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Venerdì 15 e sabato 16 marzo due giornate con tanti eventi per gli studenti, la comunità e il pubblico per sensibilizzare il delicato tema del riscaldamento globale

 

Oggi, venerdì 15 marzo, gli studenti – e non solo – di tutto il mondo scenderanno in piazza per lo “sciopero mondiale per il clima”, una mobilitazione per richiedere interventi urgenti contro il riscaldamento globale che mette a rischio il futuro delle prossime generazioni.

 

L’evento nasce sulla scia della mobilitazione della studentessa svedese Greta Thunberg che da agosto 2018 ha scioperato ogni venerdì davanti la sua scuola per chiedere al governo svedese azioni concrete per combattere il cambiamento climatico.

 

Perlage, l’azienda del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG con la più lunga esperienza nel biologico, ha sempre posto al centro delle sue azioni e iniziative il rispetto dell’ambiente, la salvaguardia del territorio e la riduzione delle emissioni.

 

Così oggi ha scelto di supportare quest’iniziativa per sensibilizzare verso un tema così delicato – e di vitale importanza per il pianeta – organizzando una serie di eventi.

 

 

Oggi i protagonisti saranno gli studenti: i ragazzi dell’Istituto M. Fanno di Conegliano delle classi quarte – con cui Perlage ha già condiviso il progetto “CSR in Class” pensato per introdurre nelle scuole il tema della CSR con metodi di studio e discussione innovativi – che aderiranno all’iniziativa parteciperanno a una conferenza in cantina Perlage a cura del Centro Epson Meteo, in cui si parlerà degli effetti già manifesti del cambiamento climatico e delle prospettive future del nostro Pianeta.

 

 

 

Interverranno anche Legambiente Sernaglia e Sea Shepherd Italia, condividendo con i ragazzi i progetti e le loro buone pratiche ambientali. In questa giornata i dipendenti Perlage si impegneranno a raggiungere la cantina a piedi, in bicicletta o utilizzando il car sharing per dare un segno tangibile di come si possa agire concretamente ogni giorno.

 

Domani, sabato 16 marzo, le iniziative coinvolgeranno invece la comunità locale e il pubblico: alle 14.00 sarà organizzata infatti una camminata sulle colline insieme alla ASD Hills Nordic Walking: lungo il percorso, di livello medio-facile, ci sarà la possibilità di incontrare alcune associazioni del territorio – e la stessa Perlage – costantemente impegnate nella salvaguardia del nostro Pianeta.

 

Dalle ore 15.00, e per tutto il pomeriggio in cantina Perlage, attraverso una cupola gonfiabile sarà creato dal Gruppo Pleiadi di Padova il “Planetario Mobile”, che permette di ammirare la volta celeste in tutta la sua bellezza e ci aiuterà a comprendere come i cambiamenti climatici stiano modificando la nostra percezione del cielo. La giornata si concluderà con un aperitivo in azienda.

 

È consigliata la prenotazione via mail a [email protected] oppure allo 0438.900203

500 trevigiani si riuniranno domani a Roma per la manifestazione unitaria

 

Saranno circa 500 i lavoratori trevigiani delle costruzioni che domani, venerdì 15 marzo, raggiungeranno la capitale per partecipare alla manifestazione organizzata dai sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil in occasione dello sciopero generale del comparto che include edilizia, legno, cemento, lapidei e laterizi. Uno sciopero di 8 ore, intero turno, in tutti i settori dell’intera filiera delle costruzioni: venerdì si fermeranno i cantieri, le fabbriche del legno e dell’arredo, le cave, le fornaci e le cementerie, con migliaia di lavoratori e disoccupati che manifesteranno in piazza del Popolo a Roma a sostegno delle proposte per il rilancio del settore avanzate da Fillea, Filca e Feneal e su cui il Governo non ha manifestato l’intenzione di confrontarsi.

