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Sabato 5 ottobre alle ore 18, nella chiesa di San Teonisto di Treviso, prende il via la nuova stagione di musica da camera proposta dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con la direzione artistica del maestro Stefano Trevisi e in partnership con il Quartetto di Venezia (Andrea Vio, violino; Alberto Battiston, violino; Mario Paladin, viola; Angelo Zanin, violoncello), formazione cameristica ai vertici della categoria, affermata sulla scena europea e mondiale, con alle spalle più di 35 anni di attività e una nomination ai Grammy Awards per il cd “Ritornello” (ed. Navona Records) con musiche di Curt Cacioppo.

 

Nel primo concerto della stagione, in programma appunto sabato 5 ottobre alle ore 18, l’ensemble proporrà uno Schumann (quartetto in la maggiore op. 41 n. 3) e un Brahms (quartetto in do minore op. 51 n. 1) che cercano una strada nuova per la forma del quartetto.

 

Ancora troppo viva e sentita è la lezione di Beethoven e dei suoi ultimi quartetti che sono destinati non solo alla memoria collettiva ma anche a rappresentare un limite all’apparenza invalicabile. Non altrimenti si spiegherebbero le lunghe gestazioni di questi capolavori di Schumann e Brahms; e se per Brahms sono le testimonianze dei suoi contemporanei a raccontarci il sentimento altalenante tra la soddisfazione di cercare una nuova forma e la frustrazione di non sentirla all’altezza del modello beethoveniano, sarà Schumann a lasciare di questa «cerca» di una nuova strada alcune dettagliatissime pagine nei suoi diari personali.

 

Il cartellone proporrà altri tre concerti fra ottobre e dicembre 2019, che proseguiranno lungo la strada della “scoperta” di pagine di autori del Tardo Romanticismo e del primo Novecento storico fino all’apertura contemporanea. Gli appuntamenti di sabato 26 ottobre e di sabato 7 dicembre vedranno sempre protagonista il Quartetto di Venezia, invece, il concerto del 17 novembre vedrà esibirsi nella chiesa di San Teonisto un quartetto di promettenti interpreti, selezionato nel circuito delle scuole di alta formazione europee, il Quartetto Dàidalos (Anna Molinari, violino; Paolo Vuono, violino; Lorenzo Lombardo, viola; Lucia Molinari, violoncello).

 

«Fondazione Benetton», afferma il direttore Marco Tamaro, «ha sempre dedicato grande attenzione ai nuovi talenti. Quest’anno abbiamo voluto dare a giovani interpreti una finestra di visibilità, e, nello stesso tempo, offrire al pubblico l’opportunità di una piacevole scoperta».

«Inoltre» continua Tamaro «nel desiderio di dare un contributo all’avvicinamento alla musica, come fonte imprescindibile di crescita culturale e di affinamento della sensibilità di ognuno di noi, abbiamo voluto favorire la massima accessibilità agli eventi, con la proposta un biglietto di ingresso “a prezzo contenuto”: 10 euro».

 

Ingresso ai concerti: biglietto unico 10 euro; abbonamenti 30 euro. Acquistabili anche con Bonus Cultura. Prevendita: Fondazione Benetton, via Cornarotta 7, Treviso (lun–ven ore 9–13, 14–18) oppure nel sito www.liveticket.it

Con il progetto si avvia una collaborazione con il Gruppo Baccini

 

 

Il Quartetto di Venezia

 

Della vocazione del Quartetto di Venezia ai vertici più ardui del camerismo è testimone Bruno Giuranna: «È un complesso che spicca con risalto nel pur vario e vasto panorama musicale europeo, ai vertici della categoria e fra i pochissimi degni di coprire il ruolo dei grandi Quartetti del passato». Rigore analitico e passione sono i caratteri distintivi dell’ensemble veneziano, qualità ereditate da due scuole fondamentali: quella del Quartetto Italiano sotto la guida del M° Piero Farulli e quella della scuola mitteleuropea del Quartetto Vegh, tramite i numerosi incontri avuti con Sandor Vegh e Paul Szabo.

 

Il Quartetto di Venezia ha suonato in prestigiose sedi e in alcuni tra i maggiori Festival Internazionali tra cui: National Gallery a Washington, Palazzo delle Nazioni Unite a New York, Sala Unesco a Parigi, IUC e Accademia Filarmonica Romana a Roma, Kissinger Sommer, Villach, Klangbogen Vienna, Palau de la Musica Barcellona, Tivoli a Copenhagen, Societè Philarmonique a Bruxelles, Konzerthaus Berlin, Gasteig Monaco, Beethovenfest Bonn, Laeiszhalle Hamburg, Sala Filarmonica a Mosca, Teatro Colon e Teatro Coliseum a Buenos Aires, San Paolo, Montevideo. Ha suonato per Sua Santità Papa Giovanni Paolo II e per il Presidente della Repubblica Italiana.

