Home / Posts Tagged "fotografia"

Domani pomeriggio, alle ore 18.30, a Marzaro Abbigliamento verranno sorteggiati i 3 premi messi in palio dal concorso fotografico Autunno Margherini DOC.

 

Tutti i partecipanti hanno comunque vinto buoni sconto del 20% per acquisti all’Ottico Dall’agnola e Marzaro Abbigliamento e del 10% al negozio Passaparola calzature, validi fino al 31.12.2020 e ottenibili mostrando dallo smartphone la foto pubblicata nel Gruppo Facebook.

 

I premi in sorteggio domani sono:

• un paio di occhiali da vista (Ottico Dall’Agnola)

•una tuta FILA (Marzaro Abbigliamento)

• un buono acquisto da 50€ (Passaparola calzature).

 

Di seguito riportiamo le 3 foto finaliste del concorso lanciato dal Gruppo Facebook Margherini DOC.

 

foto di Lucio Vanin

foto di Miky Giumiky

foto di Nadia De Lazzari

M9 – Museo del ‘900 organizza a giugno tre giornate di lavoro e studio sulla fotografia contemporanea condotte da Alessandro Cinque e Maurizio Galimberti in occasione della conclusione della mostra L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore, prodotta per M9 dalla Casa dei Tre Oci – Civita Tre Venezie.

 

Dopo il primo incontro di ieri, in cui Alessandro Cinque ha approfondito le scelte narrative e iconografiche che hanno guidato i suoi progetti ma anche le tecniche più efficaci per realizzare un valido fotoreportage, il programma prosegue con due ulteriori appuntamenti.

 

15 giugno, ore 17.30 – 18.30

Maurizio Galimberti. Tra la Polaroid del ’900 e la contemporaneità della Fuji Square

Fotografo italiano tra i più noti e affermati del panorama internazionale, Maurizio Galimberti terrà una lezione sull’evoluzione della fotografia negli ultimi trent’anni. Accostatosi alla fotografia istantanea fin da giovane, nel 1991 Galimberti inizia a collaborare con Polaroid Italia, di cui diventa testimonial ufficiale. Accanto ai lavori composti da istantanee singole, sviluppa la tecnica del mosaico fotografico che applica prima ai ritratti e poi alle immagini del paesaggio architettonico e urbano.

 

16 giugno, ore 17.30 – 19.30

Maurizio Galimberti. Workshop alla scoperta di Instax Square

Galimberti guiderà un workshop in collaborazione con Fuji per provare le nuove macchine fotografiche Instax Square. Illustrerà le qualità delle nuove macchine e le innumerevoli espressioni artistiche che le fotografie istantanee rendono possibili. Presenterà il metodo di lavoro a mosaico che lo ha reso un artista riconosciuto a livello internazionale.

 

 

Cenni biografici

Alessandro Cinque (Orvieto, 1988) Si specializza fin da giovane nel fotogiornalismo, collaborando con diverse ONG che lo portano a viaggiare in giro per il mondo (EMERGENCY, Amnesty International, COSPE). Le sue foto sono apparse su molte testate internazionali: The New York Times, Lens Blog NY Times, MarieClaire, Libèration, Corriere della Sera, Sette, Sunday Times, Africa, Eastwest, Focus.

Nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro monografico “INCIPIT” in cui racconta dei reportage compiuti in Uganda, Giappone e Cuba. Nello stesso anno è diventato Ambassador e docente Lica. Nel 2019 ha vinto il prestigioso POYI – Pictures of the Year International per la sezione Reporting Picture Story.

 

Maurizio Galimberti (Como, 1956) Tra i più noti fotografi italiani in attività, è riconosciuto in tutto il mondo per l’uso delle fotocamere istantanee. Fin dai primi anni Ottanta si specializza nell’uso della Polaroid, arrivando a perfezionare la tecnica del mosaico di immagini istantanee (o “ad ali di farfalla” o “a grappolo” come l’ha definita lui stesso) che applica ai ritratti di personaggi famosi e ai paesaggi italiani. Ha lavorato per alcune dei brand italiani più prestigiosi al mondo e a lui sono state dedicate molte mostre personali in Italia e all’estero. È stato invitato alla Biennale di Venezia nel 2017. Da alcuni anni lavora con il marchio Fuji e le fotocamere istantanee Instax Square.

 

 

Info utili

Iscrizione obbligatoria

Costo di partecipazione ai tre incontri più ingresso alla mostra L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore: 80 euro

Riduzione per studenti universitari (previa presentazione regolare iscrizione), iscritti FAI 2019, soci CRA A.C.T.V.: 65 euro

Il pagamento può essere effettuato presso la biglietteria del Museo M9 dal 25 maggio al 6 giugno o con bonifico bancario, scrivendo a [email protected] per ricevere il codice prenotazione da inserire nella causale

Per informazioni e iscrizioni: 041.3036337, [email protected]

Venezia si fa promotrice della cultura giovanile contemporanea con il concorso “Artefici del nostro tempo”. Lanciato dal Comune lo scorso 8 febbraio, il progetto è giunto alla sua realizzazione, con l’inaugurazione della mostra dei vincitori a Ca’ Pesaro e la premiazione dei primi tre classificati per ciascuna delle 6 sezioni del bando.