 

 
Oggi, difendere e rilanciare il Paese, secondo le tre sigle sindacali, coincide con il difendere e rilanciare il settore delle costruzioni, uno dei più colpiti dalla crisi decennale. In provincia di Treviso dal 2008 ad oggi, il settore dell’edilizia ha quasi dimezzato il numero degli addetti, passando dagli oltre 17mila di 10 anni fa ai circa 10mila di oggi. Filca, Fillea e Feneal chiedono l’adeguamento della rete infrastrutturale sia materiale che immateriale, un piano straordinario per la manutenzione delle strade e dei viadotti e la garanzia della salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità maturate, lamessa in sicurezza di un territorio a rischio sismico e dissesto idrogeologico, incentivi per l’efficientamento energetico, la rigenerazione urbana e la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico.

 

 
Per discutere di queste proposte, Filca, Fillea e Feneal hanno chiesto l’istituzione di un tavolo nazionale per una strategia di rilancio e di riqualificazione del settore all’interno di un progetto di manutenzione, prevenzione e rigenerazione, con il ruolo attivo del Governo, delle grandi imprese, delle grandi stazioni appaltanti pubbliche, dei soggetti finanziari e dei lavoratori del settore.

 

 
Nella Marca nelle ultime settimane le Organizzazioni sindacali di categoria hanno organizzato decine di assemblee nelle fabbriche e nei cantieri, coinvolgendo migliaia di lavoratori, molti dei quali stanotte partiranno per Roma. “Chiediamo al Governo di sbloccare le opere infrastrutturali – affermano i Segretari generali territoriali di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, rispettivamente Marco Potente, Veronica Gallina e Gianluca Quatrale -, di rimettere in moto l’edilizia, di riqualificare e rilanciare il settore per dare slancio all’economia dell’intero Paese. Non ci rassegniamo alla recessione felice, vogliamo un Paese all’altezza del resto d’Europa, con opere sicure e lavoratori occupati. L’aumento della produttività può esserci se ci sono infrastrutture all’altezza di un grande Paese, per questo i lavoratori chiedono di andare avanti con le opere urgenti e quanto mai necessarie al rilancio dell’economia italiana”.

Giovedì 7 febbraio 2019, alle ore 10.30, Rom Sinti Caminanti (RSC) scenderanno in Piazza Santa Lucia, a Venezia, davanti alla Regione Veneto, per manifestare e chiedere di sospendere gli sgomberi, ritirare il disegno di legge sicurezza ed immigrazione, implementare gli Accordi Quadro Strutturali Europei.

 

È dal maggio del 2014 che l’Associazione Nazione Rom (ANR) ha chiesto al Governatore Luca Zaia la convocazione del Tavolo di Inclusione RSC sul territorio da lui amministrato, coinvolgendo le Prefetture e gli Enti Locali, rispettando gli schemi di governance, consegnati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Commissione Europea, con il varo della Strategia Nazionale di Inclusione.

 

ANR ha inoltre richiesto al ministero dell’Interno la convocazione urgente di un incontro a Roma, nel Palazzo del Viminale: dossier è stato consegnato al ministro Matteo Salvini, al Capo di Gabinetto Prefetto Matteo Piantedosi, al Vicario Emanuela Garroni, al Prefetto Paolo Formicola e all’Ufficio II – Ordine e Sicurezza Pubblica diretto dal Viceprefetto Vittorio Lapolla, dal Viceprefetto Anna Rosiello e dal Viceprefetto aggiunto Teresa Cappiello.

Sono interessate le Prefetture di Perugia, Firenze, Pisa, Roma, Varese, Treviso, Napoli ed i Comuni amministrati dai Sindaci Nando Mismetti, Dario Nardella, Susanna Ceccardi, Francesca Brogi, Virginia Raggi, Andrea Cassani, Luciano Franzis, Ruggero Feltrin, Cristina Andreatta, Antonio de Magistris, Raffaele Lettieri ed il Commissario Straordinario di Casoria Santi Giuffrè.

