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I tre consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 presentano un’interrogazione urgente chiamando in causa il presidente Zaia: «Simili comportamenti non possono essere tollerati, gettano fango sul territorio di Chioggia e sull’intera Regione. Gli enti locali devono concorrere alla salvaguardia dei diritti costituzionalmente garantiti. Violenti e razzisti non possono fare profitto sulle nostre spiagge»

 

 

«Prima di tutto esprimiamo solidarietà alle vittime di ingiuste violenze e discriminazioni. Chi gestisce i bagni di Sottomarina non può macchiarsi di episodi come quelli risultati dagli accertamenti delle forze dell’ordine e riferiti dalla Questura di Venezia. Se lo fa, non solo lede i diritti costituzionali degli avventori, ma fa anche un grave danno all’immagine di un territorio, quello di Chioggia, che vanta in realtà una tradizione di accoglienza». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle (Iic) e Cristina Guarda (Cpv) del coordinamento Veneto 2020, che hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere al presidente della Giunta regionale quali misure urgenti intenda adottare per contrastare la diffusione della violenza e del razzismo, a garanzia del rispetto della legalità e dei diritti costituzionali in tutto il territorio regionale.

 

I tre consiglieri aggiungono: «Auspichiamo anche un intervento da parte del Comune, per quanto di competenza. Va ristabilito il rispetto della legalità, senza atteggiamenti permissivi che sarebbero incomprensibili dopo i provvedimenti adottati dalla Questura». «Il fatto che la Questura parli di una vera e propria escalation di episodi razzisti e violenti ai danni degli avventori è allarmante. I titolari di pubblici esercizi hanno il dovere di garantire i diritti previsti dalla Costituzione e il rispetto della legge italiana, i comportamenti descritti vanno ben al di fuori di quel che è consentito nel nostro Paese. A questo punto bisogna andare fino in fondo, il Comune e la Regione facciano la loro parte. Chi non ha rispetto per la vita e la dignità umana non può gestire un’attività economica e fare profitti indisturbato nelle nostre spiagge, questo è il messaggio che deve passare».

 

 

Photo Credits: FB @Venetoventi20

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa relativo all’interrogazione a firma dei consiglieri M5S Sara Visman e Davide Scano, presentata oggi al sindaco di Venezia e agli assessori competenti per Ambiente – Urbanistica – Edilizia e Patrimonio,  sulle questioni inerenti l’installazione dell’antenna Vodafone sulla Torre Piezometrica di Burano e sull’aggiornamento del Piano Comunale per gli impianti (Piano delle antenne) per la telefonia mobile.

 

 

La delibera di giunta del 30 aprile 2019 e la successiva determinazione dirigenziale n. 1316 del 19 giugno 2019, concede per 4 anni, a fronte del pagamento di un canone annuo di 19.900,00 euro, la parziale locazione della Torre Piezometrica (già gestita da Veritas) alla Vodafone spa per l’istallazione di una base radio per telecomunicazioni. Chiediamo in primis se questa concessione (locazione) sia anche, di fatto, l’autorizzazione a procedere con l’istallazione stessa. Perché, se così non fosse ci aspetteremmo che, la procedura per ottenere l’atto concessorio sia rispondente a quello che prevede l’art. 7 (pubblicazione dell’istanza e partecipazione) del “regolamento comunale per l’istallazione e l’esercizio degli impianti per la telefonia mobile e per le trasmissioni in standard DVB-H” approvato con delibera C.C. n. 109 del 30.07.2007. L’articolo prevede avvisi, oltre che all’albo pretorio, anche nelle sedi delle Municipalità, in loco e sul sito internet del Comune con espresse indicazioni che ogni cittadino, associazioni e comitati portatori di interessi collettivi o diffusi, possono presentare osservazioni.

 

Chiediamo inoltre se e quando, questa Amministrazione, abbia intenzione di riprendere in mano il regolamento succitato, visto che appare “antidiluviano” (2007) rispetto allo sviluppo che ha avuto la telecomunicazione e che sta risultando un colabrodo rispetto a quanto previsto dalla Legge 36/ 2001 art.8 comma 3 che consente al Comune di individuare siti sensibili circoscritti nei quali è possibile rigettare eventuali richieste di istallazione di apparecchi di telecomunicazione.

 

“I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.

