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Ha fatto il suo ingresso in diocesi solo domenica, ma si è subito ritrovato con un’agenda fitta di impegni.

Il vescovo Michele Tomasi è giunto nel capoluogo trevigiano nella vigilia dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo, fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani. Il tema scelto per il 2019 è quello dell’ecologia integrale, tema caro anche al nuovo vescovo altoatesino, che ha alle spalle anni di insegnamento di dottrina sociale della Chiesa.

 

Così, nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani, il Seminario vescovile di Treviso è stato teatro e promotore di quattro eventi che hanno chiamato il pubblico a partecipare in dibattiti e riflessioni per salvaguardare la Terra, la nostra Casa comune.

 

Dettato dalla consapevolezza che il nostro Pianeta è oggi sempre più minacciato, il programma si è aperto lunedì 30 settembre con l’incontro “Laudato Sì, la Rerum Novarum del XXI secolo. Il compito che ci sta davanti”, cui sono intervenuti Monsiglior Gianfranco Agostino Gardin, amministratore apostolico di Treviso, e don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale sociale e del Lavoro.

 

Il giorno seguente, martedì 1° ottobre, si è parlato invece di cambiamenti climatici all’incontro “Interpellati dall’emergenza climatica”, affrontato da Matteo Mascia della fondazione Lanza.

 

 

Il vescovo ha introdotto l’incontro di lunedì 7 ottobre “La nostra responsabilità. Nuovi stili di vita nella Chiesa e nella società” e si è focalizzato sulla responsabilità privata dei cattolici rispetto ai cambiamenti climatici, conducendo una profonda riflessione sui comportamenti da adottare in vista dello sviluppo di una ecologia integrale.

“Per noi fedeli, che crediamo la natura voluta e data con l’uomo dentro, la conversione ecologica deve essere la base di ogni scelta”, ha detto Tomasi.

 

Insieme a lui ha preso parte al dibattito anche Cecilia Dall’Oglio, coordinatrice di Gccm – Global Catholic Climate Movement (Movimento cattolico globale per il clima) per Italia ed Europa.

 

 

Sala Longhin si è presentata gremita di gente anche nella serata conclusiva di ieri, martedì 8 ottobre, dal titolo “Economia, sviluppo e sostenibilità”.

 

Anche questo incontro è stato arricchito dalla presenza del vescovo, che ha dialogato insieme a Giorgio Santini, presidente di Asvis Veneto e a Paolo Ermano, docente di Economia all’università di Udine.

 

Questo appuntamento di chiusura, in collaborazione con l’associazione “Partecipare il presente”, si è incentrato sul tema della sostenibilità.

 

Per la Chiesa l’ecologia integrale è un argomento molto importante, come ampiamente trattato anche nella meravigliosa Enciclica Laudato Sì scritta da Papa Francesco. Un argomento che sta particolarmente a cuore anche alla città di Treviso, e la numerosa partecipazione agli eventi promossi nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani ne è stata la prova.

A ridosso dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo (fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani), che ricorre il prossimo 7 ottobre, il Seminario vescovile di Treviso organizza una serie di eventi che sostengono il tema dell’ecologia integrale.

 

La cura per il Creato e l’urgenza di scelte concrete per difendere la Casa Comune, oggi sempre più minacciata, sono diventate una priorità necessaria dell’azione politica e sociale, sia a livello globale che locale. Un impulso a fare scelte più forti e sollecite sta venendo dalle nuove generazioni e dal movimento globale, che ha lanciato per il 27 settembre 2019 uno sciopero mondiale per il clima.

 

Il dibattito di questi mesi ci fa ulteriormente comprendere e apprezzare la portata, per certi aspetti rivoluzionaria, dell’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, scritta nel 2015. In particolare, il Papa ci parla della nozione di “ecologia integrale”, esortando a un approccio originale della questione ambientale, inserita e integrata con gli altri capisaldi della Dottrina sociale della Chiesa. Scrive, infatti, il Papa: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale” (n° 13). E ancora: “Dal momento che tutto è intimamente  relazionato e che gli attuali problemi richiedono uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi mondiale, propongo di soffermarci adesso a riflettere sui diversi elementi di un’ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (n° 137).