 

Oltre al Veneto sono coinvolte le Regioni Umbria, Toscana, Lombardia, Campania, i Presidenti Catiuscia Marini, Enrico Rossi, Attilio Fontana, Vincenzo de Luca, Nicola Zingaretti, UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri coordinata da Luigi Manconi, il Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti (RSC), il Forum Nazionale RSC, l’associazione Chi Rom e… Chi No, gli studi legali degli Avvocati Pietro Romano, Annalisa Rosi Cappellani, Gianni Mannucci, i Procuratori del Tribunale di Roma Giuseppe Pignatone, Alberto Pioletti, Letizia Golfriedi e i Commissari Europei alla Giustizia Vera Jourova, agli Affari Sociali Marianne Thissen ed agli Affari Regionali Corina Cretu.

 

 

Di seguito, riportiamo il testo integrale trasmesso alle istituzioni e alla società civile:

 

Gentile Ministro Matteo Salvini, Prefetto Matteo Piantedosi, Viceprefetto Vittorio Lapolla,

Gentili rappresentanti delle Prefetture, Regioni, Enti Locali, Unar,

Gentili rappresentanti Rom Sinti Caminanti (RSC)

Gentili Avvocati e rappresentanti degli Studi Legali

Gentili Procuratori c/o il Tribunale di Roma

Gentili rappresentanti della Commissione Europea

 

la presente con richiesta urgente di convocazione c/o il Viminale, Ministero dell’Interno, di incontro tra gli attori istituzionali e della società civile, indicati in intestazione, per sospensione sgomberi, elaborazione e condivisione di piani di inclusione sociale locali e regionali, rispetto della direttiva emanata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi, implementazione degli Accordi Quadro Strutturali Europei e relativa Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti, Caminanti;

 

la richiesta è seguente a quanto già inviatovi in data 4 gennaio 2019, relativamente alla crisi in atto a Gallarate, in Provincia di Varese, allo sgombero della popolazione di etnia Sinti, alla richiesta di convocazione delle parti c/o il Ministero dell’Interno, Viminale, Roma, richiesta ad oggi, da voi inevasa;

 

la mattina del 30 gennaio 2019, si è tenuto un incontro c/o la Prefettura di Perugia, tra una delegazione RSC, il Vicario Michele Formiglio, il Capo Gabinetto Antonio Giaccari, il vice sindaco di Foligno Rita Barbetti, il Comandante della Polizia Municipale Mazzolini Sandro, rappresentanti dei Servizi Sociali, per scongiurare uno sgombero senza inclusione sociale a Sant’Eraclio, elaborare congiuntamente percorsi di protezione sociale delle famiglie in marginalità e fragilità, come previsto da accordi europei e direttive nazionali. La vicenda è stata seguita dal Tg3 Regionale dell’Umbria

 

CONSIDERATO CHE

 

dal luglio del 2018 si sono susseguiti, in tutta Italia, sgomberi di intere comunità RSC, irrispettosi della dignità umana, dei diritti costituzionali delle famiglie e dei singoli, degli Accordi Quadro Strutturali Europei, della relativa Strategia Nazionale con Unar c/o la presidenza del Consiglio dei Ministri punto di contatto nazionale, della direttiva inviata a tutte le Prefetture dal Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi;

 

risulta altresì violata l’accordo tra Governo, Regioni, Province ed Enti Locali (repertorio atti n. 104 del 5 novembre 2105 – Conferenza Unificata c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la promozione e la diffusione delle “linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”;

 

il 26 luglio 2018, a Roma Capitale, 420 cittadini RSC sono stati sgomberati dal Camping River, a seguito di una ordinanza contingibile ed urgente emessa dal Sindaco Virginia Raggi. La popolazione tra cui 197 minori, è stata messa sulla strada senza alternative credibili e praticabili. Una vicenda che abbiamo denunciato direttamente alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Roma. Le sollecitazioni mosse negli ultimi sei mesi, alla Prefettura di Roma, con richieste di convocazione di un tavolo tra le parti non hanno trovato nessuna risposta. La stragrande maggioranza delle famiglie sgomberate si trova, ad oggi, costretta a vivere in strada, sotto i ponti e dentro baracche. Successivamente alle operazioni di sgombero, numerosissime famiglie, donne, giovani, adulti, hanno denunciato alle telecamere dei media presenti, violenza subite da parte della Polizia Municipale;