 

Il repertorio è estremamente ricco e include, oltre al programma più noto, opere raramente eseguite come i quartetti di G.F. Malipiero (“Premio della Critica Italiana” quale migliore incisione cameristica). Ha inciso per Decca, Naxos, Dynamic, Fonit Cetra, Unicef, Navona, Koch. Ultime produzioni sono l’uscita dell’integrale dei sei quartetti di Luigi Cherubini, registrati per la Decca in tre cd e per la Naxos con musiche di Casella e Turchi.

 

Il Quartetto di Venezia ha ottenuto la nomination ai Grammy Awards per il cd Navona “Ritornello” con musiche di Curt Cacioppo. Numerose sono anche le registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI & RAI International, Bayerischer Rundfunk, New York Times (WQXR), ORF1, Schweizer DRS2, Suisse Romande, Radio Clasica Espanola, MBC Sudcoreana.

 

L’ensemble ha collaborato con artisti di fama mondiale tra i quali Bruno Giuranna, Quartetto Borodin, Piero Farulli, Paul Szabo, Oscar Ghiglia, Danilo Rossi, Pietro De Maria, Alessandro Carbonare, Andrea Lucchesini, Mario Brunello.

 

In occasione del 35° anniversario, il Quartetto di Venezia ha ricevuto una targa di rappresentanza dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

 

Il Quartetto d’archi Dàidalos nasce a Novara nell’ottobre 2014 dal desiderio di quattro amici di fare musica da camera. Pur formato da giovani strumentisti, il Quartetto Dàidalos ha già al proprio attivo numerosi concerti in molte città italiane ed estere, tra cui San Francisco IIC, Helsinki IIC, Berna (Kammermusik Konzert Theather), Füssen (Ludwigs Festspielhaus), Milano (Casa Verdi, Villa Crespi e Villa Necchi per la Società del Quartetto), Bologna (Musica Insieme progetto Shostakovich), Firenze (Fortissimissimo Festival, Amici della Musica), Messina (Filarmonica Laudamo), Genova (Amici di Paganini e Paganini Genova Festival), Cremona (Teatro Ponchielli e Auditorium Arvedi), Como (Teatro Sociale), Bergamo (Società del Quartetto, Sala Piatti), Torino (Unione Musicale, marzo 2019). Nel 2016 l’ensemble ha ricevuto una borsa di studio dell’Associazione Piero Farulli (La Pépinière) e nel 2017 una assegnata dalla Gioventù Musicale d’Italia, che comprende anche una serie di concerti previsti per la stagione 2018-2019. L’ensemble è stato selezionato per il progetto Le Dimore del Quartetto, grazie al quale si esibisce regolarmente in concerto per l’Associazione Dimore Storiche italiane. Dal 2015 al 2018 il Quartetto Dàidalos è stato allievo del Quartetto di Cremona presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona. Inoltre, ha preso parte a masterclass tenute da S. Bernardini (Berliner Philarmoniker), H. Beyerle (Alban Berg), L. Dutton (Emerson), L. Hagen (Hagen), N. Prishepenko (Artemis), S. Bresler (Jerusalem), J. Meissl (Artis). Attualmente si sta perfezionando con P. Jüdt presso l’Hochschule der Künste di Berna.

 

Calendario concerti e programma

Sabato 5 ottobre 2019 ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso

Introduzione alla stagione a cura di Stefano Trevisi

Concerto con il Quartetto di Venezia (Andrea Vio, violino; Alberto Battiston, violino; Mario Paladin, viola; Angelo Zanin, violoncello)

Musiche di R. Schumann (quartetto in la maggiore op. 41 n. 3), J. Brahms (quartetto in do minore op. 51 n. 1)

 

Sabato 26 ottobre 2019 ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso

Concerto con il Quartetto di Venezia (Andrea Vio, violino; Alberto Battiston, violino; Mario Paladin, viola; Angelo Zanin, violoncello)

Musiche di F.J. Haydn (quartetto in re maggiore op. 33 n. 6), L. Boccherini (quartetto in re maggiore op. 52 n. 2), W.A. Mozart (quartetto in Mib maggiore K. 428)

 

Domenica 17 novembre 2019 ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso

Introduzione al concerto a cura di Stefano Trevisi

Concerto con il Quartetto Dàidalos (Anna Molinari, violino; Paolo Vuono, violino; Lorenzo Lombardo, viola; Lucia Molinari, violoncello)

Musiche di W.A. Mozart, A. Webern, L.V. Beethoven

 

Sabato 7 dicembre 2019 ore 18, chiesa di San Teonisto, Treviso

Concerto con il Quartetto di Venezia (Andrea Vio, violino; Alberto Battiston, violino; Mario Paladin, viola; Angelo Zanin, violoncello)

Musiche di J.S. Bach (Passacaglia e fuga in do minore BWV 582 – Trascr. J. Jorgensen), L.V. Beethoven (quartetto in sib maggiore op. 18 n. 6), C. Cacioppo (“Nebbia lagunare”, 2018, dedicato al Quartetto di Venezia), L. Cherubini (quartetto n. 2 in do maggiore)

 

Domenica 1° settembre, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (costo 5 euro a persona). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato . intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.
Le opere – commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani – dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton, che consente alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato, poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, nel 2010, da parte di Luciano Benetton che successivamente l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

 

 

Informazioni e costi sulle visite guidate per gruppi su prenotazione: [email protected]
Per maggiori informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche: tel. 0422.5121, [email protected], www.fbsr.it

 

Photo Credits: Corrado Piccoli

Nell’ambito della XXX edizione del Premio Carlo Scarpa, dedicata a I giardini del tè di Dazhangshanla Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due documentari che raccontano la Cina. Due viaggi nel tempo e nello spazio dei suoi paesaggi contrastanti e nei mosaici della sua umanità. 

 

Giovedì 25 luglio e giovedì 1° agosto alle ore 21, nell’auditorium delle Gallerie delle Prigioni di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche, con la collaborazione del Sole Luna Festival, propone due serate di cinema documentario sulla Cina

 

Dopo la proiezione di Mingong, film documentario di Davide Crudetti, giovedì 1° agosto alle ore 21 sarà proiettato Blank Lands (Italia 2016, 82’): un docufilm del collettivo Blank Lands.

 

Tutte le epoche e storie hanno le loro terre bianche, territori non tracciati sulle mappe, avvolti dal mistero. Le terre bianche della Cina degli anni trenta erano le remote regioni ai confini occidentali, abitate nell’immaginario collettivo da “barbari cannibali”.

 

Zhuang Xueben, un giovane fotografo di Shanghai, fu il primo a raccontarle con migliaia di fotografie e ricchi diari, raccolti in dieci anni di viaggio, a partire dal 1934. Il suo lavoro all’epoca aprì una finestra su una Cina poco conosciuta, spesso inesplorata e avvolta da pregiudizi, rivelando la bellezza delle culture locali: Tibetani, Yi, Qiang, Tu, Salar sono solo alcuni dei gruppi etnici con i quali entrò in contatto e che riuscì a svelare con sguardo curioso e umano. Prima di sparire: inghiottito dai tumulti della rivoluzione culturale, il suo nome e il suo lavoro sono riemersi solo recentemente.

Oltre al cinema

Gli appuntamenti sono organizzati nel contesto della mostra documentaria e di arte contemporanea The Ground We Have in Common, realizzata dalla Fondazione Benetton e dalle Gallerie delle Prigioni, e dedicata alla trentesima edizione del Premio Carlo Scarpa, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan e il tema della cura della terra bene comune. 

Nei giorni delle due proiezioni, la mostra The Ground We Have in Common sarà visitabile dalle ore 15 fino alla fine dell’evento.

 

L’esposizione, a cura di Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, aperta fino a domenica 1° settembre 2019 (martedì-venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13 e 15-19, ingresso libero), affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea. Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale. La mostra ripercorre inoltre idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni del Premio Carlo Scarpa, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni e video. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

 

Ingresso libero sia alle proiezioni che alla mostra.

Per maggiori informazioni: Fondazione Benetton, tel. 0422.5121, www.fbsr.it 

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino alle ore 12 di venerdì 30 agosto 2019 per presentare le domande per partecipare al bando della quinta edizione delle Borse di studio sul paesaggio, istituite dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche nel quadro delle attività di ricerca sul paesaggio e la cura dei luoghi sviluppate con il proprio Comitato scientifico.

 

La quinta edizione, 2019/2020, prevede l’attivazione di due borse di studio semestrali, una per ciascuna delle due aree tematiche Natura e giardino e Progetto di paesaggio, ispirate rispettivamente alle eredità culturali di Ippolito Pizzetti (1926-2007) e di Sven-Ingvar Andersson (1927-2007), figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione.

