la sezione fotografica.

 

 

A Venezia, dal 7 maggio al 7 settembre 2019, Marignana Arte presenta la mostra IDEAL-TYPES [Chapter 2],
a cura di Alfredo Cramerotti e Elsa Barbieri.

 

La mostra

Ispirandosi alla teoria del sociologo Max Weber, secondo cui per studiare un’azione sociale senza ridurne le
particolarità a una collezione di singoli eventi si deve partire dalla percezione che l’individuo ha del mondo
reale, questo progetto espositivo ongoing è pensato come uno strumento speculativo che permette di
misurare la realtà: il tipo-ideale (Idealtypus).

 

Gli artisti

Gli otto artisti internazionali invitati a confrontarsi con le rispettive opere, tra loro e con lo spazio della
galleria, per formulare il linguaggio artistico che traduca visivamente le relazioni nel pensiero quando si cerca
di enunciare un concetto, sono: Athanasios Argianas, Maurizio Donzelli, Nancy Genn, Artur Lescher, James
Lewis, Alice Pedroletti, Antonio Scaccabarozzi e Verónica Vázquez.

 

Il metodo

Paradigma metodologico mai rintracciabile empiricamente nella sua purezza concettuale, il tipo-ideale è
inteso come un’utopia che condivide caratteristiche con gli oggetti reali, pur non corrispondendo ad alcun
esempio specifico. Con esso deve essere comparata la materialità dell’esistenza per illustrare gli elementi
significativi del suo contenuto empirico.

 

Si tratta, quindi, di adottare qualcosa di immaginario o intangibile per capire meglio il concreto. Il concetto
non copia la vita reale, ma ne sottolinea le connessioni più intrinseche. Senza alcuna pretesa di oggettività,
gli artisti costruiscono un tipo di verosimiglianza seducente, meticoloso e inconsistente con cui verificarlo
empiricamente. Isolando dal complesso delle interazioni un particolare fenomeno e cogliendo nella
ripetizione del medesimo gli elementi uniformi, procedono ognuno nella costruzione del tipo-ideale, che
opera come dispositivo di misurazione unilaterale e razionale della realtà.

 

Le opere

Le opere esposte nella collettiva interrogano lo spettatore stimolandolo a sempre nuove letture dell’essere,
in una conversazione visiva e spaziale. I tre bassorilievi a parete della serie “Clay Pressings” (2016-18) di
Athanasios Argianas suggeriscono uno spazio liminale, in cui i sistemi e i meccanismi si scambiano
liberamente con l’intuizione. L’arazzo “Angelicato” (2014) di Maurizio Donzelli è il risultato di un’approfondita ricerca sulla manipolazione dell’immagine. Le opere in carta di Nancy Genn, “Construct Blu I” (2003), “Construct Yellow” (2003) e “Rainbars 6” (2011), sono lavori corposi, ricchi, stratificati, carichi di spiritualità.

 

Il loro materiale semplice, grezzo, si accorda alle peculiari variazioni di cromie e trame emanando un acuto e sensibile lirismo. La scultura di acciaio “Sem Título, Da Série Nexus #2” (2013) di Artur Lescher è composta da pezzi singoli in sospensione, che mettono in luce il loro volume e negano l’azione della forza di gravità.

 

Il lavoro in legno, vernice, resina e piombo di James Lewis, “Diseases of Warm Lands (Rhombus)” (2018), corrisponde ad un’estinta costellazione di stelle ed è un monumento visivo all’impossibilità di definire i parametri della comprensione e degli sforzi umani. “Study for a sculpture” (2016-19) di Alice Pedroletti è una serie di sculture di carta colorate, temporanee e fragili, come prototipi senza uno scopo ma con tutte le possibili funzioni.

 

I lavori della serie “Essenziali” (1990-95) di Antonio Scaccabarozzi sono autorappresentazioni del corpo pittorico; libere pennellate di puro colore, ampie, oblique, esatte e potenti, senza supporto. Risultato dell’interpretazione dell’esercizio dell’assemblage e della tessitura contemporanea, “De la série tapices con metales” (2016), “Escultura en acero I” (2016) e “Sin Título” (2018) di Verónica Vázquez esprimono il valore re-performing della materia.

 

Artisti in mostra

  • Athanasios Argianas (1976, Atene, Grecia; vive e lavora a Londra)
  • Maurizio Donzelli (1958, Brescia, Italia; vive e lavora a Brescia)
  • Nancy Genn (1930, San Francisco, Stati Uniti; vive e lavora a San Francisco)
  • Artur Lescher (1962, San Paolo, Brasile; vive e lavora a San Paolo)
  • James Lewis (1986, Londra, Inghilterra; vive e lavora a Vienna)
  • Alice Pedroletti (1978, Milano, Italia; vive e lavora a Milano)
  • Antonio Scaccabarozzi (1936 – 2010, Lecco, Italia)
  • Verónica Vázquez (1970, Treinta y Tres, Uruguay; vive e lavora in Uruguay)

 

Co-curatori:

Alfredo Cramerotti, direttore MOSTYN Wales, capo curatore MutualArt / APT Artist Pension Trust, curatore
associato CCANW – Centre for Contemporary Art and the Natural World
Elsa Barbieri, curatrice indipendente
Accompagna la mostra un catalogo bilingue italiano / inglese.
IDEAL-TYPES [Chapter 2]

 

La mostra

A cura di Alfredo Cramerotti e Elsa Barbieri
Marignana Arte
Venezia, dal 7 maggio al 7 settembre 2019
Inaugurazione: martedì, 7 maggio ore 17.00 – 22.00
Aperture straordinarie: da mercoledì 8 a domenica 12 maggio ore 10.00 – 20.00
Dorsoduro, 141
Rio Terà dei Catecumeni
Orari: martedì e mercoledì, 14.00 – 18.30; da giovedì a sabato, 11.00 – 13.30 / 14.00 – 18.30; domenica e lunedì
chiuso o su appuntamento
Fermate vaporetto: Salute – Linea 1, Spirito Santo – Linee 5.1 / 5.2

 

Tel.: +39 041 5227360
[email protected]
www.marignanaarte.it

Dopo il successo dell’esposizione di apertura “Passione e Giustizia”, conclusasi lo scorso gennaio, Jorge R. Pombo prosegue il dialogo con i dipinti di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

 

 

Il pittore spagnolo questa volta ha scelto di rivisitare sette capolavori del Maestro del Rinascimento veneziano che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita terrena della Vergine Maria: AnnunciazioneFuga in EgittoStrage degli InnocentiMaria in meditazioneMaria EgiziacaCrocifissioneAssunzione.

 

 

Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo.

 

 

Questo secondo ciclo di “variazioni”, dal titolo “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, resterà in esposizione dal 11 maggio al 20 agosto, coninaugurazione venerdì 10 maggio alla presenza dell’artista.

 

 

I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 mt. – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea, ed evidenziando la forza atemporale delle opere del Maestro.

 

 

Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione” è curata da Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli. Nel libro la prefazione è del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e l’introduzione del Guardian Grando, Franco Posocco. La produzione è di ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica.

 

POMBO E LA FIGURA DI MARIA NEL TINTORETTO

 

“Ho scelto Maria, come protagonista, come omaggio alla femminilità e come principale persona danneggiata dalla sofferenza generata durante la Passione, purtroppo tante volte relegata in secondo piano – spiega Pombo -. E non potevo ritrovare tutti questi significati se non nei dipinti di Tintoretto. Mi sembra anche un ottimo momento storico per affermare l’importanza della figura femminile e della madre”.

 

 

Il tema della maternità è un argomento trattato dal pittore rinascimentale con particolare cura, varietà e sensibilità rispetto alla condizione della donna e della madre. Tuttavia, Tintoretto ci racconta che la figura femminile è anche metafora della contemplazione, della meditazione, forse della preghiera stessa, il sentimento più misterioso e segreto che l’uomo possa avvertire.

 

 

Le variazioni di Pombo, al cospetto degli originali del maestro veneziano, istituiscono una sequenza di coppie figurative che spingono anche a una riflessione generale sulla famiglia, sui suoi problemi e difficoltà, che trovano spesso un drammatico riscontro nella condizione del mondo femminile.

 

 

In tale prospettiva anche Jorge R. Pombo, con Jacopo Tintoretto, ci ricorda che il significato dell’arte non è solo quello della bellezza e dell’armonia, ma anche quello dell’ammonimento e della (com)passione.

 

Il metodo di lavoro di Pombo

 

Pombo è probabilmente l’artista contemporaneo, assieme al grande pittore informale veneziano Emilio Vedova, che si è confrontato in modo più profondo con Tintoretto. Il legame con la sua pittura non è mai allusivo, ma dichiarato. Le sue “variazioni” prendono vita e significato proprio dalla dualità del passato e del presente e dello status quo e dalla sua distruzione. Allo stesso tempo le sue opere vivono anche del loro opposto: è la rigenerazione della pittura attraverso la negazione del passato, la storia che si perpetua nel presente, il riscatto dell’immaginario creativo contemporaneo sulla tradizione.

 

 

Nella pittura di Jorge R. Pombo la storia dell’arte è all’origine di quell’inganno visivo che alimenta l’ambiguità della sua ricerca, è dunque una finzione che si perpetua sul palcoscenico del mondo, ma è una spinta necessaria alla ricostruzione spirituale sulle macerie del passato. Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

 

 

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo ha dedicato di recente a Tintoretto, già esposto sia alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sia ad ARTantide.com Gallery a Verona (settembre 2018 – gennaio 2019) con le 25 variazioni de “La strage degli innocenti” – la cui opera principale è stata acquisita a titolo definitivo dalla Scuola.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

 

L’artista è divenuto famoso per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature; questo per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

 

 

Pombo riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi; versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting americano. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, fortemente dinamico.

 

 

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di Cage e di Cunningham.