 

L’ecologia, infatti, “studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo”. Un esempio paradigmatico di cosa intenda il Santo Padre per “ecologia integrale” è dato dal Sinodo per l’Amazzonia, che inizia proprio nei giorni della nostra Settimana Sociale. Tale approccio chiama sicuramente in causa il bene comune e le autorità chiamate a compiere scelte sollecite e importanti, a tutti i livelli. E, al tempo stesso, gli attori della società civile e in particolare quelli economici. Ma anche ciascuno di noi, in nome di quell’ecologia “della vita quotidiana” di cui ci parla papa Francesco. In quest’ottica, il tema della Settimana sociale 2019 incrocia quello di stili di vita evangelici e responsabili per il futuro del pianeta. Proprio quello degli stili di vita è una delle dimensioni che nelle comunità della nostra Diocesi stiamo vivendo, nella prospettiva del Cammino Sinodale. Le serate della Settimana sociale intendono avviare un dibattito, che porti anche a scelte concrete e a ulteriori riflessioni che saranno possibili grazie a una “staffetta” con altri appuntamenti, come quelli proposti dalla scuola sociopolitica di “Partecipare il presente”, dalla scuola sociopolitica di Sant’Agnese (da confermare), dal percorso del Meic.

 

Questo pomeriggio, alle 16.00, Europa Verde partirà da San Basilio (alle Zattere) per arrivare fino a Campo Santo Stefano a Venezia, con un’onda Verde di 30 metri.

 

Il movimento presenterà i propri candidati alle europee per la circoscrizione n°2 Italia-Nord Est immersi in un’onda verde.

 

I suoi esponenti fanno sapere: “Vogliamo far sapere che l’onda verde che attraversa il pianeta dall’Islanda all’Australia c’è, ed è la vera novità politica che è arrivata anche in Italia, dove il cambiamento climatico è diventato uno dei principali temi su tutte le prime pagine. Vogliamo creare consapevolezza tramite un evento emozionale che racconti in modo spettacolare e partecipato l’arrivo dell’onda verde.

 

Vogliamo far crescere la curiosità intorno a una visione possibile ecologista, l’unica alternativa alla stagnazione politica imperante”.

 

Info:

346.0785454 Luana – 346.1821276 Giorgio – 328.3096527 Gianluigi – 340.4841992 Marco

[email protected]

Il settore dell’automobile sta attraversando un ampio processo di cambiamento, sia per quanto riguarda le motorizzazioni utilizzate, sempre più rivolte all’ecologico e all’elettrico, sia per quello che riguarda il modo di acquistare e possedere un’automobile.

 

L’importanza del noleggio

Il noleggio a lungo termine sta prendendo piede nel nostro paese come nuova formula per possedere un veicolo a motore; questo grazie all’ampliamento dell’offerta anche verso i privati.

 

Niente più proprietà, ma un possesso del veicolo attraverso la corresponsione di un canone mensile di noleggio che comprende di molti servizi che altrimenti andrebbero gestiti singolarmente.

 

Il noleggio come soluzione

Grazie a questo, il noleggio a lungo termine si è trasformato da una soluzione pensata esclusivamente per le aziende e professionisti a una nuova formula per vivere la mobilità che attira sempre più l’utenza privata, in grado di offrire soluzioni pensate per ogni genere di esigenza, proprio come quelle disponibili sul portale brumbrum, che offre auto senza anticipo, e soluzioni pratiche e veloci per guidare un’auto sempre nuova.

 

Le soluzioni proposte abbracciano la durata di 36, 48 e 60 mesi, al termine dei quali è prevista la restituzione del veicolo. Potendo così sostituirla con una completamente nuova instaurando un nuovo contratto con la società fornitrice.

 

Un nuovo modo di possedere l’auto che piace agli italiani, che vedono tutte le spese necessarie per utilizzare un’auto incluse in un canone mensile che comprende assicurazione, bollo, manutenzione e molto altro ancora.