 

Per la prima borsa di studio (area tematica Natura e giardino) ai candidati viene richiesto di presentare un progetto di ricerca sul tema dei nuovi paesaggi emergenti nell’Antropocene, con attenzione particolare alle questioni relative al rapporto tra intervento umano e natura, preferibilmente legato alla realtà geografica italiana.

Per la seconda (area tematica Progetto di paesaggio) viene richiesto un progetto di ricerca sul tema del rapporto tra accelerazione ambientale e atteggiamento culturale nei confronti del progetto del giardino e del paesaggio.

 

 

I candidati possono presentare, individualmente, un solo progetto di ricerca, originale e costruito esplicitamente attorno a una delle due aree tematiche.

 

La durata delle borse di studio, residenziali e non prorogabili, è di sei mesi ciascuna. Il periodo di svolgimento sarà dal 15 gennaio 2020 al 15 luglio 2020.

Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi).

 

Chi può candidarsi

Possono candidarsi alla borsa di studio laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 30 agosto 2019. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito www.fbsr.it oppure può essere ritirato presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18).

La domanda, con i vari allegati, dovrà essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] con oggetto “Borse di studio sul paesaggio 2019/2020” oppure fatta pervenire con un’altra modalità alla segreteria della Fondazione con la stessa scadenza

 

La selezione dei borsisti, insindacabile, sarà effettuata da una commissione appositamente istituita dalla Fondazione, i cui membri provengono dalla sua struttura e dal suo Comitato scientifico. risultati saranno resi noti entro il 30 ottobre 2019 mediante pubblicazione nel sito www.fbsr.it.

 

Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche

Maria Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, Università di Girona; José Tito Rojo, Università di Granada.

 

Referenti interni delle borse di studio sul paesaggio

Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico; Silvia Brugnaro, segreteria; Simonetta Zanon, responsabile progetti paesaggio (coordinamento).

 

Per maggiori informazioni
Fondazione Benetton Studi Ricerche, 0422.5121, [email protected]www.fbsr.it

Domenica 2 giugno, come ogni prima domenica del mese, la chiesa di San Teonisto di Treviso sarà aperta al pubblico dalle ore 10 alle 18. Sono in programma due visite guidate a partenza aggregata alle ore 11 e alle 16 (costo 5 euro a persona). Inoltre è possibile prenotare visite guidate per gruppi, scrivendo a: [email protected] (costo 5 euro a persona per gruppi di minimo 25 persone, massimo 40).

 

Sarà possibile “riscoprire” le 19 grandi tele ricollocate nella chiesa dopo un accurato intervento di restauro che le ha restituite alla originaria bellezza.

 

Le opere furono commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine, che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto, a illustri pittori dell’epoca quali: Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani.

 

Dopo una storia travagliata, sono tornate sui muri per i quali erano state dipinte grazie a un accordo trentennale tra il Comune di Treviso e la Fondazione Benetton; questo consentendo alla cittadinanza di ammirarle nuovamente nella loro sede originaria.

 

A rendere possibile il loro rientro è stato il completo recupero della chiesa, voluto e finanziato da Luciano Benetton. Il complesso intervento di restauro, iniziato nel 2014 e ultimato alla fine del 2017, è stato affidato all’architetto Tobia Scarpa che ha saputo restituire un’architettura rinnovata ma capace di raccontare i segni del passato di luogo consacrato; poi gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944, sconsacrato e adibito a usi diversi. L’edificio è stato gestito dal Comune di Treviso fino all’acquisizione, da parte di Luciano Benetton; successivamente nel 2010 l’ha donato alla Fondazione per farne un luogo di cultura.

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano si concluderà mercoledì 10 aprile alle ore 21 con Visages Villages di Agnès Varda e JR (Francia, 2017, 90’), “piccolo” tenero film che è a suo modo un miracolo, perché è il frutto della collaborazione tra una regista della nouvelle vague del cinema francese.

 

La Varda (Cléo dalle 5 alle 7, 1962), classe 1928, recentemente scomparsa; insieme vi è anche il giovane fotografo e video-artista trentenne, che si cela dietro le iniziali JR.

 

 

L’evento

 

L’evento è organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Luciano Morbiato (che introdurrà e commenterà il film), con la collaborazione di Simonetta Zanon.

 

 

La pellicola conclude il percorso di narrazione di città e villaggi, periferie, enclave urbane, quartieri operai e edifici-alveare; al centro di questo ciclo di proiezioni si è voluto far riflettere sulla vita degli aggregati sociali che li abitano, compresi i loro conflitti, e sulle loro trasformazioni.

