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“La promessa” parla di memoria. Di una memoria tenuta gelosamente in serbo da uno degli ultimi sopravvissuti a una catastrofe chiamata Olocausto.

 

Un anziano professore è, da qualche tempo, costretto a vivere in una casa di riposo, dove la vita si riduce a una sereno scivolare verso l’oblio. Ha fatto promettere a sua nipote di non andare a trovarlo. Farsi vedere in quella situazione equivale ad abdicare a una dignità che lui ritiene essenziale. Quella goccia di divinità che ciascuno si porta dentro.
Lo spettacolo inizia con l’arrivo di Lil, la nipote, nel residence. Lo scontro con un medico che a un primo approccio appare come la rappresentazione della banalità del male. Portatore sano di una burocratica esistenza, al servizio di un sistema che trasforma i pazienti in clienti.
Giuseppe, il protagonista, ha chiesto alla nipote di venire a trovarlo. La solleva della sua promessa. Le chiede aiuto. La memoria lo sta abbandonando. Ed è qualcosa che lui non si può permettere.
Qualcuno deve scrivere quello che lui si è promesso di dire al mondo, quello che ciascuno dei sopravvissuti all’inferno del lager ha giurato di continuare a raccontare.

Abbiamo tutti bisogno degli altri. Siamo… necessari. Dobbiamo sopravvivere, non per noi stessi, ma per mettere in guardia tutti quanti…. È questo il compito. Per questo Dio ci ha tenuto in vita. Perché dobbiamo raccontare al mondo quello che è successo. È il nostro dovere. E non possiamo permetterci di morire, o di perdere la memoria… Lo capisci? Ricordare, raccontare… è il nostro modo di mettere in guardia gli altri. Come fanno gli animali… È il nostro grido di allarme. Il nostro urlo. Affinché chi viene dopo di noi possa scansare il pericolo… riconoscere il mostro… “

 

Il resto è la narrazione della lotta disperata dell’individuo – in questo caso un anziano professore innamorato della letteratura classica – del simbolo potente della volontà dell’uomo di tutelare con ogni mezzo non solo la dignità della sua esistenza, ma anche quella di coloro che vengono dopo di lui.
Perché l’orrore è lì, sempre in agguato, in attesa che la memoria abbassi la guardia.

 

Martedì 14 gennaio 2020 – Aula Magna, ore 18.00

Ateneo Veneto, Consolato Uruguay di Venezia, Figli della Shoah, Associazione MilanoFestivaLetteratura

 

“La promessa”

testo e regia di Milton Fernandez

Interpreti: Ilaria Nadin, Aldo Stella, Antonio Paiola

Saluto di Claudio Scarpa e Gianpaolo Scarante

In occasione della Giornata della memoria, istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 60/7, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani propone la creazione da parte di ogni scuola di un manifesto antirazzista da realizzare durante l’ultima settimana gennaio, allo scopo di mettere in risalto proprio la storica data del 27 gennaio.

 

L’iniziativa intitolata “IO SONO…” ha lo scopo di dedicare all’interno delle varie comunità educative un pannello o parete su cui riportare, a cura degli studenti, frasi e pensieri tratte da diari, poesie, racconti dei personaggi (specialmente giovani) che hanno vissuto la tragica esperienza della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

L’attuazione di tale iniziativa serve a far maturare nei discenti empatia, consapevolezza civica, compressione dei fatti storici: attraverso una sorta di role playing, “l’immedesimazione” nel personaggio assegnato o scelto permetterà di scoprire anche figure meno conosciute ma non meno importanti per la loro storia. 

 

Il Coordinamento invita tutte le scuole di ogni ordine e grado a segnalare, qualora si decidesse di aderire, fotografando, quanto prodotto per condividere le esperienze e programmare un flash mob digitale contro il razzismo e ogni forma di segregazione. L’hashtag della giornata della memoria è #iosono…

 

“Ricorda questo giorno; ricordalo bene, un giorno racconterai alle generazioni che verranno. Oggi alle 8 siamo stati chiusi nel ghetto. Vivo qui adesso; il mondo è separato da me e io sono separata dal mondo”.

(Renia Spiegel)

In occasione del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio alle ore 15.30, nell’atrio del Museo M9 si svolgerà un reading teatrale ispirato dalla names reading ceremony organizzata annualmente dallo United States Holocaust Memorial Museum di Washington.

 

Nel corso dell’evento vengono letti alcuni degli oltre 8.000 nomi di ebrei vittime della Shoah in Italia. All’interno della tradizione ebraica i nomi ricoprono un ruolo fondamentale: attribuire un nome, infatti, non vuol dire solo identificare qualcosa o qualcuno, ma rappresentarne l’essenza stessa. Chiamare per nome le vittime dello sterminio nazifascista significa quindi ricordare, ma anche restituire l’identità a coloro i quali era stata tolta, a coloro che, privati del nome, erano diventati numero.

 

La selezione proposta, interpretata dall’attore Nicolò Sordo, si basa sulla lista del progetto di ricerca diretto dal 1979 da Liliana Picciotto con il supporto dalla Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea). Pubblicata per la prima volta nel 1991 con il titolo “Il Libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945)”, è arrivata oggi alla quarta edizione ed è in continuo aggiornamento.

 

Nel corso del reading teatrale gli studenti del Liceo Scientifico Statale “Ugo Morin” leggono alcune pagine delle memoriedelle lettere e dei diari dei fratelli Inge, Hans e Sophie Scholl, gli ultimi due giustiziati, poco più che ventenni, appartenenti al gruppo della “Weisse Rose” (la “Rosa Bianca”) il 22 febbraio 1943. A fare parte della “Rosa Bianca” sono giovani studenti cristiani che, tra il 1942 e il 1943, oppongono una forte resistenza non violenta al nazismo. Il gruppo pubblica e diffonde nei luoghi pubblici sei volantini in nome della libertà denunciando le violenze perpetrate dal regime nazista.

Saranno oltre 60 gli appuntamenti diffusi in tutto il territorio comunale tra incontri, conferenze, mostre, presentazioni di libri, in occasione del Giorno della Memoria 2019, istituito formalmente il 27 gennaio per ricordare le vittime dell’Olocausto, gli effetti della legislazione razzista e tutti coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere gli ebrei perseguitati.

 

Il programma delle iniziative è stato presentato ieri mattina nella sala del Consiglio comunale di Ca’ Farsetti alla presenza della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, dell’assessore al Turismo e Decentramento Paola Mar, di Paolo Navarro Dina, in rappresentanza della Comunità ebraica veneziana, di Marco Borghi direttore Iveser e della Direttrice del Consiglio d’Europa di Venezia, Luisella Pavan Wolfe. Alla presentazione sono inoltre intervenuti i rappresentanti degli enti, delle associazioni e delle istituzioni che hanno collaborato all’organizzazione del ricco calendario di eventi.

 

“Un percorso della memoria importante, denso di approfondimenti e riflessioni – ha sottolineato la presidente del Consiglio Damiano – che risveglia le nostre coscienze e che deve rappresentare una fonte d’ispirazione per il comportamento concreto e quotidiano di tutti noi: dalle 39 iniziative dello scorso anno passiamo a 60 appuntamenti, a cui si aggiungono le attività didattiche dell’Università Ca’ Foscari, degli itinerari educativi, del circuito cinema del Comune di Venezia e del Museo ebraico in collaborazione con Coopculture”. Nel ringraziare per il risultato tutte le realtà veneziane che da anni sono impegnate a mantenere viva nella comunità l’importanza della memoria, la presidente Damiano ha affermato: “Come Amministrazione continueremo a sostenere queste iniziative e a misurarci con impegno su questi temi”.

 

La cerimonia cittadina del Giorno della Memoria si svolgerà il 27 gennaio al teatro Goldoni (ore 11), alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro e del Presidente della Comunità Ebraica di Venezia Paolo Gnignati con la rappresentazione del teatro Canzone “Caffè Odessa” di Miriam Camerini. Un appuntamento a cui la Comunità ebraica ha invitato a partecipare tutta la cittadinanza inviando anche una lettera appello alle associazioni di categoria, ai sindacati, ai partiti politici, alle istituzioni delle città ricordando come la lezione del 1938 sia sempre attuale. Nel pomeriggio, alle 16.30, al Conservatorio di Venezia “Benedetto Marcello” il concerto “La Ballata dell’esilio Omaggio a Mario Castelnuovo Tedesco”, mentre alle 18 alla Serra dei Giardini di Castello verranno proposte “Letture dal Barenon. Storie di anime in guerra, con Moira Mion.

 

Il giorno successivo, il 28 gennaio, si svolgerà invece la posa di sei “Pietre d’Inciampo” (Stolpersteine) in memoria dei cittadini veneziani deportati nei campi di sterminio nazisti, a San Polo 2305 e a Cannaregio ai civici 506, 1445, 1771. L’iniziativa è a cura di Comune di Venezia, Centro Tedesco di Studi Veneziani, Comunità Ebraica di Venezia, Iveser, Consiglio d’Europa Ufficio di Venezia, Chiesa Valdese Metodista di Venezia, con la collaborazione di Insula S.p.A. Come ha ricordato Marco Borghi dal 2014 l’impegno è di continuare a tappezzare il territorio comunale di Pietre d’inciampo (attualmente 78) per ricordare il senso della deportazione. “E’ un modo – ha evidenziato – di fare comunità.

 

Tre gli appuntamenti che vedono il coinvolgimento del Consiglio d’Europa: alle 14 di oggi, martedì 15 gennaio, al CFZ alle Zattere, con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari, il seminario “Infanzia e Shoah”. Domani, mercoledì 16 gennaio, alle ore 16 al Cinema Dante d’Essai di Mestre proiezione del film Corri ragazzo corri di Pepe Danquart (2013) in collaborazione con il Circuito Cinema Comunale, Cinema Dante, Associazione Figli della Shoah, Europe Direct Venezia – ingresso gratuito. Continuerà invece fino al 9 febbraio, con ingresso gratuito, la possibilità di visitare la mostra “Auschwitz e l’importanza della memoria” allestita alla Venice Exhibition Gallery in Calle dei Fuseri a Venezia.

 

Fino al 15 febbraio gli appuntamenti si susseguiranno in tutto il territorio comunale (vedi programma completo). Sabato 19 gennaio, alle ore 9, ai Giardini di Castello, a cura di Circolo Ricreativo Culturale “3 Agosto”, si svolgerà la pulizia di alcuni monumenti dedicati alla Memoria in collaborazione con A.N.P.I., Iveser, Veritas. L’Iniziativa è aperta alla Cittadinanza. Alla Biblioteca di Marghera, lunedì 21 gennaio, inaugurazione della mostra “Quell’umanità negata dall’uomo” di Alessio Boscolo. L’esposizione resterà aperta fino al 2 febbraio: lunedì 14.30-19, da martedì a venerdì 9-19, sabato 9-13.

 

Alla biblioteca di Favaro Veneto, venerdì 25 gennaio alle ore 17.15, spettacolo teatrale “Voci della Shoah” per non dimenticare con Laura Cavinato e Valerio Mazzuccato a cura di Associazione Culturale Terracrea. Martedì 29 gennaio, alle ore 18, al Teatro Carlo Goldoni di Venezia reading teatrale “Il segreto di Hanna” interprete Catherine Spaak, regia di Giambattista Assanti, Promosso da Associazione Papà Renzo Onlus (ingresso a pagamento). Il ricavato sarà devoluto all’Associazione Papà Renzo Onlus. Mentre al Municipio di Mestre venerdì 1° febbraio sarà inaugurata la mostra fotografica di Paolo Croci “L’inferno e il silenzio Immagini dai campi di sterminio”.

 

“Diverse sensibilità intercettate con forme diverse di arte per far capire cosa è successo, parlando ai più giovani – ha sottolineato l’assessore Mar. La vastità dell’offerta di eventi che viene proposta, di cui ringrazio la Comunità ebraica in primis e tutti gli enti e le associazioni che si sono prodigati nell’organizzazione del calendario è frutto di un grande lavoro volto a tenere vivo il ricordo e a far sì che in tempi così travagliati si evitino spinte al negazionismo”.

Insegnare ai ragazzi a non essere indifferenti e a tenere sempre accesa la “luce della memoria” come l’ha definita la neo senatrice a vita Liliana Segre. Con questo obiettivo, è prevalentemente rivolto alle scuole ed ai giovani moglianesi il ricco programma di iniziative promosse dall’Amministrazione comunale in occasione del “giorno della memoria”.

 

Quest’anno il programma è frutto della cooperazione con la Biblioteca comunale, l’ANPI Mogliano-Preganziol, le Associazioni combattentistiche e d’arma, il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi, il Gruppo Musicale Città di Mogliano, la Pro Loco la Soms e le scuole del territorio.

 

Sabato 27, il giorno della memoria, sarà commemorato ufficialmente e pubblicamente in Piazza Caduti, alle 10.30, con la deposizione di una composizione floreale e un intervento del Sindaco Carola Arena, seguito nell’atrio del Municipio da un reading del gruppo Attori per Caso e un interludio del Trio Pausa in Sol Maggiore. Contemporaneamente, Piazza Caduti ospiterà tre momenti in memoria delle vittime della Shoah, l’esposizione delle sagome delle casacche degli internati, Menzogna della razza e Le donne nei lager nazisti.

 

Gli eventi di questa edizione 2018 del Giorno della Memoria sono iniziati sabato scorso con l’apertura presso il Centro sociale della mostra promossa dall’ANPI (aperta fino a domenica 28 gennaio, nei giorni feriali dalle 16.30 alle 18.30 sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00)dal titolo “Muri per dividere, muri per escludere”, costituita da manifesti che documentano i muri psicologici e fisici costruiti nel mondo.

 

Fino a sabato 27 presso l’auditorium della Scuola Primaria Olme è allestita una  mostra aperta alle scolaresche di Mogliano su Marta Minerbi, nel 1936bdirettrice didattica a Mogliano, e Alessandro Ottolenghi, professore suo marito, che prima persero il lavoro a causa delle leggi razziali. Ottolenghi fu deportato ad Auschwitz dove morì. Sabato l’Auditorium  delle Olme sarà intitolato a Rosella De Bei, insegnante e curatrice della mostra.

 

Fino al 3 febbraio proseguiranno le letture da “Il diario di David Rubinowicz” e “I ragazzi di villa Emma”, per alunni delle secondarie di primo grado e dell’ultimo anno delle primarie, in collaborazione col gruppo Quante Storie e la Biblioteca.

 

“1938-2018 Leggi razziali, antisemitismo, razzismo” è invece il titolo di un programma di attività per gli studenti del Liceo Berto. Venerdì 26 gennaio le quinte incontrano Olga Neerman (11.10- aula magna) su “Marina Scarpa Campos su autunno 1943: fuggire da Venezia?). Sabato 27 gennaio(alle 08.05 aula magna) le prime e le seconde incontrano il collettivo studentesco del Berto coordinato da Tobia Navarro su una memoria non scontata. Martedì 30 gennaio al Busan (dalle 9.00 classi terze e dalle 11.10 le quarte), incontrano, Renato Jona su 1938-2018 testimonianza su leggi razziali, antisemitismo e razzismo. L’iniziativa è aperta alla cittadinanza.

 

Domenica 28 gennaio anche la 39ma “Fiaccolata dei 5 Panaini”, promossa dalla SOMS sarà legata ai temi della Memoria, mentre alle 20.30 presso Spazio 11, in via Zero Branco, per la Rassegna Teatro 2018: Giovani Palcoscenici, andrà in scena “L’innocenza è rotta”, con Tema Cultura.

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