 

Tali soluzioni possono prevedere o meno il versamento di un anticipo; oltre alle classiche rate mensili che come detto includono assicurazione RCA, manutenzione ordinaria e il pagamento del bollo.

 

E’ bene verificare quali sono le coperture assicurative previste dal contratto; questo perché le garanzie supplementari, quali furto e incendio, l’esistenza o meno di franchigie, potrebbero generare canoni dal prezzo superiore.

 

La convenienza

Valutare se conviene o no affidarsi a servizi di questo genere corrisponde a sommare i costi di gestione dell’auto obbligatori e frazionati mensilmente. Bollo, assicurazione, manutenzione ordinaria, cambio pneumatici, sono le voci principali da tenere in considerazione; ma assistenza stradale, manutenzione straordinaria, coperture assicurative totali sono altri parametri che possono tracciare un vantaggio superiore rispetto alla normale proprietà.

 

Il noleggio è potenzialmente vincente anche per quanto riguarda la svalutazione, soprattutto per chi vuole cambiare frequentemente il proprio mezzo.

 

Il possesso implica l’utilizzo e nulla più; non si ha nessun bene di proprietà, che comporta una naturale svalutazione con il passare degli anni. Mentre il noleggio è vincente per chi predilige il ricambio periodico del mezzo.

 

I dati raccolti

I dati elaborati da Aniasa, del 2017, mostrano come il 40% degli italiani intervistati è incline a sottoscrivere un servizio di noleggio a lungo termine per l’acquisto della propria nuova autovettura. un segnale che sottolinea quanto sia alto l’interesse nei confronti di questa modalità di possesso; inoltre mostra quanto siano diventate competitive le offerte messe a disposizione sul mercato.

L’Ater di Venezia ha ristrutturato un vasto complesso edilizio in via della Speranza a Fossalta di Piave (VE); a giorni ci saranno le prime 10 assegnazioni degli alloggi.

 

Il progetto

 

Un progetto green, innovativo sul fronte dell’efficientamento energetico, con pannelli solari e “tetti verdi” sui parcheggi, che ha riqualificato un’area centrale del comune creando un vero e proprio residence per gli inquilini. In tutto, 6 edifici che comprendono 24 alloggi Erp con rispettivi parcheggi e posti auto, un vasto giardino con lampioni e panchine, deposito per le biciclette, aree pensate per i giochi dei bambini e spazi per gli anziani, giardini pensili e area ecologica.

 

Un complesso che si candida come il fiore all’occhiello dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale in quest’area della Città metropolitana di Venezia, con una superficie complessiva di circa 4.020 mq e un occhio di riguardo alle aree verdi e all’abbattimento delle barriere architettoniche negli spazi aperti: 1.146 mq sono di giardino, e tra i marciapiedi e la pavimentazione esterna di tutto il complesso non esistono gradini o dislivelli.

 

(L’entrata del residence riqualificato)

 

L’Ater

 

L’Ater di Venezia ha svolto lavori di recupero edilizio, riqualificazione energetica, sistemazioni esterne ed opere di urbanizzazione. Un intervento iniziato nel 2013 che si è concluso nelle scorse settimane, il cui costo complessivo è di 2.863.350,28 euro, di cui 1.054.450,28 provengono da fondi europei Por Fesr e 1.808.900 da rinvestimenti delle vendite dell’Ater di Venezia.

 

“Con gioia e soddisfazione, ma anche una punta di orgoglio – spiega il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – possiamo iniziare ad assegnare i primi dieci alloggi Erp dei 24 disponibili in questo meraviglioso complesso che abbiamo recentemente terminato di restaurare nel centro di Fossalta, che si configura come un vero e proprio residence innovativo. Nei prossimi giorni porteremo le prime dieci famiglie aventi diritto, secondo le graduatorie comunali, a visitare le nuovissime abitazioni. Anche in questo caso l’intervento è all’avanguardia e rispettoso dell’ambiente, perché oltre ai pannelli solari sui tetti per il riscaldamento dell’acqua, le superfici verdi sopra ai parcheggi, cioè i giardini pensili, sono stati realizzati come misura contro il calore dell’asfalto, una soluzione “green” per contrastare il riscaldamento ambientale”.

