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Il M5S ha rivolto un’interrogazione al sindaco Luigi Brugnaro, per fare chiarezza sul futuro del Compendio di Villa Hèriot.
Svariate vicissitudini avevano infatti visto il compendio denominato “Villa Hèriot” e comprendente la villa Padronale, la Depandance, il giardino e un altro piccolo edificio, diventare oggetto in vendita da parte dell’ex Commissario Straordinario Vittorio Zappalorto. Un’azione poi non portata a termine per le massicce proteste delle associazioni e dei cittadini e per vizi di procedura.
Il M5S vuole evidenziare la situazione in cui si trova l’Università Internazionale dell’Arte (UIA) con sede nella villa padronale. La scuola ha chiesto, a più riprese, di sottoscrivere una nuova Concessione con il Comune di Venezia per il proseguo dell’attività di formazione di tecnici del restauro visto che la prima determinazione risaliva al lontano 1997 ma a tutt’oggi non si è mossa foglia.
“Vorremmo sapere perché – dichiara la consigliera Sara Visman – a fronte di richieste di incontro con l’assessore al Patrimonio, da parte del presidente dell’Università, non vi sia stata nessuna risposta. Troviamo altresì poco lungimirante non interloquire con soggetti che hanno come obiettivo quello di formare esperti nel campo del restauro, figure preziose, riconosciute internazionalmente, in un contesto come quello veneziano ricco di opere da tutelare. Sappiamo che gli studenti che provengono anche da altri paesi, quando passano qui anni a formarsi, a volte si innamorano del luogo e trovando opportunità di lavoro possono anche stabilirvicisi”.
Il M5S intende, per trasparenza, portare l’amministrazione a esprimersi su questa situazione, auspicando oltremodo che venga scongiurato un nuovo inserimento nel Piano delle alienazioni del suddetto compendio, non cedendo all’appetito di fare cassa a discapito di questo  bene pubblico.

In via Gobbi a Campalto, Mestre, si stanno da tempo effettuando lavori per un sottopasso di attraversamento. Durante i lavori, però, si sono presentate delle difficoltà per cedimenti, per le quali il Movimento 5 Stelle ha presentato la seguente interpellanza all’amministrazione cittadina.

 

 

Venezia, 3 settembre 2018
nr. ordine 1235
n p.g. 216

All’Assessore Renato Boraso

e per conoscenza

Al Presidente della IV Commissione
Alla Segreteria della Commissione consiliare IV Commissione
Alla Presidente del Consiglio comunale
Al Sindaco
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo consiliari
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: preoccupante deformazione del manto stradale in Via Gobbi a seguito dei lavori per la realizzazione della variante alla S.S. 14 “Triestina” nota come bypass di Campalto

 

Tipo di risposta richiesta: in Commissione

 

Premesso che
– con deliberazione di C.C n°8 del 21.01.2008 è stato approvato il “progetto preliminare relativo ai lavori di nuova viabilità Bissuola compreso bypass Favaro Veneto, da S.S.14bis a Via Triestina – Favaro veneto (C.I. 10573/1) con contestuale adozione variante al P.R.G.;
– il P.C.P. (programma di coordinamento preventivo) approvato il 12 novembre 2012, ha recepito il tracciato del progetto definitivo della variante approvato con Dispositivo dell’amministrazione Unico dell’Anas del 17.01.2012, in attuazione della Determinazione di approvazione n. 106 del 13.01.2012;

 

