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Non aveva ancora 18 anni, Elena, era bellissima e determinata a sposare quel bel ragazzo romano, di sette anni più grande di lei. Aveva bisogno dell’autorizzazione della madre per arrivare all’altare, essendo orfana di padre. Voleva farlo in fretta, dopo pochi mesi dal giorno in cui l’aveva conosciuto, a Venezia, vicino al famoso Ponte dei Pugni.

 

Non fu un matrimonio riparatore bensì un matrimonio d’amore: i figli vennero poi, due, e anche i nipoti; e vennero anche i giorni bui quando la malattia la colpì, nel febbraio del 1988 a soli quarantacinque anni.

 

Fu un ictus emorragico, dovuto alla pressione alta, e lui, come aveva promesso il giorno del matrimonio, le è sempre stato accanto nella malattia come nella salute. In tutti questi 31 anni Gianfranco Vergani non ha mai smesso di accudirla amorevolmente.

 

Elena era nata a Fiume il 26 agosto del 1943, in terra italiana. La sua famiglia, composta da una vedova con 5 figli di cui lei era la più piccola, scappò a Venezia nel ’47 e trovò rifugio prima nella Domus Civica, e poi, quando furono costruite le case per i profughi giuliani vicino al Cristo Lavoratore, a Marghera.

 

Durante la seconda guerra mondiale, il 13 ottobre del 1944, la motonave Giudecca fu affondata a seguito di un’incursione aerea delle Forze Alleate. L’imbarcazione trasportava forse più di 300 persone, fu attaccata all’altezza di Pellestrina, prima con un mitragliamento poi con una serie di bombe che colpirono la prua, la cabina e la sala macchine. L’ultima bomba praticamente frantumò la barca. Tra le vittime, oltre un centinaio, c’erano civili, soldati italiani, tra cui il papà di Elena, Leandro Longo, e soldati tedeschi, i cui corpi furono requisiti e portati via immediatamente.

 

Pochi furono i superstiti, molti i dispersi.

Ogni seconda domenica di ottobre a Pellestrina si commemora il tragico evento ed Elena era lì anche domenica con Gianfranco. Da quando non riesce più a salire sul vaporetto, si fermano a Chioggia. Hanno pranzato a Chioggia ma poi Elena ha avuto problemi di stomaco. Subito sono rientrati a Mestre. Sembrava fosse una semplice congestione, o un’indigestione. Dopo una notte insonne, la mattina Gianfranco, visto che la moglie continuava a star male, ha preferito chiamare un’ambulanza, subito intervenuta. All’arrivo i medici hanno constatato che le condizioni erano gravi e hanno subito intrapreso le manovre necessarie. Purtroppo hanno dovuto arrendersi poco dopo. Elena ha donato le sue cornee.

 

Tutti gli amici di Mogliano, dove Elena e Gianfranco hanno abitato a lungo, e  l’Amministrazione Comunale si stringono all’amico Vergani con un grande abbraccio.

 

I funerali di Elena si svolgeranno giovedì 17 ottobre alle ore 11 presso la chiesa di San Giuseppe in viale S. Marco a Mestre.

Ieri, 8 settembre, ilnuovoterraglio.it ha raggiunto una tappa importante: ha compiuto due anni di vita! Due anni di fatiche e lavoro impiegati a rafforzare rapporti con istituzioni e privati, per riuscire a fornire un’informazione sempre più puntuale.

 

I nostri sforzi, quelli miei e di tutta l’efficiente redazione, comunque sono stati ripagati. Infatti dopo due anni siamo riusciti ad avere una media di 50.000 utenti mensili. Un bel traguardo per essere partiti da zero.

 

Partendo da qui affrontiamo il futuro certi del raggiungimento di traguardi sempre migliori.

Forse non sarà ortodosso, noi siamo un quotidiano giovane e quindi poco inclini all’ortodossia, ma da queste pagine desidero ringraziare tutti coloro che, con il loro lavoro, hanno contribuito alla riuscita di questa avventura editoriale.

 

L’editore, WTN di Paola Zuliani e Valentina Nespolo, che ha investito e investe credendo in questa impresa editoriale, i miei più stretti collaboratori: Valentina Nespolo, Nicole Casagrande, Mario Spessotto, Mauro Lama, Silvia Moscati, Francesca Maria Nespolo, che con i loro sempre puntuali articoli sono riusciti a rendere il nostro quotidiano gradito ai lettori.

 

Un ringraziamento anche a tutti coloro che continuano a inviarci scritti, notizie e comunicati, necessari per fornire un’informazione sempre più vasta alla platea che ci segue e che va da Venezia a Treviso, toccando i comuni che si affacciano sul Terraglio e non solo.