 

 

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

 

 

Jorge R. Pombo

 

Nato a Barcellona (Spagna) nel 1973, all’età di 24 anni (nel 1998) si trasferisce a Parigi attratto istintivamente dall’arte e dalla storia della città. Nel 1999 torna nuovamente a Barcellona e avvia una serie di soggiorni in destinazioni con contrasti culturali partendo dall’Artico, soprattutto Groenlandia e Siberia, attratto dal paesaggio ghiacciato e dalle condizioni climatiche estreme. In futuro farà lo stesso per altri luoghi, come il Tibet o l’India.

 

 

Sempre mosso da una curiosità sull’antropologia naturale, nel 2010 si trasferisce a New York, sedotto dalla sua energia caotica, e dove ha vissuto per quasi cinque anni; approfondendo lo studio dei pittori dell’espressionismo astratto e, soprattutto, l’affermazione del Black Mountain College. Nel 2015 ha cambiato residenza scegliendo Reggio Emilia, dove attualmente lavora.

 

 

Espone regolarmente in gallerie in Spagna, Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Ha inoltre esposto il suo lavoro in istituzioni come il Wallraf-Richartz Museum (Colonia), Il Grande Museo del Duomo (Milano), il Museo Archeologico Nazionale (Venezia), Palazzo da Mosto (Reggio Emilia) e Fundaciò Can Framis (Barcellona).

LE IMMAGINI DELLE OPERE DI J. POMBO IN ALLEGATO SONO DISPONIBILI SU RICHIESTA ANCHE AD ALTA RISOLUZIONE 

L’assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, è intervenuto questa mattina al Museo del merletto di Burano all’anteprima della mostra “Pittura di luce. Burano e i suoi pittori”. A illustrare il percorso espositivo sono state le curatrici della mostra, Chiara Squarcina ed Elisabetta Barisoni.

 

La mostra

La mostra espone opere di pittori buranelli come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini; questi nel primo decennio del secolo scorso furono protagonisti del movimento artistico veneziano di Ca’ Pesaro, al centro di un vivace dibattito sull’arte moderna.

 

La storia

In quegli anni l’isola divenne una sorta di luogo idilliaco dove ritrarre “en plein air” la natura, i paesaggi sospesi tra acqua e cielo, i colori delle sue case e i suoi abitanti. La fine di questa prima stagione artistica arrivò con lo scoppio della Prima guerra mondiale. Ma la storia della pittura e dei pittori a Burano continuò per buona parte del secolo; questo sempre a fianco dell’avventura dei “capesarini”, fra i quali troviamo anche il trevigiano Nino Springolo e il veneziano Fioravante Seibezzi.

 

Le parole dell’assessore

“Spesso, fuori Venezia, la grande tradizione della pittura di Burano non è conosciuta, se non dagli addetti ai lavori. Era importante quindi che i tesori di artisti di Burano custoditi dai Musei civici di Venezia non fossero esposti solamente a Ca’ Pesaro, ma tornassero a casa in quest’isola, come omaggio ai pittori che hanno raccontato nei loro quadri questo luogo straordinario ma anche ai suoi abitanti”, ha dichiarato l’assessore Venturini.

 

Ringraziando la Fondazione Musei civici per aver organizzato la mostra, l’assessore Venturini ha poi aggiunto: “Questa esposizione è un altro importante tassello del percorso di riscoperta e valorizzazione della ricchezza immateriale di Burano. Non solo luoghi e paesaggi, ma uno straordinario patrimonio di tradizioni che non può andare perduto e che resta al centro delle attenzioni dell’Amministrazione comunale”.

 

Nel corso della mattinata l’assessore Venturini ha inoltre fatto visita, al Centro Galuppi, agli anziani del “Progetto sollievo isola di Burano”; avviato due anni fa grazie alla collaborazione con l’associazione Alzheimer Venezia per venire incontro alle esigenze dei pazienti che abitano nell’isola e che soffrono di Alzheimer o di altre forme di demenza e offrire loro attività mirate per rallentare il decadimento cognitivo senza costringerli a spostarsi ogni giorno a Venezia.

 

Info

L’esposizione sarà visitabile dal 6 aprile 2019 all’8 gennaio 2020.

Per maggiori informazioni sulla mostra vi invitiamo a visitare il sito del Museo del merletto.

Continuano gli eventi delle “Città in Festa”, il ricco programma che coinvolge, con svariate iniziative, Venezia, le isole e la terraferma.

 

 

Questi gli eventi di domani martedì 1 maggio:

MESTRE CARPENEDO
– Mostra cinofila, in viale San Marco

CHIRIGNAGO ZELARINO
– Maggio Gazzerese – Parrocchia S. Maria Ausiliatrice – Gazzera

LIDO PELLESTRINA
– “Correnti… d’arte VII a cura di Assunta Cuozzo” mostra d’arte – Villa Pannonia, fino al 24 maggio, De Polo Mirella
– Gara Triathlon, con partenza dalla piazzetta Alberoni, dalle 12 alle 16

 

 

Per tutte le iniziative in programmazione al Centro Culturale Candiani consultare la pagina: www.culturavenezia.it/candiani
Per maggiori informazioni, si invita comunque a consultare i seguenti siti: live.comune.venezia.itwww.culturavenezia.it

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