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“Una risposta concreta e tempestiva, attraverso la quale contemperare le misure di contenimento della diffusione del COVID-19, di tutela della salute, di sostegno alle famiglie, con la necessaria continuità dell’azione amministrativa.”

È questa la motivazione che ha spinto il sindaco Romanello ad attivare, già da venerdì 6 marzo, presso il Comune modalità flessibili per lo svolgimento della prestazione lavorativa dei dipendenti comunali.

 

“Diverse le possibilità che offriamo ai nostri lavoratori”, spiega il sindaco:

• dal lavoro a distanza, che si è riusciti ad attivare in tempi record;
• al ricorso a una maggiore flessibilità dell’orario in entrata e in uscita, con possibilità di recupero anche in giorni diversi da quelli stabiliti dal consueto orario di lavoro, assicurando il regolare svolgimento delle attività istituzionali e la normale apertura degli uffici pubblici comunali;
• all’incentivazione nella fruizione di congedi ordinari e ferie, proprio in questo periodo.”

 

“Con questi provvedimenti – aggiunge Romanello – intendiamo agevolare in modo particolare:

• i lavoratori portatori di patologie che li rendono particolarmente esposti al virus;
• genitori lavoratori che debbano occuparsi di figli piccoli in questo periodo di asili e scuole chiuse;
• lavoratori che per raggiungere la sede lavorativa debbano avvalersi di servizi di trasporto pubblico.

 

“Prevenzione, tutela della salute, sostegno alle famiglie – sottolinea Romanello – sono questi gli obiettivi che garantiamo con decisioni tempestive per affrontare concretamente i problemi delle persone.”

Possibilità delle quali i lavoratori potranno usufruire per il perdurare dell’emergenza epidemiologica.

Grazie alla sperimentazione, avviata nel mese di luglio per la durata di un anno, i dipendenti potranno lavorare anche fuori stabilimento, attraverso degli accordi individuali regolamentati

 

Avvenute nel mese di luglio, la sottoscrizione dell’accordo tra Osram e Organizzazioni Sindacali di categoria, e la sua regolamentazione, rappresentano la prima applicazione di lavoro agile, o smart working, avviata in provincia di Treviso grazie a un accordo di carattere sindacale.

 

Non un benefit individuale concesso dall’azienda, non una modalità strategica per intercettare quelle professionalità difficilmente reperibili nel marcato del lavoro. Il progetto pilota di smart working varato in Osram, grazie all’impulso dato dai Sindacati di categoria, valido fino a luglio 2019, mira a concretizzare il principio che il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie passa anche attraverso un buon equilibrio tra la vita professionale e la vita privata.

 

Nello stabilimento trevigiano di Osram di via Castagnole sono impiegati lavoratori con elevata professionalità, buona parte di loro residente a diversi chilometri di lontananza dal posto di lavoro. Una situazione che innegabilmente e inevitabilmente si ripercuote sulle loro vite e sulle loro famiglie. Ecco allora che, su spinta di FILCTEM CGIL Treviso, FEMCA CISL Belluno Treviso e UILTEC UIL Treviso Belluno, si è aperta una trattativa con l’azienda allo scopo di verificare, attraverso dei focus group organizzati con le RSU e i responsabili delle diverse aree produttive, la possibilità di definire delle modalità di lavoro agile riguardo alle 230 posizioni presenti in azienda. Modalità che, regolamentate e regolate da accordo individuale, permettano ai dipendenti, in maniera occasionale e concordata con l’azienda, di sviluppare l’attività lavorativa anche in un diverso luogo dallo stabilimento, con l’indispensabile e necessario supporto di tecnologie informatiche.

 

“Con questo accordo – spiegano Cristina Furlan, segretario generale FILCTEM CGIL, Gianni Boato, segretario FEMCA CISL, e Giorgio Agnoletto, segretario UILTEC UIL -, siamo riusciti a rimuovere dalla mera prerogativa aziendale una modalità lavorativa innovativa che facilita la conciliazione di vita professionale e familiare, e che poggia su un una visione collaborativa, di fiducia e di trasparenza dei rapporti tra ditta e dipendente. Il lavoro agile – sottolineano i segretari generali di categoria – è un terreno sul quale come sindacati dobbiamo misurarci, perché rappresenta una delle possibili risposte, e anche opportunità, del mondo del lavoro, e dunque della contrattazione di secondo livello, alla rivoluzione digitale”.

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