 

La risposta al bando è stata massiccia: sono state presentate complessivamente 2262 candidature (161 per la poesia visiva, 76 per la street art, 1286 per la pittura, 77 per i video clip musicali, 98 per il fumetto e 694 per la fotografia) da parte di autori tra i 18 e i 35 anni.

 

 

I vincitori del concorso

Le opere che si sono aggiudicate il primo premio sono:

 

• la poesia visiva Aversa FS – Poesia di Giovanni Vanacore di Alessandro Durso 

 

 

La Giuria concorda nell’assegnare il primo premio alla poesia visiva di Alessandro Durso, AVERSA FS – Poesia di Giovanni Vanacore, ritenendola un lavoro che manifesta un profondo messaggio poetico calibrato attraverso un testo connotato da un’originale scelta lessicale. Secondo la Giuria la scelta di utilizzare il video quale inedito supporto per una poesia visiva è apprezzabile, anche perché l’artista ha saputo piegare tale mezzo tecnologico alle proprie esigenze poetiche, rendendolo strumento atto a veicolare la propria voce nella sua migliore valenza espressiva.

 

 

il videoclip musicale Mostarda di Gloria Maria Gorreri 

 

 

La Giuria concorda all’unanimità nell’assegnare il primo premio al videoclip Mostarda di Gloria Maria Gorreri, ritenendolo lavoro che integra molto bene la canzone, la musica e il girato di immagini originali, corredate da bella fotografia. È opera complessivamente di buona fattura nell’esecuzione musicale, nelle riprese, e nel montaggio ben realizzati, molto piacevole alla visione e all’ascolto.

 

 

il dipinto 1.68 ricordo su misura di Gabriele Siniscalco

 

 

L’opera di Gabriele Siniscalco 1.68 Ricordo su misura viene premiata per l’originalità del progetto, la complessità della realizzazione, la tecnica di esecuzione e la suggestiva presentazione multimediale. La ricerca della tridimensionalità ed il movimento cinetico rendono il risultato artistico una sorta di grande e animato flip book.

 

 

il fumetto Il regalo di Emanuele Simoncini 

Motivazione della giuria: per l’originalità grafica, storia e messaggio buoni; regia che garantisce la leggibilità dell’opera ed espressività dei volti.

 

 

il lavoro di Street art Wait di Gioele Bertin 

 

 

La Giuria ne ha premiato la qualità del disegno, la composizione, il senso pittorico e cromatico. L’opera è declinabile su diversi supporti, dalla tela al muro.

 

 

la fotografia Il tempo dell’analisi di Valeria Annunziata Salvo 

 

 

La Giuria ha voluto premiare la capacità di aver saputo valorizzare, attraverso una tecnica impeccabile, gli aspetti apparentemente minori della natura, assunti a metafora dei valori nascosti da riscoprire.

 

 

“Tutto è nato da un incontro che ho avuto con il sindaco di San Paolo in Brasile – ha ricordato il sindaco Brugnaro – città che ospita un’altra famosa Biennale d’Arte, durante il quale è emersa la necessità di dare spazio ai giovani e alle nuove discipline artistiche. L’idea è di aprire la città alla creatività. Ecco allora che le prime opere classificate verranno esposte qui a Ca’ Pesaro, luogo in cui nel ‘900 si promuoveva l’arte moderna, e a rotazione al Padiglione Venezia, dove da tre anni a questa parte puntiamo ad esporre la miglior produzione della città. Ma tutte le 60 finaliste saranno visibili al pubblico anche a Mestre, che è il luogo della modernità. La città nel suo complesso vuole essere aperta ai giovani e vogliamo che la produzione culturale possa tornare ad esserne una parte integrante. Questo è il senso di ‘Artefici del nostro tempo’. Per l’anno prossimo contiamo di fare di più e meglio, nel senso che vogliamo trovare ulteriori spazi e spero anche di riuscire a portare alcune opere alla Biennale brasiliana”.

 

 

Dove vedere le 60 opere finaliste

Quest’ultime – come ha avuto modo di spiegare Giovanna Zabotti – saranno esposte, dal 15 giugno a rotazione, ogni 15 giorni, anche al Padiglione Venezia, nel corso della 58esima Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, mentre tutte le 60 finaliste saranno visibili a Mestre a partire dal 14 giugno, sempre fino al 24 novembre, tra il Centro Culturale Candiani e Forte Marghera (qui in particolare le 10 opere di Street Art, per gli spazi disponibili che consentiranno proiezioni e applicazioni su supporti diversi).

Ai primi tre classificati del concorso è andato inoltre un contributo pari a 3mila, 2mila e mille euro.