 

Il complesso ha un grande ingresso principale per i veicoli e altri laterali per l’accesso pedonale. I 24 alloggi hanno tutti medie dimensioni, circa 50 metri quadrati l’uno, muniti di piccoli ripostigli esterni.

 

All’interno del residence vi sono 22 parcheggi con “tetti verdi” e 6 posti auto per gli inquilini. Nel vasto giardino che circonda gli edifici vi sono lampioni e un’area con le panchine, un deposito per le biciclette, e alcune zone del giardino pensate come aree giochi dei bambini e spazi per gli anziani. Lateralmente al complesso è stata realizzata un’area ecologica per la raccolta dei rifiuti. Il piano di recupero dell’area ha previsto anche il ridisegno della strada interna di accesso e la creazione di marciapiedi su entrambi i lati.

 

La riqualifica

 

La riqualificazione dei 6 edifici e dei 24 alloggi ha permesso anche la realizzazione del “cappotto” (isolamento termico) dei fabbricati; senza dimenticare l’installazione dei pannelli solari sui tetti per la produzione di acqua calda.

 

 

La valorizzazione degli spazi esterni si mostra anche attraverso la piantumazione di piantine lungo il viale d’accesso e nei giardini condominiali. Le opere di urbanizzazione degli spazi scoperti hanno così risposto alle linee imposte dalla legge n.10 del 14/01/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

 

(Il residence prima dei lavori)

 

I lavori

 

Il progetto esecutivo per le opere di sistemazione esterna, urbanizzazione primaria e completamento degli edifici ha visto la realizzazione di:

 

  • Reti tecnologiche interrate relative ai collettori delle acque nere e bianche con formazione di nuove caditoie lineari;
  • Distribuzione e collegamento acquedotto;
  • Collegamento gas metano e relativi manufatti;
  • Linea telefonica;
  • Impianto elettrico e citofonico con predisposizione per apertura cancelli;
  • Impianto di illuminazione esterna a servizio delle pavimentazioni interne carraie e pedonali oltre alle aree verdi comuni;
  • Recinzioni in c.a. e metalliche con nuovi manufatti di sostegno per cancelli di ingresso;
  • Pavimentazioni pedonali e carraie dei marciapiedi e strada interna;
  • Cancelli pedonali e carraio metallici;
  • Sistemazione a verde e arredo delle aree comuni;
  • Adeguamento di porzione della tubazione di raccolta acque pluviali su Via Bergamo;
  • Rifacimento del marciapiede pubblico su Via Bergamo con integrazione su Via Della Speranza;
  • Impianto elettrico delle singole autorimesse;
  • Creazione ripostigli sotto alle terrazze;

Per questo appuntamento del venerdì dedicato al tema dell’inquinamento, tema sul quale il nostro giornale intende insistere, desidero parlare di quanto l’Europa sta facendo per ridurre sino ad azzerare la travolgente quantità di plastica che investe le nostre acque e i nostri mari.

 

 

Il Parlamento europeo ha appena varato delle misure che vieteranno dal 2021 l’uso di oggetti di plastica monouso. Saranno vietati piatti e posate di plastica, cannucce, bastoncini cotonati, sacchetti di plastica e contenitori in polistirolo espanso.

 

 

Inoltre entro il 2029 dovrà essere raccolto separatamente il 90% delle bottiglie di plastica, ed entro il 2030 il 25% delle bottiglie di plastica dovrà essere confezionato con materiale riciclabile.

 

 

Da un indagine condotta da Bruxelles, l’80% dell’inquinamento è causato da plastica, prodotto che resiste al tempo ed è difficilmente degradabile, oltretutto in tempi molto lunghi. Continuamente, grandi quantità di questo materiale si ritrovano nella fauna marina finendo poi nella catena alimentare.