considerato che
– per la costruzione del sottopasso previsto per l’attraversamento di via Gobbi, sono stati realizzati i due pozzi, con pali scavati fino alla profondità di 9 metri dei 13 previsti, e sono in corso d’opera i lavori di consolidamento tramite iniezione di miscele cementizie e inserimento di tubi in acciaio;
– il 29 dicembre del 2017, in via Gobbi, in corrispondenza ai lavori del passante e poco distante dal cantiere del sottopasso, c’è stato un cedimento del manto stradale. La società ANAS s.p.a., l’Ente nazionale per le strade che sta costruendo il bypass, è intervenuta eseguendo dei lavori di consolidamento al fine di rimettere in sicurezza il tratto viario;
– a fronte di un altro cedimento avvenuto il 16 gennaio 2018, sono stati necessari nuovi interventi che hanno comportato la chiusura del traffico di Via Gobbi sull’immediato e disagi nei giorni successivi dovuti allo spostamento del percorso degli autobus Actv e alla percorribilità del tratto di strada solo in senso unico alternato. In quell’occasione, l’assessore alla Mobilità Renato Boraso, dichiarava alla stampa: “È stato accertato che sono i lavori del nuovo passante a generare il problema, perché vanno a toccare la falda che si trova tre metri e mezzo al di sotto della superficie. Abbiamo quindi diffidato Anas: i lavori non proseguiranno finché non sarà garantita la sicurezza della strada” (fonte: Venezia Today);
– i lavori, dopo gli interventi, sono proseguiti con l’impiego anche di rilevazioni strumentali, nello specifico con un Georadar, allo scopo di monitorare il terreno e prevenire così ulteriori smottamenti;
– nonostante le sistemazioni eseguite sul manto stradale, Via Gobbi presenta avvallamenti, un alto dosso in corrispondenza del futuro sottopasso, pare dovuto alle succitate iniezioni di calcestruzzo , e sconnessioni diffuse dell’asfalto;

 

considerato infine che
– la pericolosità della strada non è al momento evidenziata in modo efficace perché la segnaletica verticale, che ne pone il limite di velocità di marcia a 30 km/h, è semi nascosta dai rami degli alberi che costeggiano il tracciato viario: condizione che ostacola la visione agli automobilisti e rende pericoloso il tratto, in special modo a motociclisti e ciclisti;
– la Municipalità di Favaro Veneto, è stata messa al corrente della critica situazione tramite un’interrogazione, depositata il 13 agosto 2018, dai consiglieri di municipalità del Movimento 5 Stelle ma, solo dopo continue proteste di privati cittadini sui media, che hanno rilanciato la questione, l’Assessore ha ritenuto di intervenire ulteriormente il 24 agosto 2018 parlando con il responsabile del cantiere (fonte: La Nuova Venezia);

 

ritenuto che
– sia opportuno impedire il crearsi di condizioni che aumentino la probabilità di incidente e soprattutto prevenire situazioni che mettano in pericolo la stabilità stessa del tratto di via Gobbi interessata dalla realizzazione del futuro sottopasso;

 

tutto ciò premesso, considerato e ritenuto
si chiede agli Assessori ai LL.PP. e alla Mobilità

• di relazionare sulle condizioni attuali del tratto stradale di via Gobbi e se ANAS si sia attivata per aumentare la segnaletica e impedire situazioni di pericolo per gli utenti della strada
• se gli uffici competenti abbiano verificato, rivedendo tutta la documentazione del progetto, se esistono criticità che possano compromettere la realizzazione del sottopasso
• se non si ritenga opportuno chiedere ad ANAS, quale indennizzo, la riasfaltatura di via Gobbi e che, dunque, non se ne faccia carico il Comune, il quale ha previsto ventitré interventi (anche uno proprio in via Gobbi) per la manutenzione straordinaria con uno stanziamento di 1,3 milioni di euro;
• perché, nonostante la richiesta da parte dei consiglieri della Municipalità di Favaro Veneto, si è aspettato parecchi giorni prima di intervenire presso ANAS, lasciando quel tratto stradale in condizioni di potenziale pericolo per gli utenti.

È stata presentata dal Movimento Cinque Stelle un’interpellanza avente a oggetto le politiche sulla Terza Età dell’attuale Amministrazione.

 

“Vogliamo sapere se questa Amministrazione ha un quadro preciso di quante persone anziane vivono situazioni di difficoltà nel nostro territorio, oltre a quelle conosciute attraverso le richieste di assistenza; quali azioni sono state messe in atto per individuare situazioni critiche della popolazione anziana.

 

Come fa un anziano inabile, non autosufficiente o parzialmente autosufficiente, solo, con gravità e/o con risorse parentali insufficienti a chiedere assistenza? Non è previsto dal regolamento, e non sono conosciute altre modalità per accedere al servizio. Il “Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare” attualmente in vigore, prevede infatti che l’assistenza venga assegnata, in presenza di determinati criteri, solo successivamente alla presentazione della domanda di assistenza sociale da parte dell’utente o di altra persona che ne abbia la cura.

