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Il bel tempo di oggi e domani sul Veneto sta aiutando il deflusso dell’onda di piena sui corsi d’acqua. I livelli della rete idrografica principale sono generalmente in calo, anche se permangono situazioni di crescita nei tratti distali dei fiumi Gorzone, Adige e Livenza, in quest’ultimo a causa delle operazioni di rilascio controllato dagli invasi di Ravedis e Ponte Racli. 

 

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto conferma pertanto l’allerta arancione (stato di  pre-allarme): la criticità idraulica arancione nel bacino dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone ) e in quello del basso Brenta-Bacchiglione è valida fino alla mezzanotte di oggi. Successivamente, fino alle ore 14 di domani, è da considerare gialla (stato di attenzione).

 

Lungo il fiume Po è in transito un onda di piena il cui culmine dovrebbe interessare il territorio regionale a partire dalla serata di domani. La criticità idraulica arancione nel bacino del Po e del basso Adige è riferita alla propagazione della piena del fiume e interessa tutti i comuni rivieraschi. Si segnala che presumibilmente dalla serata di domani 26 novembre il grado di criticità diventerà rossa (stato di allarme). Nei rimanenti comuni la criticità idraulica è da considerare verde.

 

È ancora allerta gialla sulla rete principale del bacino del Lemene, Livenza e Tagliamento.

In riferimento alla situazione meteorologica che sta interessando il territorio regionale, il Centro funzionale decentrato della Regione del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione dalle ore 14.00 di oggi alle ore 14.00 di domani, martedì 30 aprile, per eventuali situazioni di criticità idraulica, dovute ai livelli idrometrici sostenuti di alcuni corsi d’acqua.

 

In particolare, saranno tenuti sotto osservazione il Monticano e i seguenti bacini:

VENE-H – Piave Pedemontano (province di Belluno e Treviso);

VENE-G – Livenza, Lemene e Tagliamento (province di Venezia e Treviso).

 

Domani le precipitazioni saranno generalmente assenti, salvo qualche piovasco o burrasca di neve nelle aree montane.

 

Proprio in riferimento alla situazione nivometeorologica, il Centro Funzionale Decentrato ha dichiarato inoltre, dalle ore 14.00 di oggi, per rischio valanghe, la fase operativa di attenzione per il territorio antropizzato nelle aree delle Dolomiti e delle Prealpi Bellunesi.  

Particolare attenzione nell’attività di monitoraggio è richiesta nei siti valanghivi originatisi a causa degli schianti nel corso degli eventi alluvionali del 27-30 ottobre 2018.

 

Questa la situazione meteorologica prevista nelle aree montane del Veneto:

Nei prossimi giorni tempo per lo più stabile e mite salvo la possibilità di qualche piovasco. Lo zero termico sarà in innalzamento fino a 2300-2400 m con possibili gelate notturne oltre i 2000 m. Il rialzo termico e il soleggiamento determineranno un aumento dell’instabilità nel corso della giornata con possibili distacchi spontanei di piccole e medie valanghe lungo i percorsi abituali e sui ripidi pendii soleggiati specie nelle ore pomeridiane e serali. Il pericolo di valanghe, da mercoledì 1° maggio sarà in generale moderato (grado 2) nelle ore notturne in aumento fino a marcato (grado 3) a partire dalla tarda mattinata.

La Fondazione Benetton Studi Ricerche, nel quadro delle proprie attività di ricerca e sperimentazione sul paesaggio, dedica il workshop annuale internazionale di progettazione 2019 al paesaggio lungo il fiume Muson, da Mirano alla laguna di Venezia.

 

 

Il workshop

 

L’evento si svolgerà da martedì 18 a sabato 22 giugno 2019 a Treviso, nella sede della Fondazione Benetton, e si articolerà in momenti di laboratorio, lezioni, visite al territorio, discussione, disegno, e presentazione del lavoro.

 

 

La domanda di partecipazione deve essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] entro le ore 12 di martedì 7 maggio 2019, seguendo le indicazioni contenute nel bando, disponibile nel sito www.fbsr.it e presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18).