 

la mattina dell’11 ottobre 2018, il campo Rom di Firenze, posto accanto alla Scuola dei Marescialli, in Viale XI Agosto, all’interno dell’ex Mobilificio Becagli è stato sgomberato. Una azione eseguita dal sindaco di Firenze Dario Nardella. Nel campo vivevano 150 cittadini di etnia Rom, tra cui 50 minori, tutti provenienti dalla Romania. Sono le stesse famiglie sgomberate per 19 volte, negli ultimi 8 anni, dai sindaci della Piana Fiorentina: tra loro Mihai Maria e Mihai Severin madre e padre di Marian Ciungo, morto bruciato vivo il 19 dicembre 2017, durante l’incendio che distrusse il luogo dove viveva. I Servizi sociali non hanno offerto nessuna alternativa abitativa che preservasse l’unità familiare;

 

eppure in data 1° agosto 2018, era stato firmato un protocollo di intesa tra Regione Toscana, Comune di Firenze, Sesto, Prato, Carrara e Lucca, con lo stanziamento di 1.5 milioni di euro: fondi europei destinati a promuovere interventi per “superare i campi rom” con accordi siglati dagli amministratori. Alle famiglie rom sgomberate, senza nessun formale preavviso da parte delle autorità locali, non è stata offerta nessuna soluzione abitativa, contributo di affitto, ristrutturazioni. Solo ruspe per distrugge precarie ed umili abitazioni. Associazione Nazione Rom (ANR) ha immediatamente contattato Ministero dell’Interno, Prefettura, Regione Toscana e Comune di Firenze chiedendo di fermare l’azione distruttrice e permettere ai cittadini ed alle famiglie di recuperare i propri effetti personali dalle proprie abitazioni senza ottenere risposte;

 

CONSIDERATO CHE

 

a Gallarate, successivamente all’incontro tenutosi in data 30 novembre 2018, c/o la Prefettura di Varese, tra il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, una rappresentanza RSC e il sindaco Andrea Cassani, risultano ancora 20 le famiglie prive di qualsiasi offerta e soluzione abitativa. Solo 5 famiglie hanno trovato accoglienza c/o abitazioni con assegnazioni in deroga di case popolari. Con recentissima sentenza, il Tribunale di Busto Arsizio ha affermato che (rimandando al TAR) l’amministrazione ha attuato uno sgombero senza emissione di provvedimento ed eccedente da quanto reso necessario dal ripristino della legalità. Deve comunque essere assicurata la tutela dei bisogni e degli stili di vita di una minoranza ed è necessario individuare soluzioni alternative; 

 

il 17 dicembre 2018, a Cascina, in Provincia di Pisa, il sindaco Susanna Ceccardi ha proceduto a sgomberare, con un intervento pianificato in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, 34 cittadini di etnia RSC dal campo di Via del Nugolaio a Navacchio. Non è stato predisposto nessun piano di inclusione sociale e tutte le famiglie sono state costrette, nel giro di pochissimi giorni, a trasferirsi nel vicino Comune di Ponsacco, una situazione denunciata alla Prefettura dallo stesso sindaco Francesca Brogi;

 

CONSIDERATO CHE

 

nel prossimo imminente periodo, a seguito di ordinanze emesse dall’amministrazione comunale, risultano a rischio sgombero altre famiglie di etnia Sinti residenti nel Comune di Cessalto in Provincia di Treviso, nella Regione Veneto. Ad oggi non è stato ancora concordato nessun piano di inclusione sociale per i soggetti e le famiglie in fragilità;

 

nel Comune di Acerra, il prossimo 26 febbraio 2019 è previsto lo sgombero di una comunità RSC composta da cento persone, di cui la metà sono minori. Nessun piano di inclusione è stato disposto dalle amministrazioni locali e dal sindaco Raffaele Lettieri;

