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A dare la triste notizia, la Redazione de Le Iene, programma televisivo di cui Nadia Toffa era conduttrice.

A stroncarla, a 40 anni compiuti lo scorso giugno, un maledetto tumore contro cui combatteva da tempo.

 

Tutta la Redazione de Le Iene si stringe nel dolore e la saluta con queste parole pubblicate in un Post su Facebook:

 

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che hai perso, ma chi ha vissuto come te, NON PERDE MAI.
Hai combattuto a testa alta, col sorriso, con dignità e sfoderando tutta la tua forza, fino all’ultimo, fino a oggi.
D’altronde nella vita hai lottato sempre.
Hai lottato anche quando sei arrivata da noi, e forse è per questo che ci hai conquistati da subito. È stato un colpo di fulmine con te, Toffa. È stato tanto facile piacersi, inevitabile innamorarsi, ed è proprio per questo che è così difficile lasciarsi.
Il destino, il karma, la sorte, la sfiga ha deciso di colpire proprio te, la NOSTRA Toffa, la più tosta di tutti, mentre qualcuno non credeva alla tua lotta, noi restavamo in silenzio e tu sorridevi.

Sei riuscita a perdonare tutti, anche il fato, e forse anche il mostro contro cui hai combattuto senza sosta… il cancro, che fino a poco tempo fa tutti chiamavano timidamente “IL male incurabile” e che, anche grazie alla tua battaglia, adesso ha un nome proprio.
“Non bisogna vergognarsi di guardarlo in faccia e chiamarlo per nome il bastardo, – dicevi – che magari si spaventa un po’ se lo guardi fisso negli occhi”.

E dato che sei stata in grado di perdonare l’imperdonabile, cara Nadia, non ci resta che sperare con tutto il cuore che tu sia riuscita a perdonare anche noi, che non siamo stati in grado di aiutarti quanto avremmo voluto.
Ed ecco le Iene che piangono la loro dolce guerriera, inermi davanti a tutto il dolore e alla consapevolezza che solo il tuo sorriso, Nadia, potrebbe consolarci, solo la tua energia e la tua forza potrebbero farci tornare ad essere quelli di sempre.
Niente per noi sarà più come prima.

 

 

 

Photo Credits: FB @NadiaToffa

Comico e presentatore televisivo tra i più apprezzati, Teo Mammucari torna al suo primo amore, il teatro; venerdì 29 marzo (ore 21.15) presenta al Teatro Corso di Mestre il nuovo spettacolo “Più bella cosa non c’è”, una cascata di comicità e ironie taglienti sulla società di oggi che ci ha trasformato in robot, regalando anche spaccati inediti di vita personale.

 

Mammucari nelle ultime stagioni è stato conduttore de “Le Iene”, insieme a Ilary Blasi, e da tre anni è giudice del talent show “Tú sí que vales”. Ma non sono bastati più di 20 programmi televisivi  nella sua carriera a fargli dimenticare il teatro. E soprattutto a tirare fuori la verità e i pensieri personali che Teo ha portato con sé per tutti questi anni.

 

 

Mammucari sceglie il palcoscenico per presentare un monologo dove può finalmente parlare con il suo cinismo di quello che sta accadendo al suo mondo; uno spettacolo che racchiude tutto quello che Teo ha vissuto in questi 20 anni dalla sua vita personale a tutto quello che accade nel suo mondo.

“Più bella cosa non c’è” è un titolo e un punto di partenza, quello di un lungo viaggio che si chiama vita: un lavoro da non perdere che attraversa l’amore, la gioia di essere diventato padre, ma soprattutto la speranza di uscire da quello che il programma sociale ci impone.

Nella puntata di giovedì 21 ottobre, la trasmissione televisiva “Le Iene” ha mandato in onda un servizio di Nicolò De Vitiis in cui documenta il grave fenomeno delle borseggiatrici a Venezia.

 

A telecamere nascoste, la troupe televisiva ha filmato il modus-operandi delle donne. Sono vestite come delle turiste e, una volta individuata la vittima, aspettano il momento più adatto per infilare la mano all’interno delle borse o degli zaini degli sventurati turisti. Sono quasi sempre di etnia rom. Con meccanismi ormai ben rodati, come nei più classici dei furti, una o più complici fanno da “palo”, mentre una di loro entra in azione.

 

Le ladre si rivelano quasi sempre minorenni o incinte, così da restare impunite il più delle volte. Le forze dell’ordine si dichiarano impotenti di fronte a tale piaga sociale. Le donne spesso dicono di non avere i documenti e, sfruttando la legge attuale, riescono a ottenere la libertà.

 

L’inviato ha provato in più riprese a incalzare un dialogo con le delinquenti ricevendo sputi e insulti.

 

Con un paio di calci, una delle donne ha danneggiato irreparabilmente una delle telecamere della troupe mentre le stava riprendendo.

 

Alla fine del servizio, De Vitiis ha lanciato un appello: “Rom d’Italia fatevi avanti e raccontateci un’altra storia, non lasciate che siano queste persone a rappresentarvi”.

 

In molti hanno risposto all’appello. Spesso fanno una vita dura e di sacrifici, ma sempre nella legalità, rispettando le regole del Paese che li ospita. Non si sentono per nulla rappresentati da queste donne. Una ragazza ha dichiarato: “Ci siamo stufati di pagare per il comportamento di queste persone”.

Le Iene, la popolare trasmissione televisiva di Italia 1, è sbarcata a Mestre, occupandosi del caso di una donna che ha dichiarato, e documentato, che un medico mestrino l’ha molestata durante una seduta di psicoterapia.

 

Il medico, convenzionato con l’Ulss 3 Serenissima, ma che svolgeva la professione di psicoterapeuta privatamente, è stato sospeso dal suo incarico in via cautelativa.

 

Il medico tuttavia si è difeso affermando che il rapporto sessuale era consenziente.

 

Qui è possibile rivedere il servizio.

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