 

 

Obiettivi

 

Il workshop si pone come momento di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo che un fiume può svolgere nel paesaggio contemporaneo, in particolare nel contesto della città, in rapporto con il quadro sociale, culturale e territoriale. L’evento si rivolge a quindici partecipanti in possesso della laurea magistrale (o titolo analogo), che maturato qualche esperienza nel settore delle ricerche e dei progetti di paesaggio, dando loro l’opportunità di lavorare sotto la guida di tre docenti di chiara fama: Thilo Folkerts, 00Landschaftsarchitektur, Berlino; Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona; Luigi Latini, Università Iuav, Venezia.

 

 

A partire dalla natura storica di un corso d’acqua che ben rappresenta la lunga vicenda delle operazioni idrauliche che caratterizzano il territorio della Repubblica Veneta e ne disegnano le forme, la riflessione progettuale che si intende affrontare avrà al suo centro i punti di contatto tra i conflitti e le opportunità che lo sviluppo contemporaneo ci chiama a considerare.

 

 

La riflessione su questi luoghi è stata sollecitata dal Bel-Vedere Lab, un insieme di associazioni culturali e di cittadini attivamente impegnati a Mirano per la diffusione di una più consapevole relazione delle persone con i propri luoghi di vita nonché per la promozione di forme innovative di conoscenza e progettazione dei luoghi stessi.

 

 

Come partecipare

 

Per la partecipazione al workshop non è previsto alcun costo di iscrizione.

 

I risultati della selezione, a cura della Fondazione, saranno resi noti entro lunedì 21 maggio 2019 mediante pubblicazione nel sito www.fbsr.it e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati.

 

 

I presenti

 

Docenti

Thilo Folkerts, 100Landschaftsarchitektur, Berlino

Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona

Luigi Latini, Università Iuav, Venezia

 

Tutor

Giacomo Casentini, architetto, Vicenza

Elena Lorenzetto, dottore di ricerca in semiotica, Vicenza

 

Coordinamento workshop

Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche

 

Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche

Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, CNRS, Parigi; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS, Parigi; Joan Nogué, Università di Girona; José Tito Rojo, Università di Granada;

 

Referenti interni della Fondazione

Marco Tamaro (direttore), Patrizia Boschiero (edizioni), Francesca Ghersetti (centro documentazione), Massimo Rossi (studi geografici), Simonetta Zanon (ricerche e progetti paesaggio).

 

 

Info

 

Per maggiori informazioni:

Fondazione Benetton Studi Ricerche,

Tel: 0422 5121,

Mail: [email protected],

Sito: www.fbsr.it

Inquinamento dei fiumi nel Trevigiano. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico chiede chiarimenti da parte della Regione

In meno di due mesi nel Trevigiano ci sono stati oltre 30 sversamenti illegali nei corsi d’acqua da parte delle aziende vitivinicole. Le segnalazioni ad Arpav, anche da parte del sottoscritto, così come le interrogazioni alla Regione, non sono mancate. Quali sono gli esiti? Cosa ha fatto la Giunta? Non vorremmo ritrovarci con la prossima vendemmia nella stessa situazione”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha depositato una nuova interrogazione, sottoscritta dai colleghi Alessandra Moretti, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia e Francesca Zottis, allegando un lungo e dettagliato elenco con gli episodi denunciati e riportati sulla stampa dalle cronache locali.

 

Quest’anno siamo di fronte a uno scenario emergenziale, dovuto anche alla sovrapproduzione frutto dei generosi finanziamenti della Regione. Gli sversamenti in fiumi e torrenti hanno provocato morie di pesci, distruzione della flora acquatica e inquinamento delle acque superficiali. Ho ancora vive negli occhi le troppe immagini che cittadini, associazioni, amministratori locali e pescatori mi hanno inviato, con vere e proprie stragi di migliaia di pesci di varie dimensioni asfissiati. Man mano che ricostruivo e mettevo in fila tutti i fatti, mi sono reso conto della gravità e diffusione di questi illeciti sanzionati penalmente. Ed è solo la punta dell’iceberg perché molte violazioni passano inosservate o peggio vengono viste e non denunciate, quindi i numeri sono certamente più alti“.

 

Gli sversamenti – insiste Zanoni – vanno a peggiorare il quadro in un territorio e con un ambiente già compromesso a causa del proliferare dei vigneti, una coltivazione altamente impattante considerando l’abbondante ricorso ai pesticidi. Le prime segnalazioni risalgono a inizio settembre: quali attività di monitoraggio ha messo in campo la Regione? E le analisi delle acque da parte di Arpav, se sono state fatte, che esito hanno dato?”, domanda il consigliere democratico trevigiano che nell’interrogazione chiede anche, qualora siano stati individuati i responsabili, quali provvedimenti siano stati presi e se la Regione intenda costituirsi parte civile nei confronti di chi ha commesso reati ambientali. “Una scelta che ritengo doverosa. Così come credo che si debbano revocare di tutti i cospicui incentivi e finanziamenti dati alle aziende che hanno violato la legge“.