 

 

Racconta Luciano Morbiato

 

«È una strana coppia di realizzatori che ci invita al tour de France intitolato Visages, villages; Agnés Varda, regista belga, decana del cinema francese e bandiera della nouvelle vague. Da sempre dedicatasi alle tematiche femminili attraverso le protagoniste dei suoi film, e JR, trentenne, fotografo e artista urbano; particolare è ovviamente l’aspetto, l’impatto sullo schermo dei visi e delle figure delle due guide nel viaggio-documentario.

 

 

Rotonda, impacciata nei movimenti, la testa coronata dal caschetto dei capelli bicolori Agnés. alto e vestito di scuro, cappello e occhiali neri eternamente calcati in testa e sugli occhi JR; le cui iniziali, che rinviano alla serie Dinasty, sono l’unico resto di un nome. […]

 

 

La strana coppia, assieme a un furgone attrezzato per la fotografia, attraversa la Francia alla ricerca di villaggi, città, officine, e di volti dei loro abitanti da “fissare” nella fotografia; ma anche da incollare ai muri degli edifici, per renderli visibili, alla lettera “manifesti”, perché protagonisti di imprese in cui fedeltà (come nei versi di Éluard) e resistenza si incrociano e si esaltano.

 

 

Si parte dal nord già minerario, dal villaggio di Bruay-la-Buissière, dove nel Coron (quartiere dei minatori) l’unica casa è abitata da Jeanine; ed il suo abitare è l’unico motivo che impedisce al quartiere di scomparire a opera delle ruspe: il grande volto incollato sulla facciata, come un lenzuolo, monumentalizza anche la storia di cui Jeanine è testimone.

 

 

Allo stesso modo diventano protagonisti, in luoghi diversi della Francia, un’allevatrice di capre che rifiuta di sacrificare le corna dei suoi animali, un garagista, un postino, le mogli di alcuni portuali della banchina-container di Le Havre, l’operaio di un’industria chimica…; tutti sono restituiti a una misura più grande del vero, e l’ingrandimento equivale a un risarcimento, a una celebrazione.

 

 

Varda sottolinea efficacemente il processo che si ripete; la metamorfosi che si compie a partire dal furgone, che riprende l’esperienza artistica di JR con un Photomaton installato al Centre Pompidou di Parigi: “Le persone entrano per fare un’istantanea. Si sa che di solito ne viene fuori una cosa piccola, infima, e invece qui ne escono grandi e belli. Di persone anonime facciamo degli eroi”. Sembra che la complicità tra i due realizzatori contagi anche i soggetti che incontrano; liberandone le energie e la personalità, favorendo i loro racconti, senza innescare sterili proteste, inutili rimpianti, forse con appena un accenno finale di malinconia…

 

 

L’iniziativa è finanziata da una raccolta di fondi tra un gruppo di produttori indipendenti. La sfida consiste nel mettere insieme e far reagire due talenti così diversi; in una sorta di work in progress nato sulla base della tenue idea di ricercare un’unità nella diversità. Dalla Normandia alla Provenza, conosce la sua vittoria sullo schermo perché alla fine il risultato è ancora una volta un’interazione tra l’istante e la durata; cioè l’essenza, il motore dell’arte cinematografica».

 

 

Prossimi appuntamenti

 

La rassegna Paesaggi che cambiano riprenderà come di consueto nel mese di ottobre con un nuovo ciclo di proiezioni.

La Fondazione Benetton Studi Ricerche, nel quadro delle proprie attività di ricerca e sperimentazione sul paesaggio, dedica il workshop annuale internazionale di progettazione 2019 al paesaggio lungo il fiume Muson, da Mirano alla laguna di Venezia.

 

 

Il workshop

 

L’evento si svolgerà da martedì 18 a sabato 22 giugno 2019 a Treviso, nella sede della Fondazione Benetton, e si articolerà in momenti di laboratorio, lezioni, visite al territorio, discussione, disegno, e presentazione del lavoro.

 

 

La domanda di partecipazione deve essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] entro le ore 12 di martedì 7 maggio 2019, seguendo le indicazioni contenute nel bando, disponibile nel sito www.fbsr.it e presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18).

 

 

Obiettivi

 

Il workshop si pone come momento di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo che un fiume può svolgere nel paesaggio contemporaneo, in particolare nel contesto della città, in rapporto con il quadro sociale, culturale e territoriale. L’evento si rivolge a quindici partecipanti in possesso della laurea magistrale (o titolo analogo), che maturato qualche esperienza nel settore delle ricerche e dei progetti di paesaggio, dando loro l’opportunità di lavorare sotto la guida di tre docenti di chiara fama: Thilo Folkerts, 00Landschaftsarchitektur, Berlino; Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona; Luigi Latini, Università Iuav, Venezia.