 

nel Comune di Casoria vive una nutrita comunità RSC in condizioni di estrema marginalità che è stata raggiunta da analoga ordinanza di sgombero. L’Amministrazione Comunale è stata commissariata e non è stato predisposto nessun piano di inclusione sociale;

 

nel Comune di Napoli è a rischio di sgombero la comunità RSC di cupa Perillo, 300 persone;

 

RICHIAMATO E RICORDATO

 

la sottoscrizione dello Stato Italiano, degli Accordi Quadro Strutturali Europei, in sede di Consiglio Europeo del 23-24 giugno 2011, con ratifica della comunicazione n. 173, del 5 aprile 2011, emanata dalla Commissione Europea;

 

l’emanazione della Strategia Nazionale di Inclusione, in data 28 febbraio 2012, con UNAR Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio, punto di contato nazionale che doveva portare alla convocazione di TAVOLI DI INCLUSIONE REGIONALI E NEI COMUNE DI ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO E VENEZIA, dove RSC rappresentavano istituzionalmente i propri interessi;

 

la non applicazione della Strategia Nazionale e la sua violazione, su tutto il territorio della Repubblica Italiana, tranne nella Regione Liguria, per il periodo febbraio 2014 – aprile 2015, arco temporale nel quale è stato varato il TAVOLO DI INCLUSIONE RSC con ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM, ASSOCIAZIONE ROMNI ESMERALDA ED ASSOCIAZIONE ROM ANTICAMENTE NETWORK effettive componenti istituzionali nel rispetto degli SCHEMI DI GOVERNANCE consegnati alla COMMISSIONE EUROPEA;

 

il finanziamento tramite i Fondi Strutturali Europei dei PON Programmi operativi Nazionali, PON Inclusione 2014 – 2020 (1.250.000.000 euro) e PON Metro 2014 – 2020 (894.000.000 euro) e dei POR Programmi Operativi Regionali, FSE Fondi Sociali Europei 2014 – 2020, FESR Fondi Europei di Sviluppo Regionale 2014 – 2020, FEASR Fondi Europei di sviluppo Agricolo Regionale 2014 – 2020, per un totale complessivo di sette miliardi di euro;

 

l’estromissione, nella quasi totalità, della rappresentanza RSC dai COMITATI DI SORVEGLIANZA, formatesi relativamente alla gestione dei FONDI STRUTTURALI EUROPEI;

 

la denuncia prodotta da ANR al Commissario Europeo agli Affari Regionali Corina Cretu, durante la manifestazione “THE STATE OF THE UNION” l’11 maggio 2018 a Firenze e la relativa apertura di inchiesta protocollata a Bruxelles in data 13 giugno 2018; 

 

RICHIAMATA

 

nella sua interezza, la direttiva emanata dal Prefetto Matteo Piantedosi, Capo Gabinetto del Ministero dell’Interno, con la quale si sostanzia che in materia di occupazione arbitrarie di immobili e di sgomberi, gli indirizzi che le Prefetture, le Regioni e gli Enti Locali devono seguire, prevedono interventi volti a verificare le effettive condizioni di fragilità delle persone coinvolte, la sinergia interistituzionale finalizzata alla ricerca di soluzioni, il censimento degli occupanti condotto dai Servizi Sociali dei Comuni anche con l’ausilio dei soggetti del privato sociale, l’identificazione e la composizione dei nuclei familiari, la rete parentale, la presenza di minori ed altre persone in condizione di fragilità, la verifica della situazione reddituale;

 

qualora, all’esito dei suddetti accertamenti, si abbia fondato motivo di ritenere che i soggetti in situazione di fragilità, interessati all’esecuzione dello sgombero, sarebbero privi della possibilità di soddisfare autonomamente le prioritarie esigenze, i Servizi Sociali dovranno attivare specifici interventi, individuando strutture provvisorie di accoglienza ove poter collocare gli occupanti per il tempo strettamente necessario all’individuazione di soluzione alloggiative alternative. Il diritto di proprietà recede a fronte di quelle situazioni che possono pregiudicare l’esercizio, da parte degli occupanti, degli impellenti e irrinunciabili bisogni primari per la loro esistenza, collegati ad una particolare condizione di fragilità;