 

Infine ringrazio tutti i nostri lettori che ci onorano della loro attenzione, augurandomi che mese dopo mese crescano sempre di più!

 

 

Il direttore, Gianfranco Vergani

Ieri mattina, gli uomini della Polizia Ferroviaria, unitamente alla pattuglia del Commissariato San Marco in servizio antiborseggio, hanno proceduto all’arresto in flagranza di una borseggiatrice e alla denuncia a piede libero di altre.

 

Un turista brasiliano si trovava su un treno in partenza dalla Stazione Santa Lucia in compagnia della moglie e della figlia, quando si è accorto che la moglie era stata appena derubata del proprio portafoglio, contenente 3500 euro. Autrice del gesto: una diciannovenne di nazionalità croata che, in concorso con altre tre giovani (due croate, di cui una minorenne, e una bosniaca) è stata sorpresa mentre armeggiava intorno alla famiglia di turisti. L’uomo ha affrontato le quattro malfattrici e ne è nato un alterco. La responsabile, vistasi scoperta, ha gettato a terra il portafoglio e ha tentato di darsi alla fuga insieme alle complici.

 

Intanto il capotreno, informato di quanto stava accadendo, ha allertato gli agenti della Polizia Ferroviaria i quali, prontamente intervenuti, sono riusciti a bloccare l’autrice materiale del borseggio e una delle complici.

 

Le altre due donne, che erano riuscite a dileguarsi, all’uscita dalla stazione sono state rintracciate dalla pattuglia antiborseggio del Commissariato San Marco a cui erano già note in quanto abitualmente dedite ai furti in centro storico. Anche queste ultime, così come le prime due, sono state poi riconosciute dalla vittima che ha sporto querela.

 

L’autrice materiale del borseggio, A.E., è stata arrestata e processata per direttissima. Il Tribunale di Venezia ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in attesa della prossima udienza fissata per il 26 giugno p.v. Al termine dell’udienza è stata accompagnata al carcere della Giudecca.

 

 Le altre tre responsabili sono state denunciate a piede libero per concorso nel furto. Di queste, H.M., 31 anni, bosniaca, è anche risultata destinataria di un foglio di via obbligatorio con ordine di allontanamento dal Comune di Venezia emesso dal Questore di Venezia e in scadenza nel 2022, oltre che della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Roma; si è pertanto proceduto a deferirla all’Autorità giudiziaria per le relative inosservanze. 

Con l’arrivo dell’estate ricominciano i comportamenti scorretti dei turisti in laguna.

 

Ieri sera, intorno alle 23, un agente della Questura mentre stava rientrando a casa da lavoro ha notato due turisti stranieri, un uomo di 28 anni e una donna di 21, che stavano nuotando nel Canal Grande, all’altezza del Ponte di Rialto.

 

I due sono stati visti mentre a nuoto tentavano di attraversare il canale da una riva all’altra, incuranti del pericolo e dei disagi che stavano procurando a vaporetti e imbarcazioni in transito.

 

L’assistente capo della Polizia di Stato, dopo aver intimato loro di uscire dall’acqua, li ha fermati e identificati, sebbene con grandi difficoltà, visto l’evidente stato di alterazione alcolica. Con la coppia c’era una donna di 59 anni di nazionalità statunitense, anch’essa ubriaca, che aspettava gli amici sulla fondamenta.

 

Intervenuta la volante, i poliziotti hanno dato ausilio al collega fuori servizio e hanno trattenuto i turisti che avevano un atteggiamento poco conciliante e non volevano essere controllati dagli operatori, le due donne in particolare inveivano contro gli agenti, insultandoli. 

 

Alla fine le due donne sono state denunciate per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale; la coppia che ha fatto il bagno e ha causato ritardo nel passaggio dei vaporetti è stata denunciata ai sensi dell’art. 23 del Reg. di Polizia Urbana di Venezia per tuffo vietato in acque comunali; tutti e tre sono stati contravvenzionati per ubriachezza molesta.

Il Questore di Venezia ha disposto l’intensificazione dei servizi antiborseggio in relazione al maggior flusso turistico del periodo, per contrastare il fastidioso reato.

 

Ieri mattina due donne sono state rintracciate nei pressi di Rialto durante le ore di maggior afflusso dei turisti. Riconosciute dai poliziotti sotto copertura, impiegati nei controlli antiborseggio, sono state fermate e identificate: un’italiana di 30 anni che si accompagnava ad una bosniaca di 29 anni, numerosi i precedenti per borseggio accertati dalla polizia.

 

Su di loro pende un foglio di via del Questore emesso nel 2018 che vieta il ritorno nel comune di Venezia per tre anni, pertanto gli agenti le hanno denunciate alla Autorità Giudiziaria.