 

È per l’inefficacia di tale regolamento che il Comune di Venezia con sentenza del Consiglio di Stato (pubblicata il 3/06/2019) ha perso contro una società di telecomunicazioni, alla quale aveva rigettato l’autorizzazione all’istallazione di una stazione radio base a Malamocco.

 

“Questa inefficienza dell’Amministrazione ci sta costando cara perché pone il territorio comunale alla stregua di una sorta di conquista del West”.

 

Senza indicazioni alternative e vincolanti il Comune si fa scavalcare da qualsiasi Gestore che entri nel panorama delle telecomunicazioni radio. E pensare che il Comune di Mogliano, dove risiede il sindaco, un Piano per le antenne efficace c’è, tanto da aver vinto un ricorso contro un Gestore di Telecomunicazioni proprio perché nel suddetto Piano si erano individuati, a monte, dei siti alternativi a quello proposto dal gestore stesso.” – dichiara la consigliera Sara Visman e conclude – “I cittadini di Burano, parte debole di tutta questa questione, hanno tutti i diritti di presentare una loro memoria come prevede l’art, 7 del regolamento comunale e il Comune è tenuto a fornire loro tutti gli strumenti per poterlo fare”.

Nella giornata di ieri, il M5S ha depositato una interrogazione che riguarda lo spostamento dell’archivio dei manoscritti antichi dal Museo Correr all’ex centro civico di via Poerio a Mestre.

 

“Riteniamo importante – dichiara la portavoce Sara Visman – un urgente confronto, con il coinvolgimento del consiglio Comunale, il mondo della cultura oltre a chi opera direttamente nella gestione di questi beni. Siamo preoccupati delle scelte fatte dall’amministrazione, ricordiamo la raccolta di libri di pedagogia della Biblioteca Bettini trasferita a Mestre presso la Vez, e ora i manoscritti della collezione Correr che sembrano destinati a lasciare la laguna. Di questo passo a Venezia resteranno solo Palazzi da utilizzare come location di eventi o da destinare ad attività ricettiva”.

Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto in redazione da Sara Visman, che accompagna la pubblicazione di un’interrogazione agli assessori Luigi Brugnaro, Renato Boraso e Simone Venturini – competenti per Commercio, Mobilità e Sviluppo del territorio -, nella quale si chiede di illustrare cosa sia stato fatto per sostenere il mercato di Sacca Fisola.

 

 

Dopo sei mesi dall’approvazione di ben due ordini del giorno proposti dal M5S e votati, uno all’unanimità e uno a larghissima maggioranza, l’amministrazione pare dimenticarsi di intervenire per rivitalizzare il mercato settimanale di Sacca Fisola.

 

I consiglieri e gli assessori, molto ben disposti, durante le sedute di Consiglio Comunale in diretta streaming, ad accogliere le richieste di attenzione degli operatori del mercato contenute nelle mozioni, non pare abbiano dato seguito alle richieste con azioni concrete.

 

Neppure la proposta di delibera, presentata dal gruppo consigliare del M5S, che autorizza la trasformazione di un posteggio del mercato da “non alimentare” ad “alimentare” ha trovato posto nella nutrita agenda della maggioranza, e nemmeno in quella dei Presidenti delle Commissioni competenti. Gli stessi operatori, nel mese di dicembre avevano inoltrato tramite PEC una richiesta di incontro con l’sssessore Boraso e i dirigenti del Settore Commercio sulle stesse tematiche, ovviamente la comunicazione è rimasta lettera morta.

 

“Siamo stati propositivi e concreti con azioni a sostegno dell’offerta commerciale per i residenti di Sacca Fisola e per rivitalizzare il mercato settimanale. Pensate che la proposta di delibera è sul tavolo delle Commissioni competenti da settembre, ma l’Amministrazione non se ne occupa, è troppo impegnata ad aiutare la residenza in terraferma, permettendo ulteriore consumo di suolo agricolo a quei proprietari terrieri che vogliano costruire la casa ai figli mentre, le isole, vengono abbandonate. Veniamo accusati continuamente dalla maggioranza di non essere propositivi e di dire sempre no, è vero invece che quando proponiamo ci ignorano e non si muove foglia”, dichiara la consigliera Sara Visman e continua: “Con questa interrogazione intendo riportare sul tavolo la questione e, se all’Amministrazione non interessa l’argomento, almeno si abbia il coraggio di affermarlo davanti ai cittadini di Sacca Fisola invece di fingere che non esistano”.