 

nella fase successiva allo sgombero, sarà cura, degli enti preposti, individuare le soluzioni che possano permettere di sostenere percorsi di inclusione sociale delle persone in situazione di fragilità, anche all’interno di complessive strategie di intervento condivise con le Regioni;

 

CONSIDERATO CHE

 

la direttiva emanata dal Prefetto Matteo Piantedosi, Capo Gabinetto del Ministero dell’Interno, prevede, laddove a livello territoriale, nell’ambito del rapporto con le altre Amministrazioni interessate, dovessero determinarsi situazioni di particolare complessità, anche rispetto all’attivazione delle sopra richiamate direttive, le SS.LL, potranno interloquire direttamente con il Gabinetto del Ministero dell’Interno, presso cui è istituito il punto di contatto attraverso l’Ufficio II Ordine e Sicurezza Pubblica diretto dal Vice Prefetto Vittorio Lapolla;

 

PQR

 

richiamato tutto quanto sopra descritto, si chiede quanto espresso in oggetto, ovvero urgente convocazione c/o il Viminale, Ministero dell’Interno di incontro tra gli attori istituzionali e della società civile, indicati in intestazione, per sospensione sgomberi, elaborazione e condivisione di piani di inclusione sociale locali e regionali, rispetto della direttiva emanata dal Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno Prefetto Matteo Piantedosi, implementazione degli Accordi Quadro Strutturali Europei e relativa Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti, Caminanti.

Zanoni (PD): Mobilitazione necessaria, dobbiamo tutelare la fauna selvatica decimata dall’uragano e combattere i cambiamenti climatici

 

Ci sarà anche Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, sabato 2 dicembre a Piana della Marcesina nell’Altopiano dei Sette Comuni, tra la provincia di Vicenza e quella di Trento, alla manifestazione nazionale Un mese dopo la catastrofe, promossa da associazioni ambientaliste e animaliste per vedere dal vivo una delle tante foreste seriamente danneggiate dall’eccezionale maltempo che ha colpito la nostra regione a fine ottobre. Obiettivo della manifestazione sarà anche e soprattutto chiedere al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e al Governatore Luca Zaia, maggiori tutele per gli animali selvatici decimati dal maltempo, lo stop al progetto di legge che dà il via libera ai fuoristrada dei cacciatori nei sentieri di alta montagna, un serio ed efficace impegno alla lotta contro i cambiamenti climatici.

 

“Una mobilitazione doverosa – spiega l’esponente democratico, vicepresidente della Commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini – affinché tutti possano rendersi conto della gravità della situazione, con 15 milioni di alberi caduti. Solo in Veneto la Regione ha stimato in 100.000 gli ettari rasi al suolo, e migliaia di animali morti sotto i tronchi. Condivido assolutamente le ragioni degli organizzatori, tra i quali c’è anche la mia associazione: la fauna selvatica ha già pagato un prezzo durissimo per questo disastro, perciò è sacrosanta la richiesta di vietare la caccia nelle province colpite dall’uragano per l’intera stagione venatoria.

Due settimane fa- ricorda ancora Zanoni –  ho scritto una lettera all’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale,  chiedendo un parere tecnico scientifico sia su quanto fatto finora dalla Regione e quali provvedimenti da adottare per il futuro, a partire dallo stop alla caccia nelle province delle foreste rase al suolo e alla revisione dei piani di abbattimento per proteggere le specie decimate dagli alberi caduti. Al tempo stesso occorre dire un no deciso al progetto di legge, approvato in Commissione, per l’apertura dei sentieri di montagna ai fuoristrada dei cacciatori e pretendere azioni concrete nella lotta ai cambiamenti climatici, anche se i leghisti sono i primi negazionisti. I cittadini sono molto sensibili a questi temi e la dimostrazione arriva anche dal successo riscosso dalla petizione online di CHANGE.ORG, Chiusura immediata caccia stagione venatoria 2018/19, che in pochi giorni ha registrato la bellezza di 105.559 firme indirizzate al ministro dell’Ambiente Costa, al governatore Zaia, al ministro dell’Agricoltura Centinaio e al premier Conte”.