 

 

A partire dalla natura storica di un corso d’acqua che ben rappresenta la lunga vicenda delle operazioni idrauliche che caratterizzano il territorio della Repubblica Veneta e ne disegnano le forme, la riflessione progettuale che si intende affrontare avrà al suo centro i punti di contatto tra i conflitti e le opportunità che lo sviluppo contemporaneo ci chiama a considerare.

 

 

La riflessione su questi luoghi è stata sollecitata dal Bel-Vedere Lab, un insieme di associazioni culturali e di cittadini attivamente impegnati a Mirano per la diffusione di una più consapevole relazione delle persone con i propri luoghi di vita nonché per la promozione di forme innovative di conoscenza e progettazione dei luoghi stessi.

 

 

Come partecipare

 

Per la partecipazione al workshop non è previsto alcun costo di iscrizione.

 

I risultati della selezione, a cura della Fondazione, saranno resi noti entro lunedì 21 maggio 2019 mediante pubblicazione nel sito www.fbsr.it e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati.

 

 

I presenti

 

Docenti

Thilo Folkerts, 100Landschaftsarchitektur, Berlino

Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona

Luigi Latini, Università Iuav, Venezia

 

Tutor

Giacomo Casentini, architetto, Vicenza

Elena Lorenzetto, dottore di ricerca in semiotica, Vicenza

 

Coordinamento workshop

Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche

 

Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche

Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, CNRS, Parigi; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS, Parigi; Joan Nogué, Università di Girona; José Tito Rojo, Università di Granada;

 

Referenti interni della Fondazione

Marco Tamaro (direttore), Patrizia Boschiero (edizioni), Francesca Ghersetti (centro documentazione), Massimo Rossi (studi geografici), Simonetta Zanon (ricerche e progetti paesaggio).

 

 

Info

 

Per maggiori informazioni:

Fondazione Benetton Studi Ricerche,

Tel: 0422 5121,

Mail: [email protected],

Sito: www.fbsr.it

Il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di dedicare la 30^ edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino a I giardini del tè di Dazhangshan, situati nella contea di Wuyuan, nella parte nord-orientale della provincia del Jiangxi della Cina meridionale.

 

Il Dazhangshan

 

Ai piedi della montagna Dazhangshan vi è un vasto sistema di rilievi collinari che accoglie le coltivazioni del tè; questa è caratterizzata da campi ondulati, inconfondibili per il disegno ordinato delle piantagioni che scorrono in forma di siepi parallele e a tratti interrompono la copertura del manto boschivo o la distesa delle risaie nei fondivalle.

 

 

La pianta del tè (la Camellia sinensis) definisce il paesaggio contemporaneo, condotto secondo rigorosi criteri agroecologici. Essa raccogliere il senso della storia e proietta nel futuro il valore di un ambiente rurale, dove l’uomo stabilisce una relazione di armonia con la natura.

 

Il programma

L’evento si terrà nel mese di maggio a Treviso, ecco i suoi principali appuntamenti:

Venerdì 10 maggio alle ore 18, nelle Gallerie delle Prigioni, parte l’esposizione The Ground We Have in Common.

Sabato 11 maggio si terrà un convegno nella sede della Fondazione Benetton (ore 9.30-13.30); mentre la cerimonia del Premio si terrà presso il Teatro Comunale di Treviso (ore 17).

Domenica 12 maggio alle ore 18 sarà proposto, nella chiesa di San Teonisto, un concerto di musica cinese in omaggio al luogo designato dal Premio.

Céide Fields, il film documentario della Fondazione Benetton Studi Ricerche, regia di Davide Gambino in collaborazione con Gabriele Gismondi, realizzato nell’ambito del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 coordinato da Patrizia Boschiero (responsabile edizioni della Fondazione) e Luigi Latini (presidente del Comitato scientifico della Fondazione), sarà proiettato a Firenze, Treviso e Lisbona.

 

Il primo appuntamento per vedere il film documentario che racconta i Céide Fields in Irlanda, – il luogo designato dal Premio Carlo Scarpa 2018, che nel secolo scorso ha rivelato la presenza ancora tangibile ed estesa di un paesaggio rurale del Neolitico –, sarà mercoledì 13 marzo a Firenze, dove parteciperà in concorso al Festival Internazionale Cinema di Archeologia Arte Ambiente (13-17 marzo).