Il Presidente della Regione Luca Zaia, nella sede della Protezione civile regionale a Marghera, dove opera l’Unità di Crisi istituita per seguire l’andamento dell’ondata di maltempo che sta investendo il Veneto, ha fatto il punto della situazione insieme all’assessore alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin, al dirigente d’area Nicola Dell’Acqua e al direttore interregionale dei vigili del fuoco Veneto-Trentino Alto Adige Fabio Dattilo.

 

“Siamo preoccupati – ha detto Zaia – perché le previsioni meteo confermano una situazione analoga, se non peggiore, a quella che il Veneto ha conosciuto nel 1966 e nel 2010. Il terreno in molte zone è già saturo d’acqua, i fiumi sono ingrossati e il mare per lo scirocco non riceve. Ricordo che nel 2010 l’alluvione ha colpito 135 comuni veneti e 10.400 famiglie e imprese. La differenza sta nel fatto che ora non ha nevicato ma soprattutto che allora non avevamo le opere che oggi ci sono. Abbiamo messo in sicurezza gli argini dei corsi d’acqua, abbiamo realizzato i bacini di laminazione, come Trissino e Caldogno, e altri ne stiamo realizzando. L’allerta rosso di questi giorni è per noi quindi uno stress test per capire se le opere realizzate sono già sufficienti per affrontare situazioni estreme”.

 

“La squadra della protezione civile regionale – ha aggiunto Zaia – si è mossa bene. L’esperienza ci ha insegnato qualcosa e anche i bacini montani sono stati salvaguardati e sono pronti a ricevere acqua. Abbiamo dichiarato lo stato di massima allerta perché siamo dalla parte dei veneti e non vogliamo che neanche un’unghia della nostra popolazione sia messa a rischio. Prenderei in ogni caso esattamente le stesse decisioni. Ringrazio il ministro Salvini che ho sentito e ha contattato tutte le Prefetture. Anche il presidente del Consiglio Conte ha dato immediata risposta alla nostra richiesta di attivazione della protezione civile nazionale. Non siamo catastrofisti ma agiamo a ragion veduta”.

 

“La situazione avrà ancora un picco a partire dal pomeriggio di oggi – ha detto ancora Zaia – ma la macchina della prevenzione è in funzione e alle tante offerte di aiuto provenienti da singoli cittadini, che ringrazio, dico che al momento non c’è necessità di supporto. Voglio invece fare un appello a tutti, in particolare ai più giovani: evitate le zone pericolose, soprattutto evitate di fare foto o filmati col telefonino. Restate distanti dalle zone in cui si vede la forza della natura all’opera”.

 

Da parte sua l’assessore Bottacin ha confermato che l’Unità di Crisi allargata, che rappresenta una novità, è pienamente operativa e la Regione coordina le sette prefetture. Il picco massimo delle precipitazioni è previsto nel pomeriggio e in serata ma – ha fatto rilevare Bottacin – le conseguenze si avvertiranno più tardi sulla portata dei corsi dell’acqua che sono costantemente monitorati. Sono circa 10mila i volontari della protezione civile già allertati e un migliaio fanno parte di squadre specializzate.

 

Dell’Acqua ha confermato che, al di là di quella che può essere la mancanza di percezione del rischio da parte della popolazione, sono i modelli previsionali a dire che ci possono essere criticità. Per questo più squadre di protezione civile sono pronte nell’eventualità di esondazioni. L’ing. Dattilo ha sottolineato che la protezione civile è un sistema di cui i Vigili del Fuoco sono parte. Anche a fronte della prevista recrudescenza del maltempo il sistema è pronto a intervenire. Sono circa un migliaio i vigili del fuoco in Veneto.

 

“È un’emergenza con molti fronti – ha concluso Zaia – ma sono particolarmente preoccupato per la situazione del Piave, per il quale la statistica dice che nell’arco di 100 anni è altamente probabile un ritorno della piena storica. È dal 1966 che non si ripresenta ma il rischio è alto. Soprattutto perché il corso del fiume va ripulito dalla vegetazione e dalle alberature che possono fare tappo sui ponti se portate via dalla corrente. Ora è in corso la progettazione della diga a Ciano del Montello, un’opera da 54 milioni di euro per la sicurezza dal rischio idrogeologico”.