Oggi si è conclusa, con un lieto fine, la disavventura di due turisti tedeschi che, durante la loro vacanza in un camping a Cavallino Treporti, si sono visti rubare due biciclette elettriche del valore di 2800 euro ciascuna. 

 

Il furto era avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 maggio scorso. La coppia di turisti tedeschi in vacanza a Jesolo si era vista privare di due mountain bike elettriche commercializzate da una ditta tedesca. Negli scorsi giorni, nell’ambito di più ampia attività di contrasto agli episodi di furto e ricettazione, i poliziotti del Commissariato di Mestre aveva recuperato, su segnalazione fiduciaria, da un garage mestrino, una serie di oggetti ricettati che, opportunamente smontati e imballati, erano già pronti per la vendita.

 

Tra questi vi era una falciatrice elettrica, un monopattino elettrico, già restituito al legittimo proprietario, una motosega e due biciclette. Le bici, modello mountain bike elettriche, di marca Haibike, con motore BOSCH, avevano impresso su telaio un numero seriale identificativo grazie al quale, con la collaborazione della casa costruttrice e del gestore di un camping, si è riusciti a risalire ai proprietari: una coppia di turisti tedeschi ai quali stamane sono state restituite le bici.

 

La ricerca dei proprietari è stata articolata e complessa posto che pur essendo stato impresso sui telai delle bici il numero seriale identificativo è stato necessario contattare diversi gestori di camping per risalire alla coppia derubata che, oggi, dopo la restituzione, ha potuto riprendere il soggiorno estivo.

 

Un cittadino ucraino invece è stato denunciato per ricettazione aggravata.

 

 

Consigli della Polizia di Stato

 

1. La biciletta non va mai lasciata incustodita.

Il consiglio nasce dall’esperienza di famosi bikers e appassionati di cicloturismo nonchè dai riscontri di Polizia. Normalmente infatti le persone che usano le bicilette sostano nei luoghi affollati lasciando anche temporaneamente il mezzo incustodito. È evidente che questo comportamento consente ai più scaltri di appropriarsi di bicilette il cui valore, alle volte, è ingente.

 

2. Laddove sia necessario lasciarla prediligere luoghi vigilati da telecamere o personale addetto e apporre una catena in modo tale da impedire la facile rimozione.

 

3. Conservare i documenti di proprietà.

Alcune case di fabbricazione rilasciano documenti di proprietà della biciletta in cui sono inserite caratteristiche del mezzo che ne rendono più facile la successiva identificazione ed eventuale restituzione.

 

4. Scattare delle foto della bicicletta.

È opportuno fare delle foto che mostrino componenti aggiuntive della bicicletta o eventuali scalfitture e graffi, utili in caso di ritrovo e riconoscimento del mezzo.

 

5. Verificare se la propria bicicletta ha un numero di telaio,

In questo caso comunicarlo in sede di denuncia.

 

6. Evitare di acquistare bici la cui provenienza non è certificabile o certa.

Il mercato delle bici rubate non deve essere incoraggiato da comportamenti inappropriati o incauti; 

 

7. Denunciare sempre il furto.

La denuncia è indispensabile per la restituzione dell’oggetto rubato in caso di ritrovamento.

Per tutti voi che avete come culto il fashion è una perla, rara e preziosa.

 

Con l’introduzione di Sofia Coppola, il libro prende forma da subito per poi snocciolare oltre 50 collezioni create da Marc negli ultimi 25 anni e selezionate udite udite, da Grace Coddington, che di fashion ne sa qualcosa, essendo la storica direttrice  creativa di Vogue America.

 

Una vera e propria scorribanda tra outfit, tendenze e memorabili tracciati di vita moderna, vissuta indossando e interpretando collezioni. Splendida monografia, ispirata e curiosa, con un autentico irrefrenabile desiderio di bellezza che si materializza negli anni.

 

 

Mauro Lama

Dopo la denuncia di violenza sessuale sporta da una giovane lo scorso 19 maggio ed avvenuta in una nota discoteca di Marghera, sono iniziate le indagini della Squadra Mobile coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

 

Non è stato difficile per gli investigatori identificare il presunto colpevole della violenza, un quindicenne del posto che annovera ulteriori precedenti di polizia commessi in concorso con coetanei. Questa notte il giovane è stato arrestato dalla Polizia, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere, ed associato presso l’istituto penitenziario di Treviso.

 

Nei giorni scorsi sono state inoltre aggravate dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni le misure cautelari di due dei minori coinvolti nell’operazione della Squadra Mobile per il contrasto alle baby gang. 

 

È stato infatti collocato in comunità il giovane arrestato in flagranza per detenzione di 200gr. di marijuana e materiale utile al confezionamento che inizialmente aveva avuto gli arresti domiciliari; è passato invece dalla comunità alla custodia cautelare in carcere il minore ritenuto responsabile della tentata rapina ai danni del cittadino del Bangladesh, a causa della condotta tenuta nella struttura d’accoglienza.

Domenica 9 giugno nelle piazze di numerose città italiane e nei rifugi dell’Enpa, torna il tradizionale appuntamento con la Festa Amici Cucciolotti/Rifugi Aperti, giunta all’ottava edizione: una giornata di festa in cui si potranno scambiare le Figurine doppie, i Parlottini e le Figurone “Amici Cucciolotti” della Pizzardi Editore.

 

Organizzata dai volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali Onlus, la manifestazione risponde a un doppio obiettivo: da un lato permettere ai tantissimi bambini e le loro famiglie di completare in modo divertente la collezione delle “figurine che salvano gli animali” – lo scambio è un importante forma di socializzazione – dall’altro di sensibilizzare giovani e meno giovani ai temi della tutela degli animali e dell’ambiente, coinvolgendoli con azioni concrete.

 

Sarà una giornata ricca di emozioni in cui i partecipanti avranno l’occasione di conoscere i volontari e i trovatelli da loro quotidianamente accuditi che hanno ricevuto il cibo donato grazie alla collezione Amici Cucciolotti 2019 della Pizzardi Editore che da ben tredici anni al fianco di Enpa per sostenere quotidianamente l’associazione nella sua mission a favore di cani, gatti e selvatici.

 

Quest’anno la collaborazione punta ancora più in alto, perché “Amici Cucciolotti” sfama ogni giorno più di 20mila trovatelli accuditi dai volontari dell’Enpa. Completando la collezione è ancora possibile contribuire alla realizzazione di questa importantissima Missione Possibile!

 

Per l’Enpa trevigiana, doppio appuntamento: al consueto Rifugio di Ponzano si aggiungerà quest’anno il nuovo gattile di Conegliano in Via Zamboni, 1.

 

Per entrambe le strutture l’orario è lo stesso, dalle 10.00 alle 18 e prevede un nutrito programma, oltre all’immancabile scambio di figurine, visite guidate per conoscere i trovatelli ospitati, caccia al tesoro, trucca bimbi, colora il micio… e tante altre sorprese per tutti i partecipanti.

Info:

per il rifugio di Ponzano, Tel. 347.6625829

per il gattile di Conegliano, Tel. 331.8947419

 

Un nostro giovane lettore ci invia in redazione un articolo che narra le origini del Terraglio, la famosa strada che collega Venezia Mestre a Treviso e che dà il nome anche alla nostra testata

 

Tutti i guidatori che conoscono il Terraglio sanno bene quanto questa strada sia di fondamentale importanza per la nostra Regione, in quanto collegamento principale tra le città di Treviso e Mestre.

 

Ciò che in molti non conoscono, invece, sono le origini a dir poco antiche di questa strada: essa si formò quando nel Medioevo venne scavata una “via d’acqua” che dalla laguna di Venezia raggiungeva Treviso e si gettava nel fiume Sile.

 

Durante le operazioni di scavo, la terra rimossa dal suolo venne accumulata a lato del canale per tutta la sua lunghezza, formando un piccolo terrapieno – in latino terraleum – sopra al quale il popolo presto cominciò a transitare.

 

Inizialmente esso veniva percorso principalmente da pellegrini, soldati e viandanti, quest’ultimi frequentemente assaltati dai briganti che si nascondevano nei boschi allora adiacenti alla strada.

 

Solo con l’annessione di Treviso alla Serenissima, il Terraglio poté divenire un’importante via commerciale, oltre che il luogo preferito per costruire le splendide case di villeggiatura del patriziato veneziano. Questo periodo d’oro durò ben tre secoli, e rese il Terraglio la più frequentata strada dell’entroterra veneto.

 

La situazione cambiò con la caduta della Repubblica: per oltre mezzo secolo, infatti, la via venne calpestata dalle truppe austriache e da quelle francesi, che dopo aver preso possesso delle diverse ville, le utilizzarono come meri luoghi di pianificazione militare e strategica, spesso trascurandole e rovinandole irrimediabilmente. A questa triste epoca risalgono i numerosi platani che ancora oggi si possono ammirare ai lati della strada, alberi maestosi che ricordano ai viaggiatori la straordinaria magnificenza del Terraglio, e invitano tutti ad ammirare con attenzione anche il resto del paesaggio circostante.

 

Riccardo Canino

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