 

La proiezione è prevista presso il cinema La Compagnia nel pomeriggio, tra le ore 15 e le 19. Ingresso libero. Per informazioni: www.firenzearcheofilm.it
Il documentario sarà poi proposto domenica 17 marzo pomeriggio a Treviso, in occasione della “Fiera d’Irlanda”, una tre giorni di musica, festa e tradizioni, che si terrà dal 15 al 17 marzo in Prato della Fiera. Ingresso libero.

 

A giugno sarà presentato in Portogallo, in concorso all’Arquiteturas Film Festival in programma a Lisbona dal 4 al 9 giugno e dedicato a film documentari, sperimentali, di animazione e di finzione in cui l’architettura gioca il ruolo principale. Per informazioni: https://filmfreeway.com/ArquiteturasFilmFestival.

 

Un film documentario per Céide Fields, Contea di Mayo, inverno 2018

Nell’ambito dei lavori di ricerca del Premio Carlo Scarpa 2018, dopo il primo viaggio di studio realizzato in Irlanda con il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche tra agosto e settembre 2017, nel corso del mese di gennaio 2018 un piccolo gruppo di lavoro (Patrizia Boschiero, Davide Gambino, Gabriele Gismondi, Luigi Latini, Juan Manuel Palerm Salazar, Andrea Rizza Goldstein) è tornato per una settimana di approfondimenti sul campo a Céide Fields, accolto e supportato in particolare da Gretta Byrne, Seamas Caulfield e Martin Downes. Tra i campi recintati del Neolitico e quelli odierni, gli incontri hanno incluso uomini e animali, intemperie e arcobaleni, si è conversato con i protagonisti e documentato fotograficamente la vita del luogo, e realizzato le riprese del film documentario che è stato poi presentato al pubblico nel Teatro Comunale di Treviso sabato 12 maggio 2018, in apertura della cerimonia di conferimento del Premio Carlo Scarpa 2018.

 

Céide Fields è un luogo che racconta delle origini del paesaggio coltivato e di un passato remoto che si è a lungo negato allo sguardo. Indossando una lente narrativa è possibile osservare questa apparente invisibilità dietro cui si cela un complesso crocevia tra archeologia, agricoltura e allevamento, tra pratiche didattiche e necessario sviluppo turistico, tra pressanti questioni ambientali, climatiche ed energetiche. Ai confini del continente europeo, nel nord-ovest dell’Irlanda, sull’orlo di vertiginose falesie, tra luoghi umidi e animali da allevamento, incontriamo i custodi di questo paesaggio che si interrogano sulle comunità del Neolitico e che guardano verso un incessante scambio trans- generazionale, tra memoria e vita rurale, di passato e di futuro.

Attraverso i loro volti, le loro storie e le loro avventure, i Céide Fields riemergono dalle paludi e dai millenari strati di torba rivelandosi in tutta la loro straordinaria complessità e bellezza.

Film documentario

16:9 HD / col. / sound stereo 2018, durata 40’
con Gretta Byrne (Office of Public Works-OPW), Seamas Caulfield, Martin Downes; e con Susan Callaghan, Declan Caulfield, Fionnan Caulfield, Una Forde, Martin Heffernan, Frank Shalvey (OPW)
Studio documentale e sviluppo trattamento: Davide Gambino.
Fotografia, montaggio, color grading e sound design: Gabriele Gismondi.
Riprese: Gabriele Gismondi e Davide Gambino.
Musiche originali: Pino Petraccia (Crisalide e Metamorfosi); arrangiamenti su brani irlandesi tradizionali: Marco Felicioni (Drowsy Maggie, Scarboro Fair e She Moved Through the Fair) e Peppe Nardone (Adoration e Danny Boy). Eseguite da Lucia Antonacci: arpa irlandese; Marco Felicioni: flauti; Peppe Nardone: chitarre acustiche; Pino Petraccia: percussioni etniche e kamalengoni. Musiche addizionali: Gabriele Gismondi (Juno e February) e Chris Haughen (Tumbleweed Texas).
Lettura della poesia Belderg di Seamus Heaney: Seamas Caulfield.
Traduzioni per sottotitoli: Daniela Gatto, riviste da Patrizia Boschiero e Luigi Latini.
Riprese aeree: Aerial Stock Ireland.
Pilota del drone: David Perry.
Produzione esecutiva: Ruggero Di Maggio e Davide Gambino per MAF – Mon Amour Films srl.
Supporto in Irlanda: Marcus Stewart, Earth Horizon ltd.
Coordinamento di produzione: Patrizia Boschiero, Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Prima proiezione del docu-film prodotto dalla Fondazione Oltre il Labirinto

 

Questa è la breve ma fondamentale domanda a cui decine di persone hanno provato a rispondere davanti all’occhio neutrale della telecamera. Succedeva lo scorso dicembre e il set era stato allestito all’interno del Museo Bailo di Treviso, che ospita le opere di Arturo Martini e di Gino Rossi, artista, quest’ultimo, che ben conobbe la disabilità, nel suo caso psichica.