 

 

Esempio emblematico è quello del capodoglio trovato pochi giorni fa spiaggiato e morto a Porto Cervo, in Sardegna. Nel suo stomaco sono stati rinvenuti 22 kg di plastica, piatti monouso, buste di plastica e sacchetti condominiali: probabilmente la causa della sua morte. Per la cronaca era una femmina ed era incinta.

 

 

È stato appurato che il 95% dei rifiuti nei nostri mari è costituito da plastica. Molti sono gli animali marini, tartarughe cetacei ed uccelli, che muoiono per aver ingerito grandi quantità di microplastiche.

 

 

Il record di inquinamento da microplastiche è stato registrato nel Mediterraneo. Triste primato per il nostro mare.

Cambiamenti climatici e green economy saranno al centro dell’incontro “L’Europa è il nostro futuro” in programma sabato 6 aprile a Treviso. Ne parleranno Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e l’eurodeputata Isabella De Monte.

 

Per troppo tempo il riscaldamento globale e i suoi costi, economici e sociali, sono stati sottovalutati. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, restano 12 anni per ‘salvare il pianeta’. Una sfida ai negazionisti, guidati dal presidente degli Usa Trump.

 

Si rilancia la diminuzione, in maniera drastica, delle emissioni di gas a effetto serra; invitando inoltre a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico e abbandonare fonti inquinanti a partire dal carbone. Si invita inoltre ad azioni coordinate a ogni livello, dai Comuni alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea.

 

“Per il Veneto finora è stato fatto poco o niente”. Accusa il Partito Democratico.  Il consigliere Zanoni ci tiene a ricordare che il PD ha presentato due mozioni, di cui n’è primo firmatario, per lanciare politiche energetico-ambientali nella regione; questo con l’obiettivo di abbattere le emissioni climalteranti. “Vedremo cosa risponderanno Zaia e la maggioranza leghista”. Conclude il PD.

 

L’appuntamento è per sabato in via Castagnole 20/M alle 17 nella sede del Pd provinciale di Treviso.

La Municipalità di Lido Pellestrina organizza anche quest’anno “‘Ndemo a netàr i Murassi”, una giornata ecologica di sensibilizzazione per una migliore accessibilità alla spiaggia libera. L’iniziativa si svolgerà sabato 6 aprile nell’ambito della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” aderendo così alla campagna “Let’s Clean Up Europe 2019”.

 

 

Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini sugli aspetti ambientali, in particolare sull’abbandono, la riduzione, il riciclo dei rifiuti e l’adozione di uno stile di vita ecosostenibile.

 

 

Alla manifestazione hanno aderito le scuole e le associazioni del territorio e Veritas metterà a disposizione il materiale necessario alla raccolta.

 

La partenza è prevista per le ore 9.30 al Lido sopra i Murazzi, all’altezza dell’omonimo ristorante.

Il 26 marzo il GSE (Gestore Servizi Elettrici) ha premiato l’amministrazione comunale di Cimadolmo come miglior intervento per il risparmio energetico in Italia realizzato su edifici pubblici.

 

Il GSE ha voluto premiare con una targa il lavoro e l’impegno dell’amministrazione comunale, indicando Cimadolmo come migliore Best Practice italiana nell’utilizzo delle risorse per il risparmio energetico; questo reso disponibile grazie al conto termico.

 

 

Cos’è il GSE

Il GSE è la società individuata dallo Stato italiano per perseguire e conseguire gli obiettivi di sostenibilità ambientale; nei due pilastri delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, e rende disponibile competenze e risorse per aiutare la Pubblica Amministrazione ad affrontare questa sfida.

 

 

 

 

L’amministrazione comunale di Cimadolmo

Negli ultimi anni, l’amministrazione comunale cimadolmese ha lavorato per poter rendere sostenibili i propri edifici, mirando alla riqualificazione energetica e al risparmio delle risorse.

 

I lavori sono stati seguiti direttamente dai tecnici dell’amministrazione nell’ambito delle attività previste dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), che l’amministrazione ha fortemente voluto.