Sabato 20 aprile 2019 apre al pubblico la mostra dedicata alla fotografia giapponese di fine ‘800. L’esposizione, prodotta da ARTIKA e organizzata dal Comune di Villorba, sarà visitabile fino al 9 giugno 2019. La mostra presenta una selezione di immagini fotografiche tutte provenienti dalla straordinaria collezione di Valter Guarnieri. Il collezionista trevigiano ha raccolto nel corso di molti decenni centinaia di opere d’arte provenienti dall’Estremo Oriente. Durante l’esposizione di Villorba uno spaccato importante della sua collezione è esposto anche a Casa dei Carraresi e sarà possibile visitare le due location usufruendo della convenzione sul biglietto di ingresso.

 

 

La mostra presenta una selezione di 66 fotografie all’albumina, perlopiù inedite, prodotte in diversi studi fotografici giapponesi. Tra gli autori troviamo alcuni grandi interpreti come Kusakabe Kimbei (1861 – 1934) fotografo pittorialista della “Scuola di Yokohama”, Felice Beato (1832 – 1909) tra i primi autori occidentali ad entrare in Giappone, paese in cui aprì il proprio studio; tra i suoi assistenti Beato ebbe, oltre a Kimbei, anche Raimund von Stillfried (1839 – 1911). Altro importante interprete del genere è Adolfo Farsari (1841 – 1898), vicentino che testimonia il rapporto privilegiato dell’Italia con il paese del Sol Levante.

 

 

I temi della mostra

Il Giappone è un paese traboccante di fascino e mistero. Un complesso arcipelago composto da circa 7.000 isole che galleggia ai margini dell’Oceano Pacifico. I motivi per un viaggio sono innumerevoli. La sua natura, uno dei soggetti di questa mostra, è rigogliosa e variegata, soprattutto nel periodo che va da marzo a maggio quando si compie l’Hanami, ovvero la fioritura dei ciliegi.

 

 

Anche il mare è protagonista, circonda il Giappone e si insinua al suo interno creando una delicata armonia tra l’uomo e l’acqua. Talvolta tale equilibrio lascia spazio alla distruzione generando la Grande Onda, ovvero lo Tsunami che dall’Oceano si abbatte sulle coste, immortalata da Hokusai nella celebre ukiyo-e. Il maremoto è conseguenza del terremoto, altro fenomeno che caratterizza la quotidianità nell’Estremo Oriente. In più, la fascia geologica in cui si trova il Giappone è costellata di vulcani, come il celebre Monte Fuji.

 

 

Eppure, la civiltà locale si è evoluta in perfetta empatia con lo spazio circostante. Le architetture, gli alimenti e l’arte sono la conseguenza di un uso moderato dei prodotti della terra e del mare. La natura del Giappone è viva e vegeta ed è popolata da migliaia di creature soprannaturali. È la base dello Shintoismo, la “Via degli Dei”, una costruzione panteistica che si pone alla base della civiltà giapponese e ne determina il rapporto con la natura.

 

 

 

Le sezioni

La mostra è suddivisa in sette sezioni. Si parte (prima sezione) dalla figura più nota in Occidente, ovvero la geisha.  La geisha, o più in generale la beltà femminile così come la intendiamo noi (volto ovale cosparso di cipria bianca, abiti elegantissimi e modi cadenzati), ha rappresentato per il Giappone un topos culturale, dalle coltissime dame di corte del periodo Heian (794-1185) alle cortigiane vissute tra XVII e XIX secolo, così ben immortalate da Kitagawa Utamaro (1753-1806), il pittore che meglio di ogni altro ha restituito la vivacità dei quartieri dei piaceri di Tokyo.

 

La seconda sezione è dedicata alla vita quotidiana, un viaggio all’interno delle attività di tutti i giorni: dalla raccolta del tè, passando per la preparazione dei pasti e le tecniche di filatura, fino ai passatempi come le passeggiate domenicali.

 

La terza sezione ci porta alla scoperta della variegata vita spirituale del Sol Levante. In Giappone, infatti, la religiosità è un fatto piuttosto complicato, frutto di credenze autonome, innesti provenienti dall’esterno e rielaborazioni inedite di questi prestiti. Dallo Shintoismo, la cui origine si perde nella notte dei tempi, al Buddhismo (dalla Cina) nella sua versione autoctona: Zen.

 

La quarta e la quinta sezione ci permettono di scoprire l’emozionante paesaggio giapponese. Le due sezioni offrono spunti di varia natura. Si parte con i favolosi ponti giapponesi (come il Ponte laccato di rosso a Nikko) che solcano paesaggi ancora incontaminati per arrivare alla visione di alcuni centri urbani densamente popolati come Yokohama (prima città ad avere palazzi occidentali) e Kyoto. Una parte della quinta sezione ci mostra invece alcune vedute mozzafiato: dalle rigogliose cascate alla visione monumentale del Monte Fuji.

 

La sesta ed ultima sezione è dedicata all’hanami, il momento della fioritura dei ciliegi. Il Giappone è una terra di antiche tradizioni. L’hanami – letteralmente “ammirare i fiori” – è una di queste ed indica la consuetudine dei giapponesi di riunirsi all’inizio della primavera per ammirare, in particolar modo, i fiori di ciliegio.