 

Il programma di sabato 2 dicembre prevede il raduno alle ore 12 al parcheggio del Centro Fondo Enego in località Valmaron a Enego (VI), quindi un corteo a piedi, circa quattro chilometri di passeggiata attraverso gli alberi abbattuti della foresta di Marcesina, in direzione del Rifugio della Marcesina dove sono previsti gli interventi e, a seguire, per chi vorrà, il pranzo. 

La manifestazione è organizzata da IAMS– Impegno e Azione per un mondo sostenibile, da ENPA -Ente nazionale protezione animali, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV – Lega anti vivisezione, LEIDAA – Lega italiana difesa animali e ambiente, OIPA – Organizzazione internazionale protezione animali, Mountain Wilderness, LNDC – Lega nazionale per la difesa del cane, LIPU – Lega italiana protezione uccelli, WWF – World Wildlife Fund, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Coordinamento protezionista Veneto e Legambiente.

 

Alla manifestazione sarà presente, infine, l’Intergruppo del Consiglio regionale per la tutela e difesa degli animali e della natura con lo stesso Andrea Zanoni, che ne è presidente, Cristina Guarda e Patrizia Bartelle.

“La  verità sulla morte di Giulio Regeni non può essere sacrificata sull’altare della Realpolitik. A distanza di quasi tre anni, purtroppo, la sua famiglia sta ancora aspettando che venga fatta giustizia. Per questo domani credo sia importante partecipare alla manifestazione promossa da Amnesty International”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, in una nota annuncia la propria adesione all’iniziativa ‘Giulio Regeni, uno di noi’ in programma a Treviso. Lo stesso Zanoni aveva presentato una mozione approvata quasi all’unanimità, 39 voti favorevoli e un solo contrario, che impegnava la Giunta regionale a aderire alla campagna promossa da Amnesty International Italia, volta a invitare le autorità egiziane a cooperare con un’indagine indipendente e imparziale in tutti i casi di sparizioni forzate, torture e morti in detenzione nei mesi di gennaio e febbraio 2016 e a collaborare a eventuali indagini in corso da parte dei magistrati penali sulla morte del giovane ricercatore friulano.

 

La manifestazione prevede dalle 19 fiaccolata e testimonianze in ricordo di Giulio con ritrovo in piazza Aldo Moro, a seguire alle 20.45, nella Chiesa di San Gregorio Magno, ‘Che fare? Monologo sull’ingiustizia’ .

Giornata di marcia a suon di tamburi oggi, per le vie di Mogliano e in piazza Caduti, dove numerosi studenti della scuola media moglianese Margherita Hack hanno manifestato per i bambini della Siria, al fianco dei propri insegnanti, tutti vestiti di nero e con un fiore colorato appuntato al petto.

 

 

 

 

La Federazione italiana Gioco calcio comunica che, a causa del perdurare dell’instabilità meteo per i prossimi giorni, la manifestazione di sport e solidarietà promossa in collaborazione con il Comune di Venezia per celebrare il 120° Anniversario della FICG, in programma domenica 18 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, in Piazza Ferretto, sarà rinviata a domenica 8 aprile.

 

La decisone è stata presa anche in considerazione dell’età dei partecipanti (visto che l’iniziativa avrebbe coinvolto bambini tra i 5 e i 10 anni), oltre al fatto che l’iniziativa avrebbe previsto l’allestimento di 4 mini campi da gioco (per partite da 3 contro 3), in cui i ragazzi si sarebbero sfidati.

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