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Ha fatto il suo ingresso in diocesi solo domenica, ma si è subito ritrovato con un’agenda fitta di impegni.

Il vescovo Michele Tomasi è giunto nel capoluogo trevigiano nella vigilia dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo, fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani. Il tema scelto per il 2019 è quello dell’ecologia integrale, tema caro anche al nuovo vescovo altoatesino, che ha alle spalle anni di insegnamento di dottrina sociale della Chiesa.

 

Così, nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani, il Seminario vescovile di Treviso è stato teatro e promotore di quattro eventi che hanno chiamato il pubblico a partecipare in dibattiti e riflessioni per salvaguardare la Terra, la nostra Casa comune.

 

Dettato dalla consapevolezza che il nostro Pianeta è oggi sempre più minacciato, il programma si è aperto lunedì 30 settembre con l’incontro “Laudato Sì, la Rerum Novarum del XXI secolo. Il compito che ci sta davanti”, cui sono intervenuti Monsiglior Gianfranco Agostino Gardin, amministratore apostolico di Treviso, e don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale sociale e del Lavoro.

 

Il giorno seguente, martedì 1° ottobre, si è parlato invece di cambiamenti climatici all’incontro “Interpellati dall’emergenza climatica”, affrontato da Matteo Mascia della fondazione Lanza.

 

 

Il vescovo ha introdotto l’incontro di lunedì 7 ottobre “La nostra responsabilità. Nuovi stili di vita nella Chiesa e nella società” e si è focalizzato sulla responsabilità privata dei cattolici rispetto ai cambiamenti climatici, conducendo una profonda riflessione sui comportamenti da adottare in vista dello sviluppo di una ecologia integrale.

“Per noi fedeli, che crediamo la natura voluta e data con l’uomo dentro, la conversione ecologica deve essere la base di ogni scelta”, ha detto Tomasi.

 

Insieme a lui ha preso parte al dibattito anche Cecilia Dall’Oglio, coordinatrice di Gccm – Global Catholic Climate Movement (Movimento cattolico globale per il clima) per Italia ed Europa.

 

 

Sala Longhin si è presentata gremita di gente anche nella serata conclusiva di ieri, martedì 8 ottobre, dal titolo “Economia, sviluppo e sostenibilità”.

 

Anche questo incontro è stato arricchito dalla presenza del vescovo, che ha dialogato insieme a Giorgio Santini, presidente di Asvis Veneto e a Paolo Ermano, docente di Economia all’università di Udine.

 

Questo appuntamento di chiusura, in collaborazione con l’associazione “Partecipare il presente”, si è incentrato sul tema della sostenibilità.

 

Per la Chiesa l’ecologia integrale è un argomento molto importante, come ampiamente trattato anche nella meravigliosa Enciclica Laudato Sì scritta da Papa Francesco. Un argomento che sta particolarmente a cuore anche alla città di Treviso, e la numerosa partecipazione agli eventi promossi nella 33^ Settimana sociale dei cattolici trevigiani ne è stata la prova.

A ridosso dell’anniversario della morte di Giuseppe Toniolo (fondatore della Settimana sociale dei cattolici italiani), che ricorre il prossimo 7 ottobre, il Seminario vescovile di Treviso organizza una serie di eventi che sostengono il tema dell’ecologia integrale.

 

La cura per il Creato e l’urgenza di scelte concrete per difendere la Casa Comune, oggi sempre più minacciata, sono diventate una priorità necessaria dell’azione politica e sociale, sia a livello globale che locale. Un impulso a fare scelte più forti e sollecite sta venendo dalle nuove generazioni e dal movimento globale, che ha lanciato per il 27 settembre 2019 uno sciopero mondiale per il clima.

 

Il dibattito di questi mesi ci fa ulteriormente comprendere e apprezzare la portata, per certi aspetti rivoluzionaria, dell’enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, scritta nel 2015. In particolare, il Papa ci parla della nozione di “ecologia integrale”, esortando a un approccio originale della questione ambientale, inserita e integrata con gli altri capisaldi della Dottrina sociale della Chiesa. Scrive, infatti, il Papa: “La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale” (n° 13). E ancora: “Dal momento che tutto è intimamente  relazionato e che gli attuali problemi richiedono uno sguardo che tenga conto di tutti gli aspetti della crisi mondiale, propongo di soffermarci adesso a riflettere sui diversi elementi di un’ecologia integrale, che comprenda chiaramente le dimensioni umane e sociali” (n° 137).

 

L’ecologia, infatti, “studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo”. Un esempio paradigmatico di cosa intenda il Santo Padre per “ecologia integrale” è dato dal Sinodo per l’Amazzonia, che inizia proprio nei giorni della nostra Settimana Sociale. Tale approccio chiama sicuramente in causa il bene comune e le autorità chiamate a compiere scelte sollecite e importanti, a tutti i livelli. E, al tempo stesso, gli attori della società civile e in particolare quelli economici. Ma anche ciascuno di noi, in nome di quell’ecologia “della vita quotidiana” di cui ci parla papa Francesco. In quest’ottica, il tema della Settimana sociale 2019 incrocia quello di stili di vita evangelici e responsabili per il futuro del pianeta. Proprio quello degli stili di vita è una delle dimensioni che nelle comunità della nostra Diocesi stiamo vivendo, nella prospettiva del Cammino Sinodale. Le serate della Settimana sociale intendono avviare un dibattito, che porti anche a scelte concrete e a ulteriori riflessioni che saranno possibili grazie a una “staffetta” con altri appuntamenti, come quelli proposti dalla scuola sociopolitica di “Partecipare il presente”, dalla scuola sociopolitica di Sant’Agnese (da confermare), dal percorso del Meic.

 

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