 

“Il risparmio delle risorse pubbliche, visto come minori costi di gestione, di energia e di emissione di CO2, è un tema che ci ha visto molto coinvolti come amministrazione. Inoltre il tema investe le tematiche anche della programmazione di investimenti; con i risparmi dati dall’utilizzo di nuove tecnologie, possiamo destinare risorse sul miglioramento dei processi e dei servizi diretti ai cittadini”, spiega il sindaco Giovanni Ministeri.

 

Sempre il sindaco commenta: “Questo premio, ci rende molto orgogliosi del lavoro fatto; può essere di esempio ad altre amministrazioni comunali per lavorare con le sfide quotidiane, per le prossime generazioni, in un’ottica di utilizzo delle nuove tecnologie per lo sviluppo del nostro territorio, sapendo che una grossa fetta dell’economia presente e futura sarà rappresentata da tutta la filiera green. Questo potrebbe avere degli impatti assolutamente positivi per il nostro territorio; se riusciremo a fare massa critica con gli altri comuni riusciremo a dare sviluppo sostenibile e ottime possibilità di migliorare la vita e prospettive di lavoro ai nostri cittadini”.

 

 

L’edificio premiato

A essere premiato come migliore caso italiano è l’Innovation Hub, sede del T.oo.B. Un edificio a quasi zero emissioni (NZEB – Nearly Zero Energy Building), progettato dall’Arch. Piccin – Studio QuattroPiulab, che permette di avere un edificio in Classe A4. L’edificio è altresì messo a disposizione delle scuole, con dei laboratori di lingue, e alla popolazione di Cimadolmo.

 

“A fronte di questo importante risultato il prossimo 9 maggio organizzeremo un incontro pubblico, in collaborazione con il GSE e lo I.E.S.T. (Istituto europeo per lo sviluppo tecnologico), per presentare gli aspetti più tecnici”, ha dichiarato la vicesindaca Chiara Lovat.

Durante la giornata ecologica organizzata dal Club biancadese e patrocinata dal Comune di Roncade, emergono vasche da bagno, bici ed elmetti della seconda guerra mondiale.

 

I volontari di CarpFishing che hanno impiegato la giornata di domenica scorsa pulendo il corso d’acqua di Roncade non riescono a capacitarsi del livello di inciviltà che caratterizza ancora, nonostante i pericoli incombenti, il nostro territorio.

 

In netto contrasto con gli eco-delinquenti, i componenti del Club CarpFishing di Biancade hanno organizzato una giornata dedicata alla pulizia degli argini e dei fondali del Musestre rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia della natura.

 

 

 

Le adesioni, fortunatamente, non sono mancate.

 

Una trentina i volontari che si sono affaccendati tra l’area del parco dell’isola, all’altezza della centralissima via Roma, il tratto davanti al Castello e quello che lambisce la frazione omonima al Musestre.

 

 

 

 

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Roncade e dal Contratto di Fiume e si è svolto in collaborazione con Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Gruppo Alpini di Roncade e ASDPS (Associazione Sportiva di Promozione Sociale) di Biancade.

 

“Sono tempi bui per l’ambiente, perciò le iniziative encomiabili come quella svolta sul Musestre hanno alto valore etico e sociale” commenta l’assessore all’Ambiente, Daniele Biasetto, che pone in risalto l’urgente necessità di sensibilizzare maggiormente roncadesi e non.

 

I membri di CarpFishing ancora una volta rimangono sbalorditi. “Da 4 anni ripuliamo il fiume e ogni anno è la stessa storia, raccogliamo tanti rifiuti sempre nuovi. Un anno abbiamo trovato persino delle coppe e non ci spieghiamo come a qualcuno venga in mente di liberarsi in quel modo di trofei vinti.”

 

 

L’unica nota positiva – precisa il sindaco, Pieranna Zottarelli, che ha voluto ringraziare personalmente i volontari – è che quest’anno è stata trovata un po’ meno immondizia del solito. Quindi, insistere su temi ambientali pare stia dando frutti. Il nostro obiettivo è sempre rifiuti abbandonati zero.”

 

Foto di Paolo Colombatti

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