Gli interventi del Consorzio di bonifica Acque Risorgive saranno spiegati alla cittadinanza nel corso di un incontro giovedì 14 giugno al Centro sociale

 

Dal Dese allo Zero, passando per la Fossa Storta, sono numerosi gli interventi che Acque Risorgive ha realizzato, in cantiere o in progettazione nel territorio moglianese. Si tratta di lavori e opere grazie ai quali il Consorzio di bonifica persegue alcuni degli obiettivi prioritari della sua attività: la riqualificazione ambientale e la riduzione del rischio idraulico.

 

Per fare il punto della situazione sugli interventi programmati, di comune accordo con l’assessorato alle Politiche ambientali del comune di Mogliano Veneto, è stato programmato un incontro con la cittadinanza giovedì 14 giugno, alle 20.45 presso il centro sociale di piazza Donatori di Sangue.

Dopo i saluti del sindaco Carola Arena, sarà l’assessore Oscar Mancini ad introdurre la serata che proseguirà con gli interventi del presidente di Acque Risorgive Francesco Cazzaro e del suo direttore Carlo Bendoricchio.

 

“Una serata dedicata alla scoperta delle dinamiche che regolano i principali aspetti idrogeologici dei corsi d’acqua del nostro territorio. Il nostro obiettivo è quello di rendere partecipi i cittadini alle azioni necessarie per migliorare la qualità dell’acqua, la tutela della biodiversità, la riduzione del rischio idraulico, la fruizione dei beni collettivi e indivisibili alla luce della direttiva europea. Una delle misure fondamentali è rappresentata dall’applicazione del Deflusso Ecologico (DE) in ogni corso d’acqua naturale: il volume d’acqua necessario a garantire la prosperità dell’ambiente acquatico e a fornire i servizi collegati all’utilizzo delle acque. Il metodo per la formulazione del valore è stato definito nel dicembre 2017 dall’Autorità di Distretto Alpi Orientali, oggi in via di sperimentazione”, anticipa l’assessore all’ambiente, Oscar Mancini.

 

E proprio durante l’incontro verranno resi noti anche i risultati della prima sperimentazione sul territorio del deflusso ecologico, attività, che ha interessato anche il fiume Zero, finalizzata al raggiungimento entro il 2022 di un nuovo equilibrio idraulico che tenga conto, come sollecita la normativa UE Quadro Acque (DE 2000/60/CE), sia della salvaguardia del fiume che dei benefici collegati all’utilizzo delle acque.

Approfittando dell’esercitazione internazionale Neiflex, l’assessore regionale alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, oggi a Motta di Livenza, è ritornato sull’argomento degli interventi di difesa idrogeologica sui fiumi, con particolare riguardo a Livenza e Tagliamento. L’assessore si è incontrato anche con il capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, Angelo Borrelli.

 

“Lo ricordo spesso, e questa è un’ottima occasione per farlo una volta di più, che è fondamentale per la sicurezza del territorio – ha sottolineato – che le amministrazioni sappiano cooperare indipendentemente dalla loro appartenenza, in quanto l’acqua non segue i confini amministrativi”.

 

 

“Per la sicurezza di questi due fiumi – ha aggiunto – la Regione Veneto sta facendo moltissimo, come dimostrano i 40 milioni impegnati per la costruzione del bacino di laminazione di Pra’ dei Gai sul Livenza, ma altresì i 14 milioni messi a disposizione per la sicurezza del Tagliamento. Ovviamente in questa situazione, più ancora che in altre, decisiva è e sarà la sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, in quanto sarebbe del tutto inutile se si procedesse solo con degli interventi a valle, perché insufficienti a prevenire il rischio di esondazioni”.

 

 

“L’esercitazione di protezione civile Neiflex, del cui ottimo successo ringrazio innanzitutto gli oltre quattrocento volontari veneti – ha concluso l’assessore – è stata una preziosa occasione per testare la sinergia tra enti e anche il livello di collaborazione internazionale, ma credo che per il futuro sia importante concentrarsi anche sul livello preventivo all’interno del quale vanno ricomprese tutte le infrastrutture necessarie”.

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