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“Il 22 aprile sarà la terza Giornata Nazionale della Salute della Donna. Non poteva esserci momento migliore per dare il via a una nuova operazione di potenziamento di strumenti fondamentali per la prevenzione e la diagnosi del tumore al seno come i nuovi mammografi che andranno a rafforzare la rete tecnologica anticancro sul territorio”.
Lo ha detto l’assessore alla Sanità Luca Coletto, commentando la delibera con la quale la Giunta regionale, ha autorizzato l’Azienda Zero a procedere all’acquisizione di 24 nuovi mammografi, digitali e digitali con tomosintesi, per un valore di 2 milioni 880 mila euro.

 

“Aldilà dei pur rilevanti aspetti di innovazione tecnologica – ha aggiunto Coletto – è anche un modo concreto per dire a tutte le donne venete quanto sono importanti per tutta la società civile e per l’Istituzione regionale, e come le loro specifiche esigenze di salute siano tra le priorità della sanità. Non è quindi un caso che questo ultimo investimento non sia solo cospicuo, ma anche accompagnato da un preciso Piano di Sostituzione dei mammografi per rendere il più incisivo possibile l’ingresso in servizio di tecnologie così moderne e affidabili”.

 

I criteri guida del Piano di Allocazione prevedono la sostituzione con mammografi digitali di tutti quelli analogici ancora presenti sul territorio; la sostituzione dei mammografi digitali divenuti obsoleti per vetustà o per utilizzo intenso; la previsione di almeno un mammografo digitale con tomosintesi per le attività di approfondimento diagnostico di secondo livello; il contestuale trasferimento delle apparecchiature di recente acquisizione dai centri “hub” ai nodi di rete o ai distretti sanitari sul territorio; la presenza di almeno un mammografo digitale con tomosintesi nelle due Aziende Ospedaliere di Padova e Verona e all’Istituto oncologico Veneto-IOV.

“Tutte le domande ammesse sono state finanziate. Avepa ha concluso l’istruttoria stilando l’elenco delle aziende che beneficiano degli aiuti comunitari dell’OCM vitivinicolo per investimenti nel settore enologico”. A dare notizia del decreto n. 549, con cui l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura ufficializza i beneficiari del bando aperto nel dicembre scorso (Dgr 2054/2017), è l’assessore veneto all’Agricoltura, Giuseppe Pan. Le domande ammesse e finanziate per l’azione A (aziende agricole) sono 146 per un importo complessivo di 4.756.238,71 euro.

 

Le domande ammesse e finanziate per l’azione B (agroindustria) sono 48 per un
importo complessivo di 3.699.170,59 euro.

“Grazie all’integrazione della dotazione finanziaria disponibile, decisa dalla Giunta regionale a marzo – prosegue Pan – è stato possibile accogliere tutte le domande che avevano i requisiti previsti dal bando. Le nostre imprese vitivinicole sono il fiore all’occhiello dell’economia veneta e la Regione Veneto mette in campo tutti i possibili aiuti finanziari per sostenere investimenti e innovazione a beneficio dello sviluppo e della competitività dell’intera filiera vitivinicola”.

 

La disponibilità finanziaria iniziale prevista dal bando, pari a circa 5,3 milioni di euro, è stata integrata con oltre 3,7 milioni recuperati da disponibilità non utilizzate nella ristrutturazione e riconversione viticola (aiuti per il rinnovo dei vigneti) e con economie di spesa realizzate da Avepa . In questo modo la dotazione del bando per gli investimenti enologici è salita a 9 milioni di euro, sufficienti per coprire l’intera domanda di contributi da parte delle 194 aziende richiedenti.

La regione Veneto investe per la salute delle api e degli alveari. Ne dà notizia l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, che ha portato all’approvazione della Giunta il provvedimento che concentra le risorse a bilancio per il settore sul progetto di ricerca messo a punto dal Centro regionale per l’apicoltura, attivo presso l’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie.

 

“Ho accolto le indicazioni della Consulta regionale per l’apicultura – dichiara l’assessore Pan – che considera la sanità degli alveari il problema cruciale per la tenuta e lo sviluppo del settore. L’importo stanziato dalla Regione per il 2018, pari a 50 mila euro, sarà quindi impegnato per finanziare il progetto di ricerca sulle caratteristiche della cera d’api e sulle possibili ricadute sugli alveari: i produttori ci segnalano la necessità e l’urgenza di prevenire i rischi che derivano dall’impiego o dal riciclo di favi e cere contaminati da pesticidi, agrofarmaci o sostanze adulteranti, che possono mettere a repentaglio la riproduzione degli insetti e la produzione di miele di qualità”.

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