 

Manca inoltre un coordinamento tra Comune e le realtà associative del territorio, funzione un tempo svolta dalla “Consulta per la Terza Età”. Perché questa Amministrazione non l’ha istituita?

 

Le stime Istat ci dicono anche che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni. Si potrebbe avere un’impennata del numero di persone non autosufficienti.

 

È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine.

 

Alcune situazioni critiche di persone anziane, a volte sfociate in epiloghi drammatici, anche nella nostra comunità locale, ci evidenziano come il tema della autonomia, fragilità e non autosufficienza nella Terza Età, non sia ancora affrontato con la necessaria attenzione.

 

Riteniamo sia doverosa una riflessione da parte dell’intero Consiglio Comunale sulle politiche sociali e sul sistema di assistenza di questa Amministrazione.

 

Si dovrebbero, a nostro avviso, applicare modalità nuove o diverse per conoscere i bisogni e le esigenze di assistenza e di cura per gli anziani soli o comunque non totalmente autosufficienti, ricercare innovativi strumenti flessibili e dinamici che portino a nuovi progetti.

 

Vorremmo pertanto sapere quali azioni ha posto in essere l’Amministrazione comunale in questi anni, per rispondere alle esigenze primarie di questa fascia debole della popolazione”.

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Elena La Rocca del Movimento Cinque Stelle

Mai chiesto una “Presidenta”, non è italiano; “La Presidente”, invece, è italiano e sta a indicare che si sta parlando di una donna.
Ho letto con dispiacere la replica della Presidente alle mie dichiarazioni in merito all’eliminazione della forma femminile dalla bozza del Regolamento Interno del Consiglio Comunale.
Mi è parso un ridicolizzare e voler svilire quella che invece è una realtà, avvalorata da decenni di studi: le parole sottendono significati e hanno effetti nell’inconscio collettivo.
In politica le donne faticosamente cercano di farsi strada. La Presidente del Consiglio, e ci tengo a rappresentare che una donna ricopre tale ruolo, ha scelto di fare marcia indietro rispetto a quanto espresso nella proposta di Delibera di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale.
Da decenni il Comune di Venezia si occupa delle questioni di genere, per vigilare e contrastare una cultura maschilista. Sapremo fare tesoro dei passi fatti fino ad oggi?
Per contro, riconosco alla Presidente il merito di aver accolto una mia proposta e di averla inserita nel Regolamento.
Si tratta della previsione della registrazione audio delle Commissioni, come avevo proposto nel marzo scorso con la consigliera Visman. Questo è un importante passo verso la trasparenza. L’emendamento prevede che le registrazioni siano rese disponibili ai consiglieri; chiederò che siano pubblicate sul sito del Comune e rese pubbliche in tempo reale per renderle realmente fruibili alla cittadinanza.

Dopo i recenti avvenimenti di Venezia – dove regnano confusione e poca chiarezza, spesso causa di conflitti tra i cittadini – il M5S chiede al Sindaco o a chi per esso di riferire urgentemente sulle regole e sulla opportunità, ove risulti necessario, di adeguare il Regolamento comunale sull’uso dei canali interni e delle concessioni di spazio acqueo, affinché l’uso dei canali non debba diventare un continuo fai da te.

 

 

INTERPELLANZA

 

Oggetto: utilizzo degli spazi acquei nei canali interni

 

Premesso che

– gli spazi acquei dei canali interni alle isole sono gestiti dall’amministrazione attraverso appositi regolamenti comunali che prevedono concessioni di spazi acquei per unità di diporto e pontili di ormeggio provvisori o permanenti;

– il proliferare di attività ricettive e commerciali hanno portato al moltiplicarsi di richieste di concessioni di spazi acquei;

 

Considerato che

– le concessioni di spazio acqueo per unità da diporto sono rilasciati a seguito di istruttoria sul tipo di natante/imbarcazione;

– il rilascio della targa per la circolazione in laguna viene anch’essa rilasciata, dal Servizio Sistemi Territoriali – Gestione Targhe natanti Laguna di Venezia della Città Metropolitana di Venezia, previa documentazione, comprese le foto, attestante il tipo di natante/imbarcazione, le misure e il motore in dotazione;

 

Ritenuto che

– non ci si possa piegare allo sfruttamento tout court e fai da te di Venezia ma sia necessario per tutti capire cosa sia permesso all’interno dei canali onde evitare conflitti e situazioni imbarazzanti;

 

Si chiede al Sig. Sindaco

1. di riferire urgentemente in commissione circa gli avvenimenti di questo ultimo periodo che vedono coinvolte le concessioni di spazio acqueo e la costruzione di pontili, fissi e galleggianti;

2. di chiarire se un pontile galleggiante può essere considerato unità da diporto;

3. cosa si intenda concedere negli spazi acquei all’interno dei canali di Venezia e isole,  di competenza del Comune.

 

Sara Visman

Movimento 5 Stelle – Venezia

 

 

“La ciclostazione del sistema di Bike Sharing presso il centralissimo Tronchetto è una presa in giro perché scomodissima da raggiungere per i cittadini di Venezia: solo l’Amministrazione pare non accorgersene! Una ipotesi che come M5S bocciamo perché lontana dal terminal veneziano che indiscutibilmente è Piazzale Roma, non offre perciò, quelle opportunità di alternativa di trasporto e quel servizio di prossimità che si prefigge tra i
suoi obiettivi il sistema di Bike Sharing”. Questo il pensiero di Sara Visman, capogruppo del M5S di Venezia.

 

Dopo aver inutilmente cercato di portare la ciclostazione all’interno della rimessa comunale presentando un emendamento al DUP (documento unico di programmazione) del triennio 2018-2020, il M5S rilancia depositando un’interpellanza con cui chiede alla Giunta di non trattare i residenti – soprattutto quelli di Venezia e isole in poca parte possessori di veicoli – come cittadini di serie B, ma di offrire loro l’opportunità di usare la rete di Bike Sharing in modo non discriminatorio.

 

“Quando la Giunta, nella persona dell’assessore al Bilancio Michele Zuin aveva dato parere negativo al nostro emendamento, non ha fornito motivazioni convincenti e per questo, con questa interpellanza, ribadiamo i motivi di una scelta da farsi in un ambito più centrale e vicino agli utenti rispetto all’isola del Tronchetto (adatta a essere parcheggio scambiatore per turisti) e suggeriamo, oltre alla rimessa comunale, anche un posto alternativo dove allocare gli stalli per le biciclette condivise” – continua Sara Visman e aggiunge – “Il Bike Sharing funziona laddove si riesce comodamente a prendere la bicicletta non certo in luoghi dove, per poterla ritirare, si è obbligati a prendere un bus o il people-mover. Sono convinta che la bocciatura dell’emendamento aveva più una valenza politica che di merito, ragion per cui invito l’assessore alla Mobilità Renato Boraso a battere un colpo e a portare sul tavolo della commissione competente la discussione. Al Tronchetto può trovare comodamente posto il bicipark rivolto ai turisti che intendono raggiungere Venezia con biciclette proprie o a noleggio”.

“Il sistema di Bike Sharing è dedicato principalmente ai cittadini che, per usufruirne, pagano un abbonamento annuale all’azienda che lo gestisce; nel caso di Venezia l’azienda partecipata è AVM, ed è conveniente per spostamenti veloci quindi prettamente nell’ambito cittadino, ambito che non può prescindere dal comprendere Piazzale Roma da quando abbiamo a disposizione una pista ciclabile” conclude la consigliera M5S.

Giunge l’ennesima decisione diretta allo svuotamento di tutti quei servizi al pubblico nelle zone decentrate del Comune di Venezia: la biblioteca in via Asseggiano, alla Gazzera, rimarrà chiusa nei tre mesi estivi e riaprirà a settembre due mezze giornate a settimana. Lo si è reso noto attraverso l’apposizione di due cartelli sulla porta d’entrata del Punto di Ritiro (così il servizio è classificato all’interno della rete delle biblioteche di Venezia ). Eppure, gli anni scorsi, l’apertura durante il periodo estivo era prevista tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, e quella invernale stessi giorni, sia mattina che pomeriggio. Una penalizzazione dei residenti del circondario se non fosse che, la biblioteca è adiacente all’auditorium del liceo scientifico Morin e nei pressi di altri istituti scolastici, come il Volta e il Luzzati, e quindi molto frequentata da studenti, professori e alunni.

 

 

“C’è da capire cosa abbia spinto l’amministrazione a prendere una decisione così drastica perché, se è vero che i principi su cui si basa l’idea stessa della rete delle biblioteche è quella di dare le possibilità all’individuo di accedere liberamente alla cultura e all’informazione, è bizzarro non attuare politiche che facilitino tale accesso”- dichiara la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sara Visman e continua – “abbiamo presentato un’interpellanza all’assessore Simone Venturini, delegato alla rete delle biblioteche, perché spieghi cosa abbia in mente di fare a settembre quando riapriranno le scuole e perché si sia scelto di penalizzare cittadini, perlopiù bambini e anziani, togliendo un servizio basilare, come questo Punto di Ritiro che funge anche da emeroteca, per tutta l’estate.

Pur apprezzando il lavoro che si sta facendo per le grandi biblioteche come la VEZ, riteniamo fondamentale la presenza di servizi dignitosi in prossimità dei cittadini. Come già abbiamo potuto riscontrare in altre occasioni, il sindaco attua politiche di impoverimento di tutti quegli uffici e servizi che più si avvicinano ai cittadini come l’anagrafe della Bissuola chiusa da tempo”.

 

Di seguito pubblichiamo un’interpellanza della Consigliera comunale Rita Fazzello, riguardante l’ex asilo Favier, rivolta alla presidente del Consiglio comunale, al sindaco e alla Giunta comunale di Mogliano Veneto:

 

 

Oggetto: Situazione edificio ex Asilo Favier c/o Istituto Gris – Mogliano V.to
Prospettive di utilizzo e quesiti vari

 

Premesso che
– l’interpellanza riguarda l’ex asilo Favier, che Costante Gris accettò di costruire a seguito di
una donazione da parte della benefattrice Elvira Favier (nel 1898), per ospitare i figli dei
contadini di Zerman
– la sottoscritta ha appreso dalla stampa locale (in data 27 febbraio u.s) notizie in merito ad
un presunto interesse, da parte di privati cittadini o Associazioni, circa la riattivazione di
detta scuola per l’infanzia
– l’autore dell’articolo di cui sopra riferiva di un parere favorevole espresso dalla dott.ssa
Annalisa Basso, attuale Direttrice dell’Istituto Gris, sul recupero dell’area e sulla proposta
di riapertura della scuola ex Favier
– l’edificio in questione risulta adibito a magazzino

– dovrebbero essere accertate, da parte dell’Ente titolare, le condizioni strutturali , nonché
effettuati gli interventi di messa a norma per ogni garanzia di sicurezza dell’edificio ex
Favier

– occorre verificare, sempre da parte dell’Ente titolare, se vi siano vincoli della
Sovrintendenza alle Belle Arti e se siano possibili interventi migliorativi e/o di ampliamento
dello stesso edificio

 

La sottoscritta, consigliere comunale del gruppo misto, chiede:

– se risponde al vero che detto edificio si trovi in un’area che ha subito un declassamento da
zona F a zona agricola
– se il PAT di questo Comune, per il quale è in corso l’iter procedurale, possa favorire un
decorso positivo e sufficientemente rapido, al fine di ristabilire la destinazione originale
dell’area interessata.
– Se risponde al vero che l’Amministrazione comunale non ha nulla in contrario rispetto alla
richiesta da parte della Direzione dell’Ist. Gris circa la riapertura dell’asilo ex Favier, per
realizzare una scuola per l’infanzia da parte di Associazioni o Gestori privati.

 

In attesa di riscontro nella sede del consiglio comunale, si ringrazia vivamente per
l’attenzione.

 

Consigliere comunale
Rita Fazzello

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