 

 

Informazioni pratiche

 

ORARI DI APERTURA

Dal martedì al venerdì: 15 – 20

Sabato, domenica e festivi: 10 – 20

Lunedì chiuso

La biglietteria chiude 45 min. prima

 

BIGLIETTERIA

intero: € 7,00

ridotto per:

  • studenti 6 – 26 anni: € 5,00
  • POSSESSORI BIGLIETTO MOSTRA SUL GIAPPONE A CASA DEI CARRARESI*, soci Fai, Arci e Touring Club: € 5,00

ridotto residenti nel Comune di Villorba: € 2,00

 

VISITE GUIDATE GRUPPI GUIDED TOUR

tariffa biglietto esclusa, prenotazione obbligatoria

€ 5,00 a persona, min. 10 – max. 25 persone

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI INFO

mail: [email protected]

web: www.artika.it

 

*Conserva il Biglietto per avere la riduzione alla mostra sul Giappone di Casa dei Carraresi

Il musicista, l’infermiera, il mastro vetraio, lo scrittore, il compositore; ma anche il manager nel settore della ristorazione e dell’hotellerie, il pescatore, lo storico, l’architetto, il filmaker. Sono 31 in tutto i veneziani ritratti dal fotografo Paolo della Corte; “(R)esistere a Venezia” è il progetto fotografico che sarà presentato sabato 13 aprile, dalle 18.00 alla Scoletta San Giovanni in Bragora a Venezia (Campo Bandiera e Moro).

 

«L’obiettivo è far capire attraverso le immagini come si vive a Venezia: il mio è un messaggio documentaristico. Non ho soluzioni, ma con le fotografie cerco di comunicare la sofferenza di questa città e dei suoi residenti, quelli che la amano, che sono rimasti, oppure tornati a vivere qui e rimangono in silenzio, sopportando una situazione diventata oramai insostenibile». Spiega il fotografo.

 

«Siamo felici e orgogliosi di ospitare alla Scoletta San Giovanni Bragora. Questa esposizione fotografica che attraverso la forza delle immagini e la qualità artistica del percorso proposto ai visitatori, si colloca nel medesimo solco della campagna di “Venezia è il mio futuro”». Spiega Marco Gasparinetti, portavoce dell’Associazione.

 

 

L’idea di base della mostra

Il fotografo veneziano ha catturato l’immagine dei cittadini, resilienti, che vivono e lavorano a Venezia; l’ha fatto ritraendo come questi resistano alle orde di turisti “mordi e fuggi”, che ogni anno visitano la città. I veneziani sono ritratti avvolti dalla folla di turisti, tra una vertigine di forme e di colori che sembrano quasi sprigionare brusii, strepitii, grida, a rappresentare “il magma sonoro nel quale di giorno s’immerge la città dei foresti”.

 

«L’idea era di rappresentare l’onda umana di turisti, come un muro, esaltando l’immagine dei residenti che appaiono quasi come un fascio di luce tra la folla in movimento». Per far ciò Paolo della Corte ha utilizzato il filtro a densità neutra per allungare i tempi di esposizione; così creando e desaturando i colori delle immagini che ritraggono le persone, mantenendo però la luce autentica di Venezia.

 

«Ho cercato di far capire come mi sento io e come si sentono i veneziani a camminare, vivere, lavorare, in questa città che è alienante, quasi soffocante in alcuni periodi dell’anno». Così Della Corte che ha lavorato le fotografie in postproduzione per riuscire a trasmettere il suo messaggio.

 

 

“(R)esistere a Venezia” documenta la realtà quotidiana dei residenti. Della Corte ammette di non aver avuto difficoltà a raccogliere le “storie” da raccontare. «È stato più difficile scegliere i luoghi che cercare le persone da ritrarre: conosco i soggetti delle fotografie, le loro storie». Poi continua: «È vero ci sono zone in cui si fa sentire di più la presenza dei turisti. Ad esempio quasi ogni giorno percorro il tratto tra San Marco e Rialto, dove ho lo studio, ed è una lotta continua e quotidiana per camminare, conquistare uno spazio, non perdere tempo».

 

Quali sono i volti delle persone che hanno scelto di rimanere a Venezia? Perché hanno fatto questa scelta e cosa provano a vivere ogni giorno il flusso del turismo di massa? Paolo della Corte ha ritratto le persone in ventisette luoghi tra loro differenti; fra questi vi sono: il Ponte di Rialto, Piazza San Marco, Ponte della Paglia, San Trovaso, Strada Nuova, Ponte della Costituzione e Ponte de le Meravegie. Zone considerate ad alta attrazione turistica e spesso affollate.

 

Il progetto “(R)esistere a Venezia”  fa parte di una triologia, iniziata circa tre anni fa con la mostra “Vivere a Venezia. Trasparenze. Storie di Uomini e Anfibi”, al quale è poi seguito “Vivere a Venezia: la Comunità Ebraica”.