«La segnalazione mi è giunta da un genitore, il quale compilando un modulo della neuropsichiatria infantile del distretto socio-sanitario di Favaro Veneto si è trovato di fronte alla richiesta di specificare la razza/etnia della figlia. Il modulo serviva per la raccolta dati e la valutazione della bambina per l’accesso alla prima visita dello specialista di neuropsichiatria infantile». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella giornata di ieri ha depositato assieme alla consigliera regionale Patrizia Bartelle un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale di eliminare la dicitura “razza” da tutti i moduli delle Ulss venete.

«Voglio ricordare – aggiunge l’esponente di Liberi E Uguali – che poco meno di un anno fa il consiglio regionale ha votato a larghissima maggioranza una mia mozione che impegnava la Giunta a eliminare la dicitura “razza” nei referti medici delle Ulss». «Si tratta di un termine assolutamente inutile ai fini medico-diagnostici – sottolinea Ruzzante –, che può essere mal interpretato, perciò auspico che la Giunta provveda ad eliminarlo non solo dai moduli della neuropsichiatria infantile, ma anche da tutti gli altri documenti delle Ulss venete in cui fosse ancora presente».

“Chi decide della destinazione dei risorse conseguenti i ribassi d’asta negli appalti per la realizzazione di opere pubbliche?”
A chiederlo è Elena La Rocca, del Movimento Cinque Stelle, che ha da poco pubblicato un’interrogazione indirizzata agli Assessori al Bilancio e ai Lavoro Pubblici, per verificare la gestione delle risorse derivanti  dai ribassi delle gare gestite da INSULA spa per la realizzazione di opere pubbliche finanziate con i fondi del bilancio comunale.
L’approvazione del Bilancio di Previsione 2019-2021 dei prossimi giorni ci ricorda quanto la gestione delle risorse pubbliche debba essere oculata e trasparente.
Al seguente link è possibile il testo dell’interrogazione con i quesiti puntuali posti agli assessori.

“Basterebbero degli adesivi sulle barriere trasparenti della Superstrada Pedemontana per evitare la morìa di uccelli che vanno a sbatterci contro a tutta velocità. Il primo avvertimento lanciato dalla Lipu di Vicenza risale ormai a maggio 2016, i lavori sono partiti da qualche mese ma non è stato fatto niente”. A rinnovare il sollecito è il consigliere Andrea Zanoni (PD) che ha presentato insieme alle colleghe dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura, Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S), un’interrogazione a risposta immediata dove si chiede quando verranno prese le misure utili per salvaguardare l’avifauna ‘vittima’ dei pannelli fonoassorbenti.

 

 

“La Regione deve fare qualcosa per prevenire l’uccisione di questi uccelli che si schiantano sulle barriere: sarebbero sufficienti degli adesivi per fargli capire la presenza di un ostacolo, che per loro è una trappola mortale. Nei giorni scorsi la Lipu ha recuperato nell’area tra Sarcedo e Breganze un esemplare maschio di capinera e uno di codirosso, entrambi morti dopo l’impatto sulle barriere. Barriere pensate in questo modo, e ce ne saranno chilometri e chilometri a Superstrada finita, possono provocare delle autentiche stragi – insiste Zanoni – a maggior ragione in un periodo delicato come l’attuale, la primavera, quando milioni di uccelli migratori attraversano la nostra regione di ritorno dall’Africa verso il Nord Europa”.

 

 

“Speriamo che la Giunta agisca immediatamente, anche perché si tratta di interventi rapidi. Mi sembra giusto ricordare che l’uccisione di queste specie di uccelli è considerata un reato dalla legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica, quindi c’è il rischio che la Regione possa ritrovarsi nelle aule di Tribunale se non dovesse prendere provvedimenti e si verificassero nuovi casi”.

 

 

“Non avrei mai pensato di fare un’interrogazione pure su questo, sono già 12 quelle che ho presentato sulla Superstrada Pedemontana Veneta, a testimonianza dei tanti problemi che sta causando e causerà al nostro territorio”, dice in conclusione Zanoni, che giovedì prossimo, 10 maggio, alle 20.45, parteciperà all’incontro-dibattito, in programma all’Auditorium comunale di Volpago del Montello (Treviso), ‘Dove va la Superstrada pedemontana?’ organizzato dal locale circolo del PD.

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