 

Da questo interessante esperimento sociale nasce il video racconto “Parole In-Superabili”, un lavoro nato per raccontare la disabilità attraverso parole, testimonianze, immagini e musica: un’idea della Fondazione Oltre il Labirinto, per la regia di Giacomo Ravenna.

 

La prima proiezione ufficiale avverrà giovedì 7 giugno, alle 20.30, nell’Auditorium di Palazzo Bomben (Fondazione Benetton).

 

 

“Sono state molte le persone che, di fronte a una telecamera, hanno superato il primo momento di imbarazzo per poi condividere pensieri e riflessioni sulla disabilità, e la cosa ci ha davvero emozionato – dichiara Mario Paganessi Direttore Fondazione Oltre il Labirinto – Negli anni passati abbiamo organizzato convegni in cui si è approfondito il tema da diversi punti di vista, interventi sul territorio, inclusione scolastica, sport e disabilità. Questa volta, invece, abbiamo voluto spostare l’attenzione sulla percezione e sull’idea del mondo disabili, ponendo una semplice e difficile domanda: “Cos’è la disabilità?”

 

 

 

Pochi giorni fa il neo insediato Governo ha dichiarato di voler istituire un ministero della Disabilità, sicuramente negli anni si sono fatti molti passi in avanti, nell’inclusione sociale, scolastica, sportiva, lavorativa. Ma continuiamo a chiederci se lo stigma che ha colpito le persone disabili in secoli di storia sia stato superato, se oggi il mondo sia sicuro di tollerare le diversità. Questo documentario racconta il vissuto di molte persone che la disabilità la vivono quotidianamente, insieme al pensieri di altri uomini e donne che sul tema hanno accettato di interrogarsi. Crediamo sia un esperimento sociale molto interessante.”

 

Il documentario, di sensibilizzazione e promozione sociale, è stato girato da Giacomo Ravenna e realizzato all’interno del Museo Bailo, a Ca’ Sugana e nelle realtà famigliari o di vita quotidiana di alcune persone di cui si racconta la storia.

 

 

In “Parole In-Superabili”, oltre alle decine di interviste realizzate all’interno del Museo Bailo, sono state raccolte le storie di Eddy, e dei Treviso Bulls, squadra di Weelchair Hockey di cui è fondatore, alcuni atleti dello Special Team di Gymnasium Centro Studi e Formazione Pordenone, una squadra di atleti con disabilità intellettive-relazionali, i ragazzi dell’associazione “Oltre quella sedia”, Cristiana mamma di Giampietro e Domenico, papà di Simone.

 

“Un racconto corale, dove le storie personali si intrecciano con quelle collettive, dove si racconta la storia della disabilità nel tempo, nell’arte, nel sentire comune. Ringraziamo il Comune di Treviso, che ha messo a disposizione di questa iniziativa il Museo Bailo, luogo così ricco di significato per la tematica che affrontiamo, Giacomo per aver diretto con sensibilità e competenza questo documentario, l’Associazione XI di Marca per esserci sempre a fianco e tutte le persone che hanno voluto partecipare. Speriamo di aver dato un piccolo contributo nel cammino quotidiano verso la conoscenza, l’inclusione e la consapevole bellezza della diversità racchiusa in ciascuno di noi – conclude Mario Paganessi.

 

 

 

La disabilità nel mondo e a Treviso

Nel mondo le persone disabili sono circa 1 miliardo.
In Europa sono 44 milioni i disabili in età lavorativa (tra i 15-64 anni) mentre in Italia sono circa 4,5 milioni le persone che vivono con una qualche forma di disabilità, di queste oltre 1,5 milioni in età lavorativa (18-60 anni).
Si stima che entro il 2047 la disabilità riguarderà 1 donna su 4 e 1 uomo su 6.
Nei tre distretti dell’Usl 2 Marca Trevigiana (Treviso, Pieve di Soligo e Asolo), gli adulti con disabilità in carico alle strutture sanitarie risultano essere 2.906, mentre i minori, compresi i non autosufficienti con assistenza scolastica, sono 2.610.

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