 

«Venezia vive ed è unica, bellissima, desiderata e posseduta da venticinque milioni di turisti l’anno… Ma vivono, oppure sopravvivono i cinquantamila veneziani che la abitano ancora? Che cosa li fa resistere all’alluvione di gente che un tempo aveva le sue stagioni e i suoi picchi, come Carnevale, Pasqua e Capodanno, ed ora non si ferma quasi mai?». Scrive il giornalista Alberto Sinigaglia nella prefazione al catalogo della mostra.

 

 

I soggetti fotografati

Tra le persone fotografate si sono volti più o meno noti. Accanto a nomi più conosciuti, come, per citarne alcuni (la lista completa è in allegato) Raffaele Alajmo, Ceo della società Alajmo Spa assieme al fratello Chef Massimiliano, ritratto in Piazza San Marco; invece Alessandro Bressanello, regista, attore e musicista, è stato fotografato in Corte Seconda del Milion; Franca Coin, presidente della Venice International Foundation, Alberto Toso Fei, scrittore, Nuria e Serena Nono, presidente Fondazione Luigi Nono e Artista.

 

Ci sono residenti che hanno scelto di rimanere, oppure di tornare a Venezia, per scelta, per amore, per senso di appartenenza. Tra questi, Claudia Haglich, 24 anni infermiera dell’Ospedale civile di Venezia, residente a Castello; dopo la laurea in infermieristica è stata chiamata a lavorare in Inghilterra. Però la voglia di ritornare nella “sua amata Venezia” è stata più forte.

 

Poi Laura Barozzi, psicologa, esperta in comunicazione, cura con passione progetti ed eventi di educazione sentimentale con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza sulle donne; c’è Alessandro Zane che dal 1986 lavora a Rialto in pescheria. C’è poi Piero Dri, quarto e più giovane remèr di Venezia; egli nel nuovo laboratorio “Il Forcolaio Matto“, dietro la Strada Nova, ha iniziato il suo percorso di lavoro autonomo, realizzando remi e forcole per i vicini gondolieri di S.Sofia, per i regatanti, le remiere.

 

 

Info

Esce in contemporanea con la mostra il libro “(R)esistere a Venezia” in limited edition firmato e numerato, curato da TraRari TIPI edizioni, casa editrice specializzata in pubblicazioni d’arte di Debora Ferrari e Luca Traini, con testi di Alberto SinigagliaGiovanni MontanaroSerena Guidobaldi.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 aprile al 30 giugno 2019, l’ingresso è libero.

 

Orario: dal mercoledì al sabato, dalle 14.00 alle 18.00, la domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Info. [email protected]www.paolodellacorte.eu.

 

 

Chi è Paolo della Corte

Veneziano d’origine, dopo la laurea in Storie dell’Arte all’Università di Ca’ Foscari, ha dedicato al sua vita alla fotografia professionale. Attualmente è docente in fotografia digitale presso l’Accademia delle Belle Arti. Alla Mostra d’arte della Biennale di Venezia e a New York ha realizzato i ritratti di alcuni dei più grandi nomi internazionali: Louise Bourgeois, Jim Dine, Jannis Kounellis, Roy Lichtenstein, James Rosenquist, George Segal, e gli italiani Luciano Fabro, Mario Merz, Fabrizio Plessi , Emilio Vedova e Giuliano Vangi. I suoi archivi conservano fotografie di personaggi famosi e illustri del mondo dell’arte, della cultura, della letteratura. I suoi reportage sono stati pubblicati dalle maggiori riviste italiane e internazionali: “Specchio” de “La Stampa”, “Venerdì” de “La Repubblica”, “Sette” del “Corriere della Sera”, poi Paris Match, Le Monde, Next, Official Voyage, Gault Millau, Hachette, Onnivoro, Paris Match, Liberation, Die Zeit, Feed, Sobremesa, The Guardian.

C’è un luogo magico a Venezia, situato nel sestriere di Dorsoduro, nell’isola della Giudecca, proprio all’altezza della fondamenta delle Zitelle ed è la Casa dei tre Oci.

 

Questo palazzo, legato a svariate tendenze architettoniche è oggi location ispiratissima per eventi e in particolare per retrospettive e mostre legate al mondo della fotografia.

 

Ed è appena stata inaugurata una mostra di Letizia Battaglia dal titolo “Fotografia come scelta di vita”, a cura di Francesca Alfano Miglietti.

200 fotografie alcune inedite, in un percorso espositivo curato perfettamente a livello tematico che ci presenta l’artista che si rivela con tutta la sua profonda cifra artistica, controcorrente e impavida, curiosa, scevra da condizionamenti e influenze.

 

Tra ritratti che ci arrivano diretti al cuore, fatti e personaggi che attraversano la vita, l’amore e la morte, l’artista comprime i nostri stati d’animo fino ad arrivare giù, dove le nostre emozioni si fanno largo e ci colgono.

 

La fotografia di Letizia Battaglia è cultura ed avamposto per una critica sociale che ha caratterizzato tutta la sua vita artistica, sempre nel segno della distinzione.

 

Il suo manifesto diventa sempre verità attraverso i suoi celebri scatti e, come lei afferma “salvezza e verità”.

 

Casa dei Tre Oci, Giudecca – Venezia
dal 20 marzo al 18 agosto 2019

 

Mauro Lama

È giovane, bella, ha le idee chiare ed è di Castelfranco Veneto. Deola Godini è passata velocemente alla ribalta, dopo aver preso parte ai casting per l’agenzia Vogue Top Models Agency di Milano che si sono appena tenuti ad Abano Terme. Notata dal talent scout internazionale Devis Paganelli, titolare dell’omonima agenzia VIP, la fotomodella con origini trevigiane, è stata oggetto nel mese di marzo, di uno shooting fotografico con indossati costumi 2Bekini, per la trasmissione televisiva Star Tv in onda sui canali Sky. Da qui, è stata scelta per far parte della scuderia dell’agenzia che presto la proporrà tra i volti del rinnovato portale web.  Tra i progetti della ragazza, mora, alta 173 cm, tatuata e piena di sogni nel cassetto, la partecipazione a un reality che si girerà il prossimo luglio a Riccione.

 

 

Deola, com’è partito tutto?

È stato tutto inaspettato. Ho partecipato per caso ad un casting ad Abano Terme presso il bellissimo Hotel Terme Salus dove il fotografo Federico Badoer, che mi ha subito fatto sentire a mio agio. Dopo aver scattato alcune foto, mi hanno informato che mi avrebbero fatto sapere per una mia eventuale presenza ad un reality show. E dopo qualche giorno la notizia! E’ stato fantastico e sono ancora adesso emozionatissima, non posso crederci.

 

 

Hai un bellissimo fisico. Come ti mantieni in forma.

In realtà mangio di tutto. Sono fortunata. Amo sushi, primi piatti e pizza. Però dedico tempo comunque alla palestra, cercando di conciliarla con il lavoro e le mie passioni.

 

 

Hai diversi tattoo. Non pensi possano essere un ostacolo alla tua carriera di fotomodella?

Ma che carriera. Per me è una passione, un divertimento. Se nasce qualcosa ben venga ma non me ne faccio una fissa. Da tanti anni abito da sola e penso a mantenermi autonomamente, quindi devo essere sempre con la testa sulle spalle. Sognare è bello sia chiaro, ma sono sveglia! Per i tatto si, li adoro. Anzi presto ne farò un nuovo e se piaccio, voglio piacere per come sono, con i miei tatto.

 

 

Sei fidanzata?

Sono single. Ma convivo.

 

 

Quindi un amico/non fidanzato.

Ma no che hai capito, vivo con la mia Chanel. La mia cagnolina. La adoro, è la mia vita.
 

Puoi parlarci del reality al quale sei stata convocata?

Se dico qualcosa poi mi squalificano ancor prima di iniziare. Il mio pigmalione, Devis Paganelli, che mi ha scoperta, è cattivissimo. Ovviamente scherzo, ma non posso dire nulla davvero.

Sarà la fotografa Giorgia Fiorio a ritirare il premio “Donna nelle Professioni” 2019, istituito dal Rotary Club Treviso Terraglio e giunto alla sua XIII edizione.

 

 

La cerimonia si terrà martedì 26 marzo alle ore 20 a Mogliano Veneto presso Villa Braida, dove ha sede il Rotary Club Treviso Terraglio. Fiorio sarà premiata per l’impegno nella ricerca intorno alla figura umana e ai temi profondi dell’esistenza, i sentimenti e la cultura, con riguardo alle diverse forme d’espressione del sacro nelle comunità di tutto il mondo.

 

In cosa consiste il Premio

 

Il Premio Donna nelle Professioni valorizza alle nuove generazioni, le donne impegnate a livello professionale e solidale. In passato sono state premiate: Ilaria Capua, Marina Salamon, Carla Pinarello, Elisabetta Maschio, Elisa Menuzzo, Giuliana Benetton, Maria Pia Zorzi, Francesca Gallo.

 

 

Chi è Giorgia Fiorio

 

 

Giorgia Fiorio, torinese di nascita ma veneziana di adozione, esordì nella musica per poi dedicarsi alla fotografia. Affermatasi sia in Italia che all’estero, da trent’anni ritrae la figura umana interrogandosi sul confine tra realtà e apparenza nella dialettica presenza-visione.

 

 

Dal 1990 al 1999, con il progetto “Uomini” ha sviluppato un lavoro documentario intorno alle comunità chiuse maschili nella società occidentale. Il decennio successivo seguì il progetto “Il Dono”, riguardante la “relazione tra l’Essere e il Sacro” nei più antichi rituali dell’umanità, tanto da ricevere l’alto patrocinio dell’UNESCO.

 

 

Fiorio fondò e diresse (dal 2002 al 2012) il seminario internazionale di fotografia contemporanea Reflexions Masterclass, e dal 2007 al 2015 fu docente all’International Center of Photography di New York. Dal 2013 collabora come Professionista Affiliato dell’Istituto Superiore di Tecnologia, Informazione, Comunicazione e Percezione della Scuola Sant’Anna Pisa.

 

 

Collabora con l’Università Ca’ Foscari di Venezia allo sviluppo del progetto “Humanum, L’archeologia dell’Essere”, guardando all’eredità culturale della figurazione umana nella statuaria arcaica nella percezione del nostro tempo.

 

 

Nell’ambito dello stesso progetto, il dispositivo museografico La Dama Warka e l’Archeologia dei Significati presentato all’Iraq Museum di Baghdad da dicembre 2017 a maggio 2018, ha ricevuto il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO nel 2016, il Patrocinio del Ministero di Beni e delle Attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel 2017.

Mauro Lama è un uomo di varia cultura e critico di fatti quotidiani e di costume, che da oggi inizia una collaborazione con il nostro giornale.

 

Milanese di nascita e trevigiano d’adozione, si considera un critico ineffabile con quella lieve ironia che serve alla vita. Le sue culture preferite sono garbo e misura, unite a una innata passione per la scrittura.

 

Considera i vernissage un’occasione unica per guardare il mondo da un focus privilegiato e il cinema la spinta per comprendere esistenze e persone; la fotografia lo aiuta ogni giorno a formarsi, cogliere.

 

“Tutto vero – egli dice – la conoscenza non andrà mai in quiescenza.”

“Voi giovani siete gli Artefici del nostro tempo ed è giusto darvi tutte le occasioni possibili per dimostrare la vostra creatività, il vostro talento e la vostra vena artistica”. Con queste parole il sindaco Luigi Brugnaro annuncia l’apertura di un grande concorso rivolto a giovani artisti emergenti: “È con questo spirito che Venezia si mette in gioco – continua il primo cittadino – Artefici del nostro tempo diventa, quindi, un progetto ed un impegno concreto: un bando rivolto a chi abbia tra i 18 e i 35 anni, sia nato, risieda, studi o lavori in Italia e che abbia voglia di affrontare, attraverso l’arte, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con ‘May You Live in Interesting Time’, titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019″.

 

Il concorso sarà suddiviso in sei sezioni: la poesia visiva, i video clip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia. L’opera vincitrice per ciascuna categoria verrà esposta al Museo di Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia e sarà oggetto di un evento presso il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale durante il periodo della prossima manifestazione.

 

“Cari ragazzi, Venezia, città crocevia di popoli e di culture, che nella storia ha sempre dimostrato di essere fucina di grandi intellettuali, scopritori, artisti e avventurieri, oggi vi offre la più prestigiosa vetrina mondiale in tema di arte riservandovi uno spazio all’interno del suo Padiglione presso la Biennale. Siate veri ‘Artefici del nostro tempo’, Venezia è dalla vostra parte e vuole sostenervi”, conclude il sindaco Brugnaro.

 

Di seguito i caratteri principali del bando “Artefici del nostro tempo”, che è pubblicato integralmente sul sito del Comune.

 

Il progetto

Il bando è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni che sono o nati o residenti o che studiano o lavorano in Italia, e interessati ad affrontare attraverso la poesia visiva, i video clip musicali, la street art, la pittura, il fumetto e la fotografia, il tema dell’attualità del tempo che stiamo vivendo in linea con “May You Live in Interesting Time” titolo della prossima Biennale Arti Visive 2019.

 

Il progetto prevede la selezione di 10 opere di giovani artisti, realizzate da singoli artisti o collettivi di artisti per ciascuna discipline prevista dal bando. Ogni artista o collettivo può partecipare anche a più sezioni compilando un modulo di iscrizione per ciascuna disciplina artistica e per ciascuna opera proposta, presentando opere inedite (realizzate dal 2018 in poi) sul tema del progetto.

 

Gli obiettivi del progetto sono:

• diffondere le tendenze artistiche contemporanee delle nuove generazioni.

• dar modo ai giovani artisti di rappresentare i “tempi interessanti” come quelli che stiamo vivendo.

• promuovere giovani artisti emergenti nelle discipline della poesia visiva, dei video clip musicali, della street-art, della pittura, del fumetto e della fotografia offrendo loro opportunità di sviluppo per la propria carriera.

Discipline artistiche e tecniche

Poesia visiva: i testi devono essere in lingua italiana, inediti, e con lunghezza massima di 50 righe compreso il titolo e le spaziature. Può essere presentata una sola opera in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi.

 

Video clip musicali: vanno indicati il titolo, l’autore, la durata, la risoluzione, il suono e lo studio dove è stato registrato. I registi, i produttori e gli artisti/musicisti devono essere in possesso delle regolari autorizzazioni e dei diritti/permessi/concessioni per il videoclip che si intende presentare. Si devono inviare registrazioni video in file HD h264 codec con una risoluzione minima di 1920 x 1080 .mov o .mkv per una durata massima di 6 minuti. Può essere presentata una sola opera. I video allegati alla domanda di partecipazione non dovranno superare i 120 Mb. Solo per le opere selezionate sarà richiesta copia del video in alta risoluzione.

 

Street Art: opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica da un singolo artista o da più artisti riuniti in collettivo. I lavori devono essere presentati in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi ed essere accompagnati da una scheda tecnica che dia contezza della possibile trasposizione dell’opera su di una superficie da individuarsi successivamente a cura dei promotori dell’iniziativa. Può essere presentata una sola opera. Ai fini dell’esposizione delle opere selezionate sarà richiesto il bozzetto in originale e una riproduzione dell’opera nel formato massimo di due metri per due.

 

Pittura: opere realizzate in piena libertà stilistica e tecnica (olio, tempera, acrilico, inchiostro, vinile, acquerello, grafite, matita, collage, stampa di vario tipo, tecniche miste, etc.) e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, plastica, ferro, etc.). Le misure massime consentite sono di cm 200×200. I lavori devono essere presentati in un formato PDF con definizione di almeno 300 dpi. Potrà essere presentata una sola opera.

 

Fumetto: opere realizzate con qualsiasi tecnica manuale (acquerello, carboncino, retini…), digitale o mista. Il lavoro inviato, in numero massimo di 10 tavole, dovrà essere presentato in formato PDF con definizione di almeno 300 dpi. I personaggi e le storie dovranno essere originali e opera dell’ingegno degli artisti stessi.

 

Fotografia: su supporto digitale. Le immagini a colori o b/n devono essere presentate sotto forma di files digitali di 1080 pixel sul lato corto, con definizione di almeno 300 dpi in formato JPG. Può essere presentata una sola opera.

 

Non saranno accettati testi di incitamento alla violenza, a contenuto volgare, razzista e/o ad esplicito contenuto sessuale o pedopornografico.

Collaborazioni

Il progetto è realizzato dal Comune di Venezia in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, Padiglione Venezia della Biennale, Fondazione Teatro La Fenice, Fondazione Forte Marghera, Centro Culturale Candiani, Biblioteca VEZ Mestre, Hybrid Music, Istituzioni Bevilacqua La Masa, Bosco e Grandi Parchi e Centri di Soggiorno.

I requisiti per partecipare

Per candidarsi è necessario compilare il modulo d’iscrizione presso il portale e inviarlo entro il 21 marzo 2019:

1. compilando on line in ogni sua parte la scheda di partecipazione. È facoltativa la compilazione della sezione relativa a una breve biografia dell’autore/i (max 20 righe).

2. allegando il file relativo all’opera presentata che non deve superare la dimensione massima di 128 Mb (128 MegaByte).

3. allegando il file con un testo esplicativo dell’opera non superiore a 2.500 caratteri (spazi inclusi)

 

Con l’invio della scheda di partecipazione e dei file allegati (di cui al punto 1, 2 e 3) si intende pienamente e tacitamente accettato il bando in ogni sua parte.

La partecipazione è a titolo gratuito.

La selezione

La fase di selezione avverrà esclusivamente sulla base del materiale digitale inviato dai partecipanti al momento dell’iscrizione secondo le modalità definite nel modulo d’iscrizione.

 

La selezione delle opere candidate sarà effettuata a insindacabile giudizio dai componenti la giuria nel numero di tre per ogni disciplina artistica.

 

I nomi dei 60 artisti o collettivi di artisti selezionati (10 per ciascuna sezione artistica) saranno pubblicati sul sito www.comune.venezia.it entro il 5 aprile 2019. Tra questi verrà scelto il vincitore per ogni categoria artistica.

 

Ogni opera selezionata dovrà essere recapitata nella sua forma materiale entro il 19 aprile 2019 presso una sede di deposito che sarà comunicata.

 

I premi

Il primo classificato per ciascuna categoria riceverà un premio pari ad Euro 3.000,00; il secondo classificato pari ad Euro 2.000,00 e il terzo classificato pari ad Euro 1.000,00

Potrà essere attribuito un premio speciale in denaro a tre artisti che, pur non risultando vincitori nella propria disciplina, si sono comunque distinti e sono stati particolarmente apprezzati dalla giuria.

 

Esposizione delle opere

L’opera risultante vincitrice assoluta per ciascuna categoria verrà esposta presso Ca’ Pesaro Museo di Arte Moderna a Venezia e sarà oggetto di un evento presso il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale in concomitanza con Biennale Arte 2019. Inoltre, le nove opere non risultate vincitrici assolute verranno esposte, in concomitanza con Biennale Arte 2019 e quindi per il periodo 11 maggio al 24 novembre 2019, presso i siti individuati all’interno del territorio comunale di Venezia.

Tutte le opere selezionate potranno essere pubblicate sia su catalogo e nel sito web www.comune.venezia.it.

 

Informazioni aggiuntive

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare:
[email protected]comune.venezia.it

+39 041.2748947

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni