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Ai tempi del Coronavirus la natura riprende i suoi spazi

 

Sarà questa la primavera in cui salveremo le api, già in serio pericolo a causa di veleni, pesticidi, inquinamento, monocolture, parassiti, urbanizzazione, campi magnetici e cambiamenti climatici?

Le api e gli altri insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi: solo un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione. La loro scomparsa avrebbe effetti devastanti sulla produzione alimentare: molti frutti e verdure sarebbero duramente colpiti, se la presenza di questi insetti si riducesse drasticamente.

 

Le settimane di caldo anomalo registrate a inizio marzo avevano già lanciato un primo allarme sul risveglio prematuro di questi impollinatori, ingannati dall’aumento delle temperature.

A sei settimane di distanza e altrettante di lockdown, la situazione farebbe invece ben sperare per il benessere di questi insetti. Il merito, probabilmente l’unico che possiamo attribuirgli, sarebbe proprio del Coronavirus.

 

Le misure restrittive del Governo italiano dettate dall’emergenza da COVID-19 – che hanno, tra le altre cose, ridotto di moltissimo il traffico e il conseguente inquinamento – hanno aiutato il ripristino dei delicati e tanto preziosi ecosistemi vegetali urbani, complice anche la stagione primaverile finalmente sbocciata.

 

Come si legge in un articolo pubblicato sulla rivista greenMe.it, anche la sospensione delle falciature avrebbe contribuito a giovare in maniera straordinaria alla popolazione delle api, ma anche di bombi, farfalle, uccellini, pipistrelli e di tutti gli insetti la cui sopravvivenza dipende dalle piante selvatiche.

 

Sono state proprio le falciature, infatti, ad essere tra le prime attività ridotte, se non addirittura sospese, e gli ecosistemi vegetali urbani hanno iniziato a riprendersi.

 

Sempre più spesso lo sfalcio delle piante che costeggiano i bordi delle strade vengono avviate già all’inizio della primavera, con la triste conseguenza che i baccelli vengono rasi al suolo prima di poter fiorire.

 

La semplice fioritura indisturbata delle piante selvatiche ai bordi delle strade (le quali possono ospitare fino a 700 specie di fiori!) sarebbe quindi sufficiente a offrire alle api polline e nettare in abbondanza. Circa l’80% delle piante, inoltre, si serve dell’aiuto degli insetti impollinatori per trasportare granuli di polline dalla pianta maschile a quella femminile.

 

Riflettiamo allora su quanto poco basterebbe per migliorare la vita delle api.

Nel suo piccolo, ciascuno di noi può anche creare una piccola “area salva-api” – in giardino, nell’orto, sul balcone di casa – dove questi e altri insetti impollinatori possono trovare rifugio e polline per nutrirsi. Nel suo sito, Greenpeace ha pubblicato una lista dei fiori amici delle api che ciascuno di noi può piantare per contribuire a rendere questo Pianeta un posto migliore (anche) per loro!

 

 

Fonte: greeMe.it
Photo Credits: Nico Bonotto

Anche in Veneto le api sono a rischio estinzione. Le cause, insetticidi e cambiamenti climatici, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di questo insetto utilissimo. Pesticidi usati in agricoltura intensiva, urbanizzazione selvaggia e riscaldamento globale i responsabili di questo fenomeno.

 

L’ONU ha proclamato il 20 maggio di ogni anno Giornata mondiale delle api per richiamare l’attenzione sul pericolo estinzione della specie.

 

L’ape è importantissima per l’equilibrio della natura perché è il principale insetto che si occupa dell’impollinazione. Volando di fiore in fiore per raccogliere il nettare, trasporta il polline da una pianta all’altra, favorendo la riproduzione degli alberi e degli arbusti.

 

Se l’ape scomparisse, scomparirebbero prodotti come pomodori, mele, mandorle e fragole.

 

Gli insetticidi responsabili di questa catastrofe sarebbero i neonicotinoidi, pesticidi che entrano nel sistema vascolare delle piante e nel nettare, alimento principale delle api, come evidenzia uno scoperta dell’Università di Harvard.

 

Lo studio ha appurato che questi pesticidi non sono biodegradabili e rimangono a lungo nei terreni. Sono sette i pesticidi che dovrebbero essere eliminati: imidacloprid, thiametoxan, clothianidin, fipronil, clorpirifos, cipermetrine e deltametrina.

 

Il professor Ignazio Floris precisa: “Con l’impollinazione le api aumentano del 35% la resa di 87 delle principali culture alimentari. Il 75% di 115 culture alimentari si affidano agli insetti per l’impollinazione. Economicamente tutto questo è stimato in 361 miliardi di dollari l’anno a livello mondiale. Ecco perché le api sono fondamentali”.

La loro estinzione sarebbe un danno incalcolabile.

 

Fonte: Canale 105 News e Green Animali, Animali in estinzione

Nadia Ross, nostra amica e lettrice, sempre molto attenta all’ambiente e agli animali, ci informa su una questione ambientale importantissima per la salvaguardia delle api e degli altri insetti impollinatori, decimati dai pesticidi utilizzati nel settore agricolo.

 

La nostra redazione si unisce al suo appello e invita tutti a rispondere al questionario presentato dall’Unione Europea per contrastare il declino degli impollinatori.

Lo scopo del questionario (che richiede 10 minuti circa) è raccogliere le opinioni dei cittadini in tema di biodiversità e sviluppo sostenibile, per capire cosa può fare l’UE per contrastare il problema.

 

Il questionario, strutturato in cinque parti, prevede:
– domande generali che possono aiutare a comprendere il punto di vista di ogni cittadino
– conoscenza degli impollinatori: la loro importanza, la loro situazione e le minacce a cui sono esposti
– declino degli impollinatori: portata, cause e conseguenze
– possibili soluzioni per far fronte a questo declino.
– commenti finali o caricare un documento che si ritiene possa spiegare meglio le opinioni espresse.

 

 

 

Il 5 aprile scadrà infatti il termine per la consultazione pubblica della Commissione Europea sulle politiche per la difesa delle api domestiche e selvatiche ed altri impollinatori. Il WWF si mobilita invitando i cittadini a partecipare alla consultazione per chiedere all’Unione Europea un’agricoltura senza pesticidi e una Politica Agricola Comune più sostenibile.

 

L’impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla Natura sia per il benessere umano che per la nostra economia. Quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore dipendono in vasta misura dall’impollinazione animale, mentre delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell’industria quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali: non solo api domestiche e selvatiche, ma anche vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli ed altri vertebrati.

 

Le sole api selvatiche, un vero e proprio esercito composto da oltre 20.000 specie, garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa. Le principali colture per il consumo umano in Europa l’84% richiedono l’impollinazione degli insetti per migliorare la qualità e i rendimenti dei prodotti, come molti tipi di frutta, verdura e frutta secca.

 

Uno studio svizzero del 2005 ha evidenziato come il valore economico dell’impollinazione collegata alle colonie di api domestiche sia molto più elevato di quello derivante dai prodotti diretti dell’apicoltura (miele, polline, cera d’api, ecc.). In Svizzera, in media, le colonie di api hanno assicurato una produzione agricola annua del valore di circa 256 milioni di franchi svizzeri (213 milioni di dollari), cinque volte in più del valore generato dalla sola produzione di miele, pari a circa 60 milioni di franchi (circa 50 milioni di dollari). Si stima che una sola colonia di api sia in grado di generare un valore di 1.260 franchi svizzeri (1.050 dollari) in frutti e bacche impollinate contro i 258 franchi svizzeri (215 dollari) per i prodotti diretti dell’apicoltura, ad esempio miele, cera d’api, polline.

 

L’Unione Europea con la sua Politica Agricola Comune (PAC 2014 – 2020) avrebbe quindi buone ragioni per prendersi cura delle api e di altri insetti impollinatori, ma questo secondo il WWF oggi ancora non avviene come dovrebbe, a giudicare dal Programma per lo Sviluppo Rurale del secondo pilastro della PAC che attribuisce infatti più contributi finanziari agli agricoltori che utilizzano pesticidi rispetto a coloro che praticano l’agricoltura biologica, l’unica pratica agricola veramente sostenibile per gli impollinatori.

 

In questi giorni la Commissione UE dovrà decidere sul divieto definitivo di alcuni insetticidi neonicotinoidi accusati di essere tra i principali responsabili della moria delle api domestiche e selvatiche, come ha confermato un recente rapporto presentato dall’EFSA (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare). Ora, però, con la consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea, i cittadini possono far sentire forte la propria voce per chiedere politiche serie e concrete per la conservazione delle api domestiche e selvatiche e degli altri animali impollinatori, chiedendo subito il bando dei pesticidi pericolosi e un maggiore sostegno all’agricoltura biologica.

 

BeeSafe è un’azione del WWF Italia a tutela delle api che si inserisce nella campagna “Cambia la Terra”, promossa da Federbio, per un’agricoltura libera dai pesticidi e l’aumento della superficie agricola condotta con pratiche agricole